Visualizzazione post con etichetta Newton Compton. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Newton Compton. Mostra tutti i post

mercoledì 30 ottobre 2024

[Recensione] Charlie Chan e il cammello nero - Earl Derr Biggers

 


CHARLIE CHAN E IL CAMMELLO NERO || E. Derr Biggers || Newton Compton || 2012 || 188 pag.

Shelah Fane, celebre star del cinema, viene uccisa a Waikiki Beach e Charlie Chan, il noto detective un po' cinese, un po' hawaiano e un po' americano, protagonista di tanti romanzi di Biggers, deve scoprire l'assassino. L'unica pista possibile lo conduce a un episodio di tre anni prima, quando Shelah Fane, a Los Angeles, si trovò involontariamente ad assistere a un omicidio: ma chi sarà il misterioso assassino che è tornato in scena per eliminare uno scomodo testimone?

RECENSIONE

Dopo sei anni leggo un altro romanzo con protagonista Charlie Chan. Stavolta il nostro ispettore di polizia cinese è a casa sua a Honolulu, e scopriamo che ha la bellezza di quattordici figli (con tanta salute!). Accade che una celebre attrice di Hollywood, Shelah Fane, viene uccisa a Waikiki Beach e ben presto il nostro detective scoprirà che la signorina aveva, qualche anno prima, assistito a un omicidio.

Devo ammettere che fino alla fine non riuscivo a capire chi fosse l'assassino, anche perché ogni volta che Chan interrogava e approfondiva le vite dei vari personaggi sbarcati sull'isola assieme alla diva del cinema ognuno poteva avere a che fare con lei, in modo diretto o indiretto. Ho apprezzato il fatto che ogni indizio, colpi di scena, depistaggi, riflessioni, informazioni sul caso venissero condivise con noi lettori, così ti sentivi davvero coinvolto nelle indagini e potevi riflettere assieme a Chan. Ho notato che i vari personaggi che circondavano la diva restavano abbastanza distaccati emotivamente.

Potrei consigliarvi questa lettura come un giallo da leggere in spiaggia, nulla di più.


giovedì 17 ottobre 2024

[Recensione] Il codice segreto di Pechino - Adam Brookes

 


IL CODICE SEGRETO DI PECHINO || Adam Brookes || Newton Compton || 2015 || 321 pag.

Peanut è un uomo solitario. Una notte fugge da un campo di lavoro, attraversando le lande desolate e ghiacciate della zona nordoccidentale della Cina. E pensare che, vent’anni prima, era una spia di Sua Maestà, arruolato nei servizi segreti britannici. Ora, invece, deve darsi alla macchia confondendosi tra le strade di Pechino, tenute perennemente sotto controllo della polizia della Repubblica popolare cinese. Disperato e senza più scrupoli, Peanut sarà costretto a ricontattare i suoi vecchi superiori all’MI6, ma per farlo non esiterà a coinvolgere un giornalista, Philip Mangan, offrendosi di rivelargli scottanti segreti militari in cambio del suo aiuto. Quelle informazioni si riveleranno però ben più interessanti di quanto Peanut o Mangan avrebbero mai potuto immaginare… e non soltanto per gli inglesi.

RECENSIONE

Un giornalista free lance britannico, Philip Mangan, incontrerà a Pechino il cinese Peanuts, alias Li Huasheng, ex spia ed ex prigioniero in un campo di lavoro, e da quel momento resterà invischiato in una storia di spionaggio industriale riguardante la costruzione di missili per testate termonucleari.

Uno spy thriller con alti e bassi, diventa più "accattivante" soprattutto nella seconda parte. Trovato per caso nella bancarella di libri che in estate frequento.




giovedì 20 giugno 2024

[Recensione] Le verità sepolte - Angela Marsons

 


LE VERITÀ SEPOLTE || Angela Marsons || Newton Compton || 2023 || 384 pag.

Quando, durante uno scavo archeologico, vengono rinvenute alcune ossa umane, uno sperduto campo della black country si trasforma improvvisamente nella complessa scena di un crimine per la detective Kim Stone. Non appena le ossa vengono esaminate diventa chiaro che i resti appartengono a più di una vittima. E testimoniano un orrore inimmaginabile: ci sono tracce di fori di proiettile e persino di tagliole da caccia. Costretta a lavorare fianco a fianco con il detective Travis, con il quale condivide un passato che preferirebbe dimenticare, Kim comincia a investigare sulle famiglie proprietarie e affittuarie dei terreni del ritrovamento. E così, mentre si immerge in una delle indagini più complicate mai condotte, la sua squadra deve fare i conti con un'ondata di odio e violenza improvvisa. Kim intende scoprire la verità, ma quando la vita di una sua agente viene messa a rischio, dovrà capire come chiudere al più presto il caso, prima che sia troppo tardi.


