lunedì 2 febbraio 2026

[Recensione] Il corriere colombiano - Massimo Carlotto

 


IL CORRIERE COLOMBIANO || Massimo Carlotto || e/o || 2001 || 208 p.

L'Alligatore è in crisi. L'ex galeotto, ex cantante di blues, ora detective per necessità economiche e voglia di giustizia, si accorge che il gioco si è fatto più duro, è cresciuta la violenza, le vecchie regole sono saltate e, soprattutto, chi tira la fila è troppo in alto, troppo potente. Per coprire un'operazione speciale i corpi scelti delle forze dell'ordine incastrano un innocente con l'accusa di spaccio di cocaina colombiana. Tirarlo fuori di galera non sarà facile, perché l'uomo ha comunque dei conti in sospeso con la polizia. L'Alligatore, assieme ai due "soci" Rossini e Max la Memoria, va allo scontro con i narcotrafficantes colombiani, con gli spacciatori di ecstasy del Triveneto e con le forze dell'ordine.

RECENSIONE

L'Alligatore è un ex carcerato che, sfruttando le sue conoscenze nel giro della malavita, una volta uscito di galera, è diventato un investigatore privato senza licenza. Il suo soprannome deriva dal nome del gruppo musicale blues, gli Old Red Alligators, di cui era cantante in gioventù. Sarà lui il protagonista di questa serie di romanzi (questo è il quarto) dove indagherà appunto come detective privato.

Un corriere di cocaina colombiano, Guillermo Arías Cuevas, viene fermato dalla polizia dell'Aeroporto Marco Polo di Venezia con un carico di droga. Il giovane, nipote della Tía, la donna a capo del cartello di Bogotá, fa arrestare come complice Nazzareno Corradi, un ex rapinatore sessantenne che però sembra non implicato nella faccenda e incarica l'avvocato Bonotto della sua difesa. Bonotto chiede aiuto all'investigatore privato Marco Buratti (detto l'Alligatore) per scagionare il suo cliente. L'Alligatore e Beniamino Rossini cominciano le indagini alla pensione Zodiaco di Jesolo, dove Corradi è stato arrestato, e al Black Baron di Eraclea, locale in cui la ragazza di Corradi, Victoria Rodriguez Gomez, ha passato la notte dell'arresto. L'Alligatore in questa indagine incontrerà trafficanti di droga nazionali e internazionali, poliziotti e finanzieri corrotti e malavitosi di ogni sorta.

Un noir strano, dalla doppia morale (che non ho condiviso).


sabato 31 gennaio 2026

[Recensione] il vicario di Wakefield - Oliver Goldsmith

 


IL VICARIO DI WAKEFIELD || Oliver Goldsmith || Fazi || 2018 || 231 p.

Il vicario di Wakefield racconta le peripezie dei Primrose, una normale famiglia irlandese del 1700. Il vicario Primrose, la moglie Deborah e i loro sei figli vivono una vita idilliaca in una parrocchia di campagna, finché, la sera del matrimonio del figlio George, il vicario viene derubato dal suo broker, che fugge con tutti i suoi soldi sconvolgendo per sempre l’esistenza dell’intera famiglia. Fra inganni, sotterfugi, il rapimento della bella eroina e le macchinazioni di un aristocratico malvagio, spicca la figura del vicario, alla quale il romanzo deve il suo successo: uomo mite e generoso, in sé raccoglie e armonizza gli aspetti migliori dei costumi e della morale inglese del tempo; uno dei narratori più semplici e schietti, e al tempo stesso uno dei più complessi di sempre, trionferà su innumerevoli sventure, sempre in bilico tra il dramma e la favola, tra il comico e il sentimentale.
Considerato uno dei migliori romanzi del diciottesimo secolo, Il vicario di Wakefield fin dalla prima pubblicazione, nel 1766, ebbe uno straordinario successo in tutta Europa.

RECENSIONE

Il reverendo Primrose è sposato e ha sei figli. Ci verranno narrate le sue disavventure, visto che il destino sembra continuamente remargli contro. Dopo la bancarotta (non per colpa sua ma un suo collaboratore gli ha fregato tutto) finisce addirittura in prigione e gli si incendia pure casa. Per non parlare dei guai che gli procureranno i suoi figli.

