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sabato 6 dicembre 2025

[Recensione] I milanesi ammazzano al sabato - Giorgio Scerbanenco

 


I MILANESI AMMAZZANO AL SABATO || Giorgio Scerbanenco || Garzanti || 2009 || 180 p.

Donatella è scomparsa. È bellissima, sembra una svedese, con quei lunghi capelli biondi e quel profilo antico. Ma è debole di mente: per la strada guarda gli uomini, sorride a tutti e, qualunque cosa le dicano, risponde di sì. Perciò suo padre, il vecchio Amanzio Berzaghi, un ex camionista, la tiene nascosta in casa, tra bambole e dischi di canzonette. Ma una mattina l'ex camionista non la trova più... Il caso viene affidato a Duca Lamberti, il medico-investigatore. Alla disperata ricerca della ragazza, Lamberti si spinge nei bassifondi di Milano, tra feroci magnaccia e case d'appuntamento.

RECENSIONE

Finalmente sono riuscito a leggere un libro scritto da Giorgio Scerbanenco, autore leggendario che da anni rincorro ma che (forse) non ho avuto il coraggio di leggere. Fino ad oggi. Egli era uno scrittore prolifico, che spaziava dal western alla fantascienza, dal rosa al giallo. Oggi viene considerato il maestro dei giallisti in Italia.

In questo romanzo l'ex camionista Amanzio Berzaghi denuncia la scomparsa di sua figlia Donatella al medico e investigatore Duca Lamberti che si metterà subito alla sua ricerca. Purtroppo, però, verrà ben presto trovato il cadavere di una ragazza avente le stesse caratteristiche di Donatella. Chi è stato ad ucciderla? Per quale motivo?

"La delinquenza è una forma di sordida e pericolosa idiozia, nessuna persona, appena appena intelligente fa il ladro, il rapinatore, l'assassino." In questa storia il nostro investigatore si troverà a dover scavare in giri di prostituzione, fino a scovare i responsabili dell'omicidio.

"La civiltà di massa ha questo pregio, che ciascuno può annegare liberamente senza che gli altri gli diano fastidio nel tentativo di salvarlo. È in fondo una forma di delicatezza e di rispetto dell'opinione altrui di morire da sé."

Duca Alberti è una serie di soli quattro romanzi, e questo è l'ultimo che chiude la serie. Qualcuno si chiederà il perché di questo titolo particolare, ovvero "I milanesi ammazzano al sabato", e la risposta ci viene data nel libro: perché è il giorno in cui non lavorano e dunque il giorno in cui possono vendicarsi.

In questa storia fa tenerezza il dolore del padre che senza la figlia si sente perduto, non ha più senso la sua vita: "Brigadiere, per pietà, me la trovi lei, se no, io non so che cosa faccio." Duca Lamberti non era brigadiere, ma non lo corresse, non gli piaceva correggere nessuno, insegnare a nessuno. Guardò l’uomo anziano, non molto anziano, non doveva avere ancora sessant’anni, guardò quel viso di vecchio bellicoso toro bonario in quel momento deformato da una smorfia di commozione vicino al pianto. “Certo, faremo tutte le ricerche”, gli disse.

Ho apprezzato la grande umanità e sensibilità di Duca Alberti che non appena conosce il padre addolorato, disperato per la perdita della figlia, fa di tutto per provare a ritrovarla e, una volta trovata deceduta, farà di tutto per trovare i colpevoli.

Da questo romanzo fu tratto il film La morte risale a ieri sera con la regia di Duccio Tessari e il commissario Duca Lamberti venne impersonato dall'attore statunitense Frank Wolff.