RECENSIONE 

Questo libro mi è stato regalato per il mio compleanno da mio cugino, sapendo che prediligo anche il genere giallo/thriller. Non conoscevo questa autrice britannica e ho scoperto che viene considerata addirittura la regina inglese del thriller. Peccato che ho scoperto trattarsi del sesto libro della serie con protagonista la detective Stone, ma si può leggere ugualmente anche se non hai letto quelli precedenti.

In questa storia vengono ritrovati, in un campo abbandonato, i resti di tre scheletri umani, e la detective Stone indaga su questo caso strano, ed è subito evidente che si tratta di casi di omicidio visto che ci sono tracce di fori di proiettile nelle ossa. Ma le indagini inizieranno subito male, visto che la detective è costretta dal suo capo a collaborare con una sua vecchia conoscenza, il detective Travis, e più scaveranno più si ritroveranno in una spirale di violenza inimmaginabile.

La detective lavora per la prima volta non con la sua squadra ma con quella di Travis ed era l'intento dell'autrice di scrivere una storia con questa traccia, per mettere in difficoltà la sua protagonista. 

Seguire questo cold case è stato avvincente, le pagine ti scorrono velocemente una dopo l'altra e il fatto che i capitoli siano molto brevi, anche di tre quattro pagine, aiuta molto. Ripeto, non ho letto gli altri libri di questa serie, ma in questo caso ci sono diversi protagonisti ad indagare, quindi è più un'indagine a diverse voci (e una poliziotta di Stone ha rischiato davvero la pelle per aver agito di sua spontanea volontà senza avvertirla prima) e la cosa non mi è dispiaciuta affatto. 

Sicuramente leggerò altre indagini della detective Stone. 



sabato 22 luglio 2023

[Recensione] Prima regola: non innamorarsi - Felicia Kingsley

 


PRIMA REGOLA: NON INNAMORARSI || Felicia Kingsley || Newton Compton || 2020 || 416 pagine

Silvye ha ventisette anni, una madre asfissiante e sogna solo una vita normale, con un lavoro normale. Ma la verità è che la sua vita è tutto meno che normale perché… è una truffatrice. Sì, una truffatrice, figlia di una truffatrice che l’ha istruita alla perfezione nell’arte del furto e dell’inganno. Ci sono solo due cose che Silvye non deve fare: mangiare carboidrati e innamorarsi. A lei, le regole proprio non piacciono: ok vivere senza innamorarsi, ma non senza carboidrati!
C’è invece una persona a cui le regole piacciono moltissimo: Nick Montecristo, affascinante ladro-gentiluomo e astuto genio dell’arte. È un abile stratega, impermeabile ai sentimenti, e non ha mai fallito un solo incarico.
Nick e Silvye sono i prescelti da un ricco ed eccentrico collezionista, per mettere a segno un colpo sensazionale. Peccato che i due si detestino e abbiano qualche conto in sospeso da regolare. Lei è fuoco, lui è ghiaccio. Impensabile lavorare insieme, impossibile dire di no al colpo. Riusciranno Nick e Silvye a passare da rivali a complici, ed evitare che una fastidiosa quanto imprevista attrazione tra loro complichi le cose? Ma sì, in fondo sono due professionisti, basterà rispettare una sola regola…

RECENSIONE

Come sa chi mi segue da anni qua come recensore, non leggo romance e non è quindi il mio genere prediletto di lettura. Ma mi piace provare e/o scoprire, di tanto in tanto, libri che sono fuori dalla mia comfort zone e in questo caso è stato un successo: perché questo romance della Felicia Kingsley mi è piaciuto.

Avete presente il celebre Il codice Da Vinci di Dan Brown? Ebbene, questo romanzo è più o meno quel genere con salsa romance. Quindi aspettatevi inseguimenti, sparatorie, agenti segreti, misteri da risolvere, tesori da trovare, enigmi da risolvere. E poi il fatto che la maggior parte della storia è ambientata a Venezia non aiuta molto i due protagonisti, due ladri, che decidono di non innamorarsi nonostante l'attrazione sia presente fin da quando si conoscono in aereo.

Ringrazio la Felicia che è riuscita a scrivere un romance diverso, avventuroso oserei dire, pieno di azione e colpi di scena, che potrebbe avvicinare chi questo genere non lo ama o lo snobba.


lunedì 20 marzo 2023

[Recensione] Il giallo di Montelepre - Gavino Zucca

 


IL GIALLO DI MONTELEPRE || Gavino Zucca || Newton Compton || 2018 || 320 pagine

Sassari, 1961. È la settimana prima di Natale quando un barbone molto noto in città viene trovato morto in una piazza del centro storico. I sospetti ricadono subito su un altro mendicante, di cui si perdono immediatamente le tracce. Il caso si presenta all’apparenza molto semplice: qualcuno ha visto il presunto omicida che sottraeva qualcosa dalle tasche della vittima. Ma il tenente dei carabinieri, Giorgio Roversi, bolognese DOC trasferito in Sardegna per motivi disciplinari, non ne è del tutto convinto. Seguendo gli indizi disseminati ovunque, e con l’aiuto di Luigi Gualandi, ex ufficiale veterinario dell’Arma, il tenente scoprirà che la verità affonda le proprie radici in storie del passato, antiche e ormai dimenticate… Quando anche un secondo cadavere viene rinvenuto, Roversi ha davvero poco tempo per agire: dovrà risolvere il caso al più presto, prima che l’assassino riesca a farla franca. 

