domenica 20 settembre 2026

[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

 


IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p.

Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e astucci, ossessivamente enumerati e riordinati, sono i termini minimi a cui il signor Bougran ha ridotto la realtà, contenendola in un catalogo breve e rassicurante. Mandato in pensione anticipatamente trova un modo bizzarro per preservarsi un universo a misura della sua claustrofilia. Di quella specie di guida alle patologie della normalità che sono le opere di Joris-Karl Huysmans (1948-1907), Il pensionato signor Bougran è una voce rapida e cattiva. Huysmans, di cui un vecchio critico ha scritto che «più che descrivere la realtà, odia la realtà», sembra sfogarvi tutto il suo umor nero.

RECENSIONE

Quando si va in pensione si dovrebbe essere felici, giusto? Dopo tanti decenni di lavoro finalmente ti potrai godere il meritato riposo. Ma il protagonista di questo racconto, il signor Bougran, non sembra esserlo, anzi, è come se fosse caduto dentro un buco nero. Ma troverà un modo per "simulare" il suo lavoro a casa sua.

Un ottimo racconto che oscilla tra il comico e il tragico, dal quale si sente un pessimismo che poi ritroveremo in Kafka. Unica pecca: finisce subito.


venerdì 18 settembre 2026

[Recensione] Chiedi alla polvere - John Fante

 


CHIEDI ALLA POLVERE || John Fante || Marcos Y Marcos || 1994 || 196 p.

Pubblicato per la prima volta nel 1939 è uno dei primi romanzi dello scrittore italo-americano, riscoperto in Italia e in Francia alla fine degli anni Ottanta dopo un lungo periodo di dimenticanza. La saga dello scrittore Arturo Bandini, alter ego dell'autore, giunge in questo romanzo al suo snodo decisivo. L'ironia sarcastica e irriverente, la comicità di Arturo Bandini si uniscono alla sua natura di sognatore sbandato, che ne fa il prototipo di tutti i sognatori sbandati che hanno popolato la letteratura dopo di lui. Al centro della vicenda è il percorso di Bandini verso la realizzazione delle sue ambizioni artistiche e la sua educazione sentimentale dopo l'incontro con la bella e strana Camilla Lopez.

RECENSIONE

Arturo Bandini è un giovane aspirante scrittore statunitense figlio di immigrati italiani, sogna di diventare uno scrittore di grande successo. Dopo essere riuscito a pubblicare un racconto, decide di trasferirsi dal Colorado a Los Angeles, in cerca di fortuna. Ci troviamo nel periodo della Grande depressione. Alloggia così in una pensione del quartiere di Bunker Hill e inizia a vagabondare in città, fino a che conosce una cameriera messicana, Camilla Lopez, con la quale vivrà una tormentata e passionale storia d'amore. Arturo è quasi sempre squattrinato, ironico, arrogante, prova ad amare ma non ci riesce. Camilla fa uso di marijuana, non è innamorata di Arturo ma del barista e proprietario del Caffè Columbia Sammy che desidera sposare. Sammy scrive racconti western e Camilla li fa leggere ad Arturo il quale, vedendo in lui un rivale d'amore, lo prende in giro per il suo stile e la sua incapacità di scrittura. Inoltre Arturo vuole bene a Vera Rivken, ebrea colta ed affascinante la quale è innamorata di lui. Arturo ha un vicino di pensione anziano, Hellfrick, alcolizzato che continuamente chiede dei soldi a lui.

Credo che il protagonista, Arturo, non faccia simpatia, essendo uno sbruffone e, bisogna dirlo, anche un vero e proprio infame. Si pavoneggia nell'aver scritto un unico racconto che gli hanno pubblicato, "Il cagnolino ride", sconosciuto ai più. Vive di stenti (per risparmiare si ciba solo di arance), vagabonda, si sente un incompreso, e non appena riceve dei soldi li sperpera in un battibaleno, come se fosse l'uomo più ricco del mondo.

