giovedì 30 luglio 2020

[Recensione] Perché leggere i classici - Italo Calvino

Titolo: Perché leggere i classici
Autore: Italo Calvino
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Moderni
Pubblicazione: 7 settembre 2017
Genere: saggio
Pagine: 368
Prezzo: 14 euro

Quarta di copertina
"Il leggere per la prima volta un grande libro in età matura è un piacere straordinario: diverso rispetto a quello d'averlo letto in gioventù. La gioventù comunica alla lettura come a ogni altra esperienza un particolare sapore e una particolare importanza; mentre in maturità si apprezzano molti dettagli e livelli e significati in più. Ci dovrebbe essere un tempo nella vita adulta dedicato a rivisitare le letture più importanti della gioventù. Se i libri sono rimasti gli stessi noi siamo certamente cambiati, e l'incontro è un avvenimento del tutto nuovo."

Recensione
Un classico è un'opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso. (Calvino).
Calvino è, come me, un lettore onnivoro, e il leggere questa raccolta di articoli che ha scritto durante la sua vita è stato arricchente e interessante. Proprio l'anno scorso ho letto un libro simile a questo ma riguardante George Orwell, Letteratura palestra di libertà. Saggi su libri, librerie, scrittori e sigarette. Inutile fare l'elenco degli autori che lui recensisce, ma sono stato contento di scoprire, tra quelli che ci presenta, che lui amava Stevenson e i libri di avventura.

mercoledì 29 luglio 2020

[Recensione] La scrittura o la vita - Annalena Benini

Titolo: La scrittura o la vita 

Sottotitolo: Dieci incontri dentro la letteratura
Autrice: Annalena Benini
Editore: Rizzoli
Collana: Scala Italiani
Pubblicazione: 13 marzo 2018
Genere: interviste
Pagine: 247
Prezzo: 20 euro

Quarta di copertina
"Dagli altri voglio sapere come si cammina con il fuoco dentro, voglio riconoscere quel fuoco, e anche l'unicità della vocazione, contare le cose infrante lasciate per terra, e voglio che il fuoco degli altri faccia divampare il mio. Per questo ho cercato dieci scrittori italiani: vicini alla mia idea di vocazione e anche disposti a spiegarla, a raccontare di questo mestiere che è il loro padrone e a individuare il momento in cui sono riusciti a dire: "Io sono uno scrittore". Percorrono tutti strade differenti e non si sono immersi in un filone letterario ma mi sembra abbiano creato qualcosa di nuovo, facendo un passo in avanti nel cammino della letteratura italiana. Negli scrittori, nelle loro vite, ma credo in tutte le persone, io cerco sempre questa specie di follia che a volte è molto bene addomesticata, a volte quasi invisibile, ricoperta di strati di ragionevolezza, doveri, vita dei giorni, sesso, famiglia, inciampi, successo, imbarazzo, cinismo, paura, ironia, vergogna (ma credo che uno scrittore, quando scrive, debba liberarsi della vergogna). Mi entusiasma scoprire che esiste sempre un nucleo di passione che non può essere scalfito da niente, e che non è socievole né affidabile, perché è una concentrazione costante su qualcos'altro, è un pensiero altrove."

Recensione
In questo libro l'autrice ha intervistato dieci scrittori italiani contemporanei che sono: Sandro Veronesi, Michele Mari, Valeria Parrella, Domenico Starnone, Francesco Piccolo, Patrizia Cavalli, Edoardo Albinati, Melania Mazzucco, Alessandro Piperno e Walter Siti.

