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sabato 18 ottobre 2025

[Recensione] Alberto Sordi - Italo Moscati

 


ALBERTO SORDI || Italo Moscati || Castelvecchi || 2020 || 83 pag.

In Alberto Sordi c’è tutta l’Italia del affamata di dolce vita, inebriata di successo, vitalità e voglia di riscatto. Erano gli anni della Hollywood sul Tevere e di Cinecittà, degli hotel e dei locali esclusivi di via Veneto, e Sordi era lì – in ogni festa, in ogni film – pronto ad affascinare e a divertire. E anche a cambiare e a interpretare i tempi quando poi sono arrivate la contestazione, la censura e, soprattutto, la televisione. Per i cent’anni dell’attore, volto e spirito di Roma, Italo Moscati ne racconta il percorso che, dalla bocciatura alla scuola di recitazione filodrammatica, lo guida lungo le strade del cinema, davanti e dietro la macchina da presa, per cercare di scoprire i segreti della sua affermazione straordinaria che lo hanno condotto al successo e poi al mito.

RECENSIONE

Italo Moscati ci regala una breve pennellata della vita e della carriera cinematografica del grande attore Alberto Sordi, un attore insuperabile fino ad oggi.

venerdì 12 luglio 2024

[Recensione] Senza un soldo a Parigi e a Londra - George Orwell

 


SENZA UN SOLDO A PARIGI E A LONDRA || George Orwell || House Book || 2024 || 256 pag.

Senza un soldo a Parigi e a Londra (1933) è il romanzo d'esordio di George Orwell, che contamina naturalismo e satira, elementi tipici di tutta una produzione letteraria meno mitizzata ma altrettanto fondamentale di quella delle utopie negative. Il protagonista è un giovane inglese che vive con entusiasmo la Parigi maleducata ed effervescente dei quartieri popolari ma, per una serie di contrattempi, si ritrova a fare letteralmente la fame. Così, determinato a uscire da quell'inferno, torna a Londra, in patria, solamente per scoprire che lo attende un altro inferno, seppure completamente diverso.

RECENSIONE

Trovo sempre affascinanti le opere degli scrittori che vivono in prima persona quello che ci narrano, solo che in questo caso siamo al cospetto di George Orwell (per chi non lo conoscesse il celebre autore di quel capolavoro che è 1984) e che sotto mentite spoglie ha proprio vissuto come un barbone o comunque davvero con quasi nulla in tasca prima a Parigi e poi a Londra. 

Questo libro è una sorta di raccolta di episodi o racconti che ci mostrano come sbarcavano il lunario quei poveretti negli anni 20 del secolo scorso, un vero e proprio universo a molti sconosciuto. Ma perché Orwell ha voluto fare questa sorta di esperimento sociale, camuffandosi con i poveri di quel periodo? Ce lo dice lui stesso: stanco anzi direi proprio nauseato della realtà coloniale in Birmania, si dimette da poliziotto e si reca a Parigi (come fece Jack London vent'anni prima a Londra) camuffandosi da povero per vivere senza un soldo e provando anzi a sopravvivere in umilissimi lavori come il lavapiatti per un hotel. 

Orwell ci presenta un ritratto vero e senza veli, diretto, della società parigina e londinese più povera, con le sue critiche tutt'oggi attuali. 

“Il primo contatto con la miseria è un fatto curioso. Ci avete pensato tanto, alla miseria: l’avete temuta tutta la vita, sapevate che prima o poi vi sarebbe piovuta addosso; ma in realtà tutto è totalmente, prosaicamente diverso. V’immaginavate che fosse una cosa semplicissima, e invece è quanto mai complicata. V’immaginavate che sarebbe stata terribile, ma è soltanto squallida e noiosa. Innanzitutto scoprite l’abiezione della miseria, gli espedienti ai quali vi costringe, le complicate meschinità, le pitoccherie. E poi ci sono i pasti, che rappresentano la difficoltà maggiore. Scoprite che cosa vuol dire avere fame. Scoprite il tedio, che è compagno inseparabile della miseria. Scoprite che quando un uomo va avanti una settimana a pane e margarina non è più un uomo; è solo un ventre con qualche organo accessorio”.