Ma la prosa di Fante è incredibile: immediata, fulminea, viscerale. Citando Bukowski: "è scritto con le viscere e per le viscere, con il cuore e per il cuore".

“Diventare un uomo migliore: sempre quella era l’idea di Arturo Bandini, di diventare un grand’uomo, di scrollarsi la polvere della strada, di amare uomini e bestie allo stesso modo. Di andare, e non peccare più.”

P.S.: nel 2006 ne è stato tratto un film con lo stesso titolo, diretto da Robert Towne e con protagonisti Colin Farrell e Salma Hayek.

P.P.S: dovremmo ringraziare Charles Bukowski per averlo fatto riportare in auge, visto che Fante era quasi stato dimenticato.


sabato 12 settembre 2026

[Recensione] ELP - Antonio Manzini

 


ELP || Antonio Manzini || Sellerio || 2023 || 536 p.

Non si fa che parlare dell'ELP, l'Esercito di Liberazione del Pianeta. Il vicequestore Rocco Schiavone guarda con simpatia mista al solito scetticismo ai gesti clamorosi di questi disobbedienti che liberano eserciti di animali d'allevamento in autostrada. Semmai è incuriosito dal loro segno di riconoscimento che si diffonde come un contagio tra ragazze e ragazzi. La vera violenza sta però da un'altra parte e quando Rocco viene a sapere di una signora picchiata dal marito non si trattiene, «come una belva sfoga la sua rabbia incontenibile»: «un buon suggerimento» per comportamenti futuri. Solo che lo stesso uomo l'indomani viene trovato ucciso con un colpo di pistola alla fronte. Uno strano assassinio, su cui Schiavone deve aprire un'inchiesta da subito contorta da fatti personali (comici e tragici). Per quanto fortuna voglia che facciano squadra clandestinamente anche i vecchi amici senza tetto né legge di Trastevere, Brizio e Furio, che corrispondono al suo naturale sentimento contro il potere. Nel caso è implicata una società che sembra una pura copertura. Ma dietro questa copertura, qualcosa stride e fa attrito fino a bloccare completamente Rocco sull'orlo della soluzione del caso. Intanto crescono in aggressività gli atti dell'ELP fino a un attentato che provoca la morte di un imprenditore di una fabbrica di pellami. Indagando, Rocco si rende conto che forse, dal punto di vista della sensibilità ambientale, sullo stabilimento non c'è molto da ridire. Ma perché i «simpatici» ambientalisti sono giunti a tanto? ELP è particolarmente narrativa e mette sotto un unico segno due casi e due inchieste. Le riunisce lo sfondo di calda attualità sociale. Anche il brusco vicequestore è più ombroso e stanco, sente più acutamente quanto importante sia l'amicizia, e deve investire nell'indagine tutta la sua irruente e sincera passionalità, e tutta la tenerezza della sua invincibile malinconia.

RECENSIONE

Prima opera che leggo di Manzini e prima dunque che riguarda il vicequestore Rocco Schiavone (che avevo però già conosciuto perché visto in tv nell'omonima serie televisiva).

ELP sta per Esercito di Liberazione del Pianeta, è un movimento ecologista e radicale dove i suoi membri protestano contro il cambiamento climatico, l'inquinamento e lo sfruttamento degli animali attraverso azioni dimostrative e non convenzionali. Il vicequestore Rocco Schiavone, che è stato trasferito ad Aosta da Roma a causa di forti pressioni politiche, nota che tale movimento, che guarda con simpatia mista al suo solito scetticismo, si sta diffondendo sempre più in Italia e ha come segno di riconoscimento un cerchio con dentro quattro trattini. Ben presto, però, si ritroverà a dover indagare sull'uccisione di un uomo che il giorno prima aveva lui stesso picchiato perché aveva picchiato sua moglie. E in una fabbrica di pellami verrà trovato ucciso il suo capo forse dall'ELP stesso.

