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sabato 12 settembre 2026

[Recensione] ELP - Antonio Manzini

 


ELP || Antonio Manzini || Sellerio || 2023 || 536 p.

Non si fa che parlare dell'ELP, l'Esercito di Liberazione del Pianeta. Il vicequestore Rocco Schiavone guarda con simpatia mista al solito scetticismo ai gesti clamorosi di questi disobbedienti che liberano eserciti di animali d'allevamento in autostrada. Semmai è incuriosito dal loro segno di riconoscimento che si diffonde come un contagio tra ragazze e ragazzi. La vera violenza sta però da un'altra parte e quando Rocco viene a sapere di una signora picchiata dal marito non si trattiene, «come una belva sfoga la sua rabbia incontenibile»: «un buon suggerimento» per comportamenti futuri. Solo che lo stesso uomo l'indomani viene trovato ucciso con un colpo di pistola alla fronte. Uno strano assassinio, su cui Schiavone deve aprire un'inchiesta da subito contorta da fatti personali (comici e tragici). Per quanto fortuna voglia che facciano squadra clandestinamente anche i vecchi amici senza tetto né legge di Trastevere, Brizio e Furio, che corrispondono al suo naturale sentimento contro il potere. Nel caso è implicata una società che sembra una pura copertura. Ma dietro questa copertura, qualcosa stride e fa attrito fino a bloccare completamente Rocco sull'orlo della soluzione del caso. Intanto crescono in aggressività gli atti dell'ELP fino a un attentato che provoca la morte di un imprenditore di una fabbrica di pellami. Indagando, Rocco si rende conto che forse, dal punto di vista della sensibilità ambientale, sullo stabilimento non c'è molto da ridire. Ma perché i «simpatici» ambientalisti sono giunti a tanto? ELP è particolarmente narrativa e mette sotto un unico segno due casi e due inchieste. Le riunisce lo sfondo di calda attualità sociale. Anche il brusco vicequestore è più ombroso e stanco, sente più acutamente quanto importante sia l'amicizia, e deve investire nell'indagine tutta la sua irruente e sincera passionalità, e tutta la tenerezza della sua invincibile malinconia.

RECENSIONE

Prima opera che leggo di Manzini e prima dunque che riguarda il vicequestore Rocco Schiavone (che avevo però già conosciuto perché visto in tv nell'omonima serie televisiva).

ELP sta per Esercito di Liberazione del Pianeta, è un movimento ecologista e radicale dove i suoi membri protestano contro il cambiamento climatico, l'inquinamento e lo sfruttamento degli animali attraverso azioni dimostrative e non convenzionali. Il vicequestore Rocco Schiavone, che è stato trasferito ad Aosta da Roma a causa di forti pressioni politiche, nota che tale movimento, che guarda con simpatia mista al suo solito scetticismo, si sta diffondendo sempre più in Italia e ha come segno di riconoscimento un cerchio con dentro quattro trattini. Ben presto, però, si ritroverà a dover indagare sull'uccisione di un uomo che il giorno prima aveva lui stesso picchiato perché aveva picchiato sua moglie. E in una fabbrica di pellami verrà trovato ucciso il suo capo forse dall'ELP stesso.

Credo che ti ci affezioni a Rocco Schiavone, seppur burbero e irascibile sotto sotto è un tenerone pieno di malinconia perché pensa sempre alla sua defunta moglie con la quale chiacchiera come se fosse lì presente con lui. Questa è la sua dodicesima indagine quindi ne devo recuperare un bel po'.


martedì 14 luglio 2026

[Recensione] Maigret e il corpo senza testa - Georges Simenon

 


MAIGRET E IL CORPO SENZA TESTA || Georges Simenon || Adelphi || 2005 || 169 p.

«Ce l’hai?».«Credo».«Una cima?».«Non ne ho la minima idea».Jules Naud aveva agganciato qualcosa con la sua gaffa. Dopo un po’ riuscì a smuovere l’oggetto e nuove bolle d’aria salirono in superficie.Lentamente estrasse la pertica, e quando l’arpione arrivò a pelo dell’acqua affiorò uno strano pacchetto legato con lo spago, con la carta di giornale ormai a brandelli.Era un braccio umano, intero, dalla spalla alla mano: in acqua aveva assunto un colorito livido e una consistenza da pesce morto.

RECENSIONE

Come si potrebbe risalire ad una persona uccisa se vengono trovate tutte le sue parti del corpo tranne la testa? È proprio in questa brutta situazione che si troverà ad indagare il commissario Maigret, dove casualmente in un canale viene ritrovato questo corpo fatto a pezzi. E subito si immerge nella vita di quel luogo, fino a giungere ad Aline Calas, la proprietaria di un piccolo e squallido bar sul canale.

Un'indagine che si basa più sulla personalità dei protagonisti della vicenda piuttosto che soffermarsi su ogni indizio che riguarda il corpo a pezzi del povero sfortunato.


domenica 14 giugno 2026

[Recensione] Miss Marple nei Caraibi - Agatha Christie

 


MISS MARPLE NEI CARAIBI || Agatha Christie || Mondadori || 1980 || 186 pag.

