lunedì 15 giugno 2026

[Recensione] Sempre io, Jack Reacher - Lee Child

 


SEMPRE IO, JACK REACHER || Lee Child || TEA || 2022 || 240 pag.

Non ha bisogno di presentazioni, Jack Reacher. Il cavaliere errante che, amatissimo dai lettori di tutto il mondo, si aggira per gli sterminati Stati Uniti senza un posto preciso in cui andare, accettando passaggi da camionisti, sedendosi su autobus sgangherati, raggiungendo diner nel mezzo del nulla e cittadine desolate fuori dai radar. Fermandosi più a lungo in un posto solo per accettare un nuovo lavoro: trovare un uomo, risolvere un mistero, farla pagare a qualcuno che se lo merita. Perché Reacher sa che dove ci sono persone, ci sono crimini. E dove ci sono crimini, qualcuno verrà punito. Lupo solitario dai metodi poco convenzionali ma molto efficaci, il personaggio creato da Lee Child è uno degli eroi più amati della narrativa di tensione e questa raccolta di racconti ce lo presenta in una serie di avventure mozzafiato.

RECENSIONE

Come è accaduto che mi sono ritrovato questo libro fra le mani? Per caso, in libreria, credo fosse primavera o estate, quando vi trovi quella offerta due libri a soli 9 euro e 90 (adesso è salita a 11 euro mi pare) e l'ho acquistato assieme a un altro libro che ho già letto e recensito.

Prima opera che leggo di Lee Child, ne avevo certamente sentito parlare di Jack Reacher ma non avevo mai avuto la curiosità di leggere qualcosa su di lui. E scopro, con rammarico, che non è un romanzo ma una raccolta di racconti (iniziamo già male!). Esattamente quattro racconti che ci descrivono le origini del personaggio. Nel primo Jack è ancora adolescente, ha tredici anni, siamo nel 1974, e la sua famiglia si è appena trasferita a Okinawa. Già da piccolo egli è un ragazzino pieno di intuito, furbo, intelligente, e riesce a liberare dai guai addirittura suo padre che rischiava grosso. E capiamo subito che una cosa che egli non sopporta sono le ingiustizie: appena ne scopre una, farà di tutto per sventarla e colpire e punire i colpevoli.

Sinceramente non saprei se leggerò altre sue avventure, la figura di Reacher mi pare troppo esagerata, non saprei come descriverla.


domenica 14 giugno 2026

[Recensione] Miss Marple nei Caraibi - Agatha Christie

 


MISS MARPLE NEI CARAIBI || Agatha Christie || Mondadori || 1980 || 186 pag.

Questa volta l'anziana signora si trova su una lussureggiante isola dei Caraibi, dove il nipote l'ha mandata in vacanza. Il luogo è splendido, il clima ideale, eppure Miss Marple non si trova a suo agio, è in preda alla noia. L'unico diversivo è ascoltare i racconti del maggiore Palgrave, instancabile narratore di avventure di caccia, vecchi scandali e omicidi rimasti impuniti. Proprio dopo uno di questi racconti, il maggiore viene ritrovato cadavere. Possibile che qualcuno abbia voluto tappare la bocca al vecchio ufficiale? E dove è finita la fotografia che Palgrave le voleva mostrare? Dimenticata la noia l'intrepida zitella è pronta per gettarsi a capofitto in una nuova indagine.

RECENSIONE

La nostra vecchietta preferita, Miss Marple, si trova ai Caraibi perché suo nipote le ha voluto regalare una vacanza proprio in quei posti paradisiaci. E mentre sferruzza conosce pian piano i suoi vicini di ombrellone, tra i quali il vecchio maggiore Palgrave, grande amante della caccia. Ma egli verrà presto trovato cadavere, inizialmente si pensa a una morte naturale, ma non sarà così. Chi aveva interesse ad ucciderlo? Miss Marple indagherà insospettabilmente a modo suo, fingendosi una vecchietta che ama farsi i fatti degli altri.