RECENSIONE

Trovai questo libro in libreria e, visto che amo leggere il genere giallo/poliziesco, decisi di acquistarlo. Ci troviamo in Sardegna, a Sassari, agli inizi degli anni 60, e un barbone viene trovato morto per strada. Ad indagare sarà il protagonista del romanzo, il tenente dei carabinieri Giorgio Roversi (grande appassionato del fumetto Tex).

Rispetto ai gialli che leggo di solito, tipo il commissario Maigret di Simenon o il commissario Montalbano di Camilleri, la vicenda si dipana molto lentamente e senza particolari colpi di scena che potevano forse dare più pathos alla trama. Vogliamo parlare del protagonista? L'autore non è riuscito per nulla a farmelo rendere simpatico, neanche nelle scene del bar quando si incontra coi suoi amici. La stessa trama gialla ha quasi nulla di giallo, sembra di leggere una commedia italiana degli anni 50 molto noiosa e spesso senza senso. Mi spiace ma non mi ha convinto né mi ha preso.


mercoledì 18 agosto 2021

[Recensione] Candido - Voltaire

 


CANDIDO || Voltaire || Newton & Compton || 18 giugno 2013 || 128 pagine

La candida domanda «Perché esiste il male in questo mondo?» ha turbato i pensatori di tutti i tempi.
Se lo chiede anche Voltaire, in questo piccolo gioiello letterario e filosofico, senza trovare una risposta definitiva, anzi, lasciandoci con il sospetto che una risposta definitiva non esista affatto. Esempio unico di mirabile congiunzione tra ironia, inquietudine metafisica e perfezione stilistica, Candido racconta la storia di un ragazzo che vaga per nazioni e terre nuove e misteriose, affrontando le più diverse avventure. Conosce il dotto fanfarone Pangloss, con cui va incontro alla rovina; parla con religiosi, manichei, donne di facili costumi, scopre addirittura El Dorado. E nel corso del suo viaggio regala al lettore il piacere dell’arguzia unita alla forza dell’intelligenza.

RECENSIONE

Voltaire in questo suo breve romanzo fantasy ci fa riflettere sull'ottimismo degli esseri umani, ovvero sul perché dovremmo essere felici e se questo ha oppure no un senso. Non avremo una risposta ben precisa, ma almeno ci saremo divertiti seguendo le rocambolesche avventure di Candido e del suo fido Cacambo, che arriveranno fino alla mitica città dell'ElDorado dove le pietre preziose sono considerate fango.


sabato 31 luglio 2021

[Recensione] L'età dell'innocenza - Edith Wharton

 


L'ETÀ DELL'INNOCENZA || Edith Wharton || Newton Compton || 28 maggio 2015 || 284 pagine

L’età dell’innocenza è un mirabile affresco della borghesia newyorchese di fine Ottocento, contro il cui ottuso moralismo Edith Wharton si scaglia coraggiosamente difendendo l’autenticità di un amore sincero. La storia sentimentale tra Newland Archer, brillante avvocato dell’aristocrazia cittadina, e la contessa Ellen Olenska, cui inflessibili convenzioni impediscono di divorziare dal marito, è lo specchio di una società che l’autrice conosce e contesta profondamente. Una società ipocrita e perbenista, in cui pregiudizi atavici, tradizionalismi ormai svuotati di significato, princìpi ingiusti e falsamente morali impongono precise regole comportamentali, che cozzano contro il desiderio di affermazione del singolo. Contro tutto questo lotta con ammirevole tenacia la protagonista del romanzo, che tenta di difendere fino alla fine il suo amore e la sua libertà di scelta, cui si oppone la consapevolezza, che porterà Archer alla rinuncia finale, dei suoi doveri sociali.

RECENSIONE

Grazie a questo romanzo Edith Wharton vinse il Premio Pulitzer nel 1921, dopo esattamente un anno dalla sua pubblicazione.

Newland Archer è un avvocato newyorkese che si innamora di May Welland che vorrebbe sposare. Sembra andare tutto per il meglio quando, un giorno, irrompe nelle loro vite l'affascinante madame Ellen Olenska, cugina di May e separata. E il nostro Archer se ne innamorerà perdutamente.