Credo che ti ci affezioni a Rocco Schiavone, seppur burbero e irascibile sotto sotto è un tenerone pieno di malinconia perché pensa sempre alla sua defunta moglie con la quale chiacchiera come se fosse lì presente con lui. Questa è la sua dodicesima indagine quindi ne devo recuperare un bel po'.


martedì 1 settembre 2026

[Recensione] La preda - Irène Némirowsky

 


LA PREDA || Irène Némirowsky || Adelphi || 2012 || 212 p.

«Un Julien Sorel all’epoca della crisi»: così venne presentato, alla sua comparsa nelle librerie francesi, il protagonista di questo romanzo. Come l’eroe di Stendhal, Jean-Luc Daguerne non ha che un desiderio: «afferrare il mondo a piene mani», diventare uno di quelli che gestiscono il potere e gli affari. Per riuscirci accetterà di essere umiliato, di mentire, di adulare, di fare il doppio gioco, e persino di tradire il suo unico vero amico. Fino al giorno in cui ritroverà dentro di sé, con stupore e sgomento, «quel desiderio di tenerezza, quel disperato bisogno di amore» che per anni ha dovuto negare e soffocare. Allora cercherà, con una sorta di furioso accanimento, di farsi amare dalla sola donna tra le cui braccia abbia sentito riemergere la propria fragilità di bambino, e si chiederà che senso abbia avuto quella lotta convulsa, rabbiosa, per sottrarsi a un destino di miseria, per intrufolarsi negli ambienti giusti, per avere in mano le carte vincenti. Alla fine, il patto faustiano si rivela una beffa: «Il successo, quando è lontano, ha la bellezza del sogno, ma non appena si trasferisce su un piano di realtà appare sordido e meschino».

RECENSIONE

Jean-Luc Daguerne è un giovane uomo di umile estrazione, accecato dall’ambizione e dal cinismo, che trova negli affari e nel potere la sua unica ragione di vita. Il suo desiderio di arrivare, di contare nel mondo della finanza e degli affari, lo porterà a sposare, per interesse, Edith Sarlat, figlia del ricco banchiere ebreo Abel Sarlat. Arriverà anche a voltare le spalle al suo unico amico, Serge, con il quale aveva condiviso una gioventù povera. Solo l’incontro con Marie, fidanzata di Serge, lo costringerà a guardarsi dentro e a riconoscere il suo fallimento.

I personaggi che ci descrive la Némirovsky sono reali, sembra di conoscerli. Anche se spesso odiano, ordiscono trame, sono pieni di egoismo e utilizzano gli altri per avanzare nella loro carriera. Il nostro protagonista, Jean-Luc, scopre la capacità di amare quando è già troppo tardi, dopo che ha sacrificato tutto. La sua scrittura è viva, arde come un fuoco nel camino.


mercoledì 26 agosto 2026

[Recensione] Venere più X - Theodore Sturgeon

 


VENERE PIÙ X || Theodore Sturgeon || Mondadori || 2004 || 234 p.

Al suo risveglio da un lungo sonno di cui ignora la causa, Charlie Johns scopre di trovarsi...dove? Nel futuro? In un angolo remoto e inaccessibile della Terra? Comunque, in un mondo completamente diverso, quello dei Ledom, la strana razza di individui bisessuati che da anni segue l'evoluzione parallela del genere umano. Charlie è stato portato fin lì per osservare, imparare e soprattutto criticare una civiltà che a prima vista possiede tutti i requisiti dell'utopia. E' l'inizio di un lungo viaggio fra le meraviglie di un mondo nuovo: ma, per Charlie, le sorprese non saranno tutte piacevoli...

RECENSIONE

Charlie Johns si risveglia forse in un altro mondo e conosce la razza dei Ledom, individui bisessuati. Ben presto scoprirà che è stato portato lì per conoscere e criticare questa civiltà particolare che sembra, in apparenza, perfetta. Ma ben presto scoprirà alcuni retroscena che metteranno in dubbio tutta questa società utopica.