 




lunedì 14 marzo 2022

[Recensione] Il gatto in noi - William S. Burroughs

 


IL GATTO IN NOI || William S. Burroughs || Adelphi || 1994 || 107 pagine

Sarà probabilmente una sorpresa per molti scoprire che William Burroughs, l'efferato cantore di saghe che si svolgono in terre di mutanti e in cui l'umanità è una sopravvivenza arcaica, ha anche scritto uno dei più delicati e percettivi libretti che conosciamo sui gatti – anzi, più precisamente, sul gatto come «compagno psichico». Gatti bianchi, gatti arancioni, gatti persiani; gatti amati, gatti di strada; gatti soprannaturali come piccoli dèi del focolare; creature con un che di felino, un che di umano e un che di «ancora inimmaginabile», frutto di unioni arcane e lontanissime che l'autore si sente chiamato a rievocare e a proteggere come un benefico Guardiano: sono questi i protagonisti a cui Burroughs dà la parola. La sua voce diventa piana, pur mantenendo una vibrazione inquietante. E l'affinità immediata fra l'autore e questi esseri appare palese, ancor più di quella con altri suoi personaggi. Le storie, le osservazioni, hanno una naturalezza carica di intensità, forse perché in queste pagine Burroughs ha nascosto «un'allegoria», visitando il suo passato come una «sciarada gattesca». Il gatto in noi è uscito per la prima volta a New York nel 1986 in un'edizione a tiratura limitata e poi, sempre a New York, nel 1992.

RECENSIONE

William Burroughs ci parla del suo amore per i gatti in questo breve e scorrevole volumetto pieno di ricordi e memorie gattofile.

Consigliato agli amanti dei gatti.


venerdì 14 gennaio 2022

[Recensione] Walden: vita nel bosco - Henry David Thoreau

 


WALDEN: VITA NEL BOSCO || H. D. Thoreau || Feltrinelli || 2016 || 328 pagine

Come può un libro all’apparenza così remoto nel tempo e nello sguardo sul mondo parlare come pochi altri al nostro presente? Walden è infatti il resoconto di due anni di vita solitaria che Henry Thoreau trascorse fra il luglio del 1845 e il settembre del 1847 nella campagna del Massachusetts. E tuttavia è il testo da cui oltre un secolo dopo prenderanno le mosse i movimenti ecologisti e ambientalisti di mezzo mondo. Un semplice diario, che all’esperienza intima unisce la descrizione della vita quotidiana, materiale, fatta di suoni, silenzi, paesaggi reali e immaginari, è per contrasto una riflessione sull’economia, sulla politica, sulla democrazia, sugli Stati Uniti, che in quegli anni si vanno formando come potenza. Tra le righe in cui la penna di un maestro mette in scena la semplicità della vita fra i boschi, scopriamo anche perché Thoreau è l’autore cui si ispireranno Gandhi e le controculture contemporanee. Walden è un’opera inafferrabile e battagliera che ha saputo diventare la bibbia dell’anticonformismo, del rifiuto delle leggi ingiuste e di una vita sobria e immersa nella Natura.

RECENSIONE

Walden è il nome di un lago che si trova nel Massachusetts, negli Stati Uniti d'America. E vicino a questo lago lo scrittore, Thoreau, decise di passare due anni in solitudine in mezzo al bosco, abitando in una casetta che si costruì lui stesso. Questo libro, dunque, è una sorta di resoconto biografico a forma di diario di questa sua insolita esperienza che visse fra il luglio del 1845 fino a settembre del 1847. Ci narra la vita quotidiana che svolgeva in mezzo alla natura, degli incontri che ha avuto, del rispetto della natura e del bosco che lo circondava, delle sue riflessioni anche filosofiche sulla vita e sugli esseri umani.

Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, affrontando solo i fatti essenziali della vita, per vedere se non fossi riuscito a imparare quanto essa aveva da insegnarmi e per non dover scoprire in punto di morte di non aver vissuto. Il fatto è che non volevo vivere quella che non era una vita a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, succhiare tutto il midollo di essa, volevo vivere da gagliardo spartano, per sbaragliare ciò che vita non era, falciare ampio e raso terra e riporre la vita lì, in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici.

lunedì 8 marzo 2021

[Recensione] Cleopatra - Alberto Angela

 


CLEOPATRA || Alberto Angela || Harper Collins || 27 novembre 2018 || 480 pagine

Il mondo di oggi non sarebbe lo stesso senza Cleopatra, una donna di potere, intelligente e abile che appartiene all’immaginario collettivo universale, ma la cui figura storica è ancora per molti aspetti avvolta nel mistero e non priva di risvolti enigmatici.
Alberto Angela ha deciso di ricostruire le vicende della regina che in un certo senso ha conquistato Roma, rintracciando fonti storiche e accompagnandoci per mano, con il suo stile inimitabile, tra le caotiche strade della capitale del mondo antico, l'esotico porto di Alessandria d'Egitto e i sanguinosi campi di battaglia, alla scoperta di persone, storie, usi e costumi.
Solo un autore come lui è in grado di farci rivivere in prima persona il ventennio che ha segnato un cambio epocale nella storia romana, dall'uccisione di Giulio Cesare, che decreta la fine della Repubblica, alla morte di Antonio e Cleopatra (la cui tomba non è ancora stata ritrovata) fino alla nascita dell'Impero con Augusto al potere.
Un viaggio nel tempo in bilico tra Occidente e Oriente, per riscoprire con uno sguardo nuovo un periodo storico affascinante e convulso, ricco di intrighi e guerre che hanno segnato il nostro presente e contribuito a rendere il mondo il luogo che oggi tutti noi conosciamo.

RECENSIONE

Alberto Angela ha voluto ricostruire gli anni più importanti vissuti dall'ultima regina di Egitto, Cleopatra, partendo dall'assassinio di Giulio Cesare fino al suo ultimo amore, Marco Antonio. Se cercate un saggio incentrato solo sulla figura di Cleopatra allora avete sbagliato libro, perché si parla anche di lei ma non solo di lei: l'autore parla soprattutto delle vicende politiche di Roma soffermandosi soprattutto su Giulio Cesare, Marco Antonio e Ottaviano. Non saprei come definire il genere di questo saggio, potremmo definirlo una ricostruzione romanzata e ipotetica delle vicende di Cleopatra nei suoi ultimi nove anni di vita, con descrizioni dei palazzi e degli usi che si facevano a quel tempo. Potrei definirlo un interessante libro divulgativo che approfondisce, in modo leggero e appassionato, quegli anni di vita di Cleopatra tra Cesare e Marco Antonio.


lunedì 17 agosto 2020

[Recensione] La lettrice golosa - Cara Nicoletti

 


LA LETTRICE GOLOSA || Cara Nicoletti || Sperling & Kupfer || 24 maggio 2016 || 315 pagine

Cara è una lettrice appassionata fin da piccola quando, seduta nella macelleria del nonno, fra odori e rumori di cucina, si immerge nelle sue storie preferite: "Anna dai capelli rossi", "Hänsel e Gretel", "Il giardino segreto". Incuriosita da ciò che mangiano i suoi eroi, immagina di preparare gli stessi piatti, ne inventa le ricette e le sperimenta per assaggiare quei sapori e avvicinarsi ancora di più al loro mondo. Quel gioco di bambina prosegue negli anni, mentre i romanzi diventano gli amici che la guidano nei momenti incerti o burrascosi della vita e i fornelli una vera passione, ma anche il punto da dove un giorno la ragazza si incammina per una nuova strada. A New York, studiando letteratura e lavorando in bar e ristoranti di Brooklyn, Cara diventa una chef e inaugura un fortunato blog di ricette letterarie. In questo racconto autobiografico, nel quale intreccia vivaci ricordi e invitanti prelibatezze, l'autrice fa rivivere i classici di tutti i tempi - da Omero a Jane Austen, da Melville a Roth e a Franzen - e mostra come i libri e i cibi nutrono e arricchiscono le persone e le portano verso la felicità.

