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mercoledì 26 agosto 2026

[Recensione] Venere più X - Theodore Sturgeon

 


VENERE PIÙ X || Theodore Sturgeon || Mondadori || 2004 || 234 p.

Al suo risveglio da un lungo sonno di cui ignora la causa, Charlie Johns scopre di trovarsi...dove? Nel futuro? In un angolo remoto e inaccessibile della Terra? Comunque, in un mondo completamente diverso, quello dei Ledom, la strana razza di individui bisessuati che da anni segue l'evoluzione parallela del genere umano. Charlie è stato portato fin lì per osservare, imparare e soprattutto criticare una civiltà che a prima vista possiede tutti i requisiti dell'utopia. E' l'inizio di un lungo viaggio fra le meraviglie di un mondo nuovo: ma, per Charlie, le sorprese non saranno tutte piacevoli...

RECENSIONE

Charlie Johns si risveglia forse in un altro mondo e conosce la razza dei Ledom, individui bisessuati. Ben presto scoprirà che è stato portato lì per conoscere e criticare questa civiltà particolare che sembra, in apparenza, perfetta. Ma ben presto scoprirà alcuni retroscena che metteranno in dubbio tutta questa società utopica.

Sturgeon ci presenta una sorta di riflessione su varie tematiche come il sesso, la religione, i ruoli di genere e argomenti pieni di filosofia. Gli abitanti di Ledom non sono né uomini né donne, ma entrambi i sessi. E Sturgeon aggiunge due bisogni: quello di amare e quello di adorare. In questo caso i Ledom adorano il Bambino.

”We are not a Utopia. A Utopia is something finished, completed. We are transients; custodians; a bridge, if you like.” (trad. "Non siamo un’utopia. Un’utopia è qualcosa di finito, di completato. Noi siamo di passaggio; custodi; un ponte, se volete".

La storia presenta due linee temporali parallele o contrastanti. Una, quella su cui si concentra maggiormente l’attenzione, è l’avventura di Charlie Johns, che un giorno, mentre cammina per strada, si sveglia e si ritrova a Ledom, una piccola comunità autosufficiente in un futuro lontano, più simile a una società aliena che a una società umana. È stato portato lì per fungere da osservatore obiettivo e indipendente e fornire ai Ledomiti una valutazione di ciò che pensa del loro mondo. Lui, come Dorothy e Toto, vuole solo tornare a casa, ma non gli permettono semplicemente di battere i tacchi tre volte. Deve portare a termine la sua missione in un mondo popolato da persone che non dormono e che sono ermafroditi (individui dotati di entrambi i sessi). In questo strano nuovo mondo non esistono uomini e donne. Ognuna di loro possiede entrambe le parti e rimane incinta contemporaneamente, dando sempre alla luce gemelli, che vengono poi portati via per essere incubati da soli per un mese. In contrasto con questo strano mondo, si intravedono sprazzi di una società alla «Ozzie e Harriet» degli anni Cinquanta, con ruoli prestabiliti per uomini e donne che vengono appresi fin dalla tenera età. Potrebbe sembrare che questa storia sia un modello per ciò che alcuni radicali desiderano, ma forse è un racconto ammonitore e ha semplicemente lo scopo di far riflettere.
Attraverso due trame alternate – che non si intrecciano mai – l’autore descrive due diversi modelli di strutture sociali e i comportamenti inconsci di cui siamo vittime. Pone delle domande, ma non fornisce tutte le risposte. Il lettore è chiamato a riflettere con la propria testa. Sturgeon contrappone il clima degli anni ’50, in cui prevaleva la mentalità del “Papà ha sempre ragione”, a qualcosa che assomiglia a un’utopia in cui gli abitanti sono veramente androgini.

Infatti più che un romanzo di fantascienza questo testo si potrebbe definire una riflessione sugli atteggiamenti sociali e sulle identità di genere, nonché un’esplorazione filosofica di come potrebbe funzionare una futura società senza distinzioni di genere.


sabato 22 agosto 2026

[Recensione] Memorie di un viaggiatore spaziale - Stanislaw Lem

 


MEMORIE DI UN VIAGGIATORE SPAZIALE || Stanislaw Lem || Mondadori || 2025 || 562 p.

Che cosa ci riserva il futuro? Quali segreti nasconde il passato? Ijon Tichy lo sa. Dal 2661, l'Epoca della Cronotrazione e della Telecronia, è giunto un Ijon più vecchio per essere arruolato nel programma di risistemazione della storia universale. Da allora sono iniziate le sue peripezie non solo nello spazio, ma anche attraverso il tempo. Tra mondi abitati da robot, vortici gravitazionali, computer ammutinati e foreste di supernove, incontrerà sorprendenti civiltà e bizzarre creature, e le descriverà negli ottantasette tomi delle sue memorie. Memorie di un viaggiatore spaziale (1957) apre la fase più feconda della produzione fantascientifica di Lem, e introduce il personaggio di Ijon Tichy, protagonista di un ciclo narrativo che arriva fino alle ultime opere dello scrittore. Con il resoconto dei viaggi del suo personaggio, Lem offre ai lettori un'ironica e illuminante satira filosofica, degna dello Swift dei Viaggi di Gulliver, e getta il suo sguardo irriverente sui totem della tecnologia e i pilastri teologici, indagando nel profondo la natura e l'intelligenza della specie umana.

RECENSIONE

Quarta opera che leggo di Lem dopo Solaris, Il pianeta del silenzio e L'indagine del tenente Gregory.

Ijon Tichy è un viaggiatore particolare, visto che si scontra temporalmente con diversi se stesso mentre viaggia nello spazio (e si prende pure a cazzotti). Diventa delegato della Terra nell'Organizzazione dei Pianeti Uniti (sempre se lo accettano), si finge robot in un pianeta pieno di robot ma scopre che essi erano in realtà uomini che fingono di essere robot, studia e rallenta il tempo per capire come si evolve una civiltà, viene arrestato dalla Ittiopolizia e anche dall'Angelopolizia e durante i suoi viaggi studia libri di filosofia e teologia. Viene arruolato nel Programma O.T.E.L.S.T.U.N.I.P. (Ottimizzazione Telecronica della Storia Universale mediante Iperputer) dove è in grado di poter risistemare la Storia Universale, a Dictonia conosce l'Immortalizzazione della Chiesa Duistica, mentre nel piccolo pianeta dei Bisciuti nota che amano disatomizzarsi. Nel pianeta degli Indioti (divisi da Illustri e Inferiori) scopre una mostruosa macchina che trasforma le persone in dischetti. Potrei continuare ancora ma questo è un piccolo assaggio di tutte le peripezie che accadono a Ijon in questa serie di racconti con lui protagonista. Naturalmente è tutto vistato dal consiglio scientifico dell'istituto tichologico. Tichy è un attento osservatore, sempre desideroso di conoscere cose nuove, è autoironico, e si scontra con usi e modi di vita sempre diversi.

