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sabato 22 agosto 2026

[Recensione] Memorie di un viaggiatore spaziale - Stanislaw Lem

 


MEMORIE DI UN VIAGGIATORE SPAZIALE || Stanislaw Lem || Mondadori || 2025 || 562 p.

Che cosa ci riserva il futuro? Quali segreti nasconde il passato? Ijon Tichy lo sa. Dal 2661, l'Epoca della Cronotrazione e della Telecronia, è giunto un Ijon più vecchio per essere arruolato nel programma di risistemazione della storia universale. Da allora sono iniziate le sue peripezie non solo nello spazio, ma anche attraverso il tempo. Tra mondi abitati da robot, vortici gravitazionali, computer ammutinati e foreste di supernove, incontrerà sorprendenti civiltà e bizzarre creature, e le descriverà negli ottantasette tomi delle sue memorie. Memorie di un viaggiatore spaziale (1957) apre la fase più feconda della produzione fantascientifica di Lem, e introduce il personaggio di Ijon Tichy, protagonista di un ciclo narrativo che arriva fino alle ultime opere dello scrittore. Con il resoconto dei viaggi del suo personaggio, Lem offre ai lettori un'ironica e illuminante satira filosofica, degna dello Swift dei Viaggi di Gulliver, e getta il suo sguardo irriverente sui totem della tecnologia e i pilastri teologici, indagando nel profondo la natura e l'intelligenza della specie umana.

RECENSIONE

Quarta opera che leggo di Lem dopo Solaris, Il pianeta del silenzio e L'indagine del tenente Gregory.

Ijon Tichy è un viaggiatore particolare, visto che si scontra temporalmente con diversi se stesso mentre viaggia nello spazio (e si prende pure a cazzotti). Diventa delegato della Terra nell'Organizzazione dei Pianeti Uniti (sempre se lo accettano), si finge robot in un pianeta pieno di robot ma scopre che essi erano in realtà uomini che fingono di essere robot, studia e rallenta il tempo per capire come si evolve una civiltà, viene arrestato dalla Ittiopolizia e anche dall'Angelopolizia e durante i suoi viaggi studia libri di filosofia e teologia. Viene arruolato nel Programma O.T.E.L.S.T.U.N.I.P. (Ottimizzazione Telecronica della Storia Universale mediante Iperputer) dove è in grado di poter risistemare la Storia Universale, a Dictonia conosce l'Immortalizzazione della Chiesa Duistica, mentre nel piccolo pianeta dei Bisciuti nota che amano disatomizzarsi. Nel pianeta degli Indioti (divisi da Illustri e Inferiori) scopre una mostruosa macchina che trasforma le persone in dischetti. Potrei continuare ancora ma questo è un piccolo assaggio di tutte le peripezie che accadono a Ijon in questa serie di racconti con lui protagonista. Naturalmente è tutto vistato dal consiglio scientifico dell'istituto tichologico. Tichy è un attento osservatore, sempre desideroso di conoscere cose nuove, è autoironico, e si scontra con usi e modi di vita sempre diversi.

Colpisce la grande ironia di Lem, che qua troverete a badilate, e che riguarda ogni campo del pensiero umano, dalla società alla religione alla bioetica, dalla scienza all'economia, che comunque fa riflettere sulla nostra esistenza sulla Terra (non siamo che un puntino minuscolo disperso nello spazio dentro un universo infinito). Da non dimenticare anche gli incontri con gli alieni o extraterrestri di diversi tipi, come quello con la specie che sembrano patate abbastanza aggressive. Potremmo definire questo genere come fantascienza filosofica o ironica, non saprei.

Un ultimo consiglio di Tichy: se doveste viaggiare nel tempo, state attenti al rischio di invecchiamento precoce.


giovedì 2 febbraio 2023

[Recensione] L'indagine del tenente Gregory - Stanislaw Lem

 


L'INDAGINE DEL TENENTE GREGORY || Stanislaw Lem || Bollati Boringhieri || 2007 || 174 pagine

Da cimiteri, obitori e camere ardenti spariscono misteriosamente i cadaveri. Un poliziotto, nella nebbia di un’inquietante Londra, deve risolvere un mistero che ha del fantastico e in cui sembra delinearsi addirittura la presenza del sovrannaturale. Ma ecco venirgli in aiuto un collega esperto in una delle scienze più moderne e più lontane dal clima delle storie gotiche: la statistica. Così la matematica, con le sue inflessibili certezze, fatte di numeri e logica, si contrappone all’ipotesi irrazionale e spaventosa suggerita dalla sparizione dei cadaveri. Ma non è detto che la spiegazione del mistero sia meno spaventosa e terribile delle sue agghiaccianti premesse.