Ovviamente non ho letto neanche un libro di loro, vista la mia quasi assente propensione alla lettura di autori italiani contemporanei, ma ammetto che alcuni dei libri citati mi hanno incuriosito e potrei, in futuro, recuperarne qualcuno. Interessante, nel finale, il consiglio di 30 libri (citati nelle varie interviste).
Consiglio questa lettura solo se siete appassionati agli autori citati, per scoprire interessanti rivelazioni sul loro metodo di ispirazione (ecco perché ho scelto di leggerlo, in questo periodo ho ripreso a scrivere!) e sulla loro vita privata.

martedì 28 luglio 2020

[Segnalazione] Il borghese pellegrino - Marco Malvaldi

A cinque anni di distanza dal suo primo, fortuito, caso criminale (raccontato nel precedente Odore di chiuso), Pellegrino Artusi è ospite di un antico castello che un agrario capitalista ha acquisito con tutta la servitù, trasformando il podere in una azienda agricola d’avanguardia. È stato invitato perché è un florido mercante, nonché famoso autore della Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, il libro con cui codificava la cucina italiana e contribuiva anche, con i sapidi aneddoti uniti alle ricette, a diffondere nei tinelli delle case la lingua nazionale. Oltre al proprietario, Secondo Gazzolo, con la moglie, completano il gruppo altri illustri signori. Il professor Mantegazza, amico di Artusi, fisiologo di fama internazionale; il banchiere Viterbo, tanto ricco quanto ingenuo divoratore di vivande; il dottor D’Ancona, delegato del Consiglio di Amministrazione del Debito Pubblico della Turchia; Reza Kemal Aliyan, giovane turco, funzionario dello stesso consiglio; il ragionier Bonci, assicuratore con le mani in pasta; sua figlia Delia che cerca marito ma ancor più avventure. Riunisce tutti non solo il fine conviviale, ma anche un affare in fieri. Sono infatti gli anni d’inizio secolo in cui la finanza europea si andava impadronendo del commercio internazionale del decadente Impero Ottomano. Accade che, tra un pranzo, un felpato attrito di opinioni e interessi, un colloquio discreto, viene trovato morto un ospite; è chiuso a chiave in camera da letto ma il professor Mantegazza è sicuro: è stato soffocato da mani umane. Circostanze che non collimano, passaggi segreti, colombi viaggiatori, tresche clandestine, fanno entrare ed uscire dalla scena, o agire coralmente, i personaggi, con la vivacità di un teatro brillante. E si adatta al luogo una sfumatura di gotico, in ironico contrasto con l’atteggiamento scientista all’epoca di gran voga. Marco Malvaldi si muove a proprio agio nell’ambiente positivistico dell’epoca, rappresentato con allusiva esattezza; e d’accordo con il suo eroe Pellegrino Artusi considera la buona cucina una branca della chimica, una scienza complessa, rigorosa e stuzzicante quanto la sublime arte dell’investigazione.

L'autore
Marco Malvaldi è nato a Pisa il 27 gennaio 1974, e ha sempre vissuto a Pisa, a parte una breve e umida parentesi in Olanda. E' sposato, ha un figlio e due gatti. Con Sellerio editore ha pubblicato cinque gialli ambientati sulla costa toscana, che hanno come protagonisti Massimo e i vecchietti: tra il primo, La Briscola in Cinque, uscito nel 2007, e l’ultimo, Il Telefono Senza fili (2014), si sono inframmezzate varie cose. Romanzi storici, per esempio: nel 2015 è uscito Buchi nella sabbia con il giornalista e poeta Ernesto Ragazzoni mentre del 2011 è Odore di Chiuso, il cui protagonista è il noto cuoco e gourmet Pellegrino Artusi. Dei due anni successivi sono il giallo Milioni di milioni e il romanzo, di difficile classificazione in un solo genere letterario (thriller-crime story-feuilleton-libro di cucina), Argento vivo.
Il suo sito internet: Marco Malvaldi 

lunedì 27 luglio 2020

[Recensione] La figlia del papa - Dario Fo

Titolo: La figlia del papa
Autore: Dario Fo
Editore: Chiarelettere
Pubblicazione: aprile 2014
Genere: romanzo storico
Pagine: 208
Prezzo: 10 euro