Ecco la mia video recensione:




mercoledì 24 gennaio 2024

[Recensione] La linea d'ombra - Joseph Conrad

 


LA LINEA D'OMBRA || Joseph Conrad || Garzanti || 2008 || 126 pagine

La "linea d'ombra" conradiana non è solo quella che si deve oltrepassare per lasciare indietro la giovinezza e addentrarsi nella maturità. Essa affonda nell'inconoscibile, nel "perturbante", è una sottile linea di demarcazione, sempre presente, mai visibile. Il giovane capitano di mare protagonista di questo romanzo, che è ritenuto tra i migliori di Conrad, la oltrepassa per un istante quando, sedendosi nella poltrona della sua cabina di comando, vede in un lampo la lunga sequela dei volti che vi si sono seduti prima di lui. Di colpo egli coglie la propria immagine nello specchio del regresso infinito, un volto che dal passato s'inabissa nel futuro del proprio invecchiamento e lo induce a intraprendere un viaggio al cuore dell'esperienza della vita.

RECENSIONE

Il protagonista di questo romanzo è un giovane ufficiale che riesce finalmente a realizzare il suo sogno: guidare una nave tutta per sé col grado di capitano. Ma la traversata sarà piena di contrattempi.

La prima cosa che mi ha colpito durante la lettura di questa opera è la conoscenza marinara dell'autore, sia quando ci descrive le varie parti della nave o delle vele sia le varie azioni durante la navigazione. Si vede quando un romanzo è scritto da un vero uomo di mare come nel caso di Conrad. Poi colpisce certamente lo stile di scrittura che è a dir poco spettacolare. Nel romanzo è evidente che il protagonista sta maturando, e si trova nel passaggio di quella linea d'ombra che richiama il titolo, ovvero quel momento della vita che ti porta dalla giovinezza all'età adulta. I problemi che egli dovrà affrontare non riguarda soltanto le tempeste sul mare o la malattia che colpisce l'equipaggio, ma anche l'ostilità del primo ufficiale che si vede arrivare un nuovo capitano quando in realtà avrebbe voluto esserlo lui.

In realtà Conrad ci fa capire che l'avversario, il nemico da superare non è tanto la nave in burrasca, la forza scatenata dagli elementi, ma l'incontro con le proprie debolezze, con i propri limiti. Tutto l'equipaggio è in balia dei propri fantasmi, soprattutto hanno paura del fantasma del precedente capitano che era morto proprio in quel tratto di mare.




venerdì 25 agosto 2023

[Recensione] Il sogno del maratoneta - Giuseppe Pederiali

 


IL SOGNO DEL MARATONETA || Giuseppe Pederiali || Garzanti || 2008 || 276 pagine

Dopo più di due ore di corsa il traguardo si avvicina, mancano solo pochi metri ma il maratoneta che sta vincendo la corsa è sfinito, incespica, cade. Due giudici lo incitano, lo sorreggono. Anche se arriva primo, verrà squalificato, con un verdetto che suscita l'indignazione generale. Quasi nessuno ricorda chi vinse la medaglia d'oro della maratona alle Olimpiadi di Londra del 1908, ma cent'anni dopo tutti ricordano il nome di quell'eroe sfortunato, premiato con una coppa dalla regina d'Inghilterra, commossa dal suo destino e sollecitata da Conan Doyle, il giornalista-scrittore «padre» di Sherlock Holmes.
Ma la vita avventurosa di Dorando Pietri non è tutta racchiusa in quell'episodio, anzi. Il piccolo garzone di pasticceria, che faceva le consegne sempre di corsa, è infatti il protagonista di una vita ricca di episodi romanzeschi, di glorie e sconfitte, di determinazione e passione, di piccole follie e grande buon senso.
Nel Sogno del maratoneta Giuseppe Pederiali racconta in forma di romanzo l'epopea di questo straordinario campione, generoso e ingenuo, ostinato e sentimentale, indimenticabile protagonista di un sport fin troppo simile a quello attuale, con star mondiali ed enormi guadagni, tentativi di doping e tournée oltreoceano, sfide memorabili e pause di solitudine. Soprattutto, Il sogno del maratoneta è l'affettoso omaggio a un piccolo grande italiano conosciuto in tutto il mondo, celebrato campione dell'atletica che per gli emigrati nelle Americhe divenne il simbolo di un'Italia che sapeva farsi valere.

