martedì 14 settembre 2021

[Segnalazione] La spiaggia degli affogati - Domingo Villar

Un mattino di ottobre, sulla spiaggia di Panxón, a sud di Vigo, il mare restituisce il corpo di un pescatore annegato. Non si tratta di una disgrazia: l’uomo ha le mani legate con una fascetta. Potrebbe sembrare un suicidio, anche perché il Biondo era incline alla depressione e aveva un passato da tossicodipendente. O forse dovrebbe sembrare un suicidio, come sospetta l’ispettore Caldas. Forse la causa della morte è da cercare nei misteri che ancora avvolgono un altro naufragio, vecchio di dieci anni. Forse davvero, come sostiene qualcuno nel paese, un fantasma si aggira in cerca di vendetta... Torna l’ispettore Leo Caldas, e con lui tornano i suoi comprimari: i colleghi del commissariato — a cominciare dal fido ma impetuoso aiutante aragonese Estévez —, il padre ritiratosi fra le sue vigne, l’insopportabile conduttore radiofonico Losada, i «filosofi» della taverna di Eligio. Torna