domenica 14 giugno 2026

[Recensione] Miss Marple nei Caraibi - Agatha Christie

 


MISS MARPLE NEI CARAIBI || Agatha Christie || Mondadori || 1980 || 186 pag.

Questa volta l'anziana signora si trova su una lussureggiante isola dei Caraibi, dove il nipote l'ha mandata in vacanza. Il luogo è splendido, il clima ideale, eppure Miss Marple non si trova a suo agio, è in preda alla noia. L'unico diversivo è ascoltare i racconti del maggiore Palgrave, instancabile narratore di avventure di caccia, vecchi scandali e omicidi rimasti impuniti. Proprio dopo uno di questi racconti, il maggiore viene ritrovato cadavere. Possibile che qualcuno abbia voluto tappare la bocca al vecchio ufficiale? E dove è finita la fotografia che Palgrave le voleva mostrare? Dimenticata la noia l'intrepida zitella è pronta per gettarsi a capofitto in una nuova indagine.

RECENSIONE

La nostra vecchietta preferita, Miss Marple, si trova ai Caraibi perché suo nipote le ha voluto regalare una vacanza proprio in quei posti paradisiaci. E mentre sferruzza conosce pian piano i suoi vicini di ombrellone, tra i quali il vecchio maggiore Palgrave, grande amante della caccia. Ma egli verrà presto trovato cadavere, inizialmente si pensa a una morte naturale, ma non sarà così. Chi aveva interesse ad ucciderlo? Miss Marple indagherà insospettabilmente a modo suo, fingendosi una vecchietta che ama farsi i fatti degli altri.

Inutile recensire un giallo, è pressoché impossibile, ma la scrittura della Christie è come sempre una garanzia. Prima opera che leggo con protagonista Miss Marple, e sicuramente prossimamente recupererò altri suoi romanzi. La particolarità che mi ha fatto apprezzare di più questa opera è stato il fatto che l'ho letta in cartaceo e in estate, quindi un mix perfetto.


venerdì 12 giugno 2026

[Recensione] La letteratura come menzogna - Giorgio Manganelli

 


LA LETTERATURA COME MENZOGNA || Giorgio Manganelli || Adelphi || 2004 || 223 pag.

Quando apparve La letteratura come menzogna (1967), la scena letteraria italiana si presentava piuttosto agitata. Lo spazio era diviso fra i difensori di un establishment che vantava come glorie opere spesso mediocri e i propugnatori della «neo-avanguardia», i quali non si erano accorti che la parola «avanguardia» era stata appena colpita da una benefica senescenza. Per ragioni di topografia e strategia letteraria, Manganelli fu assegnato (e si assegnò egli stesso) a quest’ultimo campo. Nondimeno, sin dall’apparizione dei suoi primi scritti, si capì che la letteratura di Manganelli non apparteneva a quella battaglia dei pupi, ma rivendicava un’ascendenza più remota e insolente: quella della letteratura assoluta. Che cosa si dovrà intendere con questa espressione? Tante cose diverse quanti sono gli autori che, esplicitamente o no, la praticano. Ma un presupposto è per tutti comune: si è dato, a un certo punto della nostra storia, un singolare fenomeno per cui tutto ciò che era rigorosa ricerca e acquisizione di un vero – teologico, metafisico, scientifico – apparve innanzitutto interessante in quanto materiale per nutrire un falso, una finzione perfetta e onniavvolgente quale è, nella sua ultima essenza, la letteratura. A questo dio oscuro e severo andava offerto tutto ciò che sino allora aveva presunto di essere giustificato in se stesso. Di questa ambiziosa eresia si può supporre fossero cultori, in secoli lontani, Callimaco o Góngora o fors’anche Ovidio. Ma rimane il fatto che nessuno osò formularla sino a tempi recenti, quando i romantici tedeschi cominciarono a disarticolare con mano delicata ogni presupposto dell’estetica. Come il surrealismo non può dirsi assente anche da letterature lontane, e tuttavia occorreva che un giorno André Breton scrivesse il Manifesto del surrealismo perché la parola si divulgasse; così è accaduto che l’essenza menzognera della letteratura sia serpeggiata per anni in tante opere, sinché Manganelli decise, con gesto brusco e quasi burocratico, di presentarla allo stato civile. È dunque molto grave la responsabilità che si prese, dando quel titolo a una raccolta di saggi dove si parla di Carroll e di Stevenson, di Firbank e di Nabokov, di Dickens e di Peacock, di Dumas e di Rolfe. Ma era un gesto doveroso: lo avvertiamo tanto più oggi, a distanza di quasi vent’anni, constatando che certe argomentazioni non hanno più bisogno di essere confutate. Già le aveva infilzate il cavalier Manganelli con la sua lancia. È accaduto perciò a questo libro, in breve tempo, qualcosa di simile a quello che avviene a tanti bei libri in tempi più lunghi. Nascere come scandalo e sorpresa, e vivere poi tranquillamente con la forza silenziosa dell’evidenza.

