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venerdì 18 settembre 2026

[Recensione] Chiedi alla polvere - John Fante

 


CHIEDI ALLA POLVERE || John Fante || Marcos Y Marcos || 1994 || 196 p.

Pubblicato per la prima volta nel 1939 è uno dei primi romanzi dello scrittore italo-americano, riscoperto in Italia e in Francia alla fine degli anni Ottanta dopo un lungo periodo di dimenticanza. La saga dello scrittore Arturo Bandini, alter ego dell'autore, giunge in questo romanzo al suo snodo decisivo. L'ironia sarcastica e irriverente, la comicità di Arturo Bandini si uniscono alla sua natura di sognatore sbandato, che ne fa il prototipo di tutti i sognatori sbandati che hanno popolato la letteratura dopo di lui. Al centro della vicenda è il percorso di Bandini verso la realizzazione delle sue ambizioni artistiche e la sua educazione sentimentale dopo l'incontro con la bella e strana Camilla Lopez.

RECENSIONE

Arturo Bandini è un giovane aspirante scrittore statunitense figlio di immigrati italiani, sogna di diventare uno scrittore di grande successo. Dopo essere riuscito a pubblicare un racconto, decide di trasferirsi dal Colorado a Los Angeles, in cerca di fortuna. Ci troviamo nel periodo della Grande depressione. Alloggia così in una pensione del quartiere di Bunker Hill e inizia a vagabondare in città, fino a che conosce una cameriera messicana, Camilla Lopez, con la quale vivrà una tormentata e passionale storia d'amore. Arturo è quasi sempre squattrinato, ironico, arrogante, prova ad amare ma non ci riesce. Camilla fa uso di marijuana, non è innamorata di Arturo ma del barista e proprietario del Caffè Columbia Sammy che desidera sposare. Sammy scrive racconti western e Camilla li fa leggere ad Arturo il quale, vedendo in lui un rivale d'amore, lo prende in giro per il suo stile e la sua incapacità di scrittura. Inoltre Arturo vuole bene a Vera Rivken, ebrea colta ed affascinante la quale è innamorata di lui. Arturo ha un vicino di pensione anziano, Hellfrick, alcolizzato che continuamente chiede dei soldi a lui.

Credo che il protagonista, Arturo, non faccia simpatia, essendo uno sbruffone e, bisogna dirlo, anche un vero e proprio infame. Si pavoneggia nell'aver scritto un unico racconto che gli hanno pubblicato, "Il cagnolino ride", sconosciuto ai più. Vive di stenti (per risparmiare si ciba solo di arance), vagabonda, si sente un incompreso, e non appena riceve dei soldi li sperpera in un battibaleno, come se fosse l'uomo più ricco del mondo.

Ma la prosa di Fante è incredibile: immediata, fulminea, viscerale. Citando Bukowski: "è scritto con le viscere e per le viscere, con il cuore e per il cuore".

“Diventare un uomo migliore: sempre quella era l’idea di Arturo Bandini, di diventare un grand’uomo, di scrollarsi la polvere della strada, di amare uomini e bestie allo stesso modo. Di andare, e non peccare più.”

P.S.: nel 2006 ne è stato tratto un film con lo stesso titolo, diretto da Robert Towne e con protagonisti Colin Farrell e Salma Hayek.

P.P.S: dovremmo ringraziare Charles Bukowski per averlo fatto riportare in auge, visto che Fante era quasi stato dimenticato.


mercoledì 17 febbraio 2021

[Recensione] Bastaddi - Stefano Amato


BASTADDI || Stefano Amato || Marcos Y Marcos || 2015 || 232 pagine

Avete presente "Bastardi senza gloria", di quel genio di Tarantino? Otto uomini feroci e selvatici, caricati a odio puro, minano alle fondamenta il dominio nazista. In questo romanzo invece siamo in Sicilia, ed è la mafia l'oppressore. Il tenente Ranieri, al comando dei suoi otto Bastaddi assetati di giustizia, colleziona scalpi di Cosa nostra. Il Capo dei capi è sempre più nervoso. Il Maxiprocesso con tutte quelle condanne è semplicemente intollerabile, e questi Bastaddi assatanati una spina nel fianco. Di questo passo, dove andremo a finire? Occorre proprio un gesto simbolico, una celebrazione della mafia, con i suoi picciotti, il suo onore, i suoi film. Una bella serata mafiosa in un cinema di Siracusa sarà il giusto segnale per tutti. La cupola di Cosa nostra concentrata in un cinema? Che occasione meravigliosa, per i Bastaddi. E se il cinema per giunta appartiene a Carla, che ha perso tutta la famiglia in una strage mafiosa... si scatenerà una gara esplosiva a chi stermina i mafiosi per primo nella sala buia..

RECENSIONE

Non ho ancora visto il film "Bastardi senza gloria" di Tarantino, e questo libro ne è una sorta di remake, solo che invece di essere ambientato nel periodo nazista di hitleriana memoria è ambientato in Sicilia, ed è la mafia, Cosa Nostra l'oppressore. E anche qui, come nel film, viene creato un gruppo speciale, i Bastaddi: non indossano uniformi, odiano Cosa Nostra, e la loro missione è sempre la stessa: ammazzare quanti più mafiosi possono, prendendone gli scalpi di indiana memoria. Ma si prospetta loro una ghiotta occasione: riunire tutti i pezzi grossi della malavita in un cinema e farli crepare la dentro. Ci riusciranno?
Stefano Amato crea un romanzo dove, finalmente, i cattivi vengono davvero puniti per le cose terribili che hanno fatto e i buoni ne escono vincitori, insomma, una storia volutamente provocatoria dove poter riflettere e prendere un grosso sospiro di sollievo, dove "Falcone e Borsellino brinderanno in pace a una Sicilia finalmente libera, sorrideranno ancora".
Il messaggio dell'autore è palese: sogna un mondo in cui tutta quella feccia, quelle persone senza dignità né umanità, quegli animali ignoranti e analfabeti che amano solo il potere e i soldi finalmente spariscano dalla faccia della Terra una volta per tutte, e lasci vivere in pace e armonia i veri siciliani (che siamo la maggior parte), persone cordiali, ospitali e buone, generose e integre, geniali e solari. Una chimera? No, secondo me no, la mafia è solo un esempio del male che ci minaccia ogni giorno, la mafia è tutto ciò che non porta al bene, quindi anche un politico che non fa il bene del paese ma il suo solo interesse, è una persona da sputarci in faccia e gettarlo con un peso in fondo al mare, tanto per fare un esempio. Un romanzo che incita alla violenza? Tutt'altro, una meditazione su cosa è guasto e, naturalmente, una storia ironica (non prendete alla lettera le cose che narra altrimenti non siete intelligenti!). Consigliato, eccome. A tutti, non solo ai siciliani.


 

[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...