RECENSIONE

L'autrice americana Cara Nicoletti ci presenta la sua vita sotto forma di diario che è stata e continua ad essere piena delle sue due più grandi passioni: la cucina e la lettura. Il libro è diviso in tre parti: Infanzia, adolescenza ed età adulta, dove ci presenta, di capitolo in capitolo, quale lettura ha scaturito poi la ricetta che ci descrive successivamente (con tanto di ingredienti e preparazione). La scrittrice è una golosona (come me!) ed è chiaro che molte delle ricette che ci regala sono dolci che fanno venire l'acquolina in bocca. Ho scelto questo libro incuriosito dal titolo e perché il connubio lettura/cibo è pure una mia passione. Alla fine del libro troverai l'indice sia delle ricette che dei libri e degli autori citati.

lunedì 20 luglio 2020

[Recensione] Il Paradiso per davvero - Todd Burpo

Titolo: Il Paradiso per davvero
Sottotitolo: Un biglietto per il cielo andata e ritorno
Titolo originale: Heaven is for Real
Traduttori: Elena Contini, Cecilia Montani, Francesco Antoni
Editore: Rizzoli
Pubblicazione: 10 settembre 2015
Prima pubblicazione: 2 novembre 2010
Genere: biografico, religione
Pagine: 230
Prezzo: 10 euro

Quarta di copertina
Colton Burpo non ha ancora quattro anni quando viene ricoverato d’urgenza per un’appendicite perforata. Mentre lo stanno operando i medici “perdono” il bambino per tre lunghi minuti.
Al termine dei quali Colton si risveglia, come per miracolo. L’intervento è riuscito e il piccolo si ristabilirà perfettamente, ma in quei tre minuti è successo qualcosa: mentre il suo corpo giaceva sul tavolo operatorio il bimbo ha compiuto un incredibile viaggio, fino al Paradiso e ritorno.

Trascorreranno diversi mesi prima che Colton riveli ai genitori – sempre più sconcertati – gli incredibili dettagli della sua grande avventura. In questo libro il padre, Todd, riporta il racconto del bambino, che dice di aver osservato “dall’alto” il medico mentre lo “aggiustava”; di aver incontrato Gesù – che lo ha preso in braccio – e Dio, che è “grandissimo”; di aver conosciuto la sorellina mai nata e di cui nessuno gli aveva mai parlato.

Recensione
Un bambino di quattro anni viene operato d'urgenza per un'appendicite perforata. Durante l'operazione egli esce dal suo corpo e va per poco tempo in un luogo che definisce il Paradiso in cui incontrerà il suo bisnonno, Gesù, Dio, lo Spirito Santo, e anche il cavallo di Gesù!
Sicuramente un libro che dona positività e, per chi crede in una vita oltre quella terrena, che rafforza la credenza in un oltretomba popolato da gente felice che ama. Io sinceramente sono rimasto abbastanza perplesso dalla lettura di questo testo, vi giuro fino alla fine non sono riuscito a capire quanto di quello che viene descritto e narrato sia vero oppure no. Potrei anche sbagliarmi, ma sembra un libro confezionato per essere venduto come libro di esperienza soprannaturale. Poi però, vedendo le foto dei protagonisti riportate al centro del testo, mi sono ricreduto sulla loro buona fede, e alla fine mi sono detto: se quello che dicono è davvero accaduto? Se davvero esiste una vita oltre la morte, non è una cosa straordinaria? Non è il sogno che abbiamo tutti nel cuore quello di poter continuare a vivere oltre la morte e di rivedere i nostri cari?

sabato 6 giugno 2020

[Recensione] Maledetti da Dio - Sven Hassel

Titolo: Maledetti da Dio
Titolo originale: De Fordömtes Legion
Autore: Sven Hassel
Editore: MHAbooks
Pubblicazione: 15 giugno 2017
Prima pubblicazione: 1 gennaio 1953
Genere: biografico, guerra
Pagine: 280
Prezzo: 6,95 (ebook)

Quarta di copertina
Maledetti da Dio: così sono chiamati i soldati arruolati (a forza) nei battaglioni di disciplina del Terzo Reich. Essi uccidono e muoiono, continuano a uccidere e a morire, disperati e prigionieri dei sanguinosi meccanismi di una guerra assurda, inutile e folle. La loro storia è raccontata in prima persona in questo libro sconcertante e desolato.