RECENSIONE

Uscito nel 1967 questo saggio del critico letterario Giorgio Manganelli raccoglie diversi spunti, recensioni, impressioni sulla letteratura italiana e non, regalandoci delle perle che non marciscono mai. Leggere le sue impressioni ti fa venire voglia di recuperare quegli autori che così bene conosceva e così bene cita, tra i quali ricordiamo Carroll, Dickens, Stevenson, Dumas, Firbank, Nabokov, Peacock, Rolfe, etc.

Le domande ingenue ed arcaiche: che sta per succedere? che accadrà dopo? ci spronano di capitolo in capitolo; e intanto ci consola la coscienza dell'artificio, della recitazione, del ben lavorato inganno.

sabato 6 giugno 2026

[Recensione] Super Mario - Salva Fernandez Ros

 


SUPER MARIO || Salva Fernandez Ros || RBA || 2024 || 144 pag.

Super Mario è l’icona più riconoscibile del mondo dei videogiochi e il rappresentante più universalmente noto dell’intero settore. Basta guardare al suo successo in termini numerici per rimanere sbalorditi: Mario è apparso in più di 200 videogiochi, con il suo nome sono state vendute più di 775 milioni di unità e il suo primo titolo per il Nintendo Entertainment System (NES) ha raggiunto 40 milioni di copie. Sebbene questi dati bastino da soli a rendere conto dell’importanza dell’idraulico di Nintendo nel mondo dei videogiochi, il suo impatto va ben al di là delle semplici cifre.

RECENSIONE

L'autore, in modo sintetico ma esauriente, riesce a presentarci la nascita di Super Mario, uno dei primi e più famosi videogiochi al mondo, per poi proseguire nel presentarci tutti i giochi che ne sono usciti, fino al Super Mario in 3D. L'autore ricostruisce, analizza e valorizza l'idraulico italiano più celebre al mondo. Dal 1985 ad oggi possiamo affermare che Super Mario rimane uno dei personaggi dei videogiochi più celebri e presente in tantissimi giochi e che ha segnato la storia dei videogames dagli anni 80 ad oggi.

Una lettura e quindi un approfondimento che consiglio a chi ha amato e a chi ancora gioca con Super Mario, un mito intramontabile che ancora oggi fa divertire grandi e piccini.


giovedì 4 giugno 2026

[Recensione] Sottobosco - Sara Strömberg

 


SOTTOBOSCO || Sara Strömberg || Fazi Editore || 2025 || 401 pag.

Vera Bergström è un’ex giornalista cinquantenne in piena crisi di mezza età. Dopo trent’anni di lavoro al «Jämtlandsposten» e una lunga convivenza con il compagno Levan, si ritrova di punto in bianco senza più certezze, licenziata dal giornale in seguito alla crisi della carta stampata e lasciata dal partner per una ragazza più giovane. Costretta a reinventarsi una vita, torna nella sua regione natia nel Nordovest della Svezia cercando faticosamente di riconquistare un equilibrio. Il ritrovamento del cadavere di una donna brutalmente assassinata in una radura nelle foreste circostanti la riporta sul terreno che quello del giornalismo d’inchiesta. Contattata dal suo ex caporedattore, viene incaricata di seguire il caso per conto della sua vecchia testata. Ben presto Vera si accorge che le dinamiche del delitto non sono chiare come vorrebbe la polizia. Intraprende così un’indagine parallela alla ricerca della vera identità della vittima e del possibile movente dell’ scoprirà quanto sconfinati e oscuri possono diventare i luoghi che pensiamo di conoscere da sempre.