Questa volta l'anziana signora si trova su una lussureggiante isola dei Caraibi, dove il nipote l'ha mandata in vacanza. Il luogo è splendido, il clima ideale, eppure Miss Marple non si trova a suo agio, è in preda alla noia. L'unico diversivo è ascoltare i racconti del maggiore Palgrave, instancabile narratore di avventure di caccia, vecchi scandali e omicidi rimasti impuniti. Proprio dopo uno di questi racconti, il maggiore viene ritrovato cadavere. Possibile che qualcuno abbia voluto tappare la bocca al vecchio ufficiale? E dove è finita la fotografia che Palgrave le voleva mostrare? Dimenticata la noia l'intrepida zitella è pronta per gettarsi a capofitto in una nuova indagine.

RECENSIONE

La nostra vecchietta preferita, Miss Marple, si trova ai Caraibi perché suo nipote le ha voluto regalare una vacanza proprio in quei posti paradisiaci. E mentre sferruzza conosce pian piano i suoi vicini di ombrellone, tra i quali il vecchio maggiore Palgrave, grande amante della caccia. Ma egli verrà presto trovato cadavere, inizialmente si pensa a una morte naturale, ma non sarà così. Chi aveva interesse ad ucciderlo? Miss Marple indagherà insospettabilmente a modo suo, fingendosi una vecchietta che ama farsi i fatti degli altri.

Inutile recensire un giallo, è pressoché impossibile, ma la scrittura della Christie è come sempre una garanzia. Prima opera che leggo con protagonista Miss Marple, e sicuramente prossimamente recupererò altri suoi romanzi. La particolarità che mi ha fatto apprezzare di più questa opera è stato il fatto che l'ho letta in cartaceo e in estate, quindi un mix perfetto.


lunedì 1 giugno 2026

[Recensione] Sherlock Holmes e il caso dell'unicorno nero - Elena Vesnaver

 


SHERLOCK HOLMES E IL CASO DELL'UNICORNO NERO || Elena Vesnaver || Delos Digital || 2014 || 59 pag.

Capodanno, in fondo, sarebbe un giorno come un altro per Sherlock Holmes, ma questa volta l'atmosfera tranquilla di Baker Street viene turbata da un assassinio senza perché. Le indagini porteranno Holmes e Watson in giro per una Londra che si prepara alla notte più lunga dell'anno, fra i docks umidi e fatiscenti lungo il Tamigi e nei fumosi pub delle strade popolari... Sempre inseguendo un nemico senza nome che si rivelerà più pericoloso del previsto e incrociando sempre più di frequente gli occhi di Mary Barnes.

RECENSIONE

Ritornare a leggere un racconto con protagonisti Sherlock Holmes e il dottor Watson fa sempre piacere. Stavolta il caso presenta un misterioso assassinio di cui non si riesce a venirne a capo. Holmes inizierà ad indagare fino a quando si imbatterà nel pub gestito dalla bella Mary Barnes e da quel momento i pericoli aumenteranno.

lunedì 18 maggio 2026

[Recensione] Maigret a scuola - Georges Simenon

 


MAIGRET A SCUOLA || Georges Simenon || Adelphi || 2003 || 160 pag.

Maigret procedeva con estrema cautela e aveva l’impressione di camminare sulle sabbie mobili. Non poteva andare troppo in fretta. Una parola sbagliata e il ragazzino si sarebbe irrigidito, e a quel punto non gli avrebbe più cavato fuori niente. «Soffri perché non sei come gli altri?». «E perché sarei diverso dagli altri? Chi gliel’ha detto?». «Immagina che io abbia un figlio che va a scuola, che gioca per le strade del quartiere. I suoi compagni direbbero: “È il figlio del commissario!”. E lo tratterebbero in modo diverso dagli altri. Mi capisci? «Tu sei il figlio del maestro». Il ragazzino lo guardò più a lungo, con maggiore insistenza.

RECENSIONE

Un maestro di scuola chiede aiuto al commissario Maigret spiegandogli di essere innocente perché falsamente accusato di aver ucciso una vecchietta (odiata da tutto il villaggio). Maigret accetta e si reca in questo paesino di mare. E come suo solito, il Nostro inizia a conoscere gli abitanti di questo paese, si mette nei loro panni, frequenta i loro locali (i bar non mancano mai e neanche le bevute), e prova anche a pensare come loro e capisce che il maestro non c'entra nulla con l'omicidio, ma qualcuno di davvero insospettabile.

Forse non il miglior Maigret che ho letto fino ad ora (e siamo giunti a 44!) ma riesce a catturarti, e ti fa capire che anche in un paesino non tutto è rose e fiori come potrebbe sembrare. 

venerdì 15 maggio 2026

[Recensione] Il campo del vasaio - Andrea Camilleri

 


IL CAMPO DEL VASAIO || Andrea Camilleri || Sellerio || 2008 || 280 pag.