Sturgeon ci presenta una sorta di riflessione su varie tematiche come il sesso, la religione, i ruoli di genere e argomenti pieni di filosofia. Gli abitanti di Ledom non sono né uomini né donne, ma entrambi i sessi. E Sturgeon aggiunge due bisogni: quello di amare e quello di adorare. In questo caso i Ledom adorano il Bambino.

”We are not a Utopia. A Utopia is something finished, completed. We are transients; custodians; a bridge, if you like.” (trad. "Non siamo un’utopia. Un’utopia è qualcosa di finito, di completato. Noi siamo di passaggio; custodi; un ponte, se volete".

La storia presenta due linee temporali parallele o contrastanti. Una, quella su cui si concentra maggiormente l’attenzione, è l’avventura di Charlie Johns, che un giorno, mentre cammina per strada, si sveglia e si ritrova a Ledom, una piccola comunità autosufficiente in un futuro lontano, più simile a una società aliena che a una società umana. È stato portato lì per fungere da osservatore obiettivo e indipendente e fornire ai Ledomiti una valutazione di ciò che pensa del loro mondo. Lui, come Dorothy e Toto, vuole solo tornare a casa, ma non gli permettono semplicemente di battere i tacchi tre volte. Deve portare a termine la sua missione in un mondo popolato da persone che non dormono e che sono ermafroditi (individui dotati di entrambi i sessi). In questo strano nuovo mondo non esistono uomini e donne. Ognuna di loro possiede entrambe le parti e rimane incinta contemporaneamente, dando sempre alla luce gemelli, che vengono poi portati via per essere incubati da soli per un mese. In contrasto con questo strano mondo, si intravedono sprazzi di una società alla «Ozzie e Harriet» degli anni Cinquanta, con ruoli prestabiliti per uomini e donne che vengono appresi fin dalla tenera età. Potrebbe sembrare che questa storia sia un modello per ciò che alcuni radicali desiderano, ma forse è un racconto ammonitore e ha semplicemente lo scopo di far riflettere.
Attraverso due trame alternate – che non si intrecciano mai – l’autore descrive due diversi modelli di strutture sociali e i comportamenti inconsci di cui siamo vittime. Pone delle domande, ma non fornisce tutte le risposte. Il lettore è chiamato a riflettere con la propria testa. Sturgeon contrappone il clima degli anni ’50, in cui prevaleva la mentalità del “Papà ha sempre ragione”, a qualcosa che assomiglia a un’utopia in cui gli abitanti sono veramente androgini.

Infatti più che un romanzo di fantascienza questo testo si potrebbe definire una riflessione sugli atteggiamenti sociali e sulle identità di genere, nonché un’esplorazione filosofica di come potrebbe funzionare una futura società senza distinzioni di genere.


lunedì 24 agosto 2026

[Recensione] Pelle di leopardo - Tiziano Terzani

 


PELLE DI LEOPARDO || Tiziano Terzani || TEA || 2000 || 440 p.

Riproposti insieme dopo oltre venticinque anni, Pelle di leopardo e Giai Phong!, descrivono non solo le battaglie e gli orizzonti della guerra in Vietnam, ma anche le sofferenzee delle popolazioni civili e il cambiamento morale e materiale dopo la fine degli scontri.

RECENSIONE

Ottava opera che recupero e leggo di Tiziano Terzani. In questo testo sono stati raccolti Pelle di leopardo (le sue corrispondenze durante la guerra) e Giai Phong! (le sue corrispondenze dopo il ritiro dell'esercito statunitense), entrambi reportage della sua esperienza giornalistica in Vietnam e la resa di Saigon.

Le corrispondenze di guerra sono vere e proprie testimonianze sul campo, e ci permettono di vivere e capire cosa hanno provato i popoli del Vietnam in quella orrenda pagina della storia durata ben venti anni. Terzani, col suo sguardo pieno di umanità, ci fa conoscere entrambe le parti chiamate in causa: gli americani ma soprattutto i vietnamiti.

