Visualizzazione post con etichetta Rex Stout. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rex Stout. Mostra tutti i post

mercoledì 21 gennaio 2026

[Recensione] Peggio che morto - Rex Stout

 


PEGGIO CHE MORTO || Rex Stout || Mondadori || 1990 || 179 p.

Un ricco provinciale si presenta da Wolfe per incaricarlo di ritrovare il figlio fuggito di casa, anni prima, per una colpa addossatagli ingiustamente. Che ne è stato di lui? Il figlio scomparso si trova in tali guai che lo si può dire "peggio che morto": la sedia elettrica lo sta aspettando. E intorno gli si accumulano i cadaveri, ora per ora.

RECENSIONE

Un ricco provinciale si presenta da Wolfe per incaricarlo di ritrovate il figlio fuggito di casa, anni prima, per una colpa addossatagli ingiustamente. Che ne è stato di lui? Il figlio scomparso si trova in tali guai che lo si può dire "peggio che morto": è appena stato condannato per omicidio e la sedia elettrica lo sta aspettando. E intorno gli si accumulano i cadaveri, ora per ora. Wolfe raccoglie elementi che dimostrano che la vittima era coinvolta in attività losche e che non si tratta di un semplice delitto passionale come ritiene la polizia. Il pachidermico investigatore sospetta che il condannato sia innocente, e ne riceve una tragica conferma quando uno dei suoi collaboratori viene assassinato mentre svolge indagini. Dopo che si verificano altri due omicidi, l'ispettore Cramer è costretto ad ammettere che il caso deve essere riaperto. Saranno infine Archie e Saul Panzer a trovare le prove che inchiodano l'assassino.

A differenza degli altri gialli con protagonisti gli investigatori di turno, Nero Wolfe fa agire Archie e altri collaboratori che poi riferiscono a lui ed è sempre e solo lui colui che riflette e pian piano riesce ad annodare e a srotolare tutto il caso, anche se all'apparenza può sembrare troppo inestricabile. In questa storia emerge lo stretto rapporto esistente tra Nero Wolfe e Archie Goodwin. Archie conosce bene Nero e sa che è un genio, ma non esita a criticarlo quando ne sente il bisogno.

Sicuramente recupererò altre opere della serie di Nero Wolfe.


domenica 29 giugno 2025

[Recensione] Scacco al re per Nero Wolfe - Rex Stout

 


SCACCO AL RE PER NERO WOLFE || Rex Stout || Mondadori || 1980 || 175 pag.

Una partita a scacchi sfocia in un omicidio. E fin qui tutto bene. L'indiziato numero uno è dietro le sbarre. E fin qui, ancora tutto bene. I probabili colpevoli sono quattro. E qui le cose si complicano. Nero Wolfe si è messo in testa che l'indiziato numero uno, essendo suo cliente, "deve" essere innocente. Ma non è tanto semplice dimostrarlo, così come non è semplice trovare una soluzione logica e inconfutabile a quello che sembra un enigma irrisolvibile. Tra le migliaia di compiti che mi tocca' di assolvere, come braccio destro del genio delle investigazioni, c'è anche quello di spronare W01fe quando viene preso da una delle sue crisi di pigrizia acuta. E tutti i metodi sono buoni. Non voglio rivelarvi troppo: vi dico solo che Nero Wolfe risolve il caso e, tanto per non porre termine alla serie di sorprese che mi ha riservato lungo tutta la vicenda, arriva ad ammettere che una donna è piena di fascino! Vostro Archie Goodwin.

RECENSIONE

In una partita a scacchi viene avvelenato il giocatore Paul Jerin e viene arrestato un uomo che gli ha portato la cioccolata come sospetto omicida. Ma è davvero lui il colpevole? O è stato un altro a volerlo morto? La figlia dell'indiziato va allora dal detective Wolfe per scagionare suo padre. Wolfe sa già che è difficile, se non quasi impossibile, riuscire a discolpare il padre della ragazza, ma ci proverà e naturalmente ci riuscirà.

Che dire, quando ci troviamo al cospetto di Wolfe non c'è molto da aggiungere: alla fine riesce sempre a spuntarla, anche nei casi più contorti o che sembrano senza una soluzione o senza una scappatoia. Con Wolfe difficilmente il vero colpevole riesce a farla franca. E poi l'ironia e la simpatia di Archie sono insuperabili.


venerdì 29 dicembre 2023

[Recensione] La guardia al toro - Rex Stout

 


LA GUARDIA AL TORO || Rex Stout || Mondadori || 1990 || 210 pagine

Questa volta, per Nero Wolfe, la via delle orchidee è seminata di spine. Lungo la "via" verso l'esposizione di orchidee, il voluminoso signore rimane vittima di un incidente automobilistico, insieme con Archie Goodwin. Segno del destino? Si sa che Nero Wolfe esce di rado dalla sua casa di arenaria, e ancora più di rado si scomoda dalla sua poltrona per installarsi su un sedile di un'automobile o di qualche altro diabolico veicolo meccanico, Rimasti, dunque, in panne, Nero e Archie vengono ospitati per la notte da Thomas Pratt, proprietario di una tenuta e di una catena di motel. Nero Wolfe non se ne intende molto di bestiame, e quando in casa del suo ospite si presenta una delegazione di allevatori che insistono affinché Thomas rivenda il campione dei tori, Caesar, al signor McMillan, suo ex padrone, s'incuriosisce appena, e sorride. Ma il giorno dopo, Clyde Osgood, il quale aveva scommesso che Pratt non sarebbe rimasto in possesso di Caesar, viene trovato ucciso nel recinto del toro, e la superba bestia sta per essere bruciata, perché colpita da carbonchio. Allora la curiosità di Nero Wolfe si tramuta in vivo interesse, quindi nel sospetto che dietro Caesar ci sia un "Bruto", La morte di Bronson, uno strano tipo che era legato da interessi a Clyde, solletica definitivamente il genio intuitivo dell'investigatore che non mollerà la "guardia" finché non avrà consegnato il colpevole alla giustizia.

