venerdì 8 luglio 2022

[Recensione] La libreria sulla collina - Alba Donati

 


LA LIBRERIA SULLA COLLINA || Alba Donati || Einaudi || 2022 || 194 pagine

«Perché hai aperto una libreria in un paesino sconosciuto? Perché avevo bisogno di respirare, perché ero una bambina infelice, perché ero una bambina curiosa, per amore di mio padre, perché il mondo va a scatafascio, perché il lettore non va tradito, perché bisogna pensare ai piú piccoli, perché mi sono salvata».


Non è mai troppo tardi per realizzare un sogno. Nel dicembre 2019, Alba Donati decide di cambiare vita e aprire una libreria a Lucignana, poche case sull’Appennino lucchese. Lo fa grazie a un crowdfunding e al passaparola sui social. Da subito la libreria, una sorta di «cottage letterario» immerso nel verde, diventa un luogo di pellegrinaggio, di parole in comune, di incontri speciali. In questo diario che abbraccia sei mesi di vita della libreria – l’incendio che la distrugge dopo un mese dall’apertura, l’energia delle persone che la rimettono in piedi, la chiusura durante il lockdown, fino all’organizzazione di un festival letterario – c’è il racconto di una passione che è leva per sollevare il mondo. Con leggerezza e intelligenza, Alba Donati regala al lettore un’esperienza perfettamente in linea con la missione della sua libreria: mettere in pausa la frenesia delle nostre giornate, lasciarsi cullare dal conforto di piccoli gesti di cura, seguire il filo che unisce libro a libro, sentirsi parte di una comunità. Fare la libraia oggi significa anche ingegnarsi per far tornare i conti, leggere di notte, pensare lo spazio come un rifugio e un presidio culturale, raccogliere gli ordini a fine giornata come sassolini che indicano la strada. E in questa vita da libraia felice e resistente, nel suo senso di «casa», nelle sue scelte controcorrente, nella storia della sua famiglia di irriducibili, c’è tutta la caparbietà di cui sono capaci le donne, e insieme l’amore per le storie, quello di chi vuole farle conoscere e circolare. Questo è il libro che sognano tutti i lettori: le pagine che leggiamo si mescolano a ciò che ci accade come in un grande diorama aperto, perché le parole dei libri sono parte del nostro alfabeto.

Recensione

Esiste una libreria in provincia di Lucca che è particolare: si trova su una collina e ha una vista mozzafiato: è la libreria Sopra la Penna, fondata e diretta da Alba Donati. In questo libro leggeremo un vero e proprio diario tenuto da Alba in quel periodo che ci ha colpito tutti, durante la pandemia del Covid e ci narra la sua vita giornaliera piena di libri, amicizie, incontri, belle persone, eventi storici, tè particolari e scrittori. La cosa bella è che lei ha avuto il coraggio di aprire una libreria in un paesino che conta 180 abitanti, da tutti definita una follia. Ma Alba ha creato un vero e proprio angolo di paradiso, con fiori, alberi e libri magici. Spero un giorno di poter farle una visita, ne sarei onorato!


sabato 2 luglio 2022

[Recensione] 438 giorni - Jonathan Franklin

 


438 GIORNI || Jonathan Franklin || BUR || 2022 || 264 pagine

La storia di Salvador Alvarenga è una di quelle che non si dimenticano. Il 18 novembre 2012, insieme al giovane compagno Ezequiel Cordoba, lascia le coste del Messico per una battuta di pesca. Ma una terribile tempesta con violente raffiche di vento senza pioggia li sorprende spingendo la barca fin nel cuore dell'oceano Pacifico. La burrasca ha danneggiato i sistemi di comunicazione e ha fatto cadere tutti i rifornimenti in mare. Il motore ha ceduto. Cavalcando onde alte tre metri, con gli occhi gonfi e le mani intorpidite per aver stretto per ore la barra del timone, i due pescatori riescono a sopravvivere. Ma è solo l'inizio di un incubo: Cordoba morirà durante il viaggio e Alvarenga non toccherà la terraferma per quattordici mesi. Su quella barca in mezzo al nulla, sarà costretto a cibarsi di uccelli e a bere la propria urina, rischiando di perdere la ragione fino a pensare di darsi in pasto agli squali. Questa incredibile avventura è narrata dal giornalista Jonathan Franklin, che ha saputo restituire in maniera vivida, potente e indimenticabile l'ingegno e la determinazione di un uomo sopravvissuto per 438 giorni a una sfida grande quanto l'oceano. E sebbene la vicenda rimanga ancora oggi affascinante, intricata e con molti punti oscuri, questa è e resterà l'unica versione dei fatti: quella raccontata dal solo protagonista sopravvissuto.