RECENSIONE

La giornalista Vera Bergström ritorna nel suo paese natio in Svezia dopo aver perso il suo lavoro ed essersi lasciata dal suo fidanzato (si era messo con una donna più giovane). Qua viene incaricata dal suo ex redattore di seguire il caso di una ragazza assassinata in una radura, Isabella, perché l'inchiesta che sta svolgendo la polizia sembra aver preso una strada sbagliata.

Sara Strömberg, giornalista svedese, esordisce nella narrativa proprio con questo noir "sociale", dimostrando che sa scrivere bene e riesce a tenerti col fiato sospeso durante lo svolgimento della vicenda. L'autrice ci mostra una protagonista matura, ferita, che affronta la vita e la sua crisi di mezza età con ironia, alla ricerca di un senso che sembra aver perduto.


lunedì 1 giugno 2026

[Recensione] Sherlock Holmes e il caso dell'unicorno nero - Elena Vesnaver

 


SHERLOCK HOLMES E IL CASO DELL'UNICORNO NERO || Elena Vesnaver || Delos Digital || 2014 || 59 pag.

Capodanno, in fondo, sarebbe un giorno come un altro per Sherlock Holmes, ma questa volta l'atmosfera tranquilla di Baker Street viene turbata da un assassinio senza perché. Le indagini porteranno Holmes e Watson in giro per una Londra che si prepara alla notte più lunga dell'anno, fra i docks umidi e fatiscenti lungo il Tamigi e nei fumosi pub delle strade popolari... Sempre inseguendo un nemico senza nome che si rivelerà più pericoloso del previsto e incrociando sempre più di frequente gli occhi di Mary Barnes.

RECENSIONE

Ritornare a leggere un racconto con protagonisti Sherlock Holmes e il dottor Watson fa sempre piacere. Stavolta il caso presenta un misterioso assassinio di cui non si riesce a venirne a capo. Holmes inizierà ad indagare fino a quando si imbatterà nel pub gestito dalla bella Mary Barnes e da quel momento i pericoli aumenteranno.

sabato 23 maggio 2026

[Recensione] L'uomo che guardava passare i treni - Georges Simenon

 


L'UOMO CHE GUARDAVA PASSARE I TRENI || Georges Simenon || Adelphi || 1991 || 211 pag.

La sera di un giorno qualsiasi, Kees Popinga si appresta a fumare un sigaro. Anche la sua vita è qualsiasi, e questo lo rallegra. Impiegato di una solida ditta olandese, è abituato a spartire le sue ore con perfetta regolarità. I suoi sentimenti non usano deviare, se non impercettibilmente, come per esempio per «quella certa emozione furtiva, quasi vergognosa, che lo turbava vedendo passare un treno, un treno della notte soprattutto, dalle tendine calate sul mistero dei viaggiatori». Quella sera, poche ore dopo, Popinga fu costretto ad accorgersi che la sua vita si disfaceva come un castello di carte. Ora gli accennava dall’oscurità una nuova esistenza, dove avrebbe avuto a che fare con figure per lui estranee: il sangue, le donne, l’imbroglio, il caso, la fuga, la paura, l’esaltazione, il falso, la polizia.
Kees Popinga è uno di quegli uomini cosiddetti normali che Simenon predilige e che sa raccontare come nessun altro. La sua normalità, come ogni normalità, è illusoria: un meccanismo che, appena s’inceppa, diventa capace di tutto. Ma non tutti, a quel punto, sono capaci di tutto. Kees Popinga sì. Come era stato, un tempo, il più normale fra i normali, ora si sfrena e, preso da un’euforia sinistra, rovescia uno per uno tutti i capisaldi della sua realtà. La sua fuga è una sfida, e la sfida attira un’incalzante persecuzione, che ci trascina fino all’ultimo nella lettura. Personaggio paradigmatico dell’universo simenoniano, Popinga si insinua nella mente del lettore con una stupefacente familiarità. È come una carta da parati che abbiamo visto per anni e improvvisamente si metta a parlare. Dal momento in cui, un giorno, Popinga esce di casa e, chiudendo la porta, esce anche da se stesso, incontriamo di tutto e non riusciamo a evitare di vederlo con i suoi occhi. Il delitto, il terrore, la fantasticheria, la solitudine, la lucidità, la puntigliosità: sono nuovi pezzi su una vecchia scacchiera, e con il loro aiuto Popinga tenta disperatamente di eludere lo scacco matto. Alla fine, la sua vita, di cui ormai sappiamo tutto, sarà passata davanti ai nostri occhi, e ai suoi, come uno di quei misteriosi treni che amava guardare nella notte.
L’uomo che guardava passare i treni fu pubblicato per la prima volta nel 1938.