Il campo del vasaio, detto anche del sangue, è luogo che appartiene alla topografia morale. Designa una contrada maligna, putrida e pantanosa: un anfrattuoso cimitero di argille; uno smortume di forre e borri. La località è il quadrante tartareo del tradimento. Venne acquistato con il «prezzo del sangue»: con i trenta denari di Giuda. E accolse le viscere sparse dell’apostolo traditore, lì impiccatosi. In un campo del vasaio vengono trovati i trenta «tagli» di un uomo: prima giustiziato, con un colpo alla nuca; poi macellato. Sembrerebbe un delitto di mafia eseguito con puntigliosa esattezza, secondo il rituale arcaico riservato a quanti hanno tradito. Ma il tradimento è una macchinazione che dà a intendere quel che non è. Corre su un’incerta frontiera. Tra vero e falso. E anche i luoghi e le cose tradiscono, in questo romanzo. Lo stesso Montalbano, sempre più soliloquista e monologante, su declivi di stanchezza, è posseduto da uno stupore notturno: dai lumi ciechi di un incubo traditore che lo gela, come dentro un cubo di ghiaccio, in mezzo al fracasso dei turbini. Il commissario dovrà smorfiare i segni sghembi delle premonizioni, e sventare le trame nascoste di un tradimento che lo coinvolge e lo tocca fino alle lacrime. Una signora dei trucchi, una maliarda, ha portato scompiglio nel commissariato di Vigàta. Sa come affascinare gli animi anche riluttanti. Sa come stornarli, e come condannarli a una dipendenza vergognosa. Somiglia all’Angelica dell’Orlando innamorato di Boiardo. Esotica e ingannatrice anch’essa: venuta dalla Colombia, come l’altra dal Cataio; entrambe perfide, fatte di «màrmaro e d’azzaro». Si chiama Dolores, la nuova principessa degli inganni: «Dolorosa», nella pronuncia di Catarella. Ha adescato il «paladino» più vicino a Montalbano. E lo sobilla, per «tradire» l’inchiesta. Il «paladino» subisce il sortilegio. Ma, segretamente, vorrebbe essere redento. Montalbano riuscirà a soccorrere l’amico, e a deludere le falsità con altre falsità. Procederà in punta d’ingegno: abile nello sgambetto e nel contropiede. Ingannerà la traditora. Esorcizzerà gli influssi nefasti del campo del vasaio, i suoi pronostici tradimentosi. Con una meditazione calma, ancorché sconsolata. Lui, Montalbano, è il «poviro puparo» di una dispersa e «mischina opira dei pupi»: «la fatica si faciva ogni volta cchiù grossa, ogni volta cchiù pisanti. Fino a quanno avrebbe potuto reggiri?».

RECENSIONE

E giungiamo così alla tredicesima indagine del commissario siciliano Salvo Montalbano. Ritroviamo un commissario più meditativo, e in cui viene messa a dura prova la sua amicizia col suo vice Mimì. L'indagine stavolta inizia davvero in maniera strana: viene ritrovato il cadavere di un uomo fatto a pezzi, e subito il commissario comprende che potrebbe essere un delitto di mafia. Oppure è una messinscena? E si potrà fidare del suo vice che sembra essere caduto nella rete di una donna fatale?

Devo ammettere che tra quelli già letti, questa indagine si colloca tra quelle più belle e interessanti, dove viene messo tutto in gioco. E la crisi con Livia, purtroppo, sembra peggiorare.

Camilleri ha la capacità di guidarti in quelle ambientazioni e vicende piene di amore, gelosia, odio e vendetta, e non vedi l'ora di tornare a nuotare in quel meraviglioso mare di Vigata accanto al commissario siciliano più famoso al mondo.


mercoledì 18 marzo 2026

[Recensione] Maigret si sbaglia - Georges Simenon

 


MAIGRET SI SBAGLIA || Georges Simenon || Adelphi || 2004 || 162 p.

Nel corso della sua carriera Maigret aveva interrogato migliaia, decine di migliaia di persone: alcune occupavano posizioni di prestigio, altre erano famose per la loro ricchezza e altre ancora figuravano tra i più intelligenti criminali internazionali.Eppure attribuiva a quell’interrogatorio un’importanza che non aveva mai attribuito a nessun altro, e non per la posizione sociale di Gouin né per la fama di cui godeva in tutto il mondo.Capiva che Lucas fin dall’inizio del caso si chiedeva perché non andasse direttamente a fare delle domande precise al professore, e che ancora adesso il brav’uomo era sconcertato dal malumore del capo.Maigret non poteva confessare la verità né al suo ispettore né ad altri, e nemmeno a sua moglie. A essere sinceri, non osava formularla chiaramente neanche a se stesso.

RECENSIONE

Stavolta il commissario Maigret viene chiamato ad investigare sulla morte violenta di Louise detta Lulù, una bella donna dal passato non molto buono. Quello che sembrerebbe a un primo impatto un suicidio si scoprirà essere ben presto un omicidio e che la ragazza frequentava due uomini: uno spiantato musicista, Pierrot, e un illustre medico chirurgo, il professor Gouin, il quale era stato lui a sistemarla in quell'appartamento vicino al suo (anzi, proprio al piano di sotto). Maigret, pur sospettando quasi subito del professore, non riesce ad interrogarlo direttamente ma chiede a chi lo conosce.

Anche in questa brutta vicenda di sangue il nostro commissario riuscirà ad inchiodare il colpevole e a colpi di acquavite più del solito.


giovedì 12 febbraio 2026

[Recensione] Maigret ha paura - Georges Simenon

 


MAIGRET HA PAURA || Georges Simenon || Adelphi || 2004 || 163 p.