Inutile recensire un giallo, è pressoché impossibile, ma la scrittura della Christie è come sempre una garanzia. Prima opera che leggo con protagonista Miss Marple, e sicuramente prossimamente recupererò altri suoi romanzi. La particolarità che mi ha fatto apprezzare di più questa opera è stato il fatto che l'ho letta in cartaceo e in estate, quindi un mix perfetto.


venerdì 12 giugno 2026

[Recensione] La letteratura come menzogna - Giorgio Manganelli

 


LA LETTERATURA COME MENZOGNA || Giorgio Manganelli || Adelphi || 2004 || 223 pag.

Quando apparve La letteratura come menzogna (1967), la scena letteraria italiana si presentava piuttosto agitata. Lo spazio era diviso fra i difensori di un establishment che vantava come glorie opere spesso mediocri e i propugnatori della «neo-avanguardia», i quali non si erano accorti che la parola «avanguardia» era stata appena colpita da una benefica senescenza. Per ragioni di topografia e strategia letteraria, Manganelli fu assegnato (e si assegnò egli stesso) a quest’ultimo campo. Nondimeno, sin dall’apparizione dei suoi primi scritti, si capì che la letteratura di Manganelli non apparteneva a quella battaglia dei pupi, ma rivendicava un’ascendenza più remota e insolente: quella della letteratura assoluta. Che cosa si dovrà intendere con questa espressione? Tante cose diverse quanti sono gli autori che, esplicitamente o no, la praticano. Ma un presupposto è per tutti comune: si è dato, a un certo punto della nostra storia, un singolare fenomeno per cui tutto ciò che era rigorosa ricerca e acquisizione di un vero – teologico, metafisico, scientifico – apparve innanzitutto interessante in quanto materiale per nutrire un falso, una finzione perfetta e onniavvolgente quale è, nella sua ultima essenza, la letteratura. A questo dio oscuro e severo andava offerto tutto ciò che sino allora aveva presunto di essere giustificato in se stesso. Di questa ambiziosa eresia si può supporre fossero cultori, in secoli lontani, Callimaco o Góngora o fors’anche Ovidio. Ma rimane il fatto che nessuno osò formularla sino a tempi recenti, quando i romantici tedeschi cominciarono a disarticolare con mano delicata ogni presupposto dell’estetica. Come il surrealismo non può dirsi assente anche da letterature lontane, e tuttavia occorreva che un giorno André Breton scrivesse il Manifesto del surrealismo perché la parola si divulgasse; così è accaduto che l’essenza menzognera della letteratura sia serpeggiata per anni in tante opere, sinché Manganelli decise, con gesto brusco e quasi burocratico, di presentarla allo stato civile. È dunque molto grave la responsabilità che si prese, dando quel titolo a una raccolta di saggi dove si parla di Carroll e di Stevenson, di Firbank e di Nabokov, di Dickens e di Peacock, di Dumas e di Rolfe. Ma era un gesto doveroso: lo avvertiamo tanto più oggi, a distanza di quasi vent’anni, constatando che certe argomentazioni non hanno più bisogno di essere confutate. Già le aveva infilzate il cavalier Manganelli con la sua lancia. È accaduto perciò a questo libro, in breve tempo, qualcosa di simile a quello che avviene a tanti bei libri in tempi più lunghi. Nascere come scandalo e sorpresa, e vivere poi tranquillamente con la forza silenziosa dell’evidenza.

RECENSIONE

Uscito nel 1967 questo saggio del critico letterario Giorgio Manganelli raccoglie diversi spunti, recensioni, impressioni sulla letteratura italiana e non, regalandoci delle perle che non marciscono mai. Leggere le sue impressioni ti fa venire voglia di recuperare quegli autori che così bene conosceva e così bene cita, tra i quali ricordiamo Carroll, Dickens, Stevenson, Dumas, Firbank, Nabokov, Peacock, Rolfe, etc.

Le domande ingenue ed arcaiche: che sta per succedere? che accadrà dopo? ci spronano di capitolo in capitolo; e intanto ci consola la coscienza dell'artificio, della recitazione, del ben lavorato inganno.

domenica 7 giugno 2026

[Recensione] TransAtlantico - Colum McCann

 


TRANSATLANTICO || Colum McCann || Feltrinelli || 2020 || 348 pag.