RECENSIONE

Alle Olimpiadi di Londra del 1908 l'atleta italiano Dorando Pietri vinse la maratona, ma venne squalificato subito dopo perché sorretto da alcuni giudici che erano in pista a sostenerlo. Da quel momento Dorando divenne una celebrità in tutto il mondo, tanto da cambiargli la vita. Questo libro vuole essere una accurata ricostruzione romanzata della sua vita, degli incontri che ha fatto, delle gare che ha compiuto e vinto. 

A me personalmente è piaciuto, una lettura interessante su un atleta anche sfortunato ma sempre amante della corsa.


venerdì 23 settembre 2022

[Recensione] La libraia che salvò i libri - Kerri Maher

 


LA LIBRAIA CHE SALVÒ I LIBRI || Kerri Maher || Garzanti || 2022 || 320 pagine

Parigi, 1919. Per Sylvia i libri sono sinonimo di indipendenza e libertà. Nessuno meglio di lei, che è una libraia, sa che hanno un potere immenso e che nulla dovrebbe ostacolarlo. Non tutti, però, credono nella magia della letteratura e c’è chi vuole ridurla al silenzio. È quello che accade all’Ulisse di James Joyce: in quelle pagine Sylvia ha ritrovato sé stessa, mentre altri vi vedono qualcosa di indecente e pericoloso. Per questo vogliono proibirlo. Sylvia deve impedirlo, e perciò decide di pubblicarlo, prima in tutto il mondo. Lei che non è un editore, ma solo la proprietaria della Shakespeare & Co., una piccola libreria dagli immensi scaffali in legno aperta tra mille difficoltà, un accogliente rifugio per chiunque ami i libri. Tra quelle mura, Sylvia sta per fare la storia e non è sola. Parigi è la città dove tutto è possibile: nei suoi caffè nascono indissolubili amicizie letterarie tra personalità del calibro di Ernest Hemingway, Ezra Pound, Gertrude Stein e James Joyce. Saranno proprio loro ad aiutarla e a sostenerla. Perché non posso - no permettere che i lettori non beneficino di quelle parole. Non possono permettere che la censura abbia la meglio. Anche se questo, per Sylvia, significa correre il pericolo di perdere quello a cui tiene di più: la Shakespeare & Co. e il suo amore. A guidarla e a darle coraggio sono il potere dei libri e della libertà. Traendo spunto dalla vera storia di Sylvia Beach, fondatrice della nota libreria parigina Shakespeare & Co. e prima editrice dell’Ulisse di James Joyce, Kerri Maher ha costruito un romanzo indimenticabile venduto in oltre quindici paesi. Una protagonista i cui sogni portano lontano. Un inno alla letteratura che va difesa a ogni costo. Un viaggio nella Parigi degli anni Venti insieme agli scrittori più famosi dell’epoca. Un omaggio a una libreria storica ancora oggi meta degli appassionati.

RECENSIONE

L'autrice Kerri Maher ricostruisce la storia della libreria inglese a Parigi "Shakespeare and Company", fondata da Sylvia Beach. Conosceremo i suoi amici che frequenteranno questa libreria, alcuni famosi come James Joyce del quale grazie a Sylvia pubblicherà il suo capolavoro ovvero l'"Ulisse", Ernest Hemingway, Ezra Pound, Francis Scott Fritzgerald e tanti altri. Perlopiù la storia è ambientata nei cosiddetti anni ruggenti a Parigi. Sylvia è certamente una persona interessante, che ha fatto tanto per la cultura europea e direi mondiale vista l'instancabile forza che ha avuto e non si è mai arresa per far pubblicare l'Ulisse del suo amico Joyce (che poteva non essere mai pubblicato, viste le censure che incombevano su di lui).

Mi piacciono le storie che hanno come protagonisti i librai, non solo per vedere i loro gusti letterari, ma per vivere assieme a loro la quotidianità circondati dai libri, capire perché le persone si innamorano dei libri e della lettura, è tutto molto bello.