Recensione
Un doloroso ritratto biografico della Seconda Guerra Mondiale vissuta dal soldato Sven Hassel, assieme ai suoi compagni. Magistrale narrazione dell'inferno della guerra, evento che distrugge persone e cose, cuore e anima di tutti i popoli. Preferisco non aggiungere altro, ma solo alcune frasi dello stesso autore sulla guerra: " Preferirei poter essere umano. Preferirei poter dire di non nutrire nessun istinto sanguinario; ma ancora oggi vedo rosso quando penso, o peggio incontro, coloro che incitano alla guerra, tutti quegli idioti che apertamente, o con infide insinuazioni, spingono ai conflitti i popoli e coltivano gli istinti bellicosi dei singoli individui. Conosco i risultati delle attività mostruose di questi propagandisti, commentatori, fanatici, freddi affaristi e avidi politicanti. Razza di vipere da distruggere, facciamoli uscire dai loro nascondigli, dalle loro tane, e che sia finita con loro."

mercoledì 20 maggio 2020

[Recensione] Open: la mia storia - Andre Agassi

Titolo: Open: la mia storia
Titolo originale: Open: An Autobiography
Autore: Andre Agassi
Traduttrice: Giuliana Lupi
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Pubblicazione: 25 giugno 2019
Prima pubblicazione: 9 novembre 2009
Genere: biografia
Pagine: 512
Prezzo: 14,50 euro

Quarta di copertina
Uno dei più grandi campioni di tennis di tutti i tempi si racconta senza pudore in un memoir che ha fatto scalpore nel mondo, non solo in quello del tennis, ed è diventato un caso editoriale senza precedenti.


Un padre ossessivo e brutale che lo vuole numero uno al mondo a ogni costo. Gli allenamenti a ritmi disumani, contro il «drago» sputapalle. La solitudine assoluta in campo che gli nega qualsiasi forma di gioventù. E poi una carriera da numero uno lunga vent'anni e 1000 match. Punteggiata da imprese memorabili ma anche da paurose parabole discendenti. Con l'avversario di sempre: Sampras. E chiacchierati matrimoni: Brooke Shields e Steffi Graf. Una vita sempre sotto i riflettori. Ma non senza dolorosi lati oscuri.

Recensione
Andre ci parla della sua carriera tennistica, da quando, piccolo, veniva allenato in maniera disumana dal padre, fino alle sue prime vittorie e al campione che è diventato. Una lettura incredibile, mi ha catturato molto.

lunedì 4 maggio 2020

[Recensione] L'educazione - Tara Westover

Titolo: L'educazione
Titolo originale: Educated
Autrice: Tara Westover
Traduttrice: Silvia Rosa Sperti
Editore: Feltrinelli
Pubblicazione: 16 gennaio 2020
Prima pubblicazione: 20 febbraio 2018
Genere: biografico
Pagine: 378
Prezzo: 11 euro

Quarta di copertina
Tara, la sorella Audrey e i fratelli Luke e Richard sono nati in una singolare famiglia mormona delle montagne dell'Idaho. Non sono stati registrati all'anagrafe, non sono mai andati a scuola, non sono mai stati visitati da un dottore. Sono cresciuti senza libri, senza sapere cosa succede nel mondo o cosa sia il passato. Fin da piccolissimi hanno aiutato i genitori nei loro lavori: in estate stufare le erbe per la madre ostetrica e guaritrice, in inverno lavorare nella discarica del padre, per recuperare metalli. Fino a diciassette anni Tara non aveva idea di cosa fosse l'Olocausto o l'attacco alle Torri gemelle. Con la sua famiglia si preparava alla sicura fine del mondo, accumulando lattine di pesche sciroppate e dormendo con uno zaino d'emergenza sempre a portata di mano. Il clima in casa era spesso pesante. Il padre è un uomo dostoevskiano, carismatico quanto folle e incosciente, fino a diventare pericoloso. Il fratello maggiore Shawn è chiaramente disturbato e diventa violento con le sorelle. La madre cerca di difenderle, ma rimane fedele alle sue credenze e alla sottomissione femminile prescritta. Poi Tara fa una scoperta: l'educazione. La possibilità di emanciparsi, di vivere una vita diversa, di diventare una persona diversa. Una rivelazione. Il racconto di una lotta per l'autoinvenzione. Una storia di feroci legami famigliari e del dolore nel reciderli.

Recensione
Quando le mie mani sono giunte a questo libro non sapevo minimamente di cosa trattasse, difatti io pensavo fosse un romanzo e mai mi sarei immaginato di imbattermi in una biografia di una ragazza (oggi donna).