Colpisce la grande ironia di Lem, che qua troverete a badilate, e che riguarda ogni campo del pensiero umano, dalla società alla religione alla bioetica, dalla scienza all'economia, che comunque fa riflettere sulla nostra esistenza sulla Terra (non siamo che un puntino minuscolo disperso nello spazio dentro un universo infinito). Da non dimenticare anche gli incontri con gli alieni o extraterrestri di diversi tipi, come quello con la specie che sembrano patate abbastanza aggressive. Potremmo definire questo genere come fantascienza filosofica o ironica, non saprei.

Un ultimo consiglio di Tichy: se doveste viaggiare nel tempo, state attenti al rischio di invecchiamento precoce.


domenica 14 giugno 2026

[Recensione] Miss Marple nei Caraibi - Agatha Christie

 


MISS MARPLE NEI CARAIBI || Agatha Christie || Mondadori || 1980 || 186 pag.

Questa volta l'anziana signora si trova su una lussureggiante isola dei Caraibi, dove il nipote l'ha mandata in vacanza. Il luogo è splendido, il clima ideale, eppure Miss Marple non si trova a suo agio, è in preda alla noia. L'unico diversivo è ascoltare i racconti del maggiore Palgrave, instancabile narratore di avventure di caccia, vecchi scandali e omicidi rimasti impuniti. Proprio dopo uno di questi racconti, il maggiore viene ritrovato cadavere. Possibile che qualcuno abbia voluto tappare la bocca al vecchio ufficiale? E dove è finita la fotografia che Palgrave le voleva mostrare? Dimenticata la noia l'intrepida zitella è pronta per gettarsi a capofitto in una nuova indagine.

RECENSIONE

La nostra vecchietta preferita, Miss Marple, si trova ai Caraibi perché suo nipote le ha voluto regalare una vacanza proprio in quei posti paradisiaci. E mentre sferruzza conosce pian piano i suoi vicini di ombrellone, tra i quali il vecchio maggiore Palgrave, grande amante della caccia. Ma egli verrà presto trovato cadavere, inizialmente si pensa a una morte naturale, ma non sarà così. Chi aveva interesse ad ucciderlo? Miss Marple indagherà insospettabilmente a modo suo, fingendosi una vecchietta che ama farsi i fatti degli altri.

Inutile recensire un giallo, è pressoché impossibile, ma la scrittura della Christie è come sempre una garanzia. Prima opera che leggo con protagonista Miss Marple, e sicuramente prossimamente recupererò altri suoi romanzi. La particolarità che mi ha fatto apprezzare di più questa opera è stato il fatto che l'ho letta in cartaceo e in estate, quindi un mix perfetto.


giovedì 14 maggio 2026

[Recensione] Austral - Paul McAuley

 


AUSTRAL || Paul McAuley || Mondadori || 2025 || 354 pag.

In un futuro prossimo, il ghiaccio dell'Antartide si è ritirato lasciando spazio a una nuova terra, fragile e contesa. Le promesse della geoingegneria si sono rivelate illusorie, e il continente bianco è diventato frontiera di speranze, utopie e conflitti. In questo scenario di bellezza ostile vive Austral Morales Ferrado, una "husky", donna geneticamente modificata per resistere al gelo. La sua diversità è il suo dono e al tempo stesso la sua forza fisica, resistenza e coraggio, ma anche il peso di un'emarginazione costante. Segnata da un passato difficile, Austral compie un gesto disperato che la costringe a fuggire attraverso scenari estremi, tra foreste che rinascono dal permafrost e distese battute dai venti. Con sé porta segreti, rimorsi e la volontà ferrea di non arrendersi, mentre sulle sue tracce si muovono nemici pronti a tutto. La sua corsa diventa così una lotta non solo per la sopravvivenza, ma anche per affermare la propria identità in un mondo che non le ha mai concesso un posto.

RECENSIONE

Austral Morales Ferrado è un'agente penitenziario in fuga in un mondo che un tempo era ghiacciato (l'Antartide) e ha portato con sé sua cugina, Kamilah, per salvarla da un possibile attentato e che diventa anche il suo biglietto per lasciare l'Antartide. Ma i nemici si paleseranno presto sulle sue tracce e sarà una continua corsa per la sopravvivenza.

La storia della fuga di per sé non è male, peccato che venga spesso interrotta dai tanti flash back della vita passata di Austral, che rende la trama lenta e discontinua (tra l'altro molti retroscena risultano noiosi e vorresti facilmente skippare oltre).

L'idea di una rivisitazione alternativa di un futuro distopico ambientato nel continente antartico alla fine non è male, e si potrebbe definire un thriller fantascientifico on the road.


mercoledì 21 gennaio 2026

[Recensione] Peggio che morto - Rex Stout

 


PEGGIO CHE MORTO || Rex Stout || Mondadori || 1990 || 179 p.

Un ricco provinciale si presenta da Wolfe per incaricarlo di ritrovare il figlio fuggito di casa, anni prima, per una colpa addossatagli ingiustamente. Che ne è stato di lui? Il figlio scomparso si trova in tali guai che lo si può dire "peggio che morto": la sedia elettrica lo sta aspettando. E intorno gli si accumulano i cadaveri, ora per ora.

RECENSIONE

Un ricco provinciale si presenta da Wolfe per incaricarlo di ritrovate il figlio fuggito di casa, anni prima, per una colpa addossatagli ingiustamente. Che ne è stato di lui? Il figlio scomparso si trova in tali guai che lo si può dire "peggio che morto": è appena stato condannato per omicidio e la sedia elettrica lo sta aspettando. E intorno gli si accumulano i cadaveri, ora per ora. Wolfe raccoglie elementi che dimostrano che la vittima era coinvolta in attività losche e che non si tratta di un semplice delitto passionale come ritiene la polizia. Il pachidermico investigatore sospetta che il condannato sia innocente, e ne riceve una tragica conferma quando uno dei suoi collaboratori viene assassinato mentre svolge indagini. Dopo che si verificano altri due omicidi, l'ispettore Cramer è costretto ad ammettere che il caso deve essere riaperto. Saranno infine Archie e Saul Panzer a trovare le prove che inchiodano l'assassino.

A differenza degli altri gialli con protagonisti gli investigatori di turno, Nero Wolfe fa agire Archie e altri collaboratori che poi riferiscono a lui ed è sempre e solo lui colui che riflette e pian piano riesce ad annodare e a srotolare tutto il caso, anche se all'apparenza può sembrare troppo inestricabile. In questa storia emerge lo stretto rapporto esistente tra Nero Wolfe e Archie Goodwin. Archie conosce bene Nero e sa che è un genio, ma non esita a criticarlo quando ne sente il bisogno.

Sicuramente recupererò altre opere della serie di Nero Wolfe.


mercoledì 7 gennaio 2026

[Recensione] Il colpo gobbo - Mickey Spillane

 


IL COLPO GOBBO || Mickey Spillane || Mondadori || 1987 || 185 p.