Recensione

Un pescatore messicano riesce a sopravvivere per oltre due anni nell'oceano, scaraventato fuori costa dopo una terribile tempesta. Unica compagnia un suo collega pescatore: insieme per un bel po' divideranno i pesci e gli uccelli che riusciranno a catturare, fino al tragico giorno in cui l'unico suo compagno muore e da lì inizia la sua lunga solitudine in mezzo alle acque. Una narrazione accurata, frutto di interviste ai protagonisti e soprattutto al protagonista della vicenda, Salvador Alvarenga.

martedì 28 giugno 2022

[Recensione] Cinquecento catenelle d'oro - Salvatore Basile

 


CINQUECENTO CATENELLE D'ORO || Salvatore Basile || Garzanti || 2022 || 185 pagine

Le spighe di grano dorato si piegano al soffio del vento. Maria le osserva e pensa che quella terra rappresenta la vita intera della sua famiglia, che la lavora da generazioni. E che, forse, sarà l'unica protagonista del suo futuro. Ma lei vuole di più. Soprattutto ora che ha imparato a leggere, e nuovi orizzonti le si sono schiusi davanti agli occhi. Maria ha confidato il suo segreto solamente al padre, l'unico a condividere i suoi sogni. Così, quando lui è costretto a partire per l'America in cerca di fortuna, Maria si sente persa, e solo le sporadiche lettere che riceve riescono a riportarle il sorriso. Lettere che raccontano di palazzi alti fino al cielo, di fotografie capaci di muoversi, di treni che corrono sullo schermo. La parola cinematografo è troppo difficile da pronunciare, ma contiene una promessa di futuro. Maria vorrebbe condividere la notizia con tutti, e invece finisce per essere additata come una visionaria, una persona da cui stare lontani. Fino al giorno in cui incontra Domenico, un giovanissimo fotografo in erba, il primo a credere che quello che il padre le ha raccontato sia vero. Per questo vuole trovare una prova, un esempio di quelle immagini che paiono prendere vita. Perché Maria non è una bugiarda, è solo una sognatrice. E i sogni possono far paura. Bisogna essere coraggiosi per accettare i cambiamenti, per non smettere mai di imparare. Insieme, Maria e Domenico possono fare una magia: un telo bianco in una grande piazza pronto a raccontare la storia più bella che ci sia.

Recensione

Questo romanzo è stata una piacevole scoperta, non conoscevo l'autore Salvatore Basile. Ci viene narrata la storia di una ragazza coraggiosa, che nonostante tutte le difficoltà riesce a realizzare i suoi sogni. Per fortuna ha conosciuta una donna forte, che non si è piegata alle angherie del fratello e ha insegnato a Maria a leggere e a farla appassionare alla lettura e alla cultura. Il padre è dovuto emigrare in America per dare un futuro alla loro famiglia e sembra essersi dimenticato di loro. Ma un giorno Maria conosce un giovane fotografo e subito si innamora.

Una scrittura appassionante, delicata, piena di coraggio, ogni pagina trasmette una magia, ti fa innamorare di quel piccolo paese sperduto nelle campagne dell'entroterra campano e ti fa tifare per la piccola Maria, presa quasi per pazza quando descrive le foto che si muovono (suo padre si riferiva ai film, sconosciuti ancora in quel pezzo di Italia contadina).

Straconsigliato!


lunedì 27 giugno 2022

[Recensione] Appartamento 401 - Shuichi Yoshida

 


APPARTAMENTO 401 || Shuichi Yoshida || Feltrinelli || 2019 || 229 pagine

Ryosuke, Kotomi, Mirai, Naoki condividono un appartamento nel quartiere di Setagaya di Tokyo. La vita scorre tranquilla, senza incidenti né particolari conflitti, come le auto che si inseguono sulla tangenziale e non si scontrano mai. Ma fuori dall'appartamento 401 i quattro giovani si confrontano con le difficoltà del vivere, del comprendere se stessi e individuare il proprio posto nel mondo. Proprio quando un quinto ragazzo, Satoru, va a vivere con loro, nel quartiere iniziano a verificarsi strane aggressioni a giovani donne. Tra forzata intimità e apatica estraneità, la tensione è palpabile, persistente, e si fa strada nel lettore il sospetto che uno dei ragazzi sia coinvolto. Ma la domanda più inquietante è: la vita vera è dentro o fuori dalle mura dell'appartamento?