RECENSIONE

Di tanto in tanto mi concedo una pausa dalle indagini del commissario Maigret e leggo una storia di Simenon che non riguarda il celebre commissario, come in questo caso. Era da tempo che desideravo recuperare L'uomo che guardava passare i treni e finalmente ci sono riuscito.

Kees Popinga è impiegato in una ditta olandese di spedizioni navali e ha una moglie e due figli. La sua vita da borghese si svolge in modo normale, seguendo il solito tran tran come di un uomo qualsiasi. Una sera, però, la sua vita verrà stravolta e, come un castello di carte, crollerà a terra. Egli apprende dal suo datore di lavoro che la ditta sta per fallire (per bancarotta fraudolenta) e va a trovare l'amante di lui. Da quel momento la sua vita prenderà una strada fuori dal suo ordinario fatta di delitti, donne, imbrogli, fughe e falsità. Decide di fuggire a Parigi, inseguito dalla polizia che crede abbia ucciso il suo capo. Popinga diventa un'altra persona: prova a depistare la polizia, frequenta le prostitute, si mette nei guai per davvero e compie delle azioni criminali.

La storia che ci regala Simenon è piena di colpi di scena e ti lascia incollato alle pagine per tutti i capitoli. Mette a nudo la profonda insoddisfazione della condizione di Popinga che improvvisamente si lascia trascinare dagli eventi, cambiando completamente e diventando un'altra persona (a tratti ricorda il protagonista di Pirandello, Vitangelo Moscarda, in Uno, nessuno e centomila e come lui va in crisi e cerca la sua identità). In un certo senso Popinga, perseguitato da eventi infausti, decide di prendere finalmente la vita nelle sue mani e smette di lasciarsi trascinare dalla corrente e inizia a compiere cose che mai avrebbe compiuto nella normalità (e questo ci ricorda anche un altro capolavoro della letteratura mondiale, ovvero Il dottor Jekyll e Mister Hyde di Stevenson).

Simenon ci regala un romanzo psicologico godibile e scritto bene, un piccolo capolavoro giallo del Novecento.




lunedì 18 maggio 2026

[Recensione] Maigret a scuola - Georges Simenon

 


MAIGRET A SCUOLA || Georges Simenon || Adelphi || 2003 || 160 pag.

Maigret procedeva con estrema cautela e aveva l’impressione di camminare sulle sabbie mobili. Non poteva andare troppo in fretta. Una parola sbagliata e il ragazzino si sarebbe irrigidito, e a quel punto non gli avrebbe più cavato fuori niente. «Soffri perché non sei come gli altri?». «E perché sarei diverso dagli altri? Chi gliel’ha detto?». «Immagina che io abbia un figlio che va a scuola, che gioca per le strade del quartiere. I suoi compagni direbbero: “È il figlio del commissario!”. E lo tratterebbero in modo diverso dagli altri. Mi capisci? «Tu sei il figlio del maestro». Il ragazzino lo guardò più a lungo, con maggiore insistenza.

RECENSIONE

Un maestro di scuola chiede aiuto al commissario Maigret spiegandogli di essere innocente perché falsamente accusato di aver ucciso una vecchietta (odiata da tutto il villaggio). Maigret accetta e si reca in questo paesino di mare. E come suo solito, il Nostro inizia a conoscere gli abitanti di questo paese, si mette nei loro panni, frequenta i loro locali (i bar non mancano mai e neanche le bevute), e prova anche a pensare come loro e capisce che il maestro non c'entra nulla con l'omicidio, ma qualcuno di davvero insospettabile.

Forse non il miglior Maigret che ho letto fino ad ora (e siamo giunti a 44!) ma riesce a catturarti, e ti fa capire che anche in un paesino non tutto è rose e fiori come potrebbe sembrare. 

[Recensione] Miss Marple nei Caraibi - Agatha Christie

  MISS MARPLE NEI CARAIBI || Agatha Christie || Mondadori || 1980 || 186 pag. Questa volta l'anziana signora si trova su una lussureggia...