"Era una di quelle notti in cui il cielo si fa basso e sembra avvolgere il mondo in un ampio mantello grigio. La pioggia graffiava le vetrine del bar come un gatto arrabbiato e cercava di infiltrarsi nel locale ogni volta che qualche ubriaco scivolava dentro la porta..."
Fuori una Buick frenò bruscamente. La porta del bar si aprì: ne uscì un uomo lasciando solo nel locale un bambino di circa due anni. Si udirono dei colpi di pistola. Sotto gli occhi stupefatti di Mike Hammer si era compito in pochissimi secondi un duplice omicidio. Chi era lo spietato conducente della Buick, fuggito a tutto gas dopo aver deliberatamente investito il suo compagno? E chi era il padre del bambino abbandonato nel bar? Perché era uscito a farsi ammazzare così a freddo? A questi drammatici interrogativi Mike Hammer, il "detective-giustiziere", cercherà una risposta, rischiando più volte la propria vita. Giallo d'azione sullo sfondo di una New York più affascinante che mai, Il colpo gobbo, una tra le prime avventure del solitario eroe newyorkese, contiene tutti gli ingredienti del migliore Spillane: sesso, macchine lussuose, whisky... e suspense a non finire. un giallo dall'esito assolutamente imprevedibile.

RECENSIONE

Il ruvido e solitario investigatore privato Mike Hammer, mentre è tranquillamente seduto al banco di un bar, assiste casualmente a una scena che lo colpisce nel profondo: un padre, in lacrime, lascia il proprio bambino su un tavolo e si precipita fuori sotto una pioggia torrenziale, dove viene ucciso da due colpi di pistola. Da quel momento, Mike è determinato a scoprire cosa si nasconde dietro a quell’omicidio: l’indagine diventa una missione personale.

Spillane ci presenta una New York cupa, e la vicenda si svolge in quartieri malfamati, bar fumosi e strade perennemente battute dalla pioggia. Accanto a Mike c’è Pat Chambers, poliziotto e amico fidato. Attorno a lui ruotano molte figure femminili: un’ex attrice, la figlia di un ricco allevatore, la segretaria. Tutte, in un modo o nell’altro, attratte da lui. E poi ci sono i nemici: mafiosi, uomini d’affari, politici corrotti.

Ci troviamo al cospetto di un vero e proprio noir dove ai colpi di pistola si alternano indagini dove Mike cercherà con tutte le forze di trovare giustizia per il bambino che è rimasto orfano. Una caratteristica dello stile di Spillane, oltre ai capitoli molto brevi che ti invogliano a continuare nella lettura, c'è un continuo uso di metafore e similitudini. Quello che l'autore vuole ottenere non è una certa eleganza ma un impatto visivo ed emotivo, molto cinematografico.

Le figure femminili sono ridotte a stereotipi: la segretaria fedele, la spogliarellista, l′ attrice che usa il suo corpo per arrampicarsi al vertice della società. Le donne non sono mai protagoniste attive, e quando Hammer parla di loro, lo fa con battute che oggi risultano francamente inaccettabili e, per questo motivo, vanno considerate nel loro contesto storico.

Gran parte del romanzo si svolge di notte, sotto la pioggia, tra bar fumosi e locali equivoci. Ogni angolo della città sembra marcio, ogni personaggio ha qualcosa da nascondere, e persino un piccolo bambino non è così innocente come potrebbe apparire.

In un certo senso Mike è una sorta di giustiziere solitario, duro come la pietra, che preferisce usare la pistola (che chiama Betsy) quando la situazione non è più a suo favore.

Sicuramente leggerò altre opere di Spillane.


Ecco la mia video recensione:




domenica 21 dicembre 2025

[Recensione] Il diavolo in Terrasanta - Enrico Brizzi

 


IL DIAVOLO IN TERRASANTA || Enrico Brizzi || Mondadori || 2019 || 515 p.

"Si dice che ogni viaggio nasca da un viaggio precedente; nel nostro caso, è andata esattamente così." Sono passati appena due anni da quando un gruppo di amici, sfidando caviglie doloranti, sete e scoramento, arrivava alla Città eterna dopo tre mesi di cammino lungo la Via Francigena, la lunga pista che da mille anni collega Canterbury a Roma.

Allora, l'euforia per l'impresa appena compiuta era sfumata in uno strano, imprevisto sgomento, che solo la promessa di una nuova avventura aveva lenito: mettersi in cammino lungo un'altra rotta di pellegrinaggio. La scelta cade sulla più vertiginosa delle possibilità: ripartire proprio dalla Capitale e raggiungere a piedi il Paese dove ogni pietra è sacra, la terra santa per eccellenza. Gerusalemme.

A lasciare Roma al grido di "Aria!" sono in due, il Narratore, testimone e custode della bandiera, e Cesare Maggi, l'inflessibile logista.

Un chilometro alla volta, mentre sfila un'Italia inaspettata, dove le impronte del passato si mescolano alle ombre del presente e agli squarci di futuro, al viaggio si aggiungono nuove e vecchie conoscenze: lo stralunato Ivan, che sulle spalle ha, fisicamente e simbolicamente, tante cose da buttar via, Enzo del vulcano, il cui mondo sta per diventare gigantesco, e Max Montefiori, il grande amico dai tempi dei boy scout, sempre all'arrembaggio, sulla strada come nella vita.

Al gruppo, però, si unisce anche un ragazzo dai troppi segreti, dietro cui, forse, si nasconde colui del quale non si deve pronunciare il nome, il Caduto che mai dovrebbe mettere piede fra i luoghi sacri…

Ispirandosi al vero viaggio che l'ha portato prima a piedi, quindi in barca e poi di nuovo in cammino da Roma a Gerusalemme, Enrico Brizzi racconta al ritmo cadenzato dei passi dodici settimane funamboliche e altrettanto profonde, alla scoperta stupefacente e dolorosa insieme della Terrasanta, una porzione di mondo che rappresenta la culla delle storie più antiche ascoltate da bambini, ma anche il teatro d'una contesa feroce e, forse, la più efficace cartina tornasole delle contraddizioni di noi occidentali, eredi di una lunga tradizione in veste di persecutori.

RECENSIONE

Terzo libro di viaggio che leggo scritto da Enrico Brizzi, dopo quello sul Cammino di Santiago (Il sogno del drago) e quello sul viaggio che fece con le sue figlie da Bologna all'Appennino (Il cavaliere senza testa).

Stavolta Brizzi vuole fare un viaggio più particolare ma anche più antico: quello che parte da Roma fino a giungere alla Terrasanta, Gerusalemme! Partono in due, lui e Cesare Maggi, ma pian piano diventeranno un vero e proprio gruppo con Enzo dalla Sicilia, Ivan e Max Montefiori.

Brizzi mi piace perché riesce ad essere un buon narratore ed intrattenitore, pur sapendo che molte delle cose che ci descrive sono certamente frutto della sua fervida fantasia ma non importa perché ogni narrazione di un viaggio, in un certo senso, diventa una leggenda!