Consiglio questa lettura storica agli appassionati di Joyce ma anche a chi, come me, ama stare accanto ed immedesimarsi ai librai, i nostri angeli custodi letterari.

Ecco la mia video recensione:




martedì 28 giugno 2022

[Recensione] Cinquecento catenelle d'oro - Salvatore Basile

 


CINQUECENTO CATENELLE D'ORO || Salvatore Basile || Garzanti || 2022 || 185 pagine

Le spighe di grano dorato si piegano al soffio del vento. Maria le osserva e pensa che quella terra rappresenta la vita intera della sua famiglia, che la lavora da generazioni. E che, forse, sarà l'unica protagonista del suo futuro. Ma lei vuole di più. Soprattutto ora che ha imparato a leggere, e nuovi orizzonti le si sono schiusi davanti agli occhi. Maria ha confidato il suo segreto solamente al padre, l'unico a condividere i suoi sogni. Così, quando lui è costretto a partire per l'America in cerca di fortuna, Maria si sente persa, e solo le sporadiche lettere che riceve riescono a riportarle il sorriso. Lettere che raccontano di palazzi alti fino al cielo, di fotografie capaci di muoversi, di treni che corrono sullo schermo. La parola cinematografo è troppo difficile da pronunciare, ma contiene una promessa di futuro. Maria vorrebbe condividere la notizia con tutti, e invece finisce per essere additata come una visionaria, una persona da cui stare lontani. Fino al giorno in cui incontra Domenico, un giovanissimo fotografo in erba, il primo a credere che quello che il padre le ha raccontato sia vero. Per questo vuole trovare una prova, un esempio di quelle immagini che paiono prendere vita. Perché Maria non è una bugiarda, è solo una sognatrice. E i sogni possono far paura. Bisogna essere coraggiosi per accettare i cambiamenti, per non smettere mai di imparare. Insieme, Maria e Domenico possono fare una magia: un telo bianco in una grande piazza pronto a raccontare la storia più bella che ci sia.

Recensione

Questo romanzo è stata una piacevole scoperta, non conoscevo l'autore Salvatore Basile. Ci viene narrata la storia di una ragazza coraggiosa, che nonostante tutte le difficoltà riesce a realizzare i suoi sogni. Per fortuna ha conosciuta una donna forte, che non si è piegata alle angherie del fratello e ha insegnato a Maria a leggere e a farla appassionare alla lettura e alla cultura. Il padre è dovuto emigrare in America per dare un futuro alla loro famiglia e sembra essersi dimenticato di loro. Ma un giorno Maria conosce un giovane fotografo e subito si innamora.

Una scrittura appassionante, delicata, piena di coraggio, ogni pagina trasmette una magia, ti fa innamorare di quel piccolo paese sperduto nelle campagne dell'entroterra campano e ti fa tifare per la piccola Maria, presa quasi per pazza quando descrive le foto che si muovono (suo padre si riferiva ai film, sconosciuti ancora in quel pezzo di Italia contadina).

Straconsigliato!


venerdì 2 luglio 2021

[Recensione] Quer pasticciaccio brutto de via Merulana - Carlo Emilio Gadda

 


QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DE VIA MERULANA || Carlo Emilio Gadda || Garzanti || settembre 2013 || 275 pagine

Apparso in "Letteratura" nell'immediato dopoguerra, inizialmente letto e ammirato da pochi, il "Pasticciaccio" fu scritto a Firenze nel ricordo lontano di soggiorni romani, ma come rinverditi da quotidiane immersioni nella lettura del Belli e intessuto su un reale fatto di sangue. L'intrigo poliziesco che ne deriva si giustifica in duplice direzione: eco del mondo e bricolage letterario. Il fascismo, la morte, il lenocinio, il furto, le bassezze degli uomini, tutte metafore di un male oscuro, conducono il lettore dallo sgomento al riso, ricordandogli che il mondo è teatro e quindi parodia.