L’atmosfera della città restava inquietante. La gente sbrigava le faccende di sempre, ma nello sguardo dei passanti si coglieva una certa angoscia: sembrava che camminassero più in fretta, come per paura di veder spuntare di colpo l’assassino. Maigret avrebbe giurato che di solito le casalinghe non stavano in gruppo sulle porte, come facevano adesso, a parlare sottovoce tra di loro. Tutti lo seguivano con lo sguardo e a lui sembrava di leggere sui visi una domanda silenziosa. Avrebbe fatto qualcosa? O lo sconosciuto avrebbe potuto continuare a uccidere impunemente? Alcuni gli rivolgevano un saluto timido, come per dirgli: «Sappiamo chi è lei. Ha fama di condurre in porto le inchieste più difficili. E non si lascerà impressionare da certi personaggi, lei».

RECENSIONE

Il nostro commissario Maigret sta viaggiando in treno di ritorno da un convegno a Bordeaux, e decide di fare una deviazione fermandosi a Vandea, una piccola cittadina di campagna, dove vuole salutare un vecchio amico, Julien Chabod, ora magistrato. E resta coinvolto in una serie di omicidi che apparentemente sembrerebbero opera di un pazzo. Nonostante il commissario tenta di non farsi invischiare dall'intricato caso, non riesce a resistere e aiuta, grazie al suo infallibile intuito, i suoi colleghi ad indagare e a risolvere il caso, sempre rimanendo dietro le quinte.

Un altro bel gioiellino giallo che ci ha regalato quel genio di Simenon, uno scrittore superlativo.


mercoledì 21 gennaio 2026

[Recensione] Peggio che morto - Rex Stout

 


PEGGIO CHE MORTO || Rex Stout || Mondadori || 1990 || 179 p.

Un ricco provinciale si presenta da Wolfe per incaricarlo di ritrovare il figlio fuggito di casa, anni prima, per una colpa addossatagli ingiustamente. Che ne è stato di lui? Il figlio scomparso si trova in tali guai che lo si può dire "peggio che morto": la sedia elettrica lo sta aspettando. E intorno gli si accumulano i cadaveri, ora per ora.

RECENSIONE

Un ricco provinciale si presenta da Wolfe per incaricarlo di ritrovate il figlio fuggito di casa, anni prima, per una colpa addossatagli ingiustamente. Che ne è stato di lui? Il figlio scomparso si trova in tali guai che lo si può dire "peggio che morto": è appena stato condannato per omicidio e la sedia elettrica lo sta aspettando. E intorno gli si accumulano i cadaveri, ora per ora. Wolfe raccoglie elementi che dimostrano che la vittima era coinvolta in attività losche e che non si tratta di un semplice delitto passionale come ritiene la polizia. Il pachidermico investigatore sospetta che il condannato sia innocente, e ne riceve una tragica conferma quando uno dei suoi collaboratori viene assassinato mentre svolge indagini. Dopo che si verificano altri due omicidi, l'ispettore Cramer è costretto ad ammettere che il caso deve essere riaperto. Saranno infine Archie e Saul Panzer a trovare le prove che inchiodano l'assassino.

A differenza degli altri gialli con protagonisti gli investigatori di turno, Nero Wolfe fa agire Archie e altri collaboratori che poi riferiscono a lui ed è sempre e solo lui colui che riflette e pian piano riesce ad annodare e a srotolare tutto il caso, anche se all'apparenza può sembrare troppo inestricabile. In questa storia emerge lo stretto rapporto esistente tra Nero Wolfe e Archie Goodwin. Archie conosce bene Nero e sa che è un genio, ma non esita a criticarlo quando ne sente il bisogno.

Sicuramente recupererò altre opere della serie di Nero Wolfe.


mercoledì 24 dicembre 2025

[Recensione] Sherlock Holmes e l'avventura del Villaggio silente - Gianfranco Sherwood

 


SHERLOCK HOLMES E L'AVVENTURA DEL VILLAGGIO SILENTE || Gianfranco Sherwood || Delos Digital || 2014 || 32 p.

Che Sherlock Holmes non creda nel sovrannaturale è noto. Ma quando la bella Anne Colquhon gli chiede di proteggere il padre dalla maledizione che lo espone alla vendetta di un terribile demone marino, l'inquilino di Baker Street non può negarle il proprio aiuto. Ma essendo già sulle tracce di un assassino, è il fido Watson a svolgere le prime indagini nell'ostile villaggio di Monnow. Al buon dottore toccherà quindi affrontare, a rischio della vita, il più incredibile mistero in cui si sia mai imbattuto.

RECENSIONE

Stavolta il nostro Sherlock Holmes dovrà vedersela con un caso soprannaturale, con la presenza di una banshee, creatura leggendaria dei miti scozzesi. La banshee, detta anche "donna delle fate", è uno spirito femminile descritta come una bella donna dai lunghi capelli che può cantare o piangere e solitamente si aggira attorno a paludi o fiumi. Si narra che quando un membro della famiglia stia per morire la banshee piange e si fa sentire. Sherlock invia Watson ad indagare, ma lui parte ugualmente sotto mentite spoglie. E scoprirà che più che apparizioni soprannaturali ci sono interessi più umani.

mercoledì 1 ottobre 2025

[Recensione] Sherlock Holmes e il caso della deduzione errata - Enrico Solito

 


SHERLOCK HOLMES E IL CASO DELLA DEDUZIONE ERRATA || Enrico Solito || Delos Digital || 2014 || 46 pag.