Recupererò altri suoi libri, sicuramente.


lunedì 1 dicembre 2025

[Recensione] Al buio - Patricia Cornwell

 


AL BUIO || Patricia Cornwell || Mondadori || 2008 || 198 p.

Win Garano, l'impeccabile e implacabile protagonista di "A rischio", questa volta si ritrova nell'umiliante posizione della vittima. Vittima di un aggressivo procuratore distrettuale, Monique Lamont, ambizioso e senza scrupoli, si reca a Watertown, un piccolo centro del Massachussetts, per riaprire un caso irrisolto di omicidio, risalente a quarant'anni prima. Watertown, però, è anche la sede del Front, un'organizzazione informale che riunisce alcuni dipartimenti di polizia decisi a ritagliarsi un'autonomia sempre maggiore, con buona pace del procuratore. Con il passare dei giorni e il progredire delle indagini, nel detective maturerà la consapevolezza di trovarsi imprigionato in un labirinto di specchi deformanti, una trappola dove verità e menzogna sembrano mescolarsi in un'unica ombra minacciosa.

RECENSIONE

Primo libro che leggo di questa famosa autrice americana di thriller. Tra le altre cose ho scoperto che è una discendente di Harriet Beecher Stowe, l'autrice di La capanna dello zio Tom (uno dei primi romanzi che lessi da bambino).

Questo libro è il secondo della serie con protagonista Winston Garano, un detective della polizia di Boston, preceduto da At Risk (A rischio).

Ho trovato questo libro per caso in una bancarella di libri usati e, attirato dal titolo, decisi di acquistarlo.

In questo volume il nostro Win si ritrova incaricato dal Sostituto Procuratore Monique Lamont su un vecchio caso insoluto di omicidio. La bella Monique cerca in realtà notorietà mediatica e sia che Win fallisca sia che Win risolva il caso l'obiettivo sarà raggiunto. Sono passati 20 anni dall'omicidio di un’anziana in un paesino del Tennessee ed altri eventi funesti, forse connessi, sono accaduti in quel periodo nella zona. Tra Win e Monique, che viene stuprata e salvata da morte certa proprio da Win, inizia a crescere una tensione sessuale che evidenzierà più le loro meschinità umane che le loro indiscusse capacità professionali.


Devo essere sincero, credo di essere partito col libro sbagliato per conoscere questa talentuosa scrittrice di thriller: perché questa storia è non solo troppo breve, ma assolutamente noiosa e aggiungerei piatta. Quindi il titolo, al buio, ti avverte di quello che stai per leggere? Che la lettura ti lascerà davvero al buio?




giovedì 20 novembre 2025

[Recensione] Eremita a Parigi - Italo Calvino

 


EREMITA A PARIGI || Italo Calvino || Mondadori || 1996 || 255 p.

La vita e le osservazioni di Italo Calvino, esule volontario a Parigi. Le pagine internazionali dell'autore che più di ogni altro ha contribuito a sprovincializzare la cultura italiana.

RECENSIONE

Questo volume raccoglie dodici scritti che Calvino aveva già pubblicato più due inediti che sono Diario americano e Eremita a Parigi, curati da Esther “Chichita”Calvino, sua moglie. Ecco tutti gli scritti presenti:
- Forestiero a Torino (pubblicato sulla rivista "L'Approdo" gennaio-marzo 1953);
- Lo scrittore e la città (nota inedita su Torino del 1960);
- Questionario 1956 ("Il Caffè", gennaio 1956, presentava Italo Calvino nella rubrica "La nuova letteratura" con un racconto, Un viaggio con le mucche, poi in Marcovaldo, preceduto dalle risposte a un questionario di G.B. Vicari);
- Ritratto su misura (da "Ritratti su misura" di E.F. Accrocca, 1960, pp. 110-12);
- Diario americano 1959-1960 (inedito, Calvino racconta il suo viaggio negli Stati Uniti nelle lettere che invia alla casa editrice Einaudi);
- Il comunista dimezzato (intervista di Carlo Bo a Calvino, "L'Europeo", XVI, 35, 28 agosto 1960);
- Autobiografia politica giovanile (La prima parte di questo saggio è uscita sulla rivista "Il Paradosso", V, 23-24, settembre-dicembre 1960. La seconda parte, nel volume collettivo La generazione degli anni difficili, Laterza, Bari 1962);
- Una lettera in due versioni (il primo capitolo è tratto dal volume Tarocchi, F.M. Ricci, Parma 1969. Il secondo capitolo è tratto da Tarots, F.M. Ricci, Parma 1974. Scritta in francese, inedita in italiano);
- Nota biografica obiettiva (scritta nel 1970 per un volume della collana Einaudi "Gli Struzzi" [Gli amori difficili]);
- Eremita a Parigi (testo ricavato da un'intervista di Valerio Riva per la televisione della Svizzera Italiana, 1974);
- Il mio 25 aprile 1945 ("Domenica del Corriere", aprile 1975);
- Il dialetto (risposta a un'inchiesta di Walter della Monica);
- Situazione 1978 ("Paese sera", 7 gennaio 1978. Da un'intervista a Daniele Del Giudice);
- Sono stato stalinista anch'io? ("La Repubblica", 16 dicembre 1979);
- L'estate del '56 (intervista di Eugenio Scalfari, Calvino e la storia del suo tempo, "La Repubblica", 13 dicembre 1980);
- I ritratti del Duce ("La Repubblica", 10-11 luglio 1983, col titolo Cominciò con un cilindro);
- Dietro il successo (intervista a Felice Froio, Dietro il successo. Ricordi e testimonianze di alcuni dei protagonisti del nostro tempo: quale segreto dietro il loro successo?, Sugarco, Milano 1984);
- Vorrei essere Mercuzio ("The New York Times Book Review", LXXXIX, 49, 2 dicembre 1984);
- La mia città è New York (intervista di Ugo Rubeo, registrata a Palermo nel settembre 1984. Poi raccolta in Mal d'America - da mito a realtà, Editori Riuniti, Roma 1987. Il titolo non è di Calvino);
- Intervista di Maria Corti ("Autografo", II, 6, ottobre 1985).

Non c'è molto da commentare, se non che se siete amanti di Calvino e volete conoscere meglio la sua biografia e la sua vita questo volume fa assolutamente per voi. Su ogni pagina aleggia la sua personalità, la sua originalità, sul suo talento geniale di scrittore e di osservatore della realtà. Calvino amava tantissimo New York, ad esempio, e ha pure pensato di scrivere nella sua tomba di essere newyorkese.

Lettura consigliata per gli esperti di letteratura o appassionati di Italo Calvino.


venerdì 17 ottobre 2025

[Recensione] Il labirinto - William Browning Spencer

 


IL LABIRINTO || William B. Spencer || Mondadori || 2006 || 240 pag.

