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venerdì 11 luglio 2025

[Recensione] Luce della notte - Ilaria Tuti

 


LUCE DELLA NOTTE || Ilaria Tuti || Longanesi || 2021 || 256 pag.

Chiara ha fatto un sogno. E ha avuto tantissima paura. Canta e conta, si diceva nel sogno, ma il buio non voleva andarsene. Così, Chiara si è affidata alla luce invisibile della notte per muovere i propri passi nel bosco. Ma quello che ha trovato scavando alle radici dell’albero l’ha sconvolta. Perché forse non era davvero un sogno. Forse era una spaventosa realtà. Manca poco a Natale, il giorno in cui Chiara compirà nove anni. Anzi, la notte: perché la bambina non vede la luce del sole da non sa più quanto tempo. Ci vuole un cuore grande per aiutare il suo piccolo cuore a smettere di tremare. È per questo che, a pochi giorni dalla chiusura di un faticosissimo e pericoloso caso e dalla scoperta di qualcosa che dovrà tenere per sé, Teresa Battaglia non esita a mettersi in gioco. Forse perché, no­nostante tutto, in lei batte ancora un cuore bambino.
Lo stesso che palpita, suo malgrado, nel giovane ispettore Marini, dato che pur tra mille dubbi e perplessità decide di unirsi al commissario Battaglia in quella che sembra un’indagine folle e insensata.
Già, perché come si può anche solo pensare di indagare su un sogno? Però Teresa sa, anzi, sente dentro di sé che quella fragile, spaurita e coraggiosissima bambina ha affondato le mani in qualcosa di vero, di autentico… E di terribile.

RECENSIONE

Dopo aver letto Fiori sopra l'inferno e Ninfa dormiente eccomi giunto alla terza indagine del commissario di polizia Teresa Battaglia, esperta in profiling che si occupa di "cold case".

Il commissario Battaglia stavolta si troverà ad indagare su un sogno fatto da una bambina, sogno che potrebbe portare a un passato tragico e alla scomparsa di un bambino.

Rispetto ai primi due, questo terzo libro su Teresa Battaglia l'ho trovato molto più leggero, e poi ho notato la fluidità dei capitoli che rendono la lettura più scorrevole. Esce fuori la dolcezza e la maternità del commissario come non mai, e il rapporto con Marini sembra sempre più complice come tra madre e figlio.

La Tuti non sbaglia un colpo.

Ecco la mia video recensione:




giovedì 16 marzo 2023

[Recensione] Ninfa dormiente - Ilaria Tuti

 


NINFA DORMIENTE || Ilaria Tuti || Longanesi || 2019 || 478 pagine

Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.

RECENSIONE

E così finalmente riesco a leggere il secondo libro sul commissario Teresa Battaglia, dopo aver apprezzato Fiori sopra l'inferno qualche anno fa. Nel primo libro abbiamo scoperto che la nostra Teresa soffre di vuoti di memoria e purtroppo la diagnosi è stata che ha un principio di Alzheimer.

In questa vicenda si torna indietro di molti anni, alla guerra mondiale, dove viene ritrovato un dipinto che raffigura una ragazza e ben presto si scoprirà che è stato utilizzato del sangue umano per disegnarlo (un cold case, un caso non risolto del passato). E così si inizierà ad indagare su un caso che sembra un enigma irrisolvibile, che risveglierà dolori e traumi del passato e si sveleranno tanti altarini riguardanti gli abitanti della Val Resia. Molto importante per il caso poi sarà il contributo di Bianca, la ragazza non vedente e la sua cagnolina Smoky.

Continua a crescere il rapporto madre e figlio acquisiti tra Teresa e Massimo, e purtroppo la malattia del commissario continua a farsi sentire.

Rispetto al primo libro questo mi è piaciuto meno, ma lo consiglio.




giovedì 14 maggio 2020

[Recensione] Fiori sopra l'inferno - Ilaria Tuti

Titolo: Fiori sopra l'inferno
Autrice: Ilaria Tuti
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Serie: Teresa Battaglia #1
Pubblicazione: 4 gennaio 2018
Genere: thriller
Pagine: 366
Prezzo: 16,90 euro

Quarta di copertina
«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell'orrido che conduce al torrente, tra le pozze d'acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l'esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l'inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa. Sono un commissario di polizia specializzato in profiling, e ogni giorno cammino sopra l'inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall'età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l'indagine. Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura».

Recensione
Un bel thriller di questa esordiente autrice italiana che consiglio.
Di solito non leggo questo genere di storie, di tipo thriller, ma questa volta sono rimasto piacevolmente colpito e sorpreso. Mi sono appassionato alle vicende del piccolo paesino montano in cui il Commissario Teresa Battaglia si trova a fare i conti con un serial killer atipico (anche definirlo così non è corretto) che vive isolato dal mondo e che, scopriremo, ha un terribile passato.
La particolarità delle indagini ti avvolgono, ti fanno scorrere le pagine sempre più veloce, fino ad arrivare a scoprire la verità (amara). E poi lo studioso citato nella storia è esistito realmente: Renè Spitz, psicoanalista austriaco il quale ha elaborato la sindrome da deprivazione affettiva sui neonati, che provoca una depressione anaclitica. Ciò prova che per sopravvivere un bambino necessita anche e soprattutto di stabilire legami affettivi forti e duraturi.

[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...