RECENSIONE

Ritorno a leggere le imprese dell'investigatore privato Nero Wolfe (del quale avevo già letto la raccolta Non credo agli alibi) e stavolta non lo troviamo seduto comodamente nel suo salotto ma in trasferta per via di un'esposizione delle sue preziose orchidee ma avviene un incidente con l'auto guidata dal fido suo braccio destro Archie Goodwin e finiscono ad avere a che fare con un toro. Fortunatamente non si faranno del male, ma il toro verrà ucciso e così il nostro Nero dovrà indagare su chi è stato a farlo fuori.

Devo ammettere che ero scettico all'inizio quando conobbi questo investigatore, troppo chiuso in se stesso, non amante della folla, ma col tempo si apprezza la sua intelligenza e i colpi di genio. E per fortuna c'è Archie che ci fa sorridere e stempera un po' certe lunghe elucubrazioni.




giovedì 2 dicembre 2021

[Recensione] Non credo agli alibi - Rex Stout

 


NON CREDO AGLI ALIBI || Rex Stout || Mondadori || 1983 || 254 pagine

Sigmund Keyes, notissimo designer industriale, aveva l’abitudine di fare una passeggiata a cavallo in Central Park, la mattina presto: ora è morto, perché qualcuno gli ha sparato nel petto in vista dell’Empire State Building. Una manna per i giornali, un incubo per le sei persone sospettate del delitto. Alberto Mion, primo tenore al Metropolitan di New York, era stato operato alla laringe e la sua voce non era più la stessa, aveva problemi economici e una moglie innamorata di un altro: ora è morto, suicida. Ma la vedova e l’aspirante secondo marito sanno qualcosa sull’arma fatale che fa pensare a un omicidio. Cynthia Brown, affascinante truffatrice, aveva riconosciuto l’assassino di una sua amica tra gli intervenuti a un pomeriggio floreale nella serra di Nero Wolfe: ora è morta, strangolata nello studio del padrone di casa. Prima della rivelazione che le avrebbe salvato la vita. Poi c’è sempre Nero Wolfe. I tre casi sono, per lui, un labirinto di alibi da smontare. Il suo hobby preferito… dopo la cura delle amate orchidee.

RECENSIONE

Questo libro contiene tre romanzi brevi con protagonista l'investigatore privato di New York Nero Wolfe, e sono in ordine: Non credo agli alibi (1948), Nella gola del morto (1949) e Mascherato per uccidere (1950).

Come per Sherlock Holmes, a narrarci le indagini di Wolfe non sarà direttamente il protagonista ma il suo braccio destro, in questo caso il simpatico Archie Goodwin. Scopriamo che Nero Wolfe ha una passione incredibile per le orchidee, infatti nel piano di sopra al suo studio ne colleziona e cura oltre diecimila. Inoltre egli ama la buona cucina (tanto è vero che ha un cuoco personale) e ciò si evince anche dalla sua stazza, visto che ha un peso notevole (sui 12o kg) e non ama molto la folla, tanto è vero che rimane confinato nel suo appartamento e si sposta con l'ascensore.

Nel primo caso, Non credo agli alibi, viene ucciso un industriale mentre passeggiava col suo cavallo in Central Park. Viene subito sospettato il fidanzato di sua figlia, Victor Talbott, ma ha un alibi di ferro. Allora Wolfe viene incaricato da cinque persone di smontare quell'alibi o che scopra chi è il colpevole. Grazie ad alcuni importanti particolari ci riuscirà.

Nel secondo caso, Nella gola del morto, un tenore del teatro Metropolitan di New York si suicida ma la vedova crede invece che si tratti di un omicidio mascherato da suicidio e chiama in aiuto il detective Wolfe, il quale anche lui crede che si tratti di un omicidio ma dovrà provare a spiegare come l'assassino sia riuscito a mascherarlo in suicidio. E c'è una sola spiegazione per trovarlo e incastrarlo.

Nel terzo e ultimo caso, Mascherato per uccidere, viene strangolata una donna nell'ufficio di Wolfe che sta ospitando dei visitatori appartenenti al Manhattan Flower Club. Wolfe, irritato perché l'ispettore Cramer, per ripicca, mette i sigilli nel suo studio, proverà a risolvere il caso da solo tendendo una trappola all'assassino, e il sangue freddo di Archie sarà determinante in questo compito delicato, rischiando la vita.

Nel complesso mi piace lo stile di Rex Stout, che ricorda sicuramente quello di Sherlock Holmes (hanno in comune, i due investigatori, la genialità ma anche il loro isolarsi dal mondo) e poi quasi tutti i casi sono ambientati nell'iconica New York.

Lo consiglio a chi ama le detective stories e i gialli o polizieschi.


[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...