Terranova, 1919: gli aviatori Alcock e Brown fanno rotta sull’Irlanda nel primo tentativo di trasvolata atlantica senza scalo, affidandosi, per esorcizzarne gli orrori, a un bombardiere modificato della Grande Guerra.
Dublino, 1845: in tournée oltreoceano per promuovere la sua sovversiva autobiografia, Frederick Douglass trova negli irlandesi un popolo aperto alla rivoluzionaria causa dell’abolizionismo, nonostante la devastante carestia che impone ai poveri sofferenze terribili persino agli occhi di uno schiavo americano. New York, 1998: lasciata a casa la giovane moglie e un figlio appena nato, il senatore George Mitchell parte per Belfast con il compito di condurre a termine le trattative di pace nella martoriata Irlanda del Nord. Questi tre emblematici viaggi sono legati tra loro da una misteriosa lettera che attenderà un secolo prima di essere aperta, e dai destini di quattro donne determinate a curare le ferite della vita con la dolce ostinazione della femminilità.
Prendendo le mosse da un episodio reale, con TransAtlantic McCann ci consegna il suo romanzo più ambizioso e poetico: una costruzione dal respiro malinconico che mette superbamente in scena una meditazione profonda sulla Storia e sull’identità in un mondo che anno dopo anno si fa più piccolo, strabiliante e affamato di libertà.

RECENSIONE

In questo romanzo si intrecciano tre storie: un aviatore inglese (di origini statunitensi), Arthur Brown, assieme a John Alcock riuscirono ad attraversare l'Atlantico senza fermate su un bombardiere modificato della Grande Guerra; Frederick Douglass, ex schiavo di colore, che gira l'Irlanda dove tiene delle conferenze contro la schiavitù; George Mitchell, senatore degli Stati Uniti, mediatore per le trattative di pace tra i rappresentanti dei partiti politici nordirlandesi e il governo britannico. Sono tre storie che uniscono l'Irlanda agli Stati Uniti, tre eventi storici che mettono in evidenza gli stretti legami che esistono tra le due rive dell'Atlantico.

Il problema di questo romanzo è che è "pesante": non nel senso che non si può leggere, perché McCann scrive molto bene, ma la storia, anzi, le storie che si intrecciano, in un certo senso, ti lasciano una certa pesantezza. Sarebbe stato meglio, a mio parere, concentrarsi su un singolo protagonista piuttosto che saltare da una storia a un'altra facendo confondere il lettore. Devo anche ammettere che delle tre storie quella che è scritta meglio è la prima, il mitico attraversamento dell'Atlantico dal Canada fino in Irlanda. Le altre due vicende sono certamente interessanti a livello storico, ma a me mi hanno annoiato abbastanza. Infatti ho terminato con fatica tutto il libro.


sabato 6 giugno 2026

[Recensione] Super Mario - Salva Fernandez Ros

 


SUPER MARIO || Salva Fernandez Ros || RBA || 2024 || 144 pag.

Super Mario è l’icona più riconoscibile del mondo dei videogiochi e il rappresentante più universalmente noto dell’intero settore. Basta guardare al suo successo in termini numerici per rimanere sbalorditi: Mario è apparso in più di 200 videogiochi, con il suo nome sono state vendute più di 775 milioni di unità e il suo primo titolo per il Nintendo Entertainment System (NES) ha raggiunto 40 milioni di copie. Sebbene questi dati bastino da soli a rendere conto dell’importanza dell’idraulico di Nintendo nel mondo dei videogiochi, il suo impatto va ben al di là delle semplici cifre.

RECENSIONE

L'autore, in modo sintetico ma esauriente, riesce a presentarci la nascita di Super Mario, uno dei primi e più famosi videogiochi al mondo, per poi proseguire nel presentarci tutti i giochi che ne sono usciti, fino al Super Mario in 3D. L'autore ricostruisce, analizza e valorizza l'idraulico italiano più celebre al mondo. Dal 1985 ad oggi possiamo affermare che Super Mario rimane uno dei personaggi dei videogiochi più celebri e presente in tantissimi giochi e che ha segnato la storia dei videogames dagli anni 80 ad oggi.

