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venerdì 30 gennaio 2026

[Recensione] La Rosa di Alessandria - Manuel V. Montalbán

 

LA ROSA DI ALESSANDRIA || M. V. Montalbán || Feltrinelli || 1997 || 240 p.

L'ennesimo, misterioso delitto in casa Carvalho: Encarnacion, cugina di Charo, l'amante prostituta di Pepe, viene trovata orribilmente squartata a Barcellona... Parallela corre la storia di Ginés Larios, marinaio in fuga da Trinidad sulla nave da carico "La Rosa di Alessandria". I destini dei personaggi si intrecciano, si incrociano, si intorbidano, servono da spunto per sferrare duri attacchi alla società: cittadine spazzate via dall'emigrazione e dalle finzioni del progresso, antichi feudi e nuovi socialisti, terre desolate, sordide vicende di prostituzione occulta, tradizioni sostituite dal vuoto, depravazione e indifferenza.

RECENSIONE

Stavolta il nostro detective buongustaio dovrà indagare sul misterioso omicidio della cugina della sua compagna/amante, Encarnation, la quale è stata orribilmente uccisa e fatta a pezzi. Contemporaneamente seguiremo la storia del marinaio Ginés Larios fuggito in Trinidad con La Rosa di Alessandria. Cosa c'entra lui? Vedremo che pian piano le due storie coincideranno.

Stavolta il nostro Carvalho vive una vera e propria avventura on the road, attraverso diverse località della provincia spagnola, e la scrittura di Montalbán è davvero ipnotica. Rimane una storia noir ma dalle tinte sarcastiche a cui ci ha abituato Manuel.


martedì 2 febbraio 2021

[Recensione] Quintetto di Buenos Aires - Manuel V. Montalban

 


QUINTETTO DI BUENOS AIRES || Manuel V. Montalban || Feltrinelli || 1 giugno 2001 || 376 pagine

Lo zio d'America, che nelle famiglie spagnole non manca mai, incarica Carvalho di andare in Argentina a cercare il figlio Raul, cugino di Pepe, volontariamente desaparecido dopo essersi salvato durante la dittatura militare.
Carvalho parte, convinto di immergersi nell'appassionata atmosfera del tango; si ritrova invece calato in una realtà ben diversa e sconcertante.
Gli basta contattare amici ed ex compagni di lotta di Raul, perché il groviglio degli eventi lo travolga. La Buenos Aires descritta da Montalban è epica e tragica insieme, profonda e cialtrona, una delle città più complesse e contraddittorie dei giorni nostri, una società che deve rigenerarsi dopo un lungo periodo di lutti oscuri, ma dove forse c'è ancora spazio per la poesia.

RECENSIONE

Mi piacciono i romanzi con protagonista gente che fa indagini, alla Sherlock Holmes per intenderci. Quindi preferisco i detective privati rispetto ai poliziotti, forse perché i detective, in un certo senso, hanno più libertà. Primo romanzo che leggo con protagonista il detective Carvalho, e primo libro di Montalbán che divoro. E devo dire che è stata una lettura davvero piacevole e positiva. Ventesima indagine del nostro Pepe, che deve allontanarsi dalla sua amata Barcellona per sbarcare in Argentina, a Buenos Aires. Qua deve rintracciare suo cugino, Raul, su incarico di suo zio. E il Nostro scopre la vera faccia della capitale argentina: altro che tango, Maradona e desaparecidos, vi trova una città deprimente e affollata di fallimenti, ognuno con un segreto nascosto nell'armadio. Carvalho conoscerà pittoreschi personaggi che ci regaleranno una diversa visione dell'Argentina. Per fare un esempio di personaggi strambi che il nostro detective incontra, c'è un tale che si professa essere il figlio (illegittimo) di Borges.
Per capire quanto immenso sia Montalbán, ecco come ci descrive il suo detective: «La verità è questa. Ho un’anima marginale. La mia fidanzata era una puttana da telefono, una squillo. Il mio consulente tecnico, cameriere, cuoco e segretario, era un ladruncolo di macchine che si chiama Biscuter. Il mio confidente spirituale e gastronomico è un vicino di casa, Fuster che è anche il mio amministratore. Amministratore di quel poco che mi può amministrare. Mi piacciono le famiglie impossibili. Detesto quelle possibili. […] Detesto le famiglie possibili vive. Le famiglie morte, quelle le adoro». Un'ironia tagliente e sferzante riempie ogni pagina di questo avvincente noir, che vi lascerà incollati e deliziati alle pagine (la parte ambientata al ristorante coi cuochi che litigano è da incorniciare), e poi Carvalho non è un semplice detective, è soprattutto un gran lettore e un gran filosofo di tendenza cinica e scettica. Grande amanta del buon cibo e dei buoni vini, egli stesso si definisce un “marxista” della corrente gastronomica. Ciò che lo rende un filosofo a tutti gli effetti sono senz’altro le sue “sentenze”; infatti, la forma letteraria preferita da Carvalho è quella utilizzata dai suoi colleghi più antichi: la brevitas dei dicta. Ecco alcuni esempi tratti da questo romanzo: «Mi sento sicuro solo al ristorante»; «È il ciclo della vita. Le colombe mangiano vermi, noi mangiamo le colombe e i vermi mangiano noi»; «La politica è sicura solo quando smette di essere politica e si trasforma in boxe»; «I vincitori opprimono la memoria dei vinti, e quando i vinti riescono a recuperarla, la memoria non è più quel che era». E ancora l'autore non manca di elencare nella storia tanti romanzi e tanti autori (Borges vince su tutti, stracitatissimo), e poi, per concludere, la stranezza più forte di Carvalho: lui brucia i libri che ha letto. Un genio, Montalbán!