Sinceramente si sente che è un romanzo datato, siamo nel Settecento, con uno stile melodrammatico ma anche umoristico, e forse oggi le continue ammonizioni di tipo moralistico del protagonista potrebbero urtare abbastanza.

Questo romanzo fu considerato un capolavoro all'epoca e venne citato in Middlemarch di George Eliot, Emma di Jane Austen, David Copperfield e Racconto di due città di Charles Dickens, Frankenstein di Mary Shelley, Il Professore e Villette di Charlotte Brontë, Piccole donne di Louisa May Alcott e nei Dolori del giovane Werther di Johann Wolfgang Goethe.


venerdì 30 gennaio 2026

[Recensione] La Rosa di Alessandria - Manuel V. Montalbán

 

LA ROSA DI ALESSANDRIA || M. V. Montalbán || Feltrinelli || 1997 || 240 p.

L'ennesimo, misterioso delitto in casa Carvalho: Encarnacion, cugina di Charo, l'amante prostituta di Pepe, viene trovata orribilmente squartata a Barcellona... Parallela corre la storia di Ginés Larios, marinaio in fuga da Trinidad sulla nave da carico "La Rosa di Alessandria". I destini dei personaggi si intrecciano, si incrociano, si intorbidano, servono da spunto per sferrare duri attacchi alla società: cittadine spazzate via dall'emigrazione e dalle finzioni del progresso, antichi feudi e nuovi socialisti, terre desolate, sordide vicende di prostituzione occulta, tradizioni sostituite dal vuoto, depravazione e indifferenza.

RECENSIONE

Stavolta il nostro detective buongustaio dovrà indagare sul misterioso omicidio della cugina della sua compagna/amante, Encarnation, la quale è stata orribilmente uccisa e fatta a pezzi. Contemporaneamente seguiremo la storia del marinaio Ginés Larios fuggito in Trinidad con La Rosa di Alessandria. Cosa c'entra lui? Vedremo che pian piano le due storie coincideranno.

Stavolta il nostro Carvalho vive una vera e propria avventura on the road, attraverso diverse località della provincia spagnola, e la scrittura di Montalbán è davvero ipnotica. Rimane una storia noir ma dalle tinte sarcastiche a cui ci ha abituato Manuel.


mercoledì 21 gennaio 2026

[Recensione] Peggio che morto - Rex Stout

 


PEGGIO CHE MORTO || Rex Stout || Mondadori || 1990 || 179 p.

Un ricco provinciale si presenta da Wolfe per incaricarlo di ritrovare il figlio fuggito di casa, anni prima, per una colpa addossatagli ingiustamente. Che ne è stato di lui? Il figlio scomparso si trova in tali guai che lo si può dire "peggio che morto": la sedia elettrica lo sta aspettando. E intorno gli si accumulano i cadaveri, ora per ora.

RECENSIONE

Un ricco provinciale si presenta da Wolfe per incaricarlo di ritrovate il figlio fuggito di casa, anni prima, per una colpa addossatagli ingiustamente. Che ne è stato di lui? Il figlio scomparso si trova in tali guai che lo si può dire "peggio che morto": è appena stato condannato per omicidio e la sedia elettrica lo sta aspettando. E intorno gli si accumulano i cadaveri, ora per ora. Wolfe raccoglie elementi che dimostrano che la vittima era coinvolta in attività losche e che non si tratta di un semplice delitto passionale come ritiene la polizia. Il pachidermico investigatore sospetta che il condannato sia innocente, e ne riceve una tragica conferma quando uno dei suoi collaboratori viene assassinato mentre svolge indagini. Dopo che si verificano altri due omicidi, l'ispettore Cramer è costretto ad ammettere che il caso deve essere riaperto. Saranno infine Archie e Saul Panzer a trovare le prove che inchiodano l'assassino.