Una sorprendente deduzione e un mistero risolto... Holmes non si occupa mai di "gossip", né di faccende matrimoniali. Ma questa volta un suicidio di un uomo all'interno della casa di uno dei più ricchi e famosi aristocratici d'Inghilterra non può non coinvolgere il grande investigatore, chiamato dalla polizia a risolvere i suoi dubbi. Sarà stato davvero suicidio? E qual è la vicenda che lo sottende? O è stato ucciso?... e da chi allora?

RECENSIONE

In sintesi: puoi provare ad imitare Sherlock Holmes, in questo caso ci prova l'ispettore Lestrade, e la conclusione è che hai sbagliato ogni tipo di ragionamento e di deduzione, quando lasci vagare la tua idea e cerchi di farla combaciare con le "prove" che trovi.


martedì 30 settembre 2025

[Recensione] Il mistero delle croci egizie - Ellery Queen

 


IL MISTERO DELLE CROCI EGIZIE || Ellery Queen || Mondadori || 2004 || 278 pag.

Il cadavere di Andrew Van, eccentrico maestro della scuola di Arroyo, viene trovato decapitato e crocifisso a un palo, all'incrocio di due strade: quasi una macabra, sanguinante T stagliata contro il cielo. Il caso si presenta subito intricato e si complica sempre più quando, qualche mese dopo, il multimilionario Thomas Brad viene ritrovato ucciso in modo simile e appeso a un totem. Quale legame c'è fra i due delitti? L'ispettore Richard Queen, accompagnato dal figlio Ellery, viene incaricato delle indagini. E ancora una volta il raffinato detective americano riuscirà a venire a capo di un enigma apparentemente insolubile.

RECENSIONE

Mi sono imbattuto in questo giallo per caso, perché di tanto in tanto vado a cercare qualche titolo di annata, diciamo così, un po' datato. Ellery Queen intanto non è una persona reale, ma lo pseudonimo di due scrittori: Frederic Dannay (1905-1982) e Manfred B. Lee (1905-1971). Erano due cugini newyorkesi, figli di ebrei polacchi e cresciuti a Brooklyn, che nel corso della loro carriera letteraria scrissero anche con lo pseudonimo di Barnaby Ross; a partire dagli anni sessanta il nome "Ellery Queen" divenne una sorta di franchise per romanzi apocrifi autorizzati da Dannay e Lee. La produzione di tali apocrifi terminò tuttavia con la morte di Lee nel 1971, in quanto Dannay, che morì 11 anni più tardi, non era più interessato a portare avanti il nome.

"Il mistero delle croci egizie" venne pubblicato nel 1932 ed è il quinto della serie. In questa storia viene ritrovato il cadavere di un maestro di scuola, Andrew Van, la mattina di Natale, crocefisso a un cartello stradale a forma di T nei dintorni di Arroyo, un paesino della Virginia occidentale. Questo è il genere di delitto che si rivela una calamita irresistibile per lo scrittore-detective Ellery Queen. Ma dall'inchiesta, malgrado il dotto contributo dello stesso Ellery, non scaturisce alcun risultato conclusivo se non qualche vago sospetto su un misterioso straniero di nome Krosac. Sei mesi più tardi, però, un altro omicidio, commesso in circostanze quasi identiche a Long Island, risveglia l'interesse di Ellery, che si lancia sulla pista di un feroce criminale che lascia a mo' di firma delle T tracciate con il sangue delle vittime.

Diciamo che si lascia leggere, e sinceramente un paio di stratagemmi utilizzati dagli autori mi sono sembrati un po' folli o esagerati. Peccato per la spiegazione del movente, non molto realistica e frettolosa. Risulta evidente che non mi ha colpito molto, ma proverò a recuperare, prima o poi, "Il gatto dalle molte code" che mi consigliano alcuni amici di leggere.


lunedì 29 settembre 2025

[Recensione] Il richiamo del cuculo - J. K. Rowling

 


IL RICHIAMO DEL CUCULO || J. K. Rowling || Salani || 2020 || 547 pag.

Il primo caso per Cormoran Strike in questo romanzo di esordio di Robert Galbraith, pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de "Il seggio vacante". Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all'ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l'ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell'East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni.

RECENSIONE

La Rowling, dopo esser diventata celebre con la saga di Harry Potter, decide di darsi al giallo. Sì, perché sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith c'è proprio lei, la creatrice del maghetto con la cicatrice a saetta sulla fronte.

"Il richiamo del cuculo" è il primo di una serie di romanzi gialli, con protagonista l'investigatore privato Cormoran Strike. Qui viene assunto per indagare sulla morte di una modella, Lula Landry, dove inizialmente il caso viene archiviato dalla polizia come suicidio, ma suo fratello non sembra essere di questa opinione perché pensa appunto che sia stata uccisa, e lanciata dal balcone di casa sua. Cormoran, veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, sopravvive a stento del suo lavoro da detective privato e quando il fratello di Lula gli offre una buona parcella accetta e inizia ad indagare sul caso della Landry.