Visioni, presagi, premonizioni: se ne può discutere. Ma per discutere bisogna essere liberi, e il problema di Jack Lowry e della donna che ama, Kerry, è di non esserlo affatto. Per il momento sono entrambi chiusi in un centro specializzato per superare un'intossicazione da alcol; è in queste condizioni distinguere il reale dell'irreale, la minaccia autentica dal delirio, è molto difficile. La minaccia c'è e viene dal cielo: così proclama una setta di fanatici secondo cui tutti gli alcolisti discenderebbero da un'antica popolazoine inumana. Improvvisamente, il Centro disintossicazione Hurley si trasforma in un labirinto... Cosa succederà nel giorno della Rivelazione? Chi sono i fantomatici, invisibili dèi dello spazio?

RECENSIONE

Devo essere assolutamente sincero con voi: vi giuro, di questo romanzo non ci ho capito nulla! Per disparati motivi. Il protagonista, alcolizzato, va in un centro per disintossicarsi e qui inizia il delirio: gente che viene rapita, sbuca una setta forse ispirata a Lovecraft, visioni mostruose, apocalissi imminenti, ecc. La trama forse è volutamente stramba e senza senso perché descrive gli stati d'animo che prova chi è alcolizzato, almeno credo io così (sono fieramente astemio quindi non ho mai provato "l'ebrezza" di ubriacarmi!). Mi sento in imbarazzo perché nonostante questo non capirci quasi nulla ho deciso ugualmente di terminare la lettura (forse ho fatto male, chi lo sa!) pensando che leggendolo tutto si sarebbe capita meglio la storia, ma nulla lo stesso.

Quasi quasi inizio a bere!


domenica 12 ottobre 2025

[Recensione] Chiudo la porta e urlo - Paolo Nori

 


CHIUDO LA PORTA E URLO || Paolo Nori || Mondadori || 2024 || 204 pag.

Raffaello Baldini è un poeta grandissimo eppure pochi sanno chi è, e di quei pochi pochissimi ne hanno riconosciuto la voce. Perché scrive nel bel dialetto di Sant'Arcangelo di Romagna? Ma no. Paolo Nori ci rammenta che è poeta enorme anche nel bell'italiano con cui il poeta ha sempre tradotto a pie' di pagina i suoi versi. E quante storie si trascinano appresso quei versi, quante immagini suscitano, quanti personaggi, quanto universo c'è in quel mondo apparentemente piccolo. Come sua consuetudine, Paolo Nori attraversa l'avventura poetica di Baldini quasi come non ci fosse altro intorno, di sé facendo il filtro di una bellezza che viene su come da un fontanile e fa paura, perché ci lascia straniti. Ecco che - non diversamente da quanto è accaduto con Dostoevskji e Achmatova - l'immaginazione di Baldini si scioglie dentro quella di Nori, fatta com'è di caratteri e di accadimenti apparentemente i morti che "non dicono niente e sanno tutto", gli uomini che invece di calarsi gli anni se li crescono, lo stare lì di una donna davanti alla circonvallazione per guardare "che passa il mondo". Fra spinte e controspinte, fra il "cominciamo pure" e il "continuiamo pure" che ricorrono a battere il ritmo, impariamo che, sempre più, la scrittura di Nori è la messa a fuoco progressiva di un carattere, il il suo essere "coglione", il suo essere "bastiancontrario", il suo essere "matto come un russo", il suo essere innamorato di un poeta come Raffaello Baldini, il suo magone davanti alla casa dei Nori come fosse una scatola di bottoni, il suo stare a vedere la vita come va avanti a ogni svolto imprevisto dello stare al mondo.

RECENSIONE

Innanzitutto è la prima opera che leggo di questo scrittore di cui ho sentito parlare in diverse occasioni ma di cui nessuno, fino ad ora, mi aveva consigliato la lettura. Sicuramente è uno scrittore originale e particolare, non sta a me giudicare una persona ma solo quello che scrive. E il problema è proprio questo: cosa ho appena letto? Che poi è la stessa cosa che si chiede Nori stesso nel libro: ho scritto un romanzo o qualcos'altro? Dovrebbe essere un libro che parli di un poeta, Lello Baldini, ma in realtà quello che si legge non è che la vita e le esperienze che fa o che ha fatto lo stesso autore Paolo Nori. Diciamo che non amo molto gli autori che non fanno che parlare soltanto di sé stessi, a meno che non si tratta di un libro di viaggio o un reportage. Non è un romanzo, ma un lungo disquisire sulla sua vita, sulle sue esperienze passate e presenti, sul fatto che corre perché gli fa bene, sul suo sconfinato amore per la Russia e per gli autori russi, e potrei continuare ancora per un po'. Credo sia evidente che non mi sia piaciuto perché sono di questa opinione: o scrivi un libro su un autore o ne scrivi uno che parli solo di te, ma spacciare un libro che (dovrebbe) presentare un poeta italiano quando in realtà è un continuo monologo solo su se stesso no, non va bene per me.

martedì 30 settembre 2025

[Recensione] Il mistero delle croci egizie - Ellery Queen

 


IL MISTERO DELLE CROCI EGIZIE || Ellery Queen || Mondadori || 2004 || 278 pag.

Il cadavere di Andrew Van, eccentrico maestro della scuola di Arroyo, viene trovato decapitato e crocifisso a un palo, all'incrocio di due strade: quasi una macabra, sanguinante T stagliata contro il cielo. Il caso si presenta subito intricato e si complica sempre più quando, qualche mese dopo, il multimilionario Thomas Brad viene ritrovato ucciso in modo simile e appeso a un totem. Quale legame c'è fra i due delitti? L'ispettore Richard Queen, accompagnato dal figlio Ellery, viene incaricato delle indagini. E ancora una volta il raffinato detective americano riuscirà a venire a capo di un enigma apparentemente insolubile.

RECENSIONE

Mi sono imbattuto in questo giallo per caso, perché di tanto in tanto vado a cercare qualche titolo di annata, diciamo così, un po' datato. Ellery Queen intanto non è una persona reale, ma lo pseudonimo di due scrittori: Frederic Dannay (1905-1982) e Manfred B. Lee (1905-1971). Erano due cugini newyorkesi, figli di ebrei polacchi e cresciuti a Brooklyn, che nel corso della loro carriera letteraria scrissero anche con lo pseudonimo di Barnaby Ross; a partire dagli anni sessanta il nome "Ellery Queen" divenne una sorta di franchise per romanzi apocrifi autorizzati da Dannay e Lee. La produzione di tali apocrifi terminò tuttavia con la morte di Lee nel 1971, in quanto Dannay, che morì 11 anni più tardi, non era più interessato a portare avanti il nome.

"Il mistero delle croci egizie" venne pubblicato nel 1932 ed è il quinto della serie. In questa storia viene ritrovato il cadavere di un maestro di scuola, Andrew Van, la mattina di Natale, crocefisso a un cartello stradale a forma di T nei dintorni di Arroyo, un paesino della Virginia occidentale. Questo è il genere di delitto che si rivela una calamita irresistibile per lo scrittore-detective Ellery Queen. Ma dall'inchiesta, malgrado il dotto contributo dello stesso Ellery, non scaturisce alcun risultato conclusivo se non qualche vago sospetto su un misterioso straniero di nome Krosac. Sei mesi più tardi, però, un altro omicidio, commesso in circostanze quasi identiche a Long Island, risveglia l'interesse di Ellery, che si lancia sulla pista di un feroce criminale che lascia a mo' di firma delle T tracciate con il sangue delle vittime.