Una lettura e quindi un approfondimento che consiglio a chi ha amato e a chi ancora gioca con Super Mario, un mito intramontabile che ancora oggi fa divertire grandi e piccini.


giovedì 4 giugno 2026

[Recensione] Sottobosco - Sara Strömberg

 


SOTTOBOSCO || Sara Strömberg || Fazi Editore || 2025 || 401 pag.

Vera Bergström è un’ex giornalista cinquantenne in piena crisi di mezza età. Dopo trent’anni di lavoro al «Jämtlandsposten» e una lunga convivenza con il compagno Levan, si ritrova di punto in bianco senza più certezze, licenziata dal giornale in seguito alla crisi della carta stampata e lasciata dal partner per una ragazza più giovane. Costretta a reinventarsi una vita, torna nella sua regione natia nel Nordovest della Svezia cercando faticosamente di riconquistare un equilibrio. Il ritrovamento del cadavere di una donna brutalmente assassinata in una radura nelle foreste circostanti la riporta sul terreno che quello del giornalismo d’inchiesta. Contattata dal suo ex caporedattore, viene incaricata di seguire il caso per conto della sua vecchia testata. Ben presto Vera si accorge che le dinamiche del delitto non sono chiare come vorrebbe la polizia. Intraprende così un’indagine parallela alla ricerca della vera identità della vittima e del possibile movente dell’ scoprirà quanto sconfinati e oscuri possono diventare i luoghi che pensiamo di conoscere da sempre.

RECENSIONE

La giornalista Vera Bergström ritorna nel suo paese natio in Svezia dopo aver perso il suo lavoro ed essersi lasciata dal suo fidanzato (si era messo con una donna più giovane). Qua viene incaricata dal suo ex redattore di seguire il caso di una ragazza assassinata in una radura, Isabella, perché l'inchiesta che sta svolgendo la polizia sembra aver preso una strada sbagliata.

Sara Strömberg, giornalista svedese, esordisce nella narrativa proprio con questo noir "sociale", dimostrando che sa scrivere bene e riesce a tenerti col fiato sospeso durante lo svolgimento della vicenda. L'autrice ci mostra una protagonista matura, ferita, che affronta la vita e la sua crisi di mezza età con ironia, alla ricerca di un senso che sembra aver perduto.


lunedì 1 giugno 2026

[Recensione] Sherlock Holmes e il caso dell'unicorno nero - Elena Vesnaver

 


SHERLOCK HOLMES E IL CASO DELL'UNICORNO NERO || Elena Vesnaver || Delos Digital || 2014 || 59 pag.

Capodanno, in fondo, sarebbe un giorno come un altro per Sherlock Holmes, ma questa volta l'atmosfera tranquilla di Baker Street viene turbata da un assassinio senza perché. Le indagini porteranno Holmes e Watson in giro per una Londra che si prepara alla notte più lunga dell'anno, fra i docks umidi e fatiscenti lungo il Tamigi e nei fumosi pub delle strade popolari... Sempre inseguendo un nemico senza nome che si rivelerà più pericoloso del previsto e incrociando sempre più di frequente gli occhi di Mary Barnes.

RECENSIONE

Ritornare a leggere un racconto con protagonisti Sherlock Holmes e il dottor Watson fa sempre piacere. Stavolta il caso presenta un misterioso assassinio di cui non si riesce a venirne a capo. Holmes inizierà ad indagare fino a quando si imbatterà nel pub gestito dalla bella Mary Barnes e da quel momento i pericoli aumenteranno.

[Recensione] Sempre io, Jack Reacher - Lee Child

  SEMPRE IO, JACK REACHER || Lee Child || TEA || 2022 || 240 pag. Non ha bisogno di presentazioni, Jack Reacher. Il cavaliere errante che, a...