Quarta di copertina
Figlia di un papa, tre volte moglie (un marito assassinato), un figlio illegittimo… tutto in soli 39 anni, in pieno Rinascimento. Una vita incredibile, da raccontare. Ci hanno provato scrittori, filosofi, storici. Di recente sono state dedicate a Lucrezia serie televisive di successo in Italia e all’estero. Ora, eccezionalmente, il premio Nobel Dario Fo, staccandosi da ricostruzioni scandalistiche o puramente storiche, ci rivela in un romanzo tutta l’umanità di Lucrezia liberandola dal cliché di donna dissoluta e incestuosa e calandola nel contesto storico di allora e nella vita quotidiana. Ecco il fascino delle corti rinascimentali con il papa Alessandro VI, il più corrotto dei pontefici, il diabolico fratello Cesare, e poi i mariti di Lucrezia, cacciati, uccisi, umiliati, e i suoi amanti, primo fra tutti Pietro Bembo, con il quale condivideva l’amore per l’arte e, in particolare, per la poesia e il teatro. Tutti pedine dei giochi del potere, il più spietato. Una vera accademia del nepotismo e dell’osceno, tra festini e orge. Come oggi. Perché il romanzo della famiglia dei Borgia è soprattutto la maschera del nostro tempo che, visto attraverso il filtro di quel periodo, ci appare ancora più desolante e corrotto.

Recensione
La vita di Lucrezia Borgia secondo Dario Fo che, staccandosi da ricostruzioni scandalistiche ci rivela, in questa versione romanzata, tutta l'umanità della donna liberandola dal cliché di donna dissoluta e incestuosa.
Personalmente non mi è piaciuto lo stile utilizzato dall'autore, il fatto cioé di romanzare fatti storici in questo modo è stato troppo superficiale e poco appassionante, tanto è vero che un paio di volte ho quasi ceduto ad interrompere la lettura e a non portarla a compimento. Peccato, l'unica cosa positiva però è che mi ha incuriosito e sicuramente in futuro approfondirò la vita di questa donna del cinquecento, figli di un papa.

sabato 25 luglio 2020

[Segnalazione] Non svegliate Don Eupremio - Vito Introna


Dalle parti di Savelletri (Br) Irma Battistelli, quindicenne figlia di operai, scompare nel nulla. Il corpo sarà ritrovato dopo un mese in un pozzo in disuso nelle campagne della vicina Fasano. Il proprietario del terreno, Don Eupremio Amoruso , è un mafioso novantenne esponente di una fazione dissidente della SCU e sta scontando l’ergastolo agli arresti domiciliari. Non avendo egli autorizzato l’omicidio, furente per lo sgarro, scatena la sua cosca alla caccia del pedofilo. Il maresciallo dei Carabinieri Alfonso Guarna, vedovo inconsolabile e da poco trasferito al Comando di Bari in seguito a un grave errore sul lavoro, è assegnato di rincalzo alla piccola tenenza di Fasano e subito si trova a fronteggiare il vecchio ma ancora lucidissimo boss. A Roma nella multinazionale dell’informatica Spire s.p.a. tre giovani e scalcinati manager laureati in legge aspettano con terrore l’ennesimo piano industriale, che probabilmente li priverà del posto di lavoro…


L'autore
Vito Introna (Bari, 1970) avvocato, lavora a Laterza (TA) come consulente legale. Ha già all'attivo numerose pubblicazioni tra le quali il romanzo Weird La maschera di Pazuzu (2013) edizioni GDS; il romanzo di hard SF Ainor l'apolide (2013) Loquendo edizioni; i thriller L'alienato (con Francesca Panzacchi, 2014) Milena Edizioni, Distruggete Israele (2015) Cavinato edizioni, L'alba dei reietti (2016) edizioni GDS; il chick lit Velluto nero (2018) Edizioni dal Sud e il mainstream Smalto rosso fuoco (2019) Catartica edizioni. 
Suoi racconti vari sono presenti in numerose antologie.  

venerdì 24 luglio 2020

[Recensione] Io prima di te - Jojo Moyes

Titolo: Io prima di te
Titolo originale: Me Before You
Autrice: Jojo Moyes
Traduttrice: Maria Carla Dallavalle
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Absolute
Serie: Me Before You #1
Pubblicazione: 5 luglio 2016
Prima pubblicazione: 31 dicembre 2012
Genere: romanzo
Pagine: 391
Prezzo: 13 euro

Quarta di copertina
A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose.
Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione.
A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti.