La storia che Tara (classe 1986) ci narra, dunque, è quella della vita che conduceva nella parte rurale dello stato dell’Idaho, a Buck Peak, dove viveva con la sua famiglia mormone: una famiglia numerosa, ben sei fratelli, con due genitori fuori dal comune, in che senso? Nel senso che immaginatevi il peggio che possiate fare per i vostri figli: non li mandate a scuola, non li registrate al comune (quindi non hanno un certificato di nascita), non li mandate all'ospedale ne dai dottori ma li curate con i vostri unguenti, li indottrinate in una religiosità bigotta ed estremista e, se ancora non vi basta, lasciate pure che vengano picchiati e bullizzati dal fratello maggiore senza che voi muoviate un dito per difenderli ma anzi giustificate il bulletto perché "non può far del male, te lo sei immaginato!". Se ancora non bastasse, andiamo a scoprire che il padre di Tara soffre di un disturbo bipolare della personalità, e non fa che predicare su una imminente fine del mondo. E che la madre giustifica qualunque sua decisione, anche se farebbe del male ai propri figli (è mio marito, non possono non seguire quello che comanda, è illuminato da Dio!). Praticamente il padre lavora in una vera e propria discarica (molto pericolosa per dei bambini piccoli) di automobili e oggetti ferrosi e dove, temendo che il mondo sta per finire, sta costruendo un rifugio dove vi accumula cibo e armi, mentre la madre fa la levatrice e prepara misture a base di erbe (loro non utilizzano medicine).

giovedì 16 aprile 2020

[Recensione] Viaggio intorno alla mia camera - Xavier de Maistre

Titolo: Viaggio intorno alla mia camera
Titolo originale: Voyage autour de ma chambre
Autore: Xavier de Maistre
Traduttore: Carmelo Geraci
Editore: Moretti &Vitali
Collana: Il castello di Atlante
Pubblicazione: 1 dicembre 1999
Prima pubblicazione:1794
Genere: diario, biografico
Pagine: 258
Prezzo: 15,49

Quarta di copertina
Questa nuova traduzione del Voyage autour de ma chambre e della Expédition nocturne autour de ma chambre di Xavier de Maistre – accompagnata dalla traduzione della brillante prefazione di Joseph de Maistre all’edizione pietroburghese del Voyage del 1811 – ripropone al godimento e alla meditazione dei lettori le pagine di un autore che certamente possiede in som­mo grado il requisito tolstoiano della “comunicatività”, e il cui stile, come quello di tutti i classici, è «nuovo e antico, natural­mente contemporaneo di tutte le epoche». Ritenuto in passato ora un flâneur ora un umorista, Xavier de Maistre manifesta in realtà in queste pagine una dimensione ben più complessa e profonda: se la fanta­sticheria e l’umorismo sono aspetti caratteristici del Voyage e della Expédition nocturne – qui tradotta da un testo in parte nuo­vo, recentemente scoperto – la personalità e gli interessi dell’autore vi appaiono ben più ricchi e articolati; e se è vero che «nel­l’area intermedia tra le emozioni superfi­ciali e le passioni oscure dell’anima egli era re», non è men vero che la sua umanità tendeva a realizzarsi con lo strumento let­terario così com’era, cioè tutta intera.

Recensione
Un giovane ufficiale di stanza ad Alessandria, fratello minore del celebre Joseph (famoso per Le serate di Pietroburgo), Xavier de Maistre venne arrestato nel 1790 per aver partecipato a un duello. Per punizione viene messo in quarantena a Torino e nei quarantadue giorni di forzata inattività e di noia che ne seguirono compose senza alcuna velleità letteraria questa breve opera che, pubblicata cinque anni dopo, venne immediatamente salutata come un piccolo capolavoro.

Consigliato da un amico, ho deciso di leggere questo piccolo capolavoro sconosciuto ai più scritto alla fine del 1700. La storia è autobiografica, infatti ci descrive i viaggi sia fisici ma soprattutto mentali di questo giovane soldato obbligato a restare chiuso in quattro mura ma libero di spaziare con la sua fantasia. Così parte dallo scrittoio per giungere ai quadri appesi, ci descrive il suo servitore e quello che vede dalla finestra, fino ai suoi amori passati. Questa edizione contiene anche una sorta di seguito, ovvero Spedizione notturna nella mia camera, che mi è piaciuto di meno. 

[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...