RECENSIONE

Difficile, davvero arduo, collocare questa opera letteraria di Gadda (forse la più celebre) in un solo genere letterario: può essere insieme giallo, avventura, filosofico, sociologico, classico, ironico, e potrei continuare ancora per molto. Il mio consiglio è uno solo: leggetelo, perché questa opera è prima di tutto un'esperienza da fare personalmente. Questa dovrebbe essere una mia recensione a caldo, visto che l'ho terminato proprio ieri. Ma non credo di riuscire a recensire un'opera del genere. Se vi approccerete a questa lettura con l'intento di scoprire chi sia il colpevole dell'omicidio della signora, lasciate perdere: non è un giallo tradizionale, e alla fine non verrà detto (forse supposto) chi esso o essa sia stato. Potrei dire che questa opera è un pretesto, un pretesto per l'autore per raccontarci la sua Roma, coi suoi dialetti, i suoi mercati confusionari e zeppi di cibo delizioso, del pasticciaccio che si crea attorno a tutta la vicenda, dell'anima dei vari personaggi che ruotano intorno a Ingravallo, un vero e proprio esercizio di stile linguistico (con diversi dialetti italiani), con vocaboli ricercati.

Difficile da leggere? Sì, eccome. Avevo letto questo romanzo qualche anno fa, e l'ho interrotto a pagina 200. Avevo però compreso che era un capolavoro per pochi palati sopraffini. Ma non dite che è noioso, questo sarebbe un peccato mortale: è tutto l'opposto, è un'opera troppo per noi comuni lettori. Se qualcuno non capisce questo, non capisce la grandezza di Gadda, troppo avanti per noi comuni mortali.


mercoledì 26 maggio 2021

[Recensione] Andromeda - Michael Crichton

 


ANDROMEDA || Michael Crichton || Garzanti ||  gennaio 1995 || 344 pagine

Se in una bottiglia può trovar posto un numero di batteri cinque, dieci volte maggiore del numero degli abitanti del pianeta, allora è probabile che un eventuale incontro dell'uomo con una forma di vita extraterrestre avvenga su un piano ben diverso da quanto immaginato da certi scrittori affetti da romanticismo. Arizona, fine anni '60. Un satellite, atterrato dopo aver compiuto la sua missione nello spazio, sparge nella zona una terribile, misteriosa malattia...

RECENSIONE

Dopo tanti anni riprendo a leggere un'opera del mitico Crichton, colui che scrisse Jurassik Park! E riconfermo che era un bravo scrittore: in questa storia, dove si parla di una "invasione" extraterrestre insolita, sottoforma di batteri, riesce a tenerti incollato per tutte le trecento e passa pagine, incuriosendoti e appassionandoti a tutti gli esami, ipotesi, studi che vengono mano a mano svolti per scoprire questo ceppo chiamato "Andromeda" cosa sia e come si può sconfiggere. Riuscirà l'umanità a salvarsi? Per quanto riguarda le parti scientifiche, piene di formule e teorie varie, non mi sono per niente annoiato, anzi, Crichton riesce a farti appassionare alla biologia, alla medicina, addirittura anche alla vivisezione dei cadaveri! Che dire, si merita le quattro stelline, e come!

martedì 4 maggio 2021

[Recensione] Nessun uomo è un'isola - Thomas Merton

 


NESSUN UOMO È UN'ISOLA || Thomas Merton || Garzanti || 278 pagine

"Nessun uomo è un'isola", titolo ripreso da un passo di John Donne, vuole significare che ogni uomo, per l'amore di Dio vivente e operante in lui come in ogni altro essere umano, non è solo, ma è parte di tutta l'umanità. Merton, definito da papa Francesco "una guida e una fonte di ispirazione" e dal Dalai Lama "un amico intimo, un amico spirituale, un fratello", ci parla in queste pagine con l'umiltà e la saggezza che nascono da dieci anni di vita monastica. Il tono colloquiale e umanissimo ricorda il Merton della "Montagna dalle sette balze", in grado di "dividere con ogni uomo i frutti della contemplazione".