E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre.

Recensione
Attratto dal film uscito in questi giorni al cinema, mi sono deciso a recuperare questo libro che avevo preso in tempi non sospetti (ovvero quando ancora non era uscito il film). In breve l'autrice londinese ci narra lo strano rapporto (strano perché all'inizio non si possono vedere) tra la ventisettenne ex cameriera Louisa Clark con il paraplegico trentacinquenne Will Traynor. Lui ricco lei povera (e licenziata). 

giovedì 23 luglio 2020

[Recensione] Binario sette - Louise Doughty

Titolo: Binario sette
Titolo originale: Platform Seven
Autrice: Louise Doughty
Traduttrice: Manuela Faimali
Editore: Bollati Boringhieri
Collana: Varianti
Pubblicazione: 23 gennaio 2020
Prima pubblicazione: 22 agosto 2019
Genere: romanzo
Pagine: 443
Prezzo: 18,50 euro

Quarta di copertina
Stazione di Petersborough, binario Sette, quattro del mattino: Lisa Evans è determinata a capire perché si ritrova in quel luogo deserto. Perché è lì? Lisa non se lo ricorda. Però una cosa la sa: lei è morta, ed è morta lì, investita da un treno al binario Sette. ma come siano davvero andate le cose, Lisa non riesce a capirlo. Nella solitudine della notte, assiste a un altro «incidente»: un uomo solo, anch'egli travolto da un treno di passaggio. Lo choc fa riaffiorare, un tassello dopo l'altro, le vicende e le persone del suo passato. Su tutte, Matthew, il fidanzato. Medico affascinante e premuroso, Matthew è andato a vivere con lei dopo poche settimane di appuntamenti romantici e passionali. I suoi genitori lo adorano, è quello giusto. Potrebbe essere la relazione perfetta solo che, come spesso accade, non lo è. Matthew arriva sempre in ritardo, ma detesta quando lo fa Lisa. Le dice che lei è solo sua, ed è ossessionato dai suoi fidanzati passati, per scherzo. Le controlla il cellulare e conosce le sue password. Tanto per provare, quando sono a letto insieme, le chiede di fingere di essere morta. Giorno dopo giorno, un senso di soffocamento e allo stesso tempo di colpa si insinua nella vita di Lisa. C'è qualcosa che non funziona, ed è sicuramente lei il problema. A meno che non sia Matthew. Mentre il ricordo della relazione si fa sempre più vivido, una domanda tormenta Lisa: si è suicidata su quel binario, o qualcuno l'ha spinta sotto al treno? Perché il suo spirito continua a vagare per la stazione, come se avesse qualcosa di irrisolto da portare alla luce prima di potersi abbandonare in pace all'eternità? Tra le vicende dei frequentatori abituali della stazione, che può osservare dalla sua postazione privilegiata, e le immagini che le tornano alla mente, Lisa capisce di non essere sola, e che può ancora fare qualcosa per riportare a galla la sua terribile verità.

Recensione
L'autrice di questo romanzo è una scrittrice di noir/thriller, ed effettivamente questa impronta è presente in questa sua opera, seppure non è quello il genere a cui si può incasellare. Non faccio spoiler nel dire (viene descritto nella quarta di copertina) che la protagonista è un'insegnante trentaseienne la quale ci narra il suo punto di vista della sua morte: beh, sì, perché la narratrice è un fantasma che è rimasto bloccato nella stazione, il binario sette, in cui ha perso la vita. Ma si è suicidata o è stata uccisa? Pian piano lei ricostruisce il suo passato e scopriamo che si era invaghita di un bel dottore, Matthew, il quale all'inizio era gentile e galante, ma lentamente si è rivelato sempre più possessivo e geloso nei suoi confronti.

[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...