giovedì 4 giugno 2026

[Recensione] Sottobosco - Sara Strömberg

 


SOTTOBOSCO || Sara Strömberg || Fazi Editore || 2025 || 401 pag.

Vera Bergström è un’ex giornalista cinquantenne in piena crisi di mezza età. Dopo trent’anni di lavoro al «Jämtlandsposten» e una lunga convivenza con il compagno Levan, si ritrova di punto in bianco senza più certezze, licenziata dal giornale in seguito alla crisi della carta stampata e lasciata dal partner per una ragazza più giovane. Costretta a reinventarsi una vita, torna nella sua regione natia nel Nordovest della Svezia cercando faticosamente di riconquistare un equilibrio. Il ritrovamento del cadavere di una donna brutalmente assassinata in una radura nelle foreste circostanti la riporta sul terreno che quello del giornalismo d’inchiesta. Contattata dal suo ex caporedattore, viene incaricata di seguire il caso per conto della sua vecchia testata. Ben presto Vera si accorge che le dinamiche del delitto non sono chiare come vorrebbe la polizia. Intraprende così un’indagine parallela alla ricerca della vera identità della vittima e del possibile movente dell’ scoprirà quanto sconfinati e oscuri possono diventare i luoghi che pensiamo di conoscere da sempre.

RECENSIONE

La giornalista Vera Bergström ritorna nel suo paese natio in Svezia dopo aver perso il suo lavoro ed essersi lasciata dal suo fidanzato (si era messo con una donna più giovane). Qua viene incaricata dal suo ex redattore di seguire il caso di una ragazza assassinata in una radura, Isabella, perché l'inchiesta che sta svolgendo la polizia sembra aver preso una strada sbagliata.

Sara Strömberg, giornalista svedese, esordisce nella narrativa proprio con questo noir "sociale", dimostrando che sa scrivere bene e riesce a tenerti col fiato sospeso durante lo svolgimento della vicenda. L'autrice ci mostra una protagonista matura, ferita, che affronta la vita e la sua crisi di mezza età con ironia, alla ricerca di un senso che sembra aver perduto.


lunedì 1 giugno 2026

[Recensione] Sherlock Holmes e il caso dell'unicorno nero - Elena Vesnaver

 


SHERLOCK HOLMES E IL CASO DELL'UNICORNO NERO || Elena Vesnaver || Delos Digital || 2014 || 59 pag.

Capodanno, in fondo, sarebbe un giorno come un altro per Sherlock Holmes, ma questa volta l'atmosfera tranquilla di Baker Street viene turbata da un assassinio senza perché. Le indagini porteranno Holmes e Watson in giro per una Londra che si prepara alla notte più lunga dell'anno, fra i docks umidi e fatiscenti lungo il Tamigi e nei fumosi pub delle strade popolari... Sempre inseguendo un nemico senza nome che si rivelerà più pericoloso del previsto e incrociando sempre più di frequente gli occhi di Mary Barnes.

RECENSIONE

Ritornare a leggere un racconto con protagonisti Sherlock Holmes e il dottor Watson fa sempre piacere. Stavolta il caso presenta un misterioso assassinio di cui non si riesce a venirne a capo. Holmes inizierà ad indagare fino a quando si imbatterà nel pub gestito dalla bella Mary Barnes e da quel momento i pericoli aumenteranno.

lunedì 18 maggio 2026

[Recensione] Maigret a scuola - Georges Simenon

 


MAIGRET A SCUOLA || Georges Simenon || Adelphi || 2003 || 160 pag.

Maigret procedeva con estrema cautela e aveva l’impressione di camminare sulle sabbie mobili. Non poteva andare troppo in fretta. Una parola sbagliata e il ragazzino si sarebbe irrigidito, e a quel punto non gli avrebbe più cavato fuori niente. «Soffri perché non sei come gli altri?». «E perché sarei diverso dagli altri? Chi gliel’ha detto?». «Immagina che io abbia un figlio che va a scuola, che gioca per le strade del quartiere. I suoi compagni direbbero: “È il figlio del commissario!”. E lo tratterebbero in modo diverso dagli altri. Mi capisci? «Tu sei il figlio del maestro». Il ragazzino lo guardò più a lungo, con maggiore insistenza.