Devo ammettere che anche come scrittrice di gialli la Rowling non è male, la storia è abbastanza lunghetta ma non annoia. Questo strano detective ricorda un po' il commissario Maigret perché si sofferma spesso in bar e pub a sorseggiare una birra e a interrogare il testimone di turno, cercando di capire meglio quello che ha visto e notando che reazioni ha. Inoltre la Rowling è riuscita nel pennellare un buon approfondimento psicologico dei vari personaggi della vicenda, tenendo alta l'attenzione del lettore. Le indagini di Cormoran provano a farti sospettare praticamente di tutti, perché ognuno di essi nasconde sempre qualcosa. Importante poi la sua spalla, una sorta di dottor Watson al femminile: la sua segretaria Robin, intelligente e perspicace, aiuta il suo datore di lavoro soprattutto nei suoi momenti più difficili e delicati, che entra nella sua vita proprio quando viene mollato dalla sua ragazza.

Una curiosità: J.K. Rowling ha dichiarato al Sunday Times di aver sperato che l’identità di Galbraith restasse celata più a lungo, perché essere Robert Galbraith è stata per lei un’esperienza liberatoria, in quanto ha potuto permettersi di pubblicare The Cuckoo’s Calling senza aspettative da parte di pubblico e critica e senza il battage pubblicitario collegati al suo nome; ha potuto quindi gustare il piacere di ricevere riscontri scevri da pregiudizi sotto un’altra identità. In ogni caso la Rowling non è stata la prima ad utilizzare questo stratagemma della pubblicazione anonima, ricordiamo ad esempio Agatha Christie.

Sono molto curioso di proseguire la lettura di questa serie con protagonista Cormoran Strike, e ho visto che ne ha già pubblicati altri sette.

Ecco la mia video recensione:




domenica 29 giugno 2025

[Recensione] Scacco al re per Nero Wolfe - Rex Stout

 


SCACCO AL RE PER NERO WOLFE || Rex Stout || Mondadori || 1980 || 175 pag.

Una partita a scacchi sfocia in un omicidio. E fin qui tutto bene. L'indiziato numero uno è dietro le sbarre. E fin qui, ancora tutto bene. I probabili colpevoli sono quattro. E qui le cose si complicano. Nero Wolfe si è messo in testa che l'indiziato numero uno, essendo suo cliente, "deve" essere innocente. Ma non è tanto semplice dimostrarlo, così come non è semplice trovare una soluzione logica e inconfutabile a quello che sembra un enigma irrisolvibile. Tra le migliaia di compiti che mi tocca' di assolvere, come braccio destro del genio delle investigazioni, c'è anche quello di spronare W01fe quando viene preso da una delle sue crisi di pigrizia acuta. E tutti i metodi sono buoni. Non voglio rivelarvi troppo: vi dico solo che Nero Wolfe risolve il caso e, tanto per non porre termine alla serie di sorprese che mi ha riservato lungo tutta la vicenda, arriva ad ammettere che una donna è piena di fascino! Vostro Archie Goodwin.

RECENSIONE

In una partita a scacchi viene avvelenato il giocatore Paul Jerin e viene arrestato un uomo che gli ha portato la cioccolata come sospetto omicida. Ma è davvero lui il colpevole? O è stato un altro a volerlo morto? La figlia dell'indiziato va allora dal detective Wolfe per scagionare suo padre. Wolfe sa già che è difficile, se non quasi impossibile, riuscire a discolpare il padre della ragazza, ma ci proverà e naturalmente ci riuscirà.

Che dire, quando ci troviamo al cospetto di Wolfe non c'è molto da aggiungere: alla fine riesce sempre a spuntarla, anche nei casi più contorti o che sembrano senza una soluzione o senza una scappatoia. Con Wolfe difficilmente il vero colpevole riesce a farla franca. E poi l'ironia e la simpatia di Archie sono insuperabili.


domenica 15 giugno 2025

[Recensione] Maigret e l'uomo della panchina - Georges Simenon

 


MAIGRET E L'UOMO DELLA PANCHINA || Georges Simenon || Adelphi || 2012 || 171 pag.

Ma c'era anche la questione delle scarpe gialle. Quelle scarpe c'entravano forse qualcosa con l'interesse che Maigret provava nei confronti del signor Louis? Il commissario non osava confessarlo a se stesso. Anche lui, per anni, aveva sognato di indossare delle scarpe color becco d'oca. All'epoca erano di moda, insieme a quei cappotti color beigiolino talmente corti da sembrare giacche da camera. Una volta, appena sposato, aveva deciso di comprarsi delle scarpe gialle, ma già solo a entrare nel negozio si era quasi sentito arrossire. Guarda caso, era proprio il negozio in boulevard Saint Martin, di fronte al Théâtre de l'Ambigu. Non aveva osato metterle subito, e quando a casa aveva scartato il pacchetto davanti alla moglie, la signora Maigret l'aveva guardato lasciandosi scappare una risatina. «Non avrai per caso intenzione di metterle?». Non se le mise mai. Sua moglie andò a restituirle al negozio, con la scusa che gli facevano male.

RECENSIONE

Ci sono Maigret che mi piacciono e altri che dimentico subito dopo averli letti. Ecco, questo secondo caso è successo con questo.

Il guaio di questa indagine è proprio il finale: sembra proprio che l'autore doveva concludere la storia nel più breve tempo possibile e via!

Commissario, non si arrabbi, venga che le offro un bicchierino di Calvados!


domenica 8 giugno 2025

[Recensione] La pista di sabbia - Andrea Camilleri

 


LA PISTA DI SABBIA || Andrea Camilleri || Sellerio || 2007 || 263 pag.