Diciamo che si lascia leggere, e sinceramente un paio di stratagemmi utilizzati dagli autori mi sono sembrati un po' folli o esagerati. Peccato per la spiegazione del movente, non molto realistica e frettolosa. Risulta evidente che non mi ha colpito molto, ma proverò a recuperare, prima o poi, "Il gatto dalle molte code" che mi consigliano alcuni amici di leggere.


giovedì 17 luglio 2025

[Recensione] Livello 7 - Mordecai Roshwald

 


LIVELLO 7 || Mordecai Roshwald || Mondadori || 1968 || 160 pag.

Nessuna denuncia della guerra-H è mai stata più cruda, più spietata, più sconvolgente di questa. Nel capolavoro di Roshwald, come nella "Tana" di Franz Kafka, è inutile cercare scampo "più in fondo". Livello dopo livello, una mano mostruosa e invisibile scende a cercarti fin dentro le viscere della Terra. Livello dopo livello fino al: "Livello 7".

RECENSIONE

Facente parte del genere post-atomico, ci troviamo in una storia abbastanza claustrofobica (il protagonista si ritrova a vivere in un bunker antiatomico sotterraneo dal quale non potrà mai più uscire) e dove, in prima persona, il protagonista stesso ci narra la sua vita da recluso e la sua decadenza psicologica, fino al finale catastrofico.

Mi è piaciuto anche per il messaggio che vuole lanciare l'autore, ovvero che ogni tipo di guerra, naturalmente inclusa quella atomica, non fanno per nulla bene a noi abitanti della Terra, peggio ancora se dovesse scatenarsi quella atomica distruggeremmo, oltre a noi, la stessa Terra. Mordecai chiaramente ci dimostra che l'essere umano, o chi ci comanda, spesso è cieco e che farci la guerra a vicenda non è mai una buona idea.


domenica 29 giugno 2025

[Recensione] Scacco al re per Nero Wolfe - Rex Stout

 


SCACCO AL RE PER NERO WOLFE || Rex Stout || Mondadori || 1980 || 175 pag.

Una partita a scacchi sfocia in un omicidio. E fin qui tutto bene. L'indiziato numero uno è dietro le sbarre. E fin qui, ancora tutto bene. I probabili colpevoli sono quattro. E qui le cose si complicano. Nero Wolfe si è messo in testa che l'indiziato numero uno, essendo suo cliente, "deve" essere innocente. Ma non è tanto semplice dimostrarlo, così come non è semplice trovare una soluzione logica e inconfutabile a quello che sembra un enigma irrisolvibile. Tra le migliaia di compiti che mi tocca' di assolvere, come braccio destro del genio delle investigazioni, c'è anche quello di spronare W01fe quando viene preso da una delle sue crisi di pigrizia acuta. E tutti i metodi sono buoni. Non voglio rivelarvi troppo: vi dico solo che Nero Wolfe risolve il caso e, tanto per non porre termine alla serie di sorprese che mi ha riservato lungo tutta la vicenda, arriva ad ammettere che una donna è piena di fascino! Vostro Archie Goodwin.

RECENSIONE

In una partita a scacchi viene avvelenato il giocatore Paul Jerin e viene arrestato un uomo che gli ha portato la cioccolata come sospetto omicida. Ma è davvero lui il colpevole? O è stato un altro a volerlo morto? La figlia dell'indiziato va allora dal detective Wolfe per scagionare suo padre. Wolfe sa già che è difficile, se non quasi impossibile, riuscire a discolpare il padre della ragazza, ma ci proverà e naturalmente ci riuscirà.

Che dire, quando ci troviamo al cospetto di Wolfe non c'è molto da aggiungere: alla fine riesce sempre a spuntarla, anche nei casi più contorti o che sembrano senza una soluzione o senza una scappatoia. Con Wolfe difficilmente il vero colpevole riesce a farla franca. E poi l'ironia e la simpatia di Archie sono insuperabili.


lunedì 12 maggio 2025

[Recensione] L'alba sulla mietitura - Suzanne Collins

 


L'ALBA SULLA MIETITURA || Suzanne Collins || Mondadori || 2025 || 428 pag.

All’alba dei cinquantesimi Hunger Games, i distretti di Panem sono in preda al panico. Quest’anno, infatti, per l’Edizione della Memoria, verrà sottratto alle famiglie un numero doppio di tributi rispetto al solito. Intanto, nel Distretto 12, Haymitch Abernathy cerca di non pensarci troppo, l’unica cosa che gli interessa è arrivare vivo a fine giornata e stare con la ragazza che ama. Quando viene chiamato il suo nome, però, il ragazzo vede infrangersi tutti i suoi sogni. Strappato alla sua famiglia e ai suoi affetti, viene portato a Capitol City con gli altri tre tributi del Distretto 12: una ragazza che per lui è quasi una sorella, un esperto in scommesse e la ragazza più presuntuosa della città. Non appena gli Hunger Games hanno inizio, Haymitch comprende che tutto è stato predisposto per farlo fallire. Eppure qualcosa in lui preme per combattere... e far sì che la lotta si estenda ben oltre l’arena.

RECENSIONE

Stavolta ci troviamo al cinquantesimo Hunger Games e vedremo la storia di Haymitch Abernathy, colui che nella trilogia principale diventerà l'allenatore di Katniss Everdeen.

La trilogia a me non era piaciuta, forse salvavo solo il primo libro. Per quanto riguarda invece la storia di Snow, il temibile presidente di Capitol City, mi aveva molto deluso. Anche in questo caso la storia sembra ripetere quello che era successo a Katniss nel primo libro, perché più o meno accadono le stesse cose: si viene scelti, si viene portati a Capitol City, ci si allena, si viene scaraventati nell'arena degli Hunger Games, si tenta di fuggire da essa, eccetera. Credo che l'universo creato dalla Collins si poteva benissimo interrompere col primo libro, ma evidentemente la scrittrice (giustamente) vuole lucrare sul mondo che ha creato e continua con questi libri fuori dalla saga con protagonisti alcuni personaggi della trilogia originale. Chi sarà il prossimo?

Ecco la mia video recensione:



giovedì 10 aprile 2025

[Recensione] La lunga oscura pausa caffè dell'anima - Douglas Adams

 


LA LUNGA OSCURA PAUSA CAFFÈ DELL'ANIMA || Douglas Adams || Mondadori || 2011 || 273 pag.