RECENSIONE

Un maestro di scuola chiede aiuto al commissario Maigret spiegandogli di essere innocente perché falsamente accusato di aver ucciso una vecchietta (odiata da tutto il villaggio). Maigret accetta e si reca in questo paesino di mare. E come suo solito, il Nostro inizia a conoscere gli abitanti di questo paese, si mette nei loro panni, frequenta i loro locali (i bar non mancano mai e neanche le bevute), e prova anche a pensare come loro e capisce che il maestro non c'entra nulla con l'omicidio, ma qualcuno di davvero insospettabile.

Forse non il miglior Maigret che ho letto fino ad ora (e siamo giunti a 44!) ma riesce a catturarti, e ti fa capire che anche in un paesino non tutto è rose e fiori come potrebbe sembrare. 

venerdì 15 maggio 2026

[Recensione] Il campo del vasaio - Andrea Camilleri

 


IL CAMPO DEL VASAIO || Andrea Camilleri || Sellerio || 2008 || 280 pag.

Il campo del vasaio, detto anche del sangue, è luogo che appartiene alla topografia morale. Designa una contrada maligna, putrida e pantanosa: un anfrattuoso cimitero di argille; uno smortume di forre e borri. La località è il quadrante tartareo del tradimento. Venne acquistato con il «prezzo del sangue»: con i trenta denari di Giuda. E accolse le viscere sparse dell’apostolo traditore, lì impiccatosi. In un campo del vasaio vengono trovati i trenta «tagli» di un uomo: prima giustiziato, con un colpo alla nuca; poi macellato. Sembrerebbe un delitto di mafia eseguito con puntigliosa esattezza, secondo il rituale arcaico riservato a quanti hanno tradito. Ma il tradimento è una macchinazione che dà a intendere quel che non è. Corre su un’incerta frontiera. Tra vero e falso. E anche i luoghi e le cose tradiscono, in questo romanzo. Lo stesso Montalbano, sempre più soliloquista e monologante, su declivi di stanchezza, è posseduto da uno stupore notturno: dai lumi ciechi di un incubo traditore che lo gela, come dentro un cubo di ghiaccio, in mezzo al fracasso dei turbini. Il commissario dovrà smorfiare i segni sghembi delle premonizioni, e sventare le trame nascoste di un tradimento che lo coinvolge e lo tocca fino alle lacrime. Una signora dei trucchi, una maliarda, ha portato scompiglio nel commissariato di Vigàta. Sa come affascinare gli animi anche riluttanti. Sa come stornarli, e come condannarli a una dipendenza vergognosa. Somiglia all’Angelica dell’Orlando innamorato di Boiardo. Esotica e ingannatrice anch’essa: venuta dalla Colombia, come l’altra dal Cataio; entrambe perfide, fatte di «màrmaro e d’azzaro». Si chiama Dolores, la nuova principessa degli inganni: «Dolorosa», nella pronuncia di Catarella. Ha adescato il «paladino» più vicino a Montalbano. E lo sobilla, per «tradire» l’inchiesta. Il «paladino» subisce il sortilegio. Ma, segretamente, vorrebbe essere redento. Montalbano riuscirà a soccorrere l’amico, e a deludere le falsità con altre falsità. Procederà in punta d’ingegno: abile nello sgambetto e nel contropiede. Ingannerà la traditora. Esorcizzerà gli influssi nefasti del campo del vasaio, i suoi pronostici tradimentosi. Con una meditazione calma, ancorché sconsolata. Lui, Montalbano, è il «poviro puparo» di una dispersa e «mischina opira dei pupi»: «la fatica si faciva ogni volta cchiù grossa, ogni volta cchiù pisanti. Fino a quanno avrebbe potuto reggiri?».