"Raprì l'occhi, si susì, annò alla finestra, spalancò le persiane. E la prima cosa che vitti fu un cavaddro, stinnicchiato di fianco supra la rina, immobile. La vestia era tutta 'nsanguliata, gli avivano spaccato la testa con qualichi spranga di ferro, ma tutto il corpo portava i segni di una vastoniatura longa e feroci..." Il commissario ha appena il tempo di convocare i suoi uomini, che il cavallo sparisce, rimane solo il segno del corpo sulla sabbia. Quello stesso giorno una donna "forestiera", Rachele Estermann, denunzia al commissariato di Vigata il furto del suo cavallo, mentre nelle scuderie di Saverio Lo Duca, uno degli uomini più ricchi della Sicilia, un altro purosangue è svanito nel nulla. Lo scenario della vicenda è il mondo delle corse clandestine, passatempo preferito di una certa aristocrazia terriera che scommette forte. È in quest'ambiente dorato che Montalbano deve indagare, perché, dopo il cavallo, viene trovato cadavere anche un custode delle scuderie. Fra maggiordomi in livrea, baroni e contesse Montalbano sta un po' a disagio, mentre "ignoti" entrano una, due, tre volte nella casa di Marinella: non rubano niente ma mettono tutto sottosopra, sembrano cercare qualcosa; ma cosa?

RECENSIONE

Stavolta il nostro commissario siciliano si ritrova davanti casa un cavallo defunto: il tempo di andare a chiamare i suoi stretti collaboratori e il cavallo sparisce nel nulla! Per quale motivo è stato ucciso? E perché qualcuno non vuole che vengano fatte ulteriori indagini su di esso? Il nostro Montalbano se la dovrà vedere col fenomeno (ancora oggi presente) delle corse clandestine e con problemi alla vista che lo faranno innervosire perché ripensa al fatto che anche lui, pian piano, sta invecchiando. Ma per fortuna c'è Adelina che cucina piatti straordinari e l'appetito a Salvo non manca mai.

Ritroviamo un Montalbano più riflessivo e sempre più lontano dalla sua Livia, la quale non scende nemmeno a trovarlo e che a lui, forse, piace questo distacco che si sta creando sempre di più. Un Montalbano che vuole dimostrare di essere ancora vigoroso, piacente, tanto è vero che non si lascia scappare la piccola storia d'amore con l'amica di Ingrid, proprietaria del cavallo. E, in questa vicenda, sarà determinante l'aiuto della sua governante e cuoca Adelina.


lunedì 31 marzo 2025

[Recensione] La rivoltella di Maigret - Georges Simenon

 


LA RIVOLTELLA DI MAIGRET || Georges Simenon || Adelphi || 2003 || 165 pag.

Erano tutti troppo disinvolti, troppo sicuri di sé. Il più esasperante era il responsabile della reception, con la sua marsina impeccabile e il colletto duro non sciupato dal sudore. Aveva preso in simpatia Maigret, o forse provava pena per lui, e di tanto in tanto gli rivolgeva un sorriso di complicità e insieme di incoraggiamento, come se, al di sopra del viavai degli anonimi clienti, gli dicesse: «Siamo tutti e due vittime del dovere professionale. Posso fare qualcosa per lei?».Maigret gli avrebbe volentieri risposto: «Portarmi un panino».Aveva sonno, caldo e fame. Quando, pochi minuti dopo le tre, aveva chiesto un altro bicchiere di birra, il cameriere si era mostrato scandalizzato come se l’avesse visto entrare in chiesa in maniche di camicia.«Mi dispiace, sir. Il bar è chiuso fino alle cinque e mezzo, sir!».Il commissario aveva borbottato qualcosa come: «Selvaggi!».

RECENSIONE

Ritornare, di tanto in tanto, a leggere una nuova indagine del commissario Maigret è quasi terapeutico.

La storia inizia in modo particolare: un giovane chiede di parlare al commissario a casa sua e viene accolto dalla moglie che lo fa accomodare. Lei telefona a suo marito ma gli dice che ritarderà, e quando tornerà dal giovane si accorge che è andato via. Quando rincaserà il commissario si accorgerà che manca un revolver che gli era stato regalato quando era andato in America. Ben presto verrà ritrovato il cadavere di un personaggio politico famoso ucciso proprio con un colpo di revolver. Il caso porterà il commissario Maigret ad indagare fino a Londra.

Forse non tra le sue storie più entusiasmanti, ma resta sempre un piacere leggere un'indagine del commissario Maigret.


venerdì 28 marzo 2025

[Recensione] Io sono il castigo - Giancarlo De Cataldo

 


IO SONO IL CASTIGO || Giancarlo De Cataldo || Einaudi || 2020 || 240 pag.

Un tipo eccentrico, così viene definito da chi lo conosce, il Pm Manrico Spinori della Rocca, Rick per gli amici, gentiluomo di antiche origini nobiliari, affascinante, un po’ donnaiolo e con una madre ludopatica. Ma anche i più scettici devono fare i conti con la statistica: nel suo mestiere è bravissimo. In più non perde mai la calma, cosa che gli torna utilissima quando si trova a indagare sulla morte di Ciuffo d’oro, famoso cantante pop degli anni Sessanta poi diventato potente guru dell’industria discografica. Subito era parso un incidente stradale, ma non è così: qualcuno lo ha ucciso. Del resto, alla vittima, i nemici non mancavano, per il movente c’è solo da scegliere. Rick, coadiuvato dalla sua squadra investigativa tutta al femminile, si mette dunque al lavoro. E fra serate musicali, vagabondaggi in una Roma barocca e popolana, cene grottesche con aristocratici incartapecoriti, arriverà ancora una volta alla soluzione del mistero.