mercoledì 11 novembre 2020

[Recensione] Storie di fantasmi - Manuel V. Montalbán


STORIE DI FANTASMI | Manuel V. Montalban | Feltrinelli | Gennaio 2003 | 168 pagine

Pragmatico, concreto, amante dei piaceri della carne ben più che dello spirito, Pepe Carvalho è suo malgrado coinvolto in una serie di indagini su casi misteriosi; storie, per l'appunto di fantasmi. Giovani donne che appaiono e scompaiono, navi fantasma e personaggi che sembrano essere quello che non sono, verranno però smascherati dal popolare detective. Il cinico e disincantato Pepe Carvalho, che non crede ai fantasmi, per non smentire la sua indole materialista, ne proverà l'esistenza.

RECENSIONE

Ritorno a leggere le indagini del detective privato amante della buona cucina Pepe Carvalho, stavolta non un romanzo ma tre racconti, tre indagini diverse con un comun denominatore: i fantasmi (o sparizioni di persone o cose). Il primo racconto non mi ha esaltato, mentre gli altri due mi sono piaciucchiati, soprattutto l'ultimo. Peccato per la brevità delle storie e per il fatto che forse riesce a risolvere un caso su tre, o tutti e tre, o nessuno dei tre. Sta a voi scoprirlo.

giovedì 9 aprile 2020

[Recensione] Il centravanti è stato assassinato verso sera - Manuel V. Montalbán

Titolo: Il centravanti è stato assassinato verso sera
Titolo originale: El delantero centro fue asesinado al atardecer
Autore: Manuel V. Montalbán
Traduttore: Hado Lyria
Serie: Pepe Carvalho #14
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale Economica
Pubblicazione: 31 agosto 2017 (ventiduesima edizione)
Prima pubblicazione: 1988
Genere: giallo
Pagine: 199
Prezzo: 9 euro

Quarta di copertina
«Perché avete usurpato il ruolo degli dèi che in altri tempi guidarono la condotta degli uomini, senza arrecare conforti soprannaturali, ma soltanto la terapia dell'irrazionale. Perché il vostro centravanti vi fa gestire vittorie e sconfitte dalla comoda poltrona di cesari minori: il centravanti verrà ucciso all'imbrunire». Per tutelare l'incolumità della star calcistica dal delirio di un folle, il presidente della società chiama in suo aiuto Pepe Carvalho, che si vede così costretto in una nuova avventura barcellonese, in una città sconvolta dai lavori e dalle speculazioni per i Giochi Olimpici del 1992.

Recensione
Secondo romanzo che leggo di Montalbán (l'autore preferito di Andrea Camilleri) dopo Quintetto di Buenos Aires. Pepe Carvalho stavolta viene incaricato di seguire la traccia di alcune lettere anonime che annunciano l'assassinio di un centravanti del Centellas, una squadra di calcio del Barcellona forse di promozione, di modo che si possa scoprire chi sia il non ancora assassino.

Stavolta l'autore spagnolo ci presenta, sempre nel suo modo ironico, il mondo del calcio (anche questo mi ha abbastanza annoiato, visto che non ne mastico per nulla di questo sport) intessuto di politica, di giocatori visti come idoli, di campioni ormai alla fine della loro carriera, di droga che scorre a fiumi.

Non mi ha esaltato tanto come il precedente, ma lo stile inconfondibilmente barocco e colto dell'autore lascia il segno.

lunedì 6 aprile 2020

[Recensione] Tatuaggio - Manuel V. Montalbán

Titolo: Tatuaggio 
Titolo originale: Tatuaje
Autore: Manuel Vázquez Montalbán
Traduttore: Hado Lyria
Serie: Pepe Carvalho #2
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 10 giugno 2015
Anno di uscita originale: 1974
Genere: giallo
Pagine: 182
Prezzo: 9 euro

Quarta di copertina
Scritto nel 1975 per 'scommessa etilica', "Tatuaggio" è il primo romanzo poliziesco della serie di Pepe Carvalho e va considerato una specie di presentazione del curioso detective, della sua bizzarra filosofia e del suo mondo. Pepe viene ingaggiato dal signor Ramòn per scoprire l'identità di un cadavere senza volto ripescato in mare a pochi chilometri da Barcellona. Unico indizio, un inquietente tatuaggio: "Sono nato per rivoluzionare l'inferno".

Recensione
Questo che ho letto è il primo romanzo con protagonista il detective Pepe Carvalho (e terzo che leggo dopo Quintetto di Buenos Aires e Il centravanti è stato assassinato verso sera). Come ho già ribadito nelle precedenti sue opere, Montalbán a me piace, nonostante il suo stile ironico e baroccheggiante non sia apprezzato da tutti. Come si dice: questione di gusti!

Al nostro Pepe viene commissionata un'indagine: scoprire l'identità di un marinaio trovato affogato a mare e col viso irriconoscibile: unico indizio a sua disposizione un tatuaggio che dice "Sono nato per rivoluzionare l'inferno" che lo porterà fino in Olanda.

Anche questa opera di Manuel mi è piaciuta, è stata una lettura piacevole, scanzonata, rilassante, ti fa appassionare alle indagini del nostro simpatico ed ironico investigatore galiziano amante del buon cibo e delle belle donne. La descrizione delle ricette che prepara ti fanno venire l'acquolina in bocca!

Se cercate un noir divertente e un po' sopra le righe, questo è il libro che fa per voi.

[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...