venerdì 28 marzo 2025

[Recensione] Io sono il castigo - Giancarlo De Cataldo

 


IO SONO IL CASTIGO || Giancarlo De Cataldo || Einaudi || 2020 || 240 pag.

Un tipo eccentrico, così viene definito da chi lo conosce, il Pm Manrico Spinori della Rocca, Rick per gli amici, gentiluomo di antiche origini nobiliari, affascinante, un po’ donnaiolo e con una madre ludopatica. Ma anche i più scettici devono fare i conti con la statistica: nel suo mestiere è bravissimo. In più non perde mai la calma, cosa che gli torna utilissima quando si trova a indagare sulla morte di Ciuffo d’oro, famoso cantante pop degli anni Sessanta poi diventato potente guru dell’industria discografica. Subito era parso un incidente stradale, ma non è così: qualcuno lo ha ucciso. Del resto, alla vittima, i nemici non mancavano, per il movente c’è solo da scegliere. Rick, coadiuvato dalla sua squadra investigativa tutta al femminile, si mette dunque al lavoro. E fra serate musicali, vagabondaggi in una Roma barocca e popolana, cene grottesche con aristocratici incartapecoriti, arriverà ancora una volta alla soluzione del mistero.

RECENSIONE

Il magistrato Manrico Spinori della Rocca, di origini nobiliari, è un melomane, ovvero ha una passione per l'opera lirica. Vive con sua madre ludopatica ed è divorziato. In questo caso deve scoprire chi ha ucciso un celebre cantante chiamato Ciuffo d'oro (celebre negli anni 60) e ben presto si accorgerà che i nemici e le persone che lo volevano morto non mancheranno.

Prima opera che leggo di Giancarlo De Cataldo. Sarà che a me non piace la lirica, sarà che di gialli ne ho letti davvero tanti, questa storia non mi ha particolarmente appassionato.


domenica 23 marzo 2025

[Recensione] Capolinea Malaussène - Daniel Pennac


CAPOLINEA MALAUSSÈNE || Daniel Pennac || Feltrinelli || 2023 || 400 pag.

"Non sapevo che i miei ragazzi avessero rischiato di farsi ammazzare nel caso Lapietà. Quando ho scoperto che c’era di mezzo Nonnino, ho capito una cosa: chi non conosce Nonnino non sa di cosa è capace l’essere umano.” (Benjamin Malaussène). La tribù Malaussène è tornata.

RECENSIONE

Ultimo libro della serie Malaussène. Stavolta il nemico della storia è il misterioso Nonnino, un gangster senza scrupoli che farà intrecciare il destino di Lapietà con quello della famiglia Malaussène.

Come in ogni storia che riguarda la serie sulla tribù Malaussène, anche in questo caso Pennac infarcirà la storia con situazioni paradossali, ma sembra ormai aver perso il ritmo che aveva nelle prime storie. Inoltre ho notato che in questa ultima avventura la figura del protagonista, Benjamin detto Ben, che abbiamo amato, risulta poco presente e quasi ai margini.

Caro Pennac, c'era davvero bisogno di scrivere anche questo libro? Forse non era meglio lasciare che la storia finisse prima? Forse era meglio che finiva con Il Signor Malaussène, a mio modesto parere.

Forse è stato spinto dai fan più affezionati a scriverlo, sicuramente.



 

martedì 18 marzo 2025

[Recensione] Il caso Malaussène - Daniel Pennac

 


IL CASO MALAUSSÈNE || Daniel Pennac || Feltinelli || 2017 || 288 pag.

La mia sorellina minore Verdun è nata che già urlava ne La fata carabina, mio nipote È Un Angelo è nato orfano ne La prosivendola, mio figlio Signor Malaussène è nato da due madri nel romanzo che porta il suo nome e mia nipote Maracuja è nata da due padri ne La passione secondo Thérèse. E ora li ritroviamo adulti in un mondo che più esplosivo non si può, dove si mitraglia a tutto andare, dove qualcuno rapisce l’uomo d’affari Georges Lapietà, dove Polizia e Giustizia procedono mano nella mano senza perdere un’occasione per farsi lo sgambetto, dove la Regina Zabo, editrice accorta, regna sul suo gregge di scrittori fissati con la verità vera, proprio quando tutti mentono a tutti.
Tutti tranne me, ovviamente. Io, tanto per cambiare, mi becco le solite mazzate.
Benjamin Malaussène

“Io sottoscritto Benjamin Malaussène vi sfido, oggi, chiunque voi siate, ovunque vi nascondiate, quale che sia il vostro grado di indifferenza alle cose di questo mondo, a ignorare l’ultima notizia appena uscita, la notiziona che farà discutere la Francia e crepitare i social.”