Il secondo capitolo delle avventure del "detective olistico" Dirk Gently che si trova invischiato in un pericoloso intrigo internazionale. Tutto inizia in un aeroporto londinese con un misterioso personaggio che tenta di imbarcarsi sul volo per Oslo. Chi è? E cos'ha a che fare con l'esplosione in un impianto nucleare? L'effervescente fantasia di Adams trascina il lettore in un fantasmagorico viaggio tra le antiche divinità nordiche, Odino in testa, svelando i difficili legami familiari tra questi e Thor, il patto diabolico stretto con due ricchi signori inglesi, e quanto sia difficile essere immortale e non avere più nessuno che ti adori.

RECENSIONE

Seconda avventura con protagonista l'investigatore privato olistico Dirk Gently, che avevamo conosciuto in Dirk Gently, agenzia investigativa olistica.

Solo un autore come Douglas Adams, principe dell'umorismo dell'assurdo, poteva congegnare una trama del genere con, tra i protagonisti, nientemeno che due divinità della religione nordica: Odino e suo figlio Thor. Forse rispetto al primo della saga questo romanzo è più disorganico, ma trovare una logica nelle opere di Adams non è facile anche se alla fine riesce sempre a ricollegare tutto, anche le cose che in apparenza ci erano sembrate futili o inutili.

A me è piaciuto, mi era mancata l'ironia di Adams e anche Dirk Gently (chissà se poi ha usato il frigorifero nuovo?).


mercoledì 12 marzo 2025

[Recensione] Giorno dei morti - Agatha Christie

 


GIORNO DEI MORTI || Agatha Christie || Mondadori || 2003 || 224 pag.

Sono ormai passati undici mesi dalla morte della bella e imprudente Rosemary Barton, e il suo ricordo ancora domina su quanti l'hanno conosciuta. All'improvviso però una serie di lettere anonime fa balenare il sospetto che non si sia trattato di un suicidio, come avevano concluso gli inquirenti, ma di un assassinio. Ma chi poteva avere interesse a uccidere la donna? Un marito tradito, una sorella invidiosa, una rivale incattivita o un amante annoiato? O forse Rosemary aveva veramente deciso di togliersi la vita perché tormentata da un oscuro segreto? Ciò che appare subito chiaro è che nessuno di quanti erano con lei al ristorante Luxembourg, al momento della sua tragica fine, è chi dice di essere. La verità verrà alla luce solamente dopo un'allucinante e fatale ricostruzione del crimine.

RECENSIONE

È passato quasi un anno dalla morte di Rosemarie Barton, caso che fu chiuso come suicidio, quando tale conclusione verrà messa in discussione quando suo marito inizierà a ricevere delle lettere anonime dove viene dichiarato che si è invece trattato di un omicidio. Per questo il vedovo decide di riorganizzare la stessa cena con le stesse persone disposte sugli stessi posti, e non sarà per nulla una buona idea.

La caratteristica stilistica di questo giallo è la scelta di mettere dei capitoli riguardanti, di volta in volta, un personaggio diverso e leggiamo la storia di volta in volta dal suo punto di vista. L'indagine verrà condotta dal colonnello Race, una vecchia conoscenza di Poirot che non sarà presente in questa storia. Non mancheranno i colpi di scena.

Godibile, come ogni giallo della Christie.


mercoledì 26 febbraio 2025

[Recensione] Il tortellino muore nel brodo - Filippo Venturi

 


IL TORTELLINO MUORE NEL BRODO || Filippo Venturi || Mondadori || 2018 || 204 pag.

Emilio Zucchini, proprietario della trattoria La vecchia Bologna, è uno scapolo impenitente, devoto alla gioia dei suoi clienti e al rispetto ortodosso delle ricette della cucina bolognese.

Nicola Fini è il suo amico fraterno che è appena stato abbandonato di punto in bianco dalla moglie, ritrovandosi con due bambini a cui fare da papà single.

Joe Solitario è un cantautore disperato che, dopo aver sprecato la sua grande occasione nella finale del più famoso talent show italiano, si improvvisa rapinatore per inseguire la sua ultima speranza: un volo di sola andata verso una nuova vita.
Cico Pop e Mangusta sono gli scagnozzi di un boss della malavita locale incaricati di rubare per lui una moneta che non vale niente ma che ai suoi occhi significa tutto.
Quando, in un campale venerdì mattina, le strade di questi cinque personaggi si incrociano, l'effetto non può che essere deflagrante.
Quante possibilità ci sono che i tre criminali da strapazzo scelgano la stessa banca, lo stesso giorno e la stessa ora per mettere a segno il loro colpo? E quanta sfortuna deve avere Nicola per ritrovarsi a passare lì di fronte proprio durante la rapina, con in macchina quel poco che è rimasto della sua famiglia?
Eppure, le coincidenze fanno parte della vita. E sono uno degli ingredienti fondamentali di questa rocambolesca storia. Insieme agli imprevisti, al buon cibo e a un'abbondante dose di umorismo.
Con il suo immaginario degno di un Tarantino cresciuto all'ombra dei portici di Bologna, Venturi ci regala una galleria di personaggi sgangherati e simpaticissimi e una collezione di perle gastronomiche da far invidia a uno chef stellato. Ma, soprattutto, costruisce una brillante commedia degli equivoci dal ritmo forsennato, un'esilarante avventura a tinte gialle da gustare tutta d'un fiato.

RECENSIONE

Devo essere sincero: ho scelto questo libro per il titolo.
Il protagonista della storia è Emilio Zucchini, per gli amici Zucca, il quale gestisce a Bologna una trattoria. Un giorno assiste a una rapina in una banca, e scoprirà che per sbaglio uno dei rapinatori, rubando l'auto del suo amico Nicola Fini che era andato in edicola lasciando l'auto accesa, gli rapisce la figlia dodicenne. Da quel momento Emilio farà di tutto per scoprire l'identità del rapinatore e per aiutare il suo amico a riabbracciare sua figlia.

Filippo Venturi ci regala una storia con toni gialli e comici, senza lode ne infamia. Scorrevole ma nulla di che.


venerdì 27 dicembre 2024

[Recensione] I turbamenti del giovane Törless - Robert Musil

 


I TURBAMENTI DEL GIOVANE TÖRLESS || Robert Musil || Mondadori || 2019 || 228 pag.

Scritto nel 1906 e considerato il romanzo di esordio di Musil, la storia, di ispirazione autobiografica, narra attraverso crudi episodi sadomasochistici e avventure intellettuali, il momento di passaggio dall'adolescenza alla virilità nella crisi della società mitteleuropea. Come scrisse lo stesso Musil, in quest'opera risiede la chiave dell'"Uomo senza qualità": l'assenza di sentimento, di morale e di "esperienze" di Törless, lo rende nostalgico, vuoto. Parabola di profonda attualità, nei tratti psicologici del giovane protagonista si delinea il fiero e consapevole rifiuto di un patrimonio di valori svalutato, paragonabile al vuoto "ideologico" e alla noia esistenziale di molti giovani di oggi.