RECENSIONE

Il Maestro Merton, con l'umiltà che lo contraddistingue, ci presenta la sua esperienza di vita monastica in questo capolavoro che ci apre le porte alla vera contemplazione religiosa cristiana. Egli ci prende per mano e capitolo dopo capitolo ci svela le chiavi per entrare in contatto con il Dio vivo e vero. E così apprendiamo le strade dell'ascetismo, del silenzio, della carità, dell'amore, della sincerità, ecc. Come dice Merton "la vita spirituale è orientata verso Dio, piuttosto che verso la soddisfazione immediata delle necessità materiali della vita. La vita ha un significato e Dio stesso è la sorgente della vita spirituale. Bellissimo testo da meditare e riprendere in mano ogni volta che vogliamo assaporare le giuste indicazioni per seguire il vero Dio, il Dio d'amore.



venerdì 23 aprile 2021

[Recensione] Colazione da Tiffany - Truman Capote

 


COLAZIONE DA TIFFANY || Truman Capote || Garzanti || 128 pagine

Holly Golightly, la protagonista di questo estroso romanzo breve, è una cover-girl di New York, attrice cinematografica mancata, generosa di sé con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. È un personaggio incantevole, dotato di una sorprendente grazia poetica. Intorno a lei ruotano tipi bizzarri come Sally Tomato, paterno gangster ospite del penitenziario di Sing Sing, O.J. Berman, il potente agente dei produttori di Hollywood, il "vecchio ragazzo" Rusty Trawler, Joe Bell, proprietario di bar e timido innamorato...

RECENSIONE

Colazione da Tiffany è un romanzo breve di Truman Capote pubblicato nel 1958. Holly Golightly (che verrà interpretata nel film omonimo tratto da questo romanzo nel 1961 dalla bellissima Audrey Hepburn) è la giovane protagonista alla ricerca di una temuta stabilità che non deve toglierle la libertà. Una creatura affascinante, dirompente, ingenua e sfuggente, accompagnata da un coro di voci che caratterizzano personalità ed episodi differenti. Ingenuità, freschezza, follia, amicizia, denaro, compromessi, scelte e casualità sono gli ingredienti di questo spaccato newyorkese. Non mi ha colpito più di tanto.

mercoledì 19 agosto 2020

[Recensione] Il coraggio di essere liberi - Vito Mancuso

 


IL CORAGGIO DI ESSERE LIBERI || Vito Mancuso || Garzanti || 20 ottobre 2016 || 160 pagine

Esiste veramente la libertà? E, se esiste, dov'è? Com'è? Come definirla? Se invece non esiste, perché tutti ne parlano, la ricercano, la pretendono? In questo libro, Vito Mancuso affronta la questione in modo concreto, interrogandosi non tanto sulla libertà come concetto, quanto sull'essere liberi come condizione dell'esistenza reale. La domanda più importante qui non è: "Esiste la libertà?", quanto piuttosto: "Tu ti ritieni libero? E se non ti ritieni tale, lo vuoi diventare? Hai, vuoi avere, il coraggio di essere libero?". Per essere liberi, infatti, ci vuole coraggio. Guardando al mondo e agli esseri umani, quello che appare è uno sterminato palcoscenico su cui tutti si esibiscono indossando le diverse maschere imposte dall'esistenza, ma ognuno di noi, soprattutto in quei momenti in cui è solo con se stesso, sperimenta anche l'acuta sensazione di essere qualcosa di assolutamente differente e separato da tutto il resto, qualcosa di unico. La scintilla della libertà nasce da questa consapevolezza, per sostenere la quale è necessario però il coraggio: il coraggio di sottrarsi al pensiero dominante e scoprire nuovi valori in cui credere; il coraggio di scrollarsi di dosso le convenzioni che ci soffocano e costruire un rapporto autentico con gli altri e con se stessi; il coraggio di essere liberi per diventare veramente chi siamo.