A differenza degli altri gialli con protagonisti gli investigatori di turno, Nero Wolfe fa agire Archie e altri collaboratori che poi riferiscono a lui ed è sempre e solo lui colui che riflette e pian piano riesce ad annodare e a srotolare tutto il caso, anche se all'apparenza può sembrare troppo inestricabile. In questa storia emerge lo stretto rapporto esistente tra Nero Wolfe e Archie Goodwin. Archie conosce bene Nero e sa che è un genio, ma non esita a criticarlo quando ne sente il bisogno.

Sicuramente recupererò altre opere della serie di Nero Wolfe.


mercoledì 7 gennaio 2026

[Recensione] Il colpo gobbo - Mickey Spillane

 


IL COLPO GOBBO || Mickey Spillane || Mondadori || 1987 || 185 p.

"Era una di quelle notti in cui il cielo si fa basso e sembra avvolgere il mondo in un ampio mantello grigio. La pioggia graffiava le vetrine del bar come un gatto arrabbiato e cercava di infiltrarsi nel locale ogni volta che qualche ubriaco scivolava dentro la porta..."
Fuori una Buick frenò bruscamente. La porta del bar si aprì: ne uscì un uomo lasciando solo nel locale un bambino di circa due anni. Si udirono dei colpi di pistola. Sotto gli occhi stupefatti di Mike Hammer si era compito in pochissimi secondi un duplice omicidio. Chi era lo spietato conducente della Buick, fuggito a tutto gas dopo aver deliberatamente investito il suo compagno? E chi era il padre del bambino abbandonato nel bar? Perché era uscito a farsi ammazzare così a freddo? A questi drammatici interrogativi Mike Hammer, il "detective-giustiziere", cercherà una risposta, rischiando più volte la propria vita. Giallo d'azione sullo sfondo di una New York più affascinante che mai, Il colpo gobbo, una tra le prime avventure del solitario eroe newyorkese, contiene tutti gli ingredienti del migliore Spillane: sesso, macchine lussuose, whisky... e suspense a non finire. un giallo dall'esito assolutamente imprevedibile.

RECENSIONE

Il ruvido e solitario investigatore privato Mike Hammer, mentre è tranquillamente seduto al banco di un bar, assiste casualmente a una scena che lo colpisce nel profondo: un padre, in lacrime, lascia il proprio bambino su un tavolo e si precipita fuori sotto una pioggia torrenziale, dove viene ucciso da due colpi di pistola. Da quel momento, Mike è determinato a scoprire cosa si nasconde dietro a quell’omicidio: l’indagine diventa una missione personale.

Spillane ci presenta una New York cupa, e la vicenda si svolge in quartieri malfamati, bar fumosi e strade perennemente battute dalla pioggia. Accanto a Mike c’è Pat Chambers, poliziotto e amico fidato. Attorno a lui ruotano molte figure femminili: un’ex attrice, la figlia di un ricco allevatore, la segretaria. Tutte, in un modo o nell’altro, attratte da lui. E poi ci sono i nemici: mafiosi, uomini d’affari, politici corrotti.

Ci troviamo al cospetto di un vero e proprio noir dove ai colpi di pistola si alternano indagini dove Mike cercherà con tutte le forze di trovare giustizia per il bambino che è rimasto orfano. Una caratteristica dello stile di Spillane, oltre ai capitoli molto brevi che ti invogliano a continuare nella lettura, c'è un continuo uso di metafore e similitudini. Quello che l'autore vuole ottenere non è una certa eleganza ma un impatto visivo ed emotivo, molto cinematografico.

Le figure femminili sono ridotte a stereotipi: la segretaria fedele, la spogliarellista, l′ attrice che usa il suo corpo per arrampicarsi al vertice della società. Le donne non sono mai protagoniste attive, e quando Hammer parla di loro, lo fa con battute che oggi risultano francamente inaccettabili e, per questo motivo, vanno considerate nel loro contesto storico.

Gran parte del romanzo si svolge di notte, sotto la pioggia, tra bar fumosi e locali equivoci. Ogni angolo della città sembra marcio, ogni personaggio ha qualcosa da nascondere, e persino un piccolo bambino non è così innocente come potrebbe apparire.

In un certo senso Mike è una sorta di giustiziere solitario, duro come la pietra, che preferisce usare la pistola (che chiama Betsy) quando la situazione non è più a suo favore.