RECENSIONE

Dopo anni ritornano le vicende della famiglia Malaussène, e il tempo è passato, infatti ritroviamo Verdun, È Un Angelo (detto Nange), Signor Malaussène (detto Sigma) e Maracuja (detta Mara), rispettivamente sorella, nipote, figlio e nipote del protagonista, cresciuti. Il libro si apre sul rapimento di Georges Lapietà, ex ministro e uomo d'affari, mentre stava andando a ritirare un assegno ottenuto chiudendo le filiali del gruppo LAVA (fornitore di acqua potabile) e licenziando tutti i suoi dipendenti. Benjamin, intanto, si trova nelle Prealpi del Vercors a trascorrere le vacanze con la sua compagna, Julie, ed il suo cane. 

venerdì 14 marzo 2025

[Recensione] La passione secondo Thérèse - Daniel Pennac

 


LA PASSIONE SECONDO THÉRÈSE || Daniel Pennac || Feltrinelli || 2003 || 176 pag.

Thérèse, la profetessa di casa Malaussène, si è innamorata niente meno che di un rampollo dell'aristocrazia. Sulle prime Benjamin si rifiuta di conoscerlo ma, messo alle strette dalla tribù, accetta di invitarlo a cena. Il promesso sposo si presenta come un grande benefattore che, con l'aiuto dell'arte divinatoria della fidanzata, dedica parte del suo tempo e delle sue risorse a soccorrere i più deboli. Nonostante le perplessità del fratello maggiore, Thérèse decide di sposarlo ma, dopo il primo giorno di matrimonio, Thérèse torna, mogia e laconica, a casa. I timori di Benjamin erano fondati: lo sposo, nello scoprire che persa la verginità la moglie aveva perso anche il potere della preveggenza, non è riuscito a celare la propria delusione...

RECENSIONE

Thérèse Malaussène si innamora di un consigliere referendario alla Corte dei Conti chiamato Marie-Colbert de Roberval. Benjamin, fratello della ragazza e "capo" del clan Malaussène, è convinto che sia un pessimo legame ed ha un certo presentimento che non tarderà a realizzarsi. Infatti verrà trovato morto e verrà indagata proprio Thérèse (che inizialmente veniva considerata uccisa da Ben).

Ritrovare le vicende della strampalata famiglia Malaussène è sempre un piacere.


giovedì 13 marzo 2025

[Recensione] Signor Malaussène - Daniel Pennac

 


SIGNOR MALAUSSÈNE || Daniel Pennac || Feltrinelli || 1997 || 444 pag.

Ehi! Oh! Mi ascolti? Concentrati un po', santo dio! Piantala di ronfare nella pancia di tua madre. Dopo tutto ti sto presentando la tribù che ti accoglierà!
È Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, che parla a Signor Malaussène, suo figlio in procinto di nascere, per presentargli la tribù Malaussène, la sua futura famiglia. In una Belleville assediata dagli ufficiali giudiziari, qualcuno - chissà chi?! - oppone una strenua resistenza. Al centro dell'azione il cinema Zèbre, dove si vorrebbe proiettare, una sola volta prima che venga distrutto, il Film Unico di un vecchio e celebre produttore cinematografico. Come contorno, la scomparsa di alcune prostitute meravigliosamente tatuate...
Dalla profonda e ironica consapevolezza del male, che score lungo tutta l'opera di Pennac, deriva, anche in questo ultimo capitolo della storia di Malaussène, la predilezione dell'autore per le creature fragili ed emarginate che, sole, possono salvare il mondo. Creature che trovano in Julier, Clara, Thérese, Jeremy, il Piccolo, Verdun, È Un Angelo, per tacere di tutti gli altri, una voce divertente, delicata fantasiosa. Ormai classica.

RECENSIONE

Quarto romanzo della serie Malaussène, dopo Il paradiso degli orchi, La fata carabina e La prosivendola. Il più lungo della serie.