RECENSIONE

L'esordio letterario dello scrittore austriaco Robert Musil, pubblicato per la prima volta nel 1906: si tratta di un romanzo di formazione, che racconta la storia di un giovane cadetto militare disorientato, alla ricerca di valori morali sicuri all'interno del sistema sociale in cui si trova a vivere ed il significato che questi assumono per lui.

Vivere in un severo collegio militare non è facile, e il protagonista del romanzo sente subito la mancanza della sua famiglia. Törless ben presto sentirà una repulsione ma anche un'attrazione verso il compagno Basini, il quale verrà seviziato dai suoi due compagni Beineberg e Reiting. Gli abusi, da psicologici che erano all'inizio, si fanno un po' alla volta fisici e finanche ferocemente sessuali (seppur mai esplicitamente descritti, ma sempre solo allusi). Inoltre il giovane protagonista prova attrazione per una prostituta, Božena, che gli risveglia sentimenti edipici.
Törless sembra esprimere inizialmente il giudizio più duro nei confronti dell'effeminato, privo di forza di volontà e vizioso Basini (si sente difatti interiormente attratto ma anche respinto da lui); ciò lo porta presto ad unirsi ai due persecutori: egli osserva i fatti quasi fosse uno scienziato alle prese con un esperimento che tenta di comprendere, cercando di capire dentro di sé la differenza sussistente tra il suo esteriore "io razionale" che vuole giudicare con impassibilità e la parte più oscura e nascosta della sua anima, quella che intimamente partecipa allo stupro. Ma questo crescente disgusto provato dal ragazzo di fronte alla passività fisica e morale di Basini lo rende infine incapace di proseguire oltre in questo gioco tra schiavo e carnefici: quando il tormento diviene per lui insopportabile arriva a consigliare segretamente a Basini di andare presto a costituirsi dal preside, uscendo così dalla situazione di vicolo cieco in cui s'è cacciato. Törless ad un certo punto capisce che non vuole più farsi complice di tali atti e giunge ad accusare gli altri due aguzzini di comportarsi inutilmente in modo brutale.

La cosa che mi ha infastidito è stato l'atteggiamento del protagonista che assiste a quegli atti di bullismo verso Basini senza intervenire, se non raramente. Spesso i suoi pensieri prendono forma in prima persona, assumendo la voce stessa del narratore, ad esempio nelle lettere regolari inviate ai genitori. Il suo carattere in principio fortemente realistico assume poi sempre più connotazioni mistiche, fino a diventar "un giovane di spirito molto fine e delicato", di natura "estetica ed intellettuale".

Il suo compagno Beineberg basa le proprie azioni su una personale interpretazione dell'induismo e della sua dottrina di distacco dalla realtà mondana in quanto tutto ciò ch'è materiale si rivela illusione-Māyā: ciò lo giustifica davanti a se stesso per tutti gli 'esperimenti ipnotici' e torture inflitti a Basini. La sua fredda tirannia, da perfetto padrone, lo porta a provare quanto lontano possa riuscire a giungere la vittima nella sopportazione prima che il suo carattere debole ed anti-virile si rompa definitivamente. Agisce come un nichilista nemico della morale cristiana e riflette, anche se in forma piuttosto confusa, in pensieri ed azioni l'ideale del superuomo propugnato da Nietzsche.

Reiting, fortemente interessato alla carriera militare, vorrebbe il prima possibile diventare un ufficiale. Per lui Basini rappresenta nient'altro che un subalterno, sopra cui si può scaricare tutta la rabbia e le frustrazioni; esercita la sua sete di potere sul compagno come esercitazione, al fine d'acquisire esperienza per la propria futura carriera: questa la giustificazione che si dà.

Il romanzo, forse in modo un po' riduttivo, potrebbe essere definito come la lotta di un adolescente per capire cosa è bene e cosa è male. Törless conosce il male e capisce come evitarlo. Infatti, dopo essere stato ammaliato dagli istinti animali e primordiali insiti in ogni uomo, riconosce che diventare un vero uomo significa proprio saper convivere con tali istinti tenendoli a freno.


sabato 21 dicembre 2024

[Recensione] Jane va a nord - Joe R. Lansdale

 


JANE VA A NORD || Joe R. Lansdale || Mondadori || 2020 || 204 pag.

Jane ha perso il lavoro in lavanderia a causa di una bustina di ketchup che ha dimenticato di togliere dalle tasche di un capo prezioso e le sue prospettive per il futuro sono decisamente scarse. Come ciliegina sulla torta, la sorella minore, che vive a nord e con cui non va d'accordo, l'ha invitata al suo matrimonio, anche se Jane sospetta che l'abbia fatto sicura che lei non avrebbe partecipato. Questo la rende ancora più determinata ad andarci, ma la sua macchina è un rottame che cade a pezzi, impossibile da utilizzare per un tragitto così lungo. Inaspettatamente Jane trova una compagna di viaggio particolare, una donna scontrosa e con un occhio fuori uso di nome Henry, che vuole andare a nord per consultare un'oculista in grado di risolverle il problema e che mette a disposizione la sua auto. Il rapporto tra le due non inizia certo nel migliore dei modi, tra lanci di biscotti duri come il cemento e cespugli di rose distrutti. Se si aggiungono i ricordi di un rapporto sessuale con un predicatore ubriaco nel retro di una chiesa, una corsa nuda lungo la sponda di un torrente, matrimoni falliti e una scarpa dove nascondere i soldi, Jane e Henry sono assolutamente pronte a partire, come due bizzarre Thelma e Louise. Lungo la strada incontrano schiavisti, rapitori, ladri di mutandine, una cantante country di scarso successo di nome Cheryle e si dedicano anche alla ricerca del Super Toaster, uno speciale tostapane a quattro fette. È un viaggio incredibile che, tra furgoncini per il bestiame, un'auto rubata e una decappottabile, segnerà l'inizio di un'amicizia unica. In un divertissement ironico e irriverente con due protagoniste strampalate e sopra le righe, Joe Lansdale dimostra ancora una volta il suo insuperabile "black humour".

RECENSIONE

Ritornare a leggere un libro di Joe R. Lansdale è sempre una garanzia perché sei sicuro che non ti deluderà.

La protagonista, la trentenne Jane Gardner, non se la passa bene dopo essere stata licenziata e vive in una roulette in Texas. Deve dirigersi al nord per essere presente al matrimonio di sua sorella. Purtroppo c'è un problema: la sua auto non sopravvivrebbe a tutti quei km (sta cadendo a pezzi) e deve cercare un modo per arrivarci visto che non può permettersi il prezzo del biglietto dell'aereo. Così, tramite un annuncio, conosce la burbera Henry, la quale deve dirigersi a Boston per effettuare un'operazione sul suo occhio. Da quando si forma questa insolita coppia, che ricorda Thelma & Louise, inizia un'avventura on the road ricca di disavventure, dove tra l'altro vengono pure rapite da una banda di trafficanti di esseri umani. E ben presto il duo diventerà un trio quando conosceranno la cantante rock Cheryle.

Il black Humour è assicurato come in tutte le storie di Lansdale.



[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...