La paura è la vera forza motrice, alimentata dalla propaganda e ingigantita dall'ignoto.


sabato 22 agosto 2026

[Recensione] Memorie di un viaggiatore spaziale - Stanislaw Lem

 


MEMORIE DI UN VIAGGIATORE SPAZIALE || Stanislaw Lem || Mondadori || 2025 || 562 p.

Che cosa ci riserva il futuro? Quali segreti nasconde il passato? Ijon Tichy lo sa. Dal 2661, l'Epoca della Cronotrazione e della Telecronia, è giunto un Ijon più vecchio per essere arruolato nel programma di risistemazione della storia universale. Da allora sono iniziate le sue peripezie non solo nello spazio, ma anche attraverso il tempo. Tra mondi abitati da robot, vortici gravitazionali, computer ammutinati e foreste di supernove, incontrerà sorprendenti civiltà e bizzarre creature, e le descriverà negli ottantasette tomi delle sue memorie. Memorie di un viaggiatore spaziale (1957) apre la fase più feconda della produzione fantascientifica di Lem, e introduce il personaggio di Ijon Tichy, protagonista di un ciclo narrativo che arriva fino alle ultime opere dello scrittore. Con il resoconto dei viaggi del suo personaggio, Lem offre ai lettori un'ironica e illuminante satira filosofica, degna dello Swift dei Viaggi di Gulliver, e getta il suo sguardo irriverente sui totem della tecnologia e i pilastri teologici, indagando nel profondo la natura e l'intelligenza della specie umana.

RECENSIONE

Quarta opera che leggo di Lem dopo Solaris, Il pianeta del silenzio e L'indagine del tenente Gregory.

Ijon Tichy è un viaggiatore particolare, visto che si scontra temporalmente con diversi se stesso mentre viaggia nello spazio (e si prende pure a cazzotti). Diventa delegato della Terra nell'Organizzazione dei Pianeti Uniti (sempre se lo accettano), si finge robot in un pianeta pieno di robot ma scopre che essi erano in realtà uomini che fingono di essere robot, studia e rallenta il tempo per capire come si evolve una civiltà, viene arrestato dalla Ittiopolizia e anche dall'Angelopolizia e durante i suoi viaggi studia libri di filosofia e teologia. Viene arruolato nel Programma O.T.E.L.S.T.U.N.I.P. (Ottimizzazione Telecronica della Storia Universale mediante Iperputer) dove è in grado di poter risistemare la Storia Universale, a Dictonia conosce l'Immortalizzazione della Chiesa Duistica, mentre nel piccolo pianeta dei Bisciuti nota che amano disatomizzarsi. Nel pianeta degli Indioti (divisi da Illustri e Inferiori) scopre una mostruosa macchina che trasforma le persone in dischetti. Potrei continuare ancora ma questo è un piccolo assaggio di tutte le peripezie che accadono a Ijon in questa serie di racconti con lui protagonista. Naturalmente è tutto vistato dal consiglio scientifico dell'istituto tichologico. Tichy è un attento osservatore, sempre desideroso di conoscere cose nuove, è autoironico, e si scontra con usi e modi di vita sempre diversi.

Colpisce la grande ironia di Lem, che qua troverete a badilate, e che riguarda ogni campo del pensiero umano, dalla società alla religione alla bioetica, dalla scienza all'economia, che comunque fa riflettere sulla nostra esistenza sulla Terra (non siamo che un puntino minuscolo disperso nello spazio dentro un universo infinito). Da non dimenticare anche gli incontri con gli alieni o extraterrestri di diversi tipi, come quello con la specie che sembrano patate abbastanza aggressive. Potremmo definire questo genere come fantascienza filosofica o ironica, non saprei.

Un ultimo consiglio di Tichy: se doveste viaggiare nel tempo, state attenti al rischio di invecchiamento precoce.


[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...