RECENSIONE

E giungiamo così alla tredicesima indagine del commissario siciliano Salvo Montalbano. Ritroviamo un commissario più meditativo, e in cui viene messa a dura prova la sua amicizia col suo vice Mimì. L'indagine stavolta inizia davvero in maniera strana: viene ritrovato il cadavere di un uomo fatto a pezzi, e subito il commissario comprende che potrebbe essere un delitto di mafia. Oppure è una messinscena? E si potrà fidare del suo vice che sembra essere caduto nella rete di una donna fatale?

Devo ammettere che tra quelli già letti, questa indagine si colloca tra quelle più belle e interessanti, dove viene messo tutto in gioco. E la crisi con Livia, purtroppo, sembra peggiorare.

Camilleri ha la capacità di guidarti in quelle ambientazioni e vicende piene di amore, gelosia, odio e vendetta, e non vedi l'ora di tornare a nuotare in quel meraviglioso mare di Vigata accanto al commissario siciliano più famoso al mondo.


giovedì 14 maggio 2026

[Recensione] Austral - Paul McAuley

 


AUSTRAL || Paul McAuley || Mondadori || 2025 || 354 pag.

In un futuro prossimo, il ghiaccio dell'Antartide si è ritirato lasciando spazio a una nuova terra, fragile e contesa. Le promesse della geoingegneria si sono rivelate illusorie, e il continente bianco è diventato frontiera di speranze, utopie e conflitti. In questo scenario di bellezza ostile vive Austral Morales Ferrado, una "husky", donna geneticamente modificata per resistere al gelo. La sua diversità è il suo dono e al tempo stesso la sua forza fisica, resistenza e coraggio, ma anche il peso di un'emarginazione costante. Segnata da un passato difficile, Austral compie un gesto disperato che la costringe a fuggire attraverso scenari estremi, tra foreste che rinascono dal permafrost e distese battute dai venti. Con sé porta segreti, rimorsi e la volontà ferrea di non arrendersi, mentre sulle sue tracce si muovono nemici pronti a tutto. La sua corsa diventa così una lotta non solo per la sopravvivenza, ma anche per affermare la propria identità in un mondo che non le ha mai concesso un posto.

RECENSIONE

Austral Morales Ferrado è un'agente penitenziario in fuga in un mondo che un tempo era ghiacciato (l'Antartide) e ha portato con sé sua cugina, Kamilah, per salvarla da un possibile attentato e che diventa anche il suo biglietto per lasciare l'Antartide. Ma i nemici si paleseranno presto sulle sue tracce e sarà una continua corsa per la sopravvivenza.

La storia della fuga di per sé non è male, peccato che venga spesso interrotta dai tanti flash back della vita passata di Austral, che rende la trama lenta e discontinua (tra l'altro molti retroscena risultano noiosi e vorresti facilmente skippare oltre).

L'idea di una rivisitazione alternativa di un futuro distopico ambientato nel continente antartico alla fine non è male, e si potrebbe definire un thriller fantascientifico on the road.


sabato 2 maggio 2026

[Recensione] Volevo solo camminare - Daniela Collu

 


VOLEVO SOLO CAMMINARE || Daniela Collu || Vallardi || 2019 || 169 pag.

Le gambe fremono, il cuore scalpita, la mente ha bisogno di nuovi orizzonti. È il momento di partire, di assaporare il viaggio, di mettere un piede davanti all’altro e arrivare alla meta.
Questo è il racconto della preparazione, atletica e sentimentale, al Cammino di Santiago, e dei 360 chilometri che ne sono seguiti. Protagonista: Daniela Collu, atea patentata, natura-resistente e camminatrice poco convinta. Daniela ha percorso la distanza che separa León da Santiago de Compostela in dodici giorni, con uno zaino di sette chili sulle spalle, nessun compagno di avventure tranne un grandissimo “perché no?” e il tempo, strappato dopo tanti anni a un lavoro che andava troppo veloce…
Sul cammino si recupera il ritmo, il senso della distanza, il passo giusto, e si respira a pieni polmoni, fino a sentire un vento nuovo dentro. E soprattutto si incontrano persone e storie che diventano importanti come la freccia che ti accompagna al traguardo.
Volevo solo camminare è una guida al pellegrinaggio più famoso del mondo e insieme un diario di bordo fatto di ricordi ormai indelebili.
E se dovesse venirvi voglia di mollare tutto e partire, niente paura: è la scelta giusta!