RECENSIONE

Il magistrato Manrico Spinori della Rocca, di origini nobiliari, è un melomane, ovvero ha una passione per l'opera lirica. Vive con sua madre ludopatica ed è divorziato. In questo caso deve scoprire chi ha ucciso un celebre cantante chiamato Ciuffo d'oro (celebre negli anni 60) e ben presto si accorgerà che i nemici e le persone che lo volevano morto non mancheranno.

Prima opera che leggo di Giancarlo De Cataldo. Sarà che a me non piace la lirica, sarà che di gialli ne ho letti davvero tanti, questa storia non mi ha particolarmente appassionato.


mercoledì 12 marzo 2025

[Recensione] Giorno dei morti - Agatha Christie

 


GIORNO DEI MORTI || Agatha Christie || Mondadori || 2003 || 224 pag.

Sono ormai passati undici mesi dalla morte della bella e imprudente Rosemary Barton, e il suo ricordo ancora domina su quanti l'hanno conosciuta. All'improvviso però una serie di lettere anonime fa balenare il sospetto che non si sia trattato di un suicidio, come avevano concluso gli inquirenti, ma di un assassinio. Ma chi poteva avere interesse a uccidere la donna? Un marito tradito, una sorella invidiosa, una rivale incattivita o un amante annoiato? O forse Rosemary aveva veramente deciso di togliersi la vita perché tormentata da un oscuro segreto? Ciò che appare subito chiaro è che nessuno di quanti erano con lei al ristorante Luxembourg, al momento della sua tragica fine, è chi dice di essere. La verità verrà alla luce solamente dopo un'allucinante e fatale ricostruzione del crimine.

RECENSIONE

È passato quasi un anno dalla morte di Rosemarie Barton, caso che fu chiuso come suicidio, quando tale conclusione verrà messa in discussione quando suo marito inizierà a ricevere delle lettere anonime dove viene dichiarato che si è invece trattato di un omicidio. Per questo il vedovo decide di riorganizzare la stessa cena con le stesse persone disposte sugli stessi posti, e non sarà per nulla una buona idea.

La caratteristica stilistica di questo giallo è la scelta di mettere dei capitoli riguardanti, di volta in volta, un personaggio diverso e leggiamo la storia di volta in volta dal suo punto di vista. L'indagine verrà condotta dal colonnello Race, una vecchia conoscenza di Poirot che non sarà presente in questa storia. Non mancheranno i colpi di scena.

Godibile, come ogni giallo della Christie.


sabato 1 marzo 2025

[Recensione] La camera azzurra - Georges Simenon

 


LA CAMERA AZZURRA || Georges Simenon || Adelphi || 2003 || 153 pag.

«Sei così bello» gli aveva detto un giorno Andrée «che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti, in mezzo alla piazza della stazione...». Quella volta Tony aveva accennato un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei – «un piacere assoluto, animalesco, senza secondi fini, e mai seguito da disgusto, disagio o stanchezza». Del resto, era stata lei a tirarsi su la gonna e a invitarlo con la sua voce roca, la prima volta, a prenderla in mezzo all’erba e alle ortiche che costeggiavano la provinciale: dopo, lui aveva colto nei suoi occhi un’espressione di trionfo. E anche quel 2 agosto, quando lei gli aveva chiesto (avevano appena fatto l’amore, nella camera dell’Hôtel des Voyageurs che da un anno accoglieva i loro incontri clandestini): «Se io mi ritrovassi libera... faresti in modo di renderti libero anche tu?», lui non aveva dato peso a quelle parole, quasi non le aveva udite. Solo più tardi avrebbe compreso l’oscura minaccia che nascondevano. Ancora una volta, nel suo stile asciutto, rapido, implacabile, Simenon ci racconta la storia di una passione vorace e devastante, che non arretra davanti a nulla. Nemmeno davanti a un doppio delitto.
Terminato a Noland nel giugno del 1963, La chambre bleue apparve a stampa l’anno seguente. È inedito in Italia.

RECENSIONE

Tra i migliori Simenon letti fino ad ora. Ecco, se dovessi consigliare un'opera di Simenon a qualcuno che non ha mai letto nulla di lui, non potrei far altro che consigliare La camera azzurra.

La storia inizia dalla fine, ovvero il protagonista ricorda del suo ultimo incontro con la sua amante ed ex compagna di scuola, peccato che sono entrambi sposati. Al presente lui è incarcerato perché sospettato di aver ucciso sua moglie che è stata avvelenata e viene interrogato da persone diverse, una volta il giudice, un'altra il suo avvocato, un'altra l'ispettore.

Davvero difficile provare a descrivere questo romanzo, perché è talmente scritto bene, è così scorrevole e ti inchioda alle pagine che non trovi una virgola fuori posto o una parola in più. Narrazione cinematografica, come Simenon sa ben fare, che rende bene il travaglio interiore che opprime e tormenta il protagonista che pur sapendo di essere innocente in un certo senso si sente in colpa per sua moglie, come dire che l'ha indirettamente uccisa dal primo momento in cui l'ha tradita.




[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...