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venerdì 18 ottobre 2024

[Recensione] Sunfall - Jim Al-Khalili

 


SUNFALL || Jim Al-Khalili || Bollati Boringhieri || 2019 || 416 pag.

2041. Pericolo dal Sole: entro poche ore, emissioni straordinarie di massa coronale colpiranno la Terra, già a rischio per l'indebolimento del campo magnetico che protegge il pianeta. In Nuova Zelanda un'aurora australe, che dovrebbe essere rivolta a sud, appare invece a nord. Un aereo in atterraggio a Nuova Delhi si schianta al suolo per il danneggiamento dei satelliti di comunicazione dovuto a una raffica di particelle ad alta energia provenienti dallo spazio. Su un'isola delle Bahamas si scatena un uragano di violenza inaudita. La Terra è fuori controllo e le autorità mondiali stanno nascondendo la verità sulla catastrofe imminente per non seminare il panico. Toccherà a quattro scienziati, due uomini e due donne, far ricorso a tutto il proprio sapere, al proprio coraggio e alla propria inventiva per salvare il pianeta. Ma c'è chi è convinto che l'estinzione dell'umanità sia l'unica soluzione possibile… Dal notissimo fisico quantistico Jim Al-Khalili, un romanzo scientificamente plausibile che ci proietta nel futuro, un thriller dal ritmo serrato che svela chi saremo e come vivremo tra non molti anni e, soprattutto, ci ricorda che in un mondo di raffinate tecnologie – a partire dai droni e dalle intelligenze artificiali, così simili a quelle che già conosciamo – la variabile umana e la conoscenza rimangono le nostre principali alleate. Con grande accuratezza scientifica, Jim Al-Khalili conduce il lettore in un futuro agghiacciante e ma allo stesso tempo più vicino a noi di quello che possiamo pensare.

RECENSIONE

In un vicino futuro, il 2041, accadono dei fenomeni atmosferici a dir poco catastrofici: emissioni di massa coronale solare che colpiscono la Terra la quale ha un campo magnetico debole, uragani sempre più pericolosi e potenti, satelliti artificiali di comunicazione danneggiati da particelle ad alta energia provenienti dallo spazio. Il rischio è l'estinzione di ogni essere vivente sul nostro pianeta. Per questo si crea un team di scienziati che proveranno a salvare la Terra e la vita dei terrestri. Uno degli scienziati della storia, fortunatamente, tenterà di creare una macchina in grado di inviare fasci di materia oscura all'interno del nucleo terrestre per riavviare il nostro campo magnetico, ma si troverà davanti una setta, i Purificatori, che tenteranno di sabotare diverse volte questo progetto (anche sequestrandogli la figlia).

Un thriller fantascientifico con tante descrizioni scientifiche, fisiche e tecnologiche, non a caso l'autore è uno stimato fisico quantistico e divulgatore scientifico. Il fatto che il campo magnetico che ci protegge dai raggi solari potrebbe indebolirsi mi ha angosciato, visto che è una teoria scientificamente possibile e probabile (potrebbe accadere). Lo stile di scrittura ricorda molto quello di Michael Crichton.




giovedì 2 febbraio 2023

[Recensione] L'indagine del tenente Gregory - Stanislaw Lem

 


L'INDAGINE DEL TENENTE GREGORY || Stanislaw Lem || Bollati Boringhieri || 2007 || 174 pagine

Da cimiteri, obitori e camere ardenti spariscono misteriosamente i cadaveri. Un poliziotto, nella nebbia di un’inquietante Londra, deve risolvere un mistero che ha del fantastico e in cui sembra delinearsi addirittura la presenza del sovrannaturale. Ma ecco venirgli in aiuto un collega esperto in una delle scienze più moderne e più lontane dal clima delle storie gotiche: la statistica. Così la matematica, con le sue inflessibili certezze, fatte di numeri e logica, si contrappone all’ipotesi irrazionale e spaventosa suggerita dalla sparizione dei cadaveri. Ma non è detto che la spiegazione del mistero sia meno spaventosa e terribile delle sue agghiaccianti premesse.

