I MILANESI AMMAZZANO AL SABATO || Giorgio Scerbanenco || Garzanti || 2009 || 180 p.
Donatella è scomparsa. È bellissima, sembra una svedese, con quei lunghi capelli biondi e quel profilo antico. Ma è debole di mente: per la strada guarda gli uomini, sorride a tutti e, qualunque cosa le dicano, risponde di sì. Perciò suo padre, il vecchio Amanzio Berzaghi, un ex camionista, la tiene nascosta in casa, tra bambole e dischi di canzonette. Ma una mattina l'ex camionista non la trova più... Il caso viene affidato a Duca Lamberti, il medico-investigatore. Alla disperata ricerca della ragazza, Lamberti si spinge nei bassifondi di Milano, tra feroci magnaccia e case d'appuntamento.
RECENSIONE
Finalmente sono riuscito a leggere un libro scritto da Giorgio Scerbanenco, autore leggendario che da anni rincorro ma che (forse) non ho avuto il coraggio di leggere. Fino ad oggi. Egli era uno scrittore prolifico, che spaziava dal western alla fantascienza, dal rosa al giallo. Oggi viene considerato il maestro dei giallisti in Italia.
In questo romanzo l'ex camionista Amanzio Berzaghi denuncia la scomparsa di sua figlia Donatella al medico e investigatore Duca Lamberti che si metterà subito alla sua ricerca. Purtroppo, però, verrà ben presto trovato il cadavere di una ragazza avente le stesse caratteristiche di Donatella. Chi è stato ad ucciderla? Per quale motivo?
"La delinquenza è una forma di sordida e pericolosa idiozia, nessuna persona, appena appena intelligente fa il ladro, il rapinatore, l'assassino." In questa storia il nostro investigatore si troverà a dover scavare in giri di prostituzione, fino a scovare i responsabili dell'omicidio.
"La civiltà di massa ha questo pregio, che ciascuno può annegare liberamente senza che gli altri gli diano fastidio nel tentativo di salvarlo. È in fondo una forma di delicatezza e di rispetto dell'opinione altrui di morire da sé."
Duca Alberti è una serie di soli quattro romanzi, e questo è l'ultimo che chiude la serie. Qualcuno si chiederà il perché di questo titolo particolare, ovvero "I milanesi ammazzano al sabato", e la risposta ci viene data nel libro: perché è il giorno in cui non lavorano e dunque il giorno in cui possono vendicarsi.
In questa storia fa tenerezza il dolore del padre che senza la figlia si sente perduto, non ha più senso la sua vita: "Brigadiere, per pietà, me la trovi lei, se no, io non so che cosa faccio." Duca Lamberti non era brigadiere, ma non lo corresse, non gli piaceva correggere nessuno, insegnare a nessuno. Guardò l’uomo anziano, non molto anziano, non doveva avere ancora sessant’anni, guardò quel viso di vecchio bellicoso toro bonario in quel momento deformato da una smorfia di commozione vicino al pianto. “Certo, faremo tutte le ricerche”, gli disse.
Ho apprezzato la grande umanità e sensibilità di Duca Alberti che non appena conosce il padre addolorato, disperato per la perdita della figlia, fa di tutto per provare a ritrovarla e, una volta trovata deceduta, farà di tutto per trovare i colpevoli.
Da questo romanzo fu tratto il film La morte risale a ieri sera con la regia di Duccio Tessari e il commissario Duca Lamberti venne impersonato dall'attore statunitense Frank Wolff.