TASMANIA || Paolo Giordano || Einaudi || 2022 || 272 p.
Ci sono momenti in cui tutto cambia. Succede una cosa, scatta un clic, e il fiume in cui siamo immersi da sempre prende a scorrere in un’altra direzione. La chiamiamo crisi. Il protagonista di questo romanzo è un giovane uomo attento e vibratile, pensava che la scienza gli avrebbe fornito tutte le risposte ma si ritrova davanti un muro di domande. Con lui ci sono Lorenza che sa aspettare, Novelli che studia la forma delle nuvole, Karol che ha trovato Dio dove non lo stava cercando, Curzia che smania, Giulio che non sa come parlare a suo figlio. La crisi di cui racconta questo romanzo non è solo quella di una coppia, forse è quella di una generazione, sicuramente la crisi del mondo che conosciamo – e del nostro pianeta. La magia di Tasmania, la forza con cui ci chiama a ogni pagina, è la rifrazione naturale fra ciò che accade fuori e dentro di noi. Così persino il fantasma della bomba atomica, che il protagonista studia e ricostruisce, diventa un esorcismo: l’apocalisse è in questo nostro dibattersi, e nei movimenti incontrollabili del cuore. Raccogliendo il testimone dei grandi scrittori scienziati del Novecento italiano, Paolo Giordano si spinge nei territori più interessanti del romanzo europeo di questi anni, per approdare con felicità e leggerezza in un luogo tutto suo, dove poter giocare con i nascondimenti e la rivelazione di sé, scendere a patti con i propri demoni e attraversare la paura.
RECENSIONE
Il protagonista decide di scrivere un libro sulla bomba atomica e contemporaneamente vive una crisi di coppia con sua moglie.
Devo essere sincero: quando ho scelto questo libro, in biblioteca, non ricordavo che avevo già letto un'opera di Paolo Giordano in passato, ovvero La solitudine dei numeri primi, che non mi piacque per nulla. Ma forse ammaliato dal titolo e dalla copertina (amo i cieli azzurri con le nuvolette) mi sono deciso e ho letto questa sua nuova fatica letteraria. L'autore a un certo punto fa dire al protagonista: scrivo di ogni cosa che mi ha fatto piangere. Ecco, io non ho pianto ma mi sono molto annoiato a leggere quest'opera. Dirò di più: già dai primi capitoli avrei voluto abbandonare il libro ma, non so perché, amo farmi del male e l'ho portata a termine. Mi sa che questo autore non fa per me. Storia banale, noiosa, pasticciata, piena di tante cose noiose, sembra un collage di diverse storie, con dei protagonisti scialbi e noiosi (eh lo so mi ripeterò ma sono sincero), un libro che dimenticherò prestissimo così come ho cancellato La solitudine dei numeri primi.