Della serie forse il più sconclusionato e folle. Stavolta il nostro Ben Malaussène si trova invischiato nel caso della sparizione di prostitute tatuate e nel caso del Film Unico di un vecchio produttore cinematografico.

Difficile recensire questo libro, ma la follia e l'umorismo di Pennac ci seppelliranno anche stavolta.


mercoledì 12 marzo 2025

[Recensione] Ultime notizie dalla famiglia - Daniel Pennac

 


ULTIME NOTIZIE DALLA FAMIGLIA || Daniel Pennac || Feltrinelli || 1997 || 132 pag.

Ultime notizie dalla famiglia. Dalla famiglia Malaussène, si intende. Dalla tribù di Belleville che popola, felice, l'immaginazione dei lettori e continua ad accendere quella del suo autore. Daniel Pennac ci fa sapere che la famiglia fa ancora rumore, che lascia echi, scie, code. Come i due testi che mettono le ali a questo volume: Signor Malussène a teatro, un esilarante monologo sulla paternità, e Cristianos y moros, un racconto che fa luce sul Piccolo, sulla sua caparbia volontà di conoscere l'identità del padre naturale. A saga conclusa, insomma, Pennac riapre le pagine dei suoi romanzi per evocare nuove figure, nuovi umori, nuove situaioni, perridare la parola al coro della sua balzana famiglia e rispondere con la sua saggezza discreta al caos abissale del nostro tempo.

RECENSIONE

Questo libro racchiude due testi: Signor Malaussène a teatro (1995) e Cristianos y moros (1996). Il primo è un monologo sulla paternità. Benjamin Malaussène si rivolge al proprio figlio rievocandone le circostanze della nascita: Julie ha dovuto abortire ma il loro figlio riesce a nascere comunque dalla pancia di Gervaise. Difatti il medico ha impiantato l'embrione appena tolto dall'utero di Julie nell'utero di Gervaise. Nel secondo, Cristianos y moros, Il Piccolo vuole avere notizie circa suo padre ed inizia uno sciopero della fame. Ma nessuno è in grado di rispondere alla sua domanda perché nessuno conosce la sua identità.

Il primo testo sono stralci presi dai libri precedenti sulla saga Malaussène, creando un monologo anche divertente che è stato poi utilizzato in teatro, ma per chi, come me, aveva già letto le "puntate precedenti" l'ho saltato a piè pari visto che è proprio letteralmente preso parola per parola.
Il secondo testo, un racconto, è finalmente inedito e prova a svelarci chi sia il padre de Il Piccolo.

Io delusissimo, perché credevo fosse un nuovo capitolo della famiglia Malaussène e invece no!


[Recensione] Giorno dei morti - Agatha Christie

 


GIORNO DEI MORTI || Agatha Christie || Mondadori || 2003 || 224 pag.

Sono ormai passati undici mesi dalla morte della bella e imprudente Rosemary Barton, e il suo ricordo ancora domina su quanti l'hanno conosciuta. All'improvviso però una serie di lettere anonime fa balenare il sospetto che non si sia trattato di un suicidio, come avevano concluso gli inquirenti, ma di un assassinio. Ma chi poteva avere interesse a uccidere la donna? Un marito tradito, una sorella invidiosa, una rivale incattivita o un amante annoiato? O forse Rosemary aveva veramente deciso di togliersi la vita perché tormentata da un oscuro segreto? Ciò che appare subito chiaro è che nessuno di quanti erano con lei al ristorante Luxembourg, al momento della sua tragica fine, è chi dice di essere. La verità verrà alla luce solamente dopo un'allucinante e fatale ricostruzione del crimine.

RECENSIONE

È passato quasi un anno dalla morte di Rosemarie Barton, caso che fu chiuso come suicidio, quando tale conclusione verrà messa in discussione quando suo marito inizierà a ricevere delle lettere anonime dove viene dichiarato che si è invece trattato di un omicidio. Per questo il vedovo decide di riorganizzare la stessa cena con le stesse persone disposte sugli stessi posti, e non sarà per nulla una buona idea.

La caratteristica stilistica di questo giallo è la scelta di mettere dei capitoli riguardanti, di volta in volta, un personaggio diverso e leggiamo la storia di volta in volta dal suo punto di vista. L'indagine verrà condotta dal colonnello Race, una vecchia conoscenza di Poirot che non sarà presente in questa storia. Non mancheranno i colpi di scena.

Godibile, come ogni giallo della Christie.


[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...