Sicuramente leggerò altre opere di Spillane.



mercoledì 31 dicembre 2025

[Recensione] Misterioso omicidio a Tokyo - Tetsuya Honda

 


MISTERIOSO OMICIDIO A TOKYO || Tetsuya Honda || Piemme || 2024 || 384 p.

Chi era Kenichi Takaoka? Tutto ciò che resta di lui è la piccola impresa edile che gestiva nei sobborghi di Tokyo, il suo minivan, abbandonato sulla sponda del fiume Tama, e una mano. Mozzata e ritrovata per caso in un parcheggio. È la detective Reiko Himekawa della polizia di Tokyo a occuparsi del macabro ritrovamento, e della probabile indagine per omicidio che ne conseguirà, insieme all'ispettore Kusaka, suo nemico giurato. Le cose non sono facilissime per Reiko: troppo giovane e bella per non subire fastidiose discriminazioni in polizia, troppo talentuosa per non attirarsi le antipatie dei colleghi. Il mistero di Kenichi Takaoka sembra destinato a rimanere tale, finché dal fiume affiora quello che ha tutte le sembianze di un torso umano. Ma quando dalle indagini emerge che il corpo non è di Takaoka, e che quest'ultimo, a sua volta, aveva delle lontane ma certe connessioni con la Yakuza, le cose si complicano. E per la detective Himekawa la posta in gioco diventa pian piano sempre più alta...

RECENSIONE

Reiko Himekawa è una detective di Tokyo giovane e bella la quale, assieme al collega l'ispettore Kusaka (che odia), dovrà investigare su un caso macabro perché è stata ritrovata la mano mozzata di Kenichi Takaoka. Ma quando la vicenda avrà dei legami con la Yakuza, la principale organizzazione criminale giapponese, il caso si complicherà sempre di più.

Questa è la seconda indagine che fa parte della serie di Reiko Himekawa. Che dire, l'idea della sostituzione di persona, alla base di questa vicenda, non è nuova e forse risulterà al lettore abituato come me a leggere romanzi gialli, abbastanza trita e ritrita. Nonostante ciò devo ammettere che mi è piaciuto, poi l'ambientazione di Tokyo non può che attirare le mie simpatie. Come dicono in molti sembra più di leggere un manga che un romanzo giallo, ma per me questo non è un difetto.

Sicuramente leggerò ancora altre opere di questo autore.


mercoledì 24 dicembre 2025

[Recensione] Sherlock Holmes e l'avventura del Villaggio silente - Gianfranco Sherwood

 


SHERLOCK HOLMES E L'AVVENTURA DEL VILLAGGIO SILENTE || Gianfranco Sherwood || Delos Digital || 2014 || 32 p.

Che Sherlock Holmes non creda nel sovrannaturale è noto. Ma quando la bella Anne Colquhon gli chiede di proteggere il padre dalla maledizione che lo espone alla vendetta di un terribile demone marino, l'inquilino di Baker Street non può negarle il proprio aiuto. Ma essendo già sulle tracce di un assassino, è il fido Watson a svolgere le prime indagini nell'ostile villaggio di Monnow. Al buon dottore toccherà quindi affrontare, a rischio della vita, il più incredibile mistero in cui si sia mai imbattuto.

RECENSIONE

Stavolta il nostro Sherlock Holmes dovrà vedersela con un caso soprannaturale, con la presenza di una banshee, creatura leggendaria dei miti scozzesi. La banshee, detta anche "donna delle fate", è uno spirito femminile descritta come una bella donna dai lunghi capelli che può cantare o piangere e solitamente si aggira attorno a paludi o fiumi. Si narra che quando un membro della famiglia stia per morire la banshee piange e si fa sentire. Sherlock invia Watson ad indagare, ma lui parte ugualmente sotto mentite spoglie. E scoprirà che più che apparizioni soprannaturali ci sono interessi più umani.

[Recensione] Il corriere colombiano - Massimo Carlotto

  IL CORRIERE COLOMBIANO || Massimo Carlotto || e/o || 2001 || 208 p. L'Alligatore è in crisi. L'ex galeotto, ex cantante di blues, ...