RECENSIONE

Sesto libro di viaggio che leggo sul Cammino di Santiago, stavolta scritto da Daniela Collu, conduttrice radiofonica e autrice televisiva.

Daniela percorrerà circa 360 km partendo da León, e ci impiega circa 12 giorni. Lei stessa ammette che non è tantissimo tempo, ma sempre meglio di niente, no?

Così come mi è successo con le precedenti letture sui diari di chi ha percorso il Cammino di Santiago, anche dopo aver terminato questo diario di viaggio ti viene subito voglia di partire. Perché, in fondo, fare questo celebre Camino è un'esperienza soprattutto interiore e non per forza deve avere uno dei motivi religiosi o spirituali per partire, visto che la protagonista si dichiara atea. Ma ci fa capire che ogni viaggio ci cambia, ci arricchisce interiormente, anche se sei un non credente alla fine qualcosa di "divino" lo percepisci, come la stessa autrice ha dichiarato il piacere di trovare una chiesa di campagna aperta e stare seduti al suo interno respirando una pace soprannaturale.

"Vuoi farlo? Fallo. Se si riesce ad applicare questa regola banale a tutto, si trova la felicità. Non cercare scuse, non ti nascondere nella paura di non riuscire a farcela, non farti bloccare dalle difficoltà e dall'incapacità. Fallo e vediamo che succede."




venerdì 10 aprile 2026

[Recensione] Il mondo di Banana Yoshimoto - Giorgio Amitrano

 


IL MONDO DI BANANA YOSHIMOTO || Giorgio Amitrano || Feltrinelli || 2007 || 126 p.

Che cosa pensa Banana Yoshimoto del mondo? E del cinema? E della pittura contemporanea? E dell'Italia? E del Giappone? E della sua stessa scrittura?Un piccolo volume per entrare nelle stanze rarefatte, aeree, segrete di Banana Yoshimoto. Un tributo al culto ormai planetario di un'autrice che ha continuato a rinnovarsi, ad aprire in sé e fuori di sé le porte della percezione. Il volume analizza i temi cari alla narrativa dell'autrice, manie, predilezioni, tratti caratteristici. Sicuro e partecipe come può essere un amico e traduttore di fiducia, Giorgio Amitrano entra nel "mondo" di Banana offrendo interessanti spunti di lettura. Questa nuova edizione è arricchita da un'intervista condotta all'Orientale di Napoli nel 2001, da un saggio che situa la narrativa di Banana nel contesto della cultura giapponese contemporanea e da altre utili curiosità. Accompagnano il volume le riproduzioni di alcune opere degli artisti giapponesi che hanno costituito e continuano a essere il cerchio figurativo in cui si muove l'immaginazione della scrittrice.

RECENSIONE

Banana Yoshimoto, assieme ad Haruki Murakami, sono stati per decenni (e lo sono ancora) tra i miei autori giapponesi preferiti, e quando ho visto l'esistenza di questo libro non ho potuto resistere e l'ho letto. Giorgio Amitrano, celebre traduttore proprio di entrambi gli scrittori (è anche professore ordinario di Letteratura Giapponese e di Lingua e cultura del Giappone presso l'Istituto Universitario Orientale di Napoli) ha raccolto, in questo testo, due interviste che ha avuto proprio da Banana Yoshimoto più interessanti capitoli in cui egli tenta di spiegarci lo stile della scrittrice, cosa le piace, che musica ascolta, quali autori predilige eccetera.

Per chi, come me, ama questa particolare scrittrice, questo testo è pieno di aneddoti e novità sul mondo della Yoshimoto, e Amitrano riesce a trasmetterci benissimo tutto ciò.


[Recensione] Sottobosco - Sara Strömberg

  SOTTOBOSCO || Sara Strömberg || Fazi Editore || 2025 || 401 pag. Vera Bergström è un’ex giornalista cinquantenne in piena crisi di mezza e...