RECENSIONE

Primo libro di Mancuso che leggo.
L'autore affronta il tema della libertà umana non come concetto, quanto sull'essere liberi come condizione dell'esistenza reale. Noi ci sentiamo liberi? Vogliamo esserlo? Effettivamente la società in cui viviamo ci fa indossare e recitare diverse maschere, come se la vita fosse un copione da recitare ad ogni situazione in cui ci troviamo. Quante volte ci viene voglia di gettare la maschera e di fuggire via! Ecco, il fatto di sentirsi così, di isolarci e cercare una nostra solitudine, sono i sintomi che la libertà non l'abbiamo ancora trovata e la stiamo cercando.
Secondo Mancuso il cammino verso la libertà ha tre tappe:
- emancipazione dall'ambiente e dagli altri ovvero libertà-da ;
- dedizione a una realtà più grande del sé ovvero libertà-per ;
- emancipazione da sé ovvero libertà-da a un livello più profondo.
Inoltre egli afferma che la libertà appare come il fine della creazione: se il mondo ha un qualche senso, è che in esso possa nascere la libertà. Sant'Agostino diceva: "Non uscire fuori di te, rientra in te stesso, la verità abita nel profondo dell'uomo".
Il divino agisce come forza che risana, innalza, ispira la nostra libertà. La libertà viene sanata dalla luce che proviene dall'idea del bene; viene dotata di forma dalla luce che proviene dall'idea del bello; viene purificata dalla luce che proviene dall'idea del vero. Questa è l'azione di grazia.
Potrei continuare a citare ancora tantissimi passi del libro, ma preferisco lasciare a voi il gusto di leggerlo.
Gran bel saggio sulla libertà, sicuramente leggerò anche altri testi di questo bravo e competente autore.

martedì 2 giugno 2020

[Recensione] Metamorfosi - Apuleio

Titolo: Metamorfosi
Titolo originale: Metamorphoseon libri XI (Asinus aureus)
Autore: Apuleio
Traduttore: Nino Marziano
Editore: Garzanti
Collana: I grandi libri #861
Pubblicazione: 21 febbraio 2008
Prima pubblicazione: 170
Genere: romanzo
Pagine: 453
Prezzo: 11 euro

Quarta di copertina
Questo è un romanzo che, pur nella struttura complessa, si mantiene rigorosamente unitario. Pieno di colpi di scena, magie, trame che si intrecciano, è pervaso dal senso del peccato e dall'ansia di espiazione; è narrato in prima persona e connotato dal forte soggettivismo con cui l'autore analizza la formazione morale e spirituale del protagonista.

Recensione
Forse scritto dopo il 158 d. C. questo romanzo (titolato anche "L'asino d'oro") è lungo ben dodici capitoli e contiene diversi generi: avventure, vagabondaggi, colpi di scena, situazioni sentimentali crude, idealizzate o erotiche, gusto della teatralità e della descrizione, ma anche il senso del macabro, del misterioso e del sovrannaturale. Il modello narrativo usato da Apuleio per l’Asino d’Oro sono le fabulae Milesiae (un tipo di novelle che oscillano tra il genere erotico, arguto e popolare), a cui però l’autore aggiunge la novità dell’elemento magico. La particolarità di questa opera del passato è che è l'unico romanzo della letteratura latina giuntoci completo.

La morale di questa opera - in cui assistiamo alle rocambolesche avventure del protagonista, Lucio, che viene ad un certo punto trasformato in asino per un errore (viene scambiato un unguento per un altro dalla sua amata) - è che il protagonista fa un "attraversamento degli Inferi", durante il quale tocca il fondo dell'avvilimento fisico e morale per raggiungere, riacquistando la forma umana, una profonda e intensa trasformazione interiore.

martedì 21 aprile 2020

[Recensione] Le palline di zucchero della Fata Turchina - Piero Dorfles

Titolo: Le palline di zucchero della Fata Turchina
Sottitolo: Indagine su Pinocchio
Autore: Piero Dorfles
Editore: Garzanti
Collana: Saggi
Pubblicazione: 22 novembre 2018
Genere: saggio
Pagine: 185
Prezzo: 16 euro

