DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p.
Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall'arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d'arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L'apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer. Leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni: tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un'alba. Martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscirà.
RECENSIONE
Un professore in pensione vive in campagna col suo cane Ombra quando, un giorno, arrivano dei vicini che si affittano il casale di fronte al suo. Ma la vera sorpresa è che la ragazza, Michelle, somiglia a una sua vecchia fiamma e se ne innamorerà perdutamente.
Posso dire che mi è piaciuto molto questo romanzo, me lo sono letteralmente divorato fino alla fine. A parte la simpatia che ti lega subito a Martin, il professore in pensione che vuole scrivere un libro su un poeta morto suicida, quello che mi ha colpito di più è la sferzante ironia che il protagonista riserva ad ogni cosa che gli accade. Ironia che arriva a far parlare ogni animale che incontra per strada, dal serpente alla volpe, come se la sua coscienza gli parlasse attraverso gli animali.






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