RECENSIONE

Un inquietante fenomeno avviene nei cimiteri: la sparizione di cadaveri e il loro strano spostamento. Sembra che dietro ci sia un evento soprannaturale e ad indagare al caso viene assegnato il tenente londinese Gregory.

Un Lem che non ti aspetti, visto che di lui ho divorato e apprezzato i suoi celebri romanzi di fantascienza come Solaris e Il Pianeta del Silenzio, stavolta il Nostro si cimenta nel genere giallo alla Maigret, dove si indaga su uno strano caso dalle origini non umane, addirittura si parla di risurrezioni misteriose ma il detective è abbastanza scettico e seguirà una pista più scientifica e umana.

Sinceramente non mi ha colpito, anzi, spesso mi ha annoiato. La spiegazione finale fa davvero star male (nel senso che ti aspetti una soluzione più complicata). Peccato.




venerdì 5 novembre 2021

[Recensione] Solaris - Stanislaw Lem

 


SOLARIS || Stanislaw Lem || Sellerio || 2013 || 317 pagine

Solaris è il capolavoro della fantascienza filosofica. Siamo nel lembo più estremo dell’universo esplorato dal genere umano. Un astronauta, dalla Terra, approda nella stazione spaziale che gira intorno al pianeta Solaris. Qui trova un’atmosfera di mistero e sospetto: nessuno lo accoglie, i pochi ospiti della astronave sembrano angosciati e sopraffatti, c’è un morto recente a cui si allude con circospezione ma senza sorpresa, gli oggetti subiscono strane deformazioni, si avvertono presenze. Solaris è noto agli umani come il grande pianeta «vivente». Appare in forma di vasto oceano e avrebbe dovuto conflagrare se la sua orbita avesse seguito le leggi della fisica. Ma è come dotato di capacità cosciente di reazione e questa capacità sembra legata alle apparizioni di fantasmi, proiezioni viventi di incubi, sogni e fantasie. L’astronauta è costretto a interrogarsi, mentre lo contagia la stessa angoscia che domina in tutto l’ambiente. Sul mistero della morte del compagno, innanzitutto. Ma questo lo spinge verso maggiori enigmi da svelare: se Solaris ha una propria vita, e che tipo alternativo di forma di vita; se le «apparizioni» hanno una qualche spiegazione accessibile; se tutta questa attività ha un fine, in qualche modo legato ai destini esistenziali degli umani. Se non è tutto addirittura un immane messaggio. Un’avventura avvincente e carica di attesa e mistero. Ma si potrebbe dire anche un’avventura epistemologica, nel senso che presenta alla lente della riflessione un numero enorme di quesiti che abitano i rami della filosofia. Fra essi, il più suggestivo sembra essere il tema dell’Identità, del Soggetto, dell’Io. Non esiste l’Io unico e identico a se stesso. Ognuno è un arcipelago di Io, e ciascuna delle isole di questo arcipelago si muove nei confronti dell’Io che le contiene, come un universo parallelo. Del resto, la mente, i suoi confini, le sue possibilità, i suoi legami con la potente macchina che la sorregge, il cervello, sono i temi attorno ai quali hanno sempre ruotato le storie di fantascienza di questo scrittore di Leopoli, cresciuto a Cracovia, esperto cibernetico, che è annoverato tra gli influenti capostipiti della moderna fiction di realtà virtuali.

RECENSIONE

Capolavoro in assoluto della fantascienza filosofica.

Era il 1961 quando lo scrittore, filosofo e scienziato Stanislaw Lem pubblicò Solaris. La vasta cultura dell’Autore, candidato al premio Nobel, traspare in ogni riga, e il romanzo rimane attuale come ogni classico che si rispetti. La solida preparazione scientifica rende credibili le dispute accademiche, le rappresentazioni degli ambienti, delle apparecchiature e degli strumenti. Gli eventi sono narrati con toni minimalisti, senza indugiare su dettagli superflui che a distanza di anni potrebbero apparire sorpassati o involontariamente comici. Le previsioni sul futuro della conquista dello spazio sono verosimili; addirittura si prefigurano stazioni spaziali, videotelefoni, elenchi telematici simili a pagine di internet. I dibattiti accademici, i problemi tecnici, le aspettative della gente riguardo la colonizzazione di Solaris sono analoghi a quelli che oggi interessano la conquista di Marte.
Le vicende che si svolgono sul pianeta Solaris sono tuttavia un pretesto o un mezzo per far riflettere su temi filosofici. Fin dalle prime pagine il lettore viene immerso in un’atmosfera opprimente e cupa; razzi e astronavi attraversano lo spazio, si accenna alla colonizzazione della galassia eppure la mente umana e le sue imprevedibili reazioni rimangono un mistero insondabile.
I resoconti delle esplorazioni e delle teorie sviluppate nel corso dei decenni possono apparire lenti, forse noiosi, ma sono necessari per fornire verosimiglianza e sottolineare il clima cupo che grava sugli astronauti
Stupefacente, a dir poco, è la descrizione della superficie fluida e delle formazioni di plasma pulsante che animano l’oceano vivente.
Solaris, come si sarà intuito, non è un libro facile. La lettura è leggermente compromessa da una traduzione non proprio agile, costantemente in bilico tra l’arditezza e l’approssimazione. Ma l’atmosfera estraniante – alienante – non ne risente, riuscendo forse proprio amplificata da certi accostamenti di termini in grado di evocare immagini e suggestioni ataviche. Per ammissione del suo autore, dopotutto, questo è forse il suo romanzo più inspiegabile, prodotto di un autentico processo inconscio. La tematica del rapporto tra la scienza e la tecnologia, e tra la tecnologia e la conoscenza, l’indagine dei meccanismi sottesi ai processi cognitivi sono, come già accennato, i motivi ricorrenti della produzione di Lem. In questo caso la speculazione è approfondita dall’esame dei risvolti psicologici di una situazione ai confini della comprensibilità e dell’umana tolleranza. La precarietà della condizione umana, l’incomunicabilità e l’esilità dei rapporti trapelano dalle pagine e le elevano ad un livello di universalità ineccepibile. E l’ossessione per il doppio, per il riflesso della realtà, anticipa di un decennio la lezione dickiana.