RECENSIONE

Un inquietante fenomeno avviene nei cimiteri: la sparizione di cadaveri e il loro strano spostamento. Sembra che dietro ci sia un evento soprannaturale e ad indagare al caso viene assegnato il tenente londinese Gregory.

Un Lem che non ti aspetti, visto che di lui ho divorato e apprezzato i suoi celebri romanzi di fantascienza come Solaris e Il Pianeta del Silenzio, stavolta il Nostro si cimenta nel genere giallo alla Maigret, dove si indaga su uno strano caso dalle origini non umane, addirittura si parla di risurrezioni misteriose ma il detective è abbastanza scettico e seguirà una pista più scientifica e umana.

Sinceramente non mi ha colpito, anzi, spesso mi ha annoiato. La spiegazione finale fa davvero star male (nel senso che ti aspetti una soluzione più complicata). Peccato.




giovedì 23 luglio 2020

[Recensione] Binario sette - Louise Doughty

Titolo: Binario sette
Titolo originale: Platform Seven
Autrice: Louise Doughty
Traduttrice: Manuela Faimali
Editore: Bollati Boringhieri
Collana: Varianti
Pubblicazione: 23 gennaio 2020
Prima pubblicazione: 22 agosto 2019
Genere: romanzo
Pagine: 443
Prezzo: 18,50 euro

Quarta di copertina
Stazione di Petersborough, binario Sette, quattro del mattino: Lisa Evans è determinata a capire perché si ritrova in quel luogo deserto. Perché è lì? Lisa non se lo ricorda. Però una cosa la sa: lei è morta, ed è morta lì, investita da un treno al binario Sette. ma come siano davvero andate le cose, Lisa non riesce a capirlo. Nella solitudine della notte, assiste a un altro «incidente»: un uomo solo, anch'egli travolto da un treno di passaggio. Lo choc fa riaffiorare, un tassello dopo l'altro, le vicende e le persone del suo passato. Su tutte, Matthew, il fidanzato. Medico affascinante e premuroso, Matthew è andato a vivere con lei dopo poche settimane di appuntamenti romantici e passionali. I suoi genitori lo adorano, è quello giusto. Potrebbe essere la relazione perfetta solo che, come spesso accade, non lo è. Matthew arriva sempre in ritardo, ma detesta quando lo fa Lisa. Le dice che lei è solo sua, ed è ossessionato dai suoi fidanzati passati, per scherzo. Le controlla il cellulare e conosce le sue password. Tanto per provare, quando sono a letto insieme, le chiede di fingere di essere morta. Giorno dopo giorno, un senso di soffocamento e allo stesso tempo di colpa si insinua nella vita di Lisa. C'è qualcosa che non funziona, ed è sicuramente lei il problema. A meno che non sia Matthew. Mentre il ricordo della relazione si fa sempre più vivido, una domanda tormenta Lisa: si è suicidata su quel binario, o qualcuno l'ha spinta sotto al treno? Perché il suo spirito continua a vagare per la stazione, come se avesse qualcosa di irrisolto da portare alla luce prima di potersi abbandonare in pace all'eternità? Tra le vicende dei frequentatori abituali della stazione, che può osservare dalla sua postazione privilegiata, e le immagini che le tornano alla mente, Lisa capisce di non essere sola, e che può ancora fare qualcosa per riportare a galla la sua terribile verità.