Quarta di copertina
Le avventure di Pinocchio è uno dei libri più noti al mondo: ogni anno si aggiungono nuove versioni teatrali, cinematografiche e a fumetti. I protagonisti - da Lucignolo al Grillo Parlante, da Mangiafoco al Gatto e la Volpe - sono entrati nell'immaginario collettivo a simboleggiare vizi e virtù del nostro paese. Ma qual è il segreto del suo successo? Perché il burattino nato dalle mani di Geppetto è diventato così popolare? Riportandoci come per incanto a spasso tra il Paese dei Balocchi e l'osteria del Gambero rosso, Piero Dorfles ci dimostra come in fondo non possiamo fare a meno di questo burattino perché in lui ci riconosciamo, perché è il simbolo del nostro essere stati giovani, monelli e incoscienti. Noi lo amiamo così tanto perché rappresenta tutto quello che, diventati adulti, a lungo rimpiangiamo: l'essere liberi, senza senso del dovere né complessi di colpa. In altre parole, perché Pinocchio siamo noi, e rappresenta quello che siamo stati, quello che crescendo siamo diventati, e insieme le nostre aspirazioni più profonde per quello che saremo.

Recensione
Piero Dorfles, critico letterario, analizza il romanzo di Collodi, Pinocchio, in modo preciso e facendo emergere interessanti curiosità e collegamenti letterari nonché tematiche che a una lettura superficiale non ci avresti fatto caso. Ho apprezzato lo studio scientifico che ha fatto il professore, tanto è vero che a fine libro egli ha inserito una completa bibliografia su questo suo studio.
Consigliato se vuoi approfondire in modo letterario e scientifico il celebre capolavoro di Collodi.

giovedì 9 aprile 2020

[Recensione] Ogni piccola cosa interrotta - Silvia Celani

Titolo: Ogni piccola cosa interrotta
Autrice: Silvia Celani
Editore: Garzanti
Pubblicazione: 23 marzo 2019
Genere: romanzo
Pagine: 288
Prezzo: 12 euro

Quarta di copertina
«L’amore che ognuno di noi riceve ha la stessa funzione delle stelle per i navigatori. Ci indica la rotta. Rimane in fondo alle nostre tasche, così, ogni volta che lo desideriamo, ogni volta che ne sentiamo la necessità, possiamo accertarci che sia sempre lì affondandovi una mano.»

Mi chiamo Vittoria e la mia vita è perfetta.
Ho una grande casa e tanti amici. Non mi interessa se mia madre si comporta come se io non esistessi. Se mio padre è morto quando ero piccola. Se non ricordo nulla della mia infanzia. Se, anche circondata da persone e parole, sono in realtà sola.
Io indosso ogni giorno la mia maschera, Vittoria la brava figlia, la brava amica, la brava studentessa. Io non dico mai di no a nessuno. Per me va benissimo così.
È questo senso di apnea l’unica cosa che mi infastidisce. Quando mi succede, quello che ho intorno diventa come estraneo, sconosciuto. Ma è solo una fase. Niente potrebbe andare storto nel mio mondo così impeccabile.
Ero convinta che fosse davvero tutto così perfetto. Fino al giorno in cui ho ritrovato i pezzi di un vecchio carillon di ceramica. Non so cosa sia. Non so da dove provenga. Non so perché mi faccia sentire un po’ spezzata e interrotta, come lui. Ma so che, da quando ho provato a riassemblarlo, sono affiorati ricordi di me bambina. Della voce di mio padre che mi rassicura mentre mi canta una ninnananna. Momenti che avevo sepolto nel cuore perché, come quel vecchio carillon, all’improvviso si erano spezzati per sempre.
Eppure ora ho capito che è l’imperfezione a rendere felici. Perché le cose rotte si possono aggiustare e diventare ancora più preziose.

[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...