Recensione

Una piacevole sorpresa aver scoperto questo romanzo dell'autore giapponese Shūichi Yoshida. Egli ci narra la storia di cinque ragazzi che convivono nello stesso appartamento, e così conosceremo le loro vite e chi di loro è un killer. Lo stratagemma utilizzato dall'autore è quello di conoscere di volta in volta il loro punto di vista, fino ad arrivare alla drammatica conclusione. Ho adorato questo romanzo, lo stile di scrittura, le vite dei personaggi, la delicatezza che ha nel pennellarci anche cose insignificanti o ordinarie come partire la lavatrice o affacciarsi sul balcone ad osservare il traffico che scorre. Mi sono anche affezionato ai primi due ragazzi, lo studente pigro e la ragazzina che guarda sempre la tv, mi è dispiaciuto non poter continuare a leggere la storia dal loro punto di vista (ogni capitolo ci viene narrato dal punto di vista di ogni ragazzo, quindi cambia in continuazione). E poi la sesta protagonista è Tokyo, seppur dietro le quinte, si sente sempre: le sue strade, il suo traffico, la sua vita notturna.

mercoledì 22 giugno 2022

[Recensione] Camminare - Henry D. Thoreau

 


CAMMINARE || Henry David Thoreau || Lindau || 2018 || 87 pagine

Ma è l’Arte del camminare quella che con ardore appassionato chiede di coltivare, e avendo in mente ben precisi effetti. Anche in Walking, infatti, l’autore di Walden e di Disobbedienza civile – del quale Virginia Woolf traccia in appendice un acuto ritratto intellettuale – punta il dito sul vero nemico dell’uomo, la cosiddetta civiltà, che vuole trasformare il mondo in un ordinato mosaico di prati rasati e campi coltivati, tra città e villaggi abitati da docili membri della società.

Gli uomini seguono ormai soltanto le strade che altri hanno tracciato, adeguandosi passivamente a quanto viene deciso altrove. Quasi incapaci di pensieri coraggiosi, perché credono di sapere ma di fatto non si avventurano oltre il circolo vizioso di idee trite e preconcette, non conoscono più il piacere che offrono la ricerca e la scoperta e pertanto non riescono a vedere e godere del bello. Perché a nutrire in profondità la vita e gli esseri è proprio il terriccio vergine di boschi e paludi, quello che è divorato dalla avanzata ordinatrice dell’uomo, che rischia di scoprire in punto di morte di non aver mai davvero vissuto.

È investendo il proprio tempo nella nobile pratica del fare «anche la camminata più breve pieni di spirito d’avventura, come se partissimo per un viaggio senza ritorno» che più aria e più luce circoleranno tra i nostri pensieri facendo resuscitare speranza e futuro.

Recensione

Leggere un testo che parla dell'esercizio fisico (e non solo) come il camminare è sempre piacevole, poi se fatto da uno specialista e amante della natura come Thoreau ancora meglio. Lo consiglio a tutti, anche ai più pigri, perché la Natura ci chiama nel suo regno, ci invita ad esplorarla.


martedì 21 giugno 2022

[Recensione] Doppio sogno - Arthur Schnitzler

 