Recensione
L'autrice di questo romanzo è una scrittrice di noir/thriller, ed effettivamente questa impronta è presente in questa sua opera, seppure non è quello il genere a cui si può incasellare. Non faccio spoiler nel dire (viene descritto nella quarta di copertina) che la protagonista è un'insegnante trentaseienne la quale ci narra il suo punto di vista della sua morte: beh, sì, perché la narratrice è un fantasma che è rimasto bloccato nella stazione, il binario sette, in cui ha perso la vita. Ma si è suicidata o è stata uccisa? Pian piano lei ricostruisce il suo passato e scopriamo che si era invaghita di un bel dottore, Matthew, il quale all'inizio era gentile e galante, ma lentamente si è rivelato sempre più possessivo e geloso nei suoi confronti.

martedì 9 giugno 2020

[Recensione] Venivamo tutte per mare - Julie Otsuka

Titolo: Venivamo tutte per mare
Titolo originale: The Buddha in the Attic
Autrice: Julie Otsuka
Traduttrice: Silvia Pareschi
Editore: Bollati Boringhieri
Pubblicazione: 12 gennaio 2012
Prima pubblicazione: 23 agosto 2011
Genere: romanzo storico
Pagine: 142
Prezzo: 13 euro

Quarta di copertina
Una voce forte, corale e ipnotica racconta dunque la vita straordinaria di queste donne, partite dal Giappone per andare in sposa agli immigrati giapponesi in America, a cominciare da quel primo, arduo viaggio collettivo attraverso l'oceano. È su quella nave affollata che le giovani, ignare e piene di speranza, si scambiano le fotografie dei mariti sconosciuti, immaginano insieme il futuro incerto in una terra straniera. A quei giorni pieni di trepidazione, seguirà l'arrivo a San Francisco, la prima notte di nozze, il lavoro sfibrante, la lotta per imparare una nuova lingua e capire una nuova cultura, l'esperienza del parto e della maternità, il devastante arrivo della guerra, con l'attacco di Pearl Harbour e la decisione di Franklin D. Roosevelt di considerare i cittadini americani di origine giapponese come potenziali nemici.

Fin dalle prime righe, la voce collettiva inventata dall'autrice attira il lettore dentro un vortice di storie fatte di speranza, rimpianto, nostalgia, paura, dolore, fatica, orrore, incertezza, senza mai dargli tregua. Un altro scrittore avrebbe impiegato centinaia di pagine per raccontare le peripezie di un intero popolo di immigrati, avrebbe sprecato torrenti di parole per dire cos'è il razzismo. Julie Otsuka ci riesce con queste essenziali, preziose pagine. 

Recensione
Questo romanzo trae ispirazione dalle biografie degli immigrati giapponesi che arrivarono in America all'inizio del Novecento, e in particolare l'autrice giapponese ha attinto, al di là delle numerose fonti storiche, al testo "A History of Japanese Immigrants in North America" di Kazuo Ito. Un romanzo particolare intanto per lo stile: tutte le storie narrateci sono in terza persona plurale dalle voci delle donne giapponese che sono partite dalla loro terra di origine, il Giappone appunto, in America promesse spose a bei giovanotti (stando alle foto che le avevano mostrato in patria) per poi ritrovarsi quei giovanotti con 20/30 anni di più. Ma pian piano formano le proprie famiglie, educano i propri figli, provano senza riuscirci ad integrarsi alla mentalità americana, ma quando arrivano le notizie della guerra in Europa e ne mondo le cose cambiano fino al punto che loro, tutti i giapponesi, vengono visti come delle spie e dei potenziali nemici e per questo sono costretti a lasciare tutto, le loro case, i loro orti, le loro cose, la loro vita, il sogno americano si frantuma in mille pezzi.
“Venivamo tutte per mare” narra del viaggio di giovani donne che partono con la speranza nel cuore lasciandosi alle spalle i loro affetti più cari e tutto ciò che hanno per andare incontro a una vita migliore che gli era stata promessa dai loro mariti. Ad attenderle, invece, al porto trovavano solamente la dura realtà, un uomo che non possiede nulla, un lavoro massacrante e pregiudizi razziali. Quello che hanno lasciato vale più di quello che hanno raggiunto, è questa la verità.
Un romanzo che è molto importante, soprattutto per capire quello che hanno vissuto realmente le spose in fotografia giapponesi che andarono in America. Consigliatissimo.

[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...