PERICLE IL NERO || Giuseppe Ferrandino || Adelphi || 1998 || 144 p.
«Il mio padrone è Luigino Pizza, che tutti lo chiamano così a causa delle pizzerie ... Io mi chiamo Pericle Scalzone ... Di mestiere faccio il culo alla gente». Così comincia Pericle il Nero, primo romanzo di un autore che ha alle spalle una scuola severa di sceneggiatore di fumetti e una vita a dir poco avventurosa – che racconta però malvolentieri, preferendo raccontare storie. Questa di Pericle è un impeccabile noir, girato come un buon film americano degli anni Quaranta, con un ritmo secco, un plot che non perde un colpo e personaggi che hanno uno spessore del tutto ignoto ai cliché imposti dal genere: Pericle, l’uomo-cane che diventa uomo e acquisisce consapevolezza di sé attraverso il rifiuto delle regole del suo mondo e l’incontro con una strana donna; e questa donna, Nastasia, la polacca finita a lavorare a Pescara in una fabbrica di copertoni, che se lo porta a casa e se lo porterà, forse, anche più lontano; e Signorinella, la temibile e potentissima sorella del boss Ermenegildo Coppola, capo delle supplicanti di san Gennaro, che, «quando parlava di uccidere, si metteva le mani sulla faccia perché non le piaceva e diceva che tutti sono figli di mamma»; e gli altri, attori e comparse delineati con pochi tratti precisi, in una lingua asciutta ma venata delle coloriture, talvolta inattese e sempre misuratissime, del parlato popolare. Pericle il Nero è apparso nel 1993 da Granata Press, ma gli unici che abbiano dato segno di essersene accorti sono stati i francesi, i quali due anni dopo lo hanno pubblicato nella celebre «Série noire» di Gallimard.
RECENSIONE
Pericle Scalzone ha un soprannome: il Nero. Egli lavora per un boss napoletano, Luigino Pizza (Pizza perché appunto opera nelle pizzerie). Lavora nel senso che, quando serve, viene inviato ad intimidire e sodomizzare le persone che non si piegano al boss: che siano uomini o donne, non importa. Ma un giorno accade un incidente: tramortisce Signorinella, la sorella di un boss rivale, mentre credeva di averla uccisa. Ma lei si riprende e gli manda contro dei sicari che vogliono ucciderlo. Per questo Pericle non può fare altro che fuggire da Napoli e si rifugia a Pescara, dove conosce Nastasia, polacca, che lavora in una fabbrica di copertoni. E vive nascosto a casa sua, ma la vendetta presto lo richiamerà a tornare a Napoli.
Giuseppe Ferrandino, celebre sceneggiatore di fumetti come Dylan Dog, ci presenta un protagonista duro, violento, che non perdona. Tutta la storia ci viene presentata come una sceneggiatura cinematografica (e non a caso ne è stato tratto un film con protagonista Riccardo Scamarcio uscito nel 2016).