lunedì 6 aprile 2020

[Recensione] Il pianeta del silenzio - Stanisław Lem

Titolo: Il pianeta del silenzio 
Titolo originale: Fiasko
Autore: Stanisław Lem
Traduttore: Riccardo Valla
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 1988
Prima pubblicazione: 1986
Genere: fantascienza
Pagine: 340

Quarta di copertina
Angus Parvis è diretto verso Titano con un carico di radiatori quando una chiamata d'emergenza lo obbliga a una deviazione verso una base secondaria: serve un uomo in grado di pilotare un enorme robot Digla per una missione di soccorso, dopo che sull'aspra superficie del satellite sono già scomparsi tre uomini... Comincia così un'avventura degna della grande tradizione dello scrittore polacco, uno dei massimi esponenti della letteratura fantascientifica del Vecchio Continente.

Recensione
Avendo amato molto il suo capolavoro Solaris ho deciso, dopo qualche anno, di leggere un'altra opera di Lem e mi sono imbattuto ne Il Pianeta del Silenzio.

Il romanzo racconta di una spedizione verso l'ignoto pianeta Quinta al fine di instaurare un contatto con la civiltà che vi abita. Alla spedizione prende parte anche un "resuscitato", ovvero un personaggio, che poi si rivelerà chiave per l'economia del racconto, resuscitato dallo stato di vetrificazione, un congelamento istantaneo dei liquidi organici molto simile alla più comune ibernazione, in cui era caduto a causa di un incidente durante una spedizione di soccorso sul satellite di Saturno, Titano.

Per prima cosa ho riassaporato il particolare e grandioso stile di scrittura di Lem che ti lascia, volente o nolente, sempre a bocca aperta. La seconda cosa che subito ti risalta agli occhi è la sua direi infinita conoscenza scientifica (non a caso l'autore era medico, scienziato biologico, conoscitore della cibernetica e astronautica, filosofo e brillante appassionato di letteratura) che ad alcuni lettori potrebbe risultare noioso in certe sue descrizioni di ambientazioni e/o azioni che compiono i nostri protagonisti. Per citarne una, egli inventa la tecnica della "embrionizzazione". Questa tecnica consente ad un astronauta di sopravvivere all’enorme pressione che si crea all’interno dell’astronave al momento del lancio ad una velocità non lontana da quella della luce. In breve, una macchina fa uscire dal corpo dell’astronauta tutto il sangue (che conserverà con cura in un apposito contenitore) e vi fa entrare un liquido bianco molto più denso del sangue, di nome onax. Ossigenato e nutrito dalla macchina per mezzo dell’onax, l’astronauta dorme per tutta la durata del viaggio in una vasca piena di una soluzione liquida densa. Quando l’astronave arriva a destinazione, la macchina fa uscire l’onax e fa rientrate il sangue nel corpo dell’astronauta, che a quel punto è pronto per svegliarsi. Lem spiega che gli scienziati hanno inventato la tecnica dell’embrionizzazione studiando i pesci che vivono nelle profondità degli oceani. Questi pesci riescono a sopportare il peso dell’oceano perché la pressione interna ai loro corpi, che appaiono molto gonfi, è pari alla pressione esterna.
Durante la lettura, poi, l'autore ci spiega che i nostri astronauti "scavalcano" le enormi distanze cosmiche sfruttando le distorsioni temporali che si determinano nei pressi di una collapsar (come fai a non pensare subito ai viaggi delle astronavi di Star Trek?).

[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...