DOPPIO SOGNO || Arthur Schnitzler || Adelphi || 1977 || 131 pagine

Un ballo in maschera, due misteriose figure in domino rosso, uno straniero insolente, qualche parola incomprensibile e allusiva: queste apparizioni gettano, una sera, «un’ombra di avventura, di libertà e di pericolo» nella vita di un medico e di sua moglie, giovani, belli e chiusi in un’ovattata felicità domestica. Da quel momento essi entrano, senza saperlo, in un intreccio speculare di peripezie notturne tanto inverosimili da sembrare oniriche e di sogni tanto invadenti da sembrare fatti reali: e, per tutti e due, i desideri segreti occuperanno la scena, per una notte, con una violenza e una fascinazione tali che li trascineranno inermi con sé, tra la voluttà e l’angoscia. Come in un film di von Stroheim, dalla Vienna borghese e tranquilla emergono inquietanti personaggi, le maschere dilagano, si aprono porte segrete, si svelano esseri equivoci, incombono giudici oscuri e feroci. Alla fine, un fascio di fredda luce clinica illuminerà il corpo bianco ed esanime di una sconosciuta, e in essa il protagonista riconoscerà «il cadavere pallido della notte passata, destinato irrevocabilmente alla decomposizione». Non senza, però, aver anche irrevocabilmente mutato la vita del giovane medico e della sua compagna. Insieme al Ritorno di Casanova e alla Signorina Else, il Doppio sogno (1926), racconto chiaroveggente e immerso in un incanto surreale, è una delle riuscite supreme di Schnitzler, ormai sempre più spesso riconosciuto, in questi ultimi anni, come uno dei grandi narratori psicologici della letteratura moderna, per il sorprendente spessore e la temibile lucidità delle sue storie, che sembrano aver dato fin dall’inizio per sottintese le scoperte della psicoanalisi.

Recensione

Questo breve romanzo o racconto ci parla di un dottore viennese in crisi con sua moglie perché soprattutto non riescono entrambi a comunicare. Mentre lei lo tradisce in sogno, lui sta quasi per tradirla in una sorta di orgia mascherata, rischiando pure di essere ucciso.

Non ho visto il film tratto da questa opera, ovvero Eyes Wide Shut di Kubrik con Tom Cruise e Nicole Kidman, ma qualche spezzone sì e infatti mi è subito venuto in mente quel film.

«Che dobbiamo fare, Albertine?».
Lei sorrise, e dopo una breve esitazione rispose: «Ringraziare il destino, credo, di essere usciti incolumi da tutte le nostre avventure... da quelle vere e da quelle sognate».
«Ne sei proprio sicura?» chiese Fridolin.
«Tanto sicura da presentire che la realtà di una notte, e anzi neppure quella di un'intera vita umana, non significano, al tempo stesso, anche la loro più profonda verità».
«E nessun sogno» disse egli con un leggero sospiro «è interamente sogno».

Ci troviamo dunque una storia di crisi matrimoniale, di coppia, con un affascinante descrizione psicologica di entrambi i coniugi. A me personalmente non mi ha colpito molto, a tratti non riuscivo a capire dove l'autore volesse andare a finire con la storia, ma la descrizione del ballo in maschera è davvero intrigante e anche inquietante. Si potrebbe dire che ogni personaggio della storia indossi una maschera (reale o meno) e nessun volto ci appare così com'è, escluso nel finale.


sabato 18 giugno 2022

[Recensione] Camminare - Meditazioni per chi va a piedi - Arthur Sidgwick

 


CAMMINARE || Arthur Sidgwick || Elliot || 2020 || 143 pagine

Quella del camminatore è un’esperienza profonda, che ha a che fare con la soddisfazione del corpo e dello spirito prodotta dal duro esercizio, e con la bellezza dei paesaggi attraversati; chi cammina conosce bene la sensazione, ma riuscire a descriverla può essere difficile. Arthur Hugh Sidgwick ha trovato il modo di raccontare questa «attività suprema» con uno sguardo ampio e una scrittura appassionata percorsa da ironia, quando non da una pura comicità. Otto saggi pubblicati nel 1912 che colgono l’arte e la filosofia del camminare, nella natura selvaggia dei monti del Lake District come nella «più grande e mostruosa di tutte le città», Londra, da soli o in compagnia, cantando o in silenzio, con digressioni di tipo pratico – l’equipaggiamento del camminatore – e molte altre squisitamente letterarie.

Recensione

Questo libro raccoglie otto saggi o articoli sul camminare, ovvero:
1) Il camminare e la conversazione;
2) Walker Miles (autore di "passeggiate tra i sentieri");
3) Il camminare e la musica;
4) Camminare, sport e atletica;
5) Il camminare come convenzione sociale;
6) Il camminare in letteratura;
7) L'equipaggiamento per camminare;
8) Camminare soli,

A essere sincero mi aspettavo tutt'altra cosa, ma non mi è dispiaciuto anche se risente del linguaggio in cui fu scritto (inizi del 900). L'autore è preparatissimo e cita spesso frasi di poemi epici in latino, e comunque ci sono osservazioni interessanti sul camminare. Alla lunga stanca, quindi non saprei se consigliarvelo oppure no.


[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...