Sinceramente non mi ha colpito più di tanto questo romanzo, da molti considerato addirittura un capolavoro da leggere assolutamente. La critica che la Wharton fa alla società americana è evidente, si viveva in una società spesso ipocrita, provinciale e bigotta, cosa che anche oggi non è cambiata più di tanto. Lo stesso Archer è stato un codardo, permettetemi il termine, perché se amava davvero la Olenska avrebbe mollato tutto davvero. Facile preferire le comodità a un amore cieco e selvaggio. Il capitolo finale è di una tristezza quasi stupida, perché sembra dire che lui non ha fatto che pensare a lei tutti quegli anni (trenta, se non ricordo male) struggendosi nel fatto che non è scappato con lei. Mah.
Lo stile della Wharton mi è piaciuto, molto raffinato e delicato.




lunedì 14 giugno 2021

[Recensione] Lady Susan - Jane Austen

 


LADY SUSAN || Jane Austen || Newton Compton || marzo 2013 || 125 pagine

Lady Susan è una donna energica, intelligente, senza scrupoli, che si diverte a giocare con i sentimenti degli uomini.
La città di provincia, le chiacchiere dei salotti, le ferree regole dell’universo piccolo-borghese: in questa breve opera gli ingredienti per entrare nello straordinario mondo della Austen ci sono tutti. L’autrice inglese ha saputo dipingere il suo tempo con grazia ed eleganza, ma ne ha lasciato accuratamente emergere, con le stesse armi tipiche di quei salotti (arguzia, bon ton, ironia), gli aspetti più retrogradi, rivelandosi donna di spirito e femminista ante litteram.

RECENSIONE

Opera giovanile della Austen, Lady Susan è un romanzo breve in forma epistolare, come non ricordare Dracula di Stoker o I dolori del giovane Werther di Goethe? In totale leggeremo 41 lettere, di cui la maggior parte tra Lady Susan e Mrs Johnson, sua cara amica e complice negli intrighi e sotterfugi descritti. Eh già, perché Lady Susan è una donna energica, intelligente, senza scrupoli, che si diverte a giocare con i sentimenti degli uomini.

Trama (che nulla ha da invidiare a Beautiful)
Lady Susan, cognata di Mr Vernon, vedova da soli quattro mesi, fa visita alla sua famiglia Vernon presso la tenuta di Churchill, con lo scopo di fuggire dalle voci su una doppia relazione che la donna intrattiene a Londra con un uomo già sposato, Mr Manwaring, e con un uomo molto più giovane di lei, Mr James Martin, di cui è innamorata Miss Manwaring, nipote di Mr Manwaring.
Dopo essersi recata presso la famiglia Vernon, Lady Susan, attraverso il suo ingegno e la sua eloquenza, riesce a far innamorare di sé Mr Reginald De Courcy, fratello di Mrs Vernon. Ella è decisamente preoccupata per il fratello, avendo compreso la vera natura della donna. Lady Susan ha una figlia, Frederica, odiata dalla madre e reclusa in un collegio, dal quale cerca di fuggire dopo che la madre le comunica di volerle far sposare lo stesso Mr Martin con la quale la donna aveva intrattenuto una relazione. La sua tutrice, Miss Summers, non vuole più tenerla in collegio e per questo la ragazza viene portata a Churchill dallo zio. Qui Frederica si innamora di Reginald, al quale si appella per evitare il matrimonio, dopo che Mr Martin si reca alla tenuta per chiedere la sua mano. Nonostante Reginald sia sconvolto per le dichiarazioni della ragazza, Lady Susan riesce a rigirare gli eventi in suo favore, liberandosi della presenza di Mr Martin e riottenendo i favori di Reginald. E mi fermo qua, altrimenti vi svelo il finale.

Che altro dire? Vi consiglio di leggerlo, anche per conoscere gli inizi della Austen, e le tematiche che poi affronterà nei suoi capolavori come Orgoglio e Pregiudizio o Ragione e Sentimento. Buona lettura, allora!


mercoledì 28 aprile 2021

[Recensione] Fiabe irlandesi - W. B. Yeats

 


FIABE IRLANDESI || W. B. Yeats || Newton Compton || 5 gennaio 2012 || 384 pagine

Poco più di un secolo fa Yeats, la maggiore voce poetica di lingua inglese del Novecento, riuniva per la prima volta nelle raccolte Fiabe e racconti delle campagne irlandesi (1888) e Fiabe irlandesi (1892) le favole e i racconti dei più grandi scrittori del suo Paese, tra cui Thomas Crofton Crocker, Lady Wilde (madre di Oscar), William Carleton, Douglas Hyde.
Grazie agli scritti di questi autori, che seppero ben interpretare e rivendicare la validità di una tradizione narrativa popolare autonoma e vivace, Yeats realizzò una splendida panoramica del folclore irlandese, popolato da spettri, folletti, diavoli, giganti, streghe, druidi...

RECENSIONE

William Butler Yeats nacque a Dublino nel 1865 e faceva parte di quel gruppo di scrittori del Rinascimento Celtico ma proveniva anche da quelle famiglie la cui storia era molto legata alla cultura della chiesa irlandese ed è evidente la sua grande sensibilità di stampo cristiano nei racconti che ha raccolto in questo volume. Questa opera racchiude e raccoglie due sue raccolte, ovvero Fairy and Folk Tales of the Irish Peasantry e Irish Fairy Tales, pubblicate assieme la prima volta col titolo Fairy and Folk Tales of Ireland nel 1973 dall'editore irlandese Colin Smithe, edizione che verrà aggiornata nel 1977 e corredata da un elenco delle fonti di Yeats. In questo volume vi troviamo, data la varietà degli autori dei racconti, una grande disparità di stili narrativi. Ci sono rielaborazioni letterarie di racconti tradizionali, traduzioni dall'irlandese, trascrizioni di fiabe raccolte dalla viva voce dei narratori. Grazie a questo straordinario lavoro di raccolta dell'autore possiamo, ai giorni nostri, leggere le fiabe che hanno da sempre caratterizzato la cultura irlandese come: folletti, sirene, spettri, streghe, diavoli, giganti, re e regine, ballate e leggende.


mercoledì 21 aprile 2021

[Recensione] Le avventure di Peter Pan - J. M. Barrie

 


LE AVVENTURE DI PETER PAN || J. M. Barrie || Newton Compton || 227 pagine

«Nel momento in cui dubiti di poter volare, perdi per sempre la facoltà di farlo». È questa la ragione che spiega il mistero, semplice eppure profondo, del fascino di Peter Pan. La magia dei personaggi e delle atmosfere deriva da un’incrollabile fiducia nella forza dei sogni: con la sua freschezza e vitalità, questo strano ragazzo vola, insieme con i lettori, «dritto fino al mattino». Nel primo racconto, "Peter Pan nei giardini di Kensington", Peter è un bambino fuggito dalla culla che vive nel grande parco, tra saggi pennuti, fate e creature di sogno. In "Peter e Wendy" ha invece già raggiunto la famosa “Isolachenoncè”, e affronta bizzarre avventure in quella terra fantastica, popolata da pirati, sirene, pellerossa e da un feroce coccodrillo divoratore di uomini e sveglie... 

RECENSIONE

Finalmente riesco a leggere la storia originale di Peter Pan, il bambino che non voleva diventare adulto. E chi di noi non è un po' Peter Pan? Penso tutto gli adulti lo nascondono ma chi non desidererebbe tornare bambino e fantasticare mille avventure? Chi non vorrebbe volare? Chi non vorrebbe lottare con i pirati? Un libro che esplora i nostri desideri più nascosti e dove l'autore in fondo ci dice chiaramente che tutti noi vogliamo tornare bambini, anzi, in realtà lo siamo sempre (anche da adulti) solo che ci vergogniamo ad ammetterlo.

martedì 20 aprile 2021

[Recensione] La signora delle camelie - Alexandre Dumas figlio

 


LA SIGNORA DELLE CAMELIE || Alexandre Dumas figlio || Newton Compton || 128 pagine

Camelie profumate: sono i fiori che accompagnano sempre Margherita Gautier e che diventano il perfetto simbolo di un personaggio mitico.
Margherita: mantenuta del duca, amore impossibile di Armand, fragile donna malata e vittima dei suoi vizi, eppure misteriosamente forte. Un personaggio indimenticabile, che donò al suo giovanissimo autore (nel 1848, quando uscì la prima edizione, il figlio del grande Alexandre Dumas non aveva che ventiquattro anni) un successo clamoroso e ininterrotto, capace di superare i confini del tempo e dell’arte. L’autore stesso ne realizzò una versione teatrale; pochi anni dopo, Giuseppe Verdi saprà farne una trasposizione sublime, in musica, con La Traviata. Margherita Gautier, alias Violetta, è diventata così una figura a sé stante: un mito appunto, con il quale si sono confrontate dive come Eleonora Duse, Greta Garbo, Maria Callas.

RECENSIONE

La signora delle camelie (titolo originale La dame aux camélias) è un romanzo del 1848 di Alexandre Dumas figlio, romanzo che gli permise di farsi conoscere dal pubblico e gli aprì le porte del successo.
Il libro è ispirato alla vita di una cortigiana realmente esistita, Marie Duplessis (pseudonimo di Alphonsine Plessis), che come la protagonista Marguerite morì giovane di tisi. La scelta di narrare fatti incresciosi quasi come una denuncia della società fece sì che Dumas venisse catalogato come scrittore scandaloso. Ad ogni modo, grazie alla pubblicazione di quest’opera viene considerato il padre del teatro realista (e, più nello specifico, verista), dato che egli stesso decise di realizzarne un adattamento teatrale che ebbe molto successo. In più anche Giuseppe Verdi, qualche anno dopo, ne fece una trasposizione brillante creando quella che oggi conosciamo come La Traviata, la cui protagonista, che non è Marguerite ma Violetta, è diventata una figura mitica, interpretata da grandi attrici come la Duse o la Garbo.
Questa è la storia di due persone che non possono stare insieme e che tentano di agire l’una per il bene dell’altra ma vanno incontro solamente ad un mucchio di incomprensioni e segreti. E’ la storia triste di una donna che pensa di poter cambiare la sua sorte e iniziare una vita dignitosa con un uomo che realmente ama e dal quale non vuole nulla, solo un sentimento disinteressato. Ma in questo tipo di romanzi il binomio amore-morte è inscindibile, tanto che seppur narrata con una immensa delicatezza di parole, la vicenda ha comunque un epilogo tragico e straziante.


lunedì 11 gennaio 2021

[Recensione] La guerra dei mondi - Herbert G. Wells

 


LA GUERRA DEI MONDI || Herbert G. Wells || Newton Compton || Gennaio 2017 || 223 pagine

Originariamente pubblicato a Londra nel 1897, La guerra dei mondi resta l’opera più famosa di Wells ed è considerato uno dei primi romanzi del genere fantascientifico. Con i suoi alieni implacabili e apparentemente invincibili, ha prodotto innumerevoli riduzioni, tra le quali è rimasta nella storia quella per la radio, interpretata da Orson Welles nel 1938: la storia, in forma di cronaca, venne narrata in modo così realistico che gli spettatori, terrorizzati, intasarono i centralini, credendo fosse davvero in atto un’invasione di extraterrestri. Altrettanto celebri le due versioni per il cinema, quella del 1953, diretta da Byron Haskin, e quella del 2005, diretta da Steven Spielberg con Tom Cruise nei panni di protagonista.

RECENSIONE

Nonostante questo romanzo di fantascienza di un'invasione marziana sulla Terra abbia 120 anni, risulta essere non solo attuale ma pieno di trovate moderne e bei colpi di scena.

Ritorno, dopo anni, a leggere una nuova opera di quel genio di scrittore che fu H G Wells, uno dei miei primi scrittori di fantascienza preferiti che conobbi nella mia giovinezza. Fu uno dei primi autori che mi convertì definitivamente a questo genere spesso sottovalutato e deriso che è, appunto, la science fiction (poi il colpo di grazia me lo diede Isaac Asimov.
In breve cade sulla Terra un meteorite ma in realtà si scoprirà essere un cilindro alieno che inizia a sparare dei raggi laser che distruggono tutto quello che toccano, incenerendolo. Da questo cilindro escono dei marziani dalla testa gigante e tentacolati e inizia il panico. Si scoprirà che appariranno anche delle macchine alte trenta metri che, su gambe di metallo, iniziano a distruggere tutto quello che trovano sulla loro strada, perfino le persone, alcune delle quali vengono catturate e ingabbiate ed utilizzate come cibo per i marziani. L'autore è bravissimo a descriverci il panico che l'uomo prova in situazioni di fuga, perdendo così ogni tipo di legge morale e altruismo, pensando solo a se stesso e alla sua personale sopravvivenza.
Herbert George Wells, inglese, è considerato uno degli iniziatori del genere fantascientifico. La sua prima opera fu La macchina del tempo nel 1895. La particolarità delle sue storie era il connubio tra lo scientifico e il fantastico, in cui trasparivano notevoli intuizioni del futuro e il modo in cui ce li descrive li rendono veri e tangibili.
Da questo romanzo sono stati tratti due film: uno nel 1953 (che all'epoca vinse un premio Oscar per gli effetti speciali) e un altro, più recente, nel 2005 con Tom Cruise nei panni del protagonista.

La mia video recensione:




giovedì 9 luglio 2020

[Recensione] Il segreto dei Medici - Michael White

Titolo: Il segreto dei Medici
Titolo originale: The Medici Secret
Autore: Michael White
Editore: Newton Compton
Pubblicazione: 27 ottobre 2016
Prima pubblicazione: 2008
Genere: thriller
Pagine: 317
Prezzo: 4,90 euro

Quarta di copertina
Nelle cripte delle cappelle medicee a firenze, la paleopatologa Edie Granger e suo zio, Carlin MacKenzie, stanno esaminando i resti mummificati di una delle più potenti famiglie del rinascimento. Sembra che gli imbalsamatori dell'epoca abbiano fatto un buon lavoro, ma... sotto la pelle raggrinzita del cadavere di Cosimo de' Medici c'è uno strano oggetto. La sua presenza lì è assolutamente inspiegabile. Per Mackenzie è la più affascinante e pericolosa delle scoperte, per Edie l'inizio di un'ossessione che non la abbandonerà più. E solo Jeff Martin, suo grande amico e storico di fama con un passato doloroso da dimenticare, può aiutarla a fare luce sull'enigma e a proteggere la sua stessa vita. Sì, perché ben presto una catena di omicidi e delitti insanguina il ritrovamento dell'oscuro reperto... o ne sono la prova...

Recensione
Classica lettura da ombrellone, senza gloria ne infamia. Mi è stato regalato da una cara amica, altrimenti difficilmente lo avrei acquistato. Che dire, nella mia esperienza di letture di questo genere, un mystery thriller alla Dan Brown, non mi ha entusiasmato per nulla già fin dall'inizio. Devo ammettere che Dan Brown è molto superiore, anzi, è un maestro del genere rispetto a questa imitazione di pseudo mystery thriller. Quando alla fine scopriamo il tanto decantato mistero dei Medici rimarrete molto delusi.

martedì 16 giugno 2020

[Recensione] Charlie Chan e il pappagallo cinese - Earl D. Biggers

Titolo: Charlie Chan e il pappagallo cinese
Titolo originale: The Chinese Parrot
Autore: Earl Derr Biggers
Traduttrice: Massimiliana Brioschi
Serie: Charlie Chan #2
Editore: Newton Compton
Pubblicazione: 7 marzo 2012
Prima pubblicazione: 1926
Genere: giallo
Pagine: 191
Prezzo: 9,90 (ebook 0,49)

Quarta di copertina
Sally Jordan non ha più un soldo. Non le resta che una possibilità per uscire dai guai: vendere il suo filo di perle ed entrare così in possesso di trecentomila dollari. Charlie Chan, sergente investigativo della polizia di Honolulu, viene incaricato di portare la preziosissima collana a San Francisco, dove l’attende un potenziale acquirente. Un affare da nulla, sembrerebbe. Ma appena Charlie Chan giunge a San Francisco la faccenda si complica: ad attenderlo solo un misterioso invito a recarsi per la consegna in un ranch sperduto nel deserto. È solo l’inizio di una lunga storia. 

Recensione
Primo giallo di Biggers che leggo e devo dire che mi è piaciuto molto. Innanzitutto la figura dell'investigatore cinese Charlie Chan mi ha subito fatto tanta simpatia, i suoi modi di fare gentili e molto zen, il suo modo paziente di investigare e di riflettere senza prendere subito per buono quello che i vari indizi ti portano a credere. Poi l'ambientazione western nel deserto in cui conosceremo il milionario che vuole questa collana di perle il più presto possibile è stata ben curata e ammetto che fino alla fine, dove poi ci saranno i colpi di scena, l'autore è riuscito a farmi appassionare ai vari misteri da risolvere. Il povero pappagallino farà una brutta fine ma sarà importante per far partire le indagini dei due protagonisti, l'investigatore e il suo amico Eden che si innamora della bella bionda.
Se vi aspettate delitti con sangue e violenza, non è questo il genere di giallo che leggerete, tutto il contrario. E devo dire che questa eccezione ci sta nel genere. Ho letto con rammarico che l'autore americano ha scritto soltanto sei romanzi del ciclo di Charlie Chan, e ovviamente li voglio recuperare tutti!

martedì 26 maggio 2020

[Recensione] Tutti i racconti - Oscar Wilde

Titolo: Tutti i racconti
Titolo originale: The Happy Prince and Other Tales; A House of Pomegranates
Autore: Oscar Wilde
Editore: Newton & Compton
Pubblicazione: 12 marzo 2012
Prima pubblicazione: 1891
Genere: racconti
Pagine: 192
Prezzo: 3,90 euro

Quarta di copertina
Nei racconti Oscar Wilde si rivela grande narratore non meno che nel Ritratto di Dorian Gray. Autentici pezzi di bravura come Il delitto di Lord Arthur Savile o Il fantasma di Canterville – brillante canzonatura della “imperturbabile” classe dirigente inglese il primo, elegante parodia della letteratura gotica il secondo – hanno conosciuto innumerevoli adattamenti per il teatro, il cinema e la televisione. Le fiabe delle raccolte Il Principe Felice e Una Casa di Melograni racchiudono tutte, dal canto loro, un ammaestramento morale che non oscura mai la limpidezza e la raffinatezza dello stile. Le fantasticherie fiabesche non sono destinate soltanto all’infanzia giacché, come dichiarò lo stesso autore, esse sono state inventate «in parte per i bambini e in parte per coloro che hanno mantenuto la capacità fanciullesca della gioia e dello stupore».

Recensione
In questa raccolta troviamo solo quattro racconti di Oscar Wilde, mentre il resto sono delle fiabe (cosa inedita di Wilde che non conoscevo).
Lo stile di Wilde resta ai massimi livelli, e i primi due racconti (Il delitto di Lord Arthur Savile e Il fantasma di Canterville), soprattutto il secondo, mi sono piaciuti sia per l'ironia che per lo stile dell'autore. Il resto nella media. Le fiabe, si vede, hanno una forte influenza dalla lettura dell'autore de Le mille e una notte.

mercoledì 29 aprile 2020

[Recensione] Sweeney Todd

Titolo: Sweeney Todd
Sottotitolo: Il diabolico barbiere di Fleet Street
Titolo originale: The String of Pearls or The Sailor's Gift
Autore: anonimo
Traduttore: A. Lamberti Bocconi
Editore: Newton & Compton
Pubblicazione: 24 gennaio 2008
Prima pubblicazione: 21 novembre 1846
Genere: horror
Pagine: 330
Prezzo: 4,90 euro

Quarta di copertina
Tra i segreti più paurosi di Londra si nasconde la storia di un misterioso assassino. Un uomo di nome Sweeney Todd, un mostro capace di occultare le sue insane passioni dietro l'insegna di un'innocua bottega di barbiere in Fleet Street. Proprio qui diverse persone scomparse sono state viste per l'ultima volta: uomini andati a ingrossare le fila dei fantasmi dopo aver incontrato Sweeney Todd. Più sanguinario di Jack lo squartatore e più crudele di Mr. Hyde, Sweeney Todd non uccide in preda a un impulso efferato o agli effetti indesiderati di un farmaco ma, con fredda determinazione, toglie la vita al prossimo per soddisfare la sua sete di denaro e per adempiere a un terrificante rituale: dopo aver smembrato il corpo delle vittime a colpi di rasoio, infatti, il barbiere di Fleet Street consegna i resti di chi ha ucciso a una complice, che provvede a occultarli grazie a uno stratagemma bestiale. Capolavoro della letteratura gotica, Sweeney Todd, con le sue gesta sanguinarie, ha anticipato il Dracula di Stoker e il Frankenstein di Mary Shelley, aggredendo le ipocrite convenzioni della letteratura e della società vittoriana. 

Recensione
La lettura di questo classico dell'Ottocento mi ha lasciato un po' stranito, nonostante sapessi già a grandi linee la trama della storia: un barbiere londinese che invece di tagliare barba e capelli taglia la gola ai suoi clienti per poi farne dei pasticci di carne da vendere in un negozio vicino.
Lo stile ricorda quello dark vittoriano, che potrebbe paragonarsi a Frankenstein o a Dracula. La storia viene narrata in terza persona e non seguiamo solo le vicende del perfido Todd ma anche dei personaggi che gli ruotano attorno e il legame di tutta la storia è quella misteriosa collana di perle che si fa appunto da fil rouge della tetra vicenda.

La storia di questo diabolico barbiere londinese non è mai esistita, è frutto di fantasia, di quel periodo vittoriano in cui si faceva a gara nel creare storie di paura. Eppure c'è chi sostiene che un simile personaggio possa essere davvero esistito; come si sa, le leggende forse nascondono un germe di verità, o no?

sabato 11 aprile 2020

[Recensione] Il mercante di libri maledetti - Marcello Simoni

Titolo: Il mercante di libri maledetti
Autore: Marcello Simoni
Serie: Trilogia del mercante di reliquie #1
Editore: Newton Compton
Collana: Gli insuperabili
Pubblicazione: 15 settembre 2014
Prima pubblicazione: 2010
Genere: giallo, thriller
Pagine: 350
Prezzo: 5,90

Quarta di copertina
È il mercoledì delle ceneri dell'anno 1205 quando padre Vivien de Narbonne è costretto a fuggire, braccato da un manipolo di cavalieri che indossano strane maschere. Il monaco possiede qualcosa di molto prezioso, che non è disposto a cedere ai suoi inseguitori.


Sono passati tredici anni da quel terribile giorno, quando Ignazio da Toledo, un mercante di reliquie, riceve da un nobile veneziano l'incarico di mettersi sulle tracce di un libro rarissimo, l'Uter Ventorum. Si dice che contenga antichi precetti della cultura talismanica orientale, e permetta di evocare gli angeli e la loro divina sapienza. Inizia così l'avventuroso viaggio di Ignazio tra Italia, Francia e Spagna, sulle tracce di un manoscritto che ha smembrato in quattro parti e accuratamente nascosto, proteggendolo con intricati enigmi. Ma il mercante non è l'unico a volerlo. Chi riuscirà per primo a scoprire dove si trova? E cosa saranno pronti a rischiare, tutti coloro che lo cercano, per svelare i suoi misteri? 

Recensione
Devo dire la verità: i primi capitoletti (sì, perché in questo romanzo i capitoli sono molto brevi), mi hanno ricordato Il nome della rosa di Umberto Eco, poi [ahimé] la storia ha preso la piega de Il codice Da Vinci di Dan Brown, la qual cosa mi ha lasciato molto amaro in bocca. Davvero un peccato, perché mi era anche simpatico il mercante dalle origini misteriose, una sorta di Indiana Jones alla ricerca del libro maledetto perduto (o sezionato). Forse avevo io delle aspettative alte, ma mi ha deluso l'autore sia per lo stile adottato, molto scolastico e semplicistico, sia per i brutti escamotage (praticamente tutto il tempo egli deve cercare una cosa, trovarla in un enigma, risolverlo, e passare alla prossima, e tale meccanismo letterario, devo ammetterlo, già a metà romanzo fa annoiare. Per non parlare della bruttissima caratterizzazione dei personaggi, soprattutto il colpo di scena sul suo amico (orribile trovata, anzi penosa).
Mi ha deluso, il Simoni, e non credo leggerò altro di suo.
Non ho dato una sola stellina ma due perché la storia è abbastanza avventurosa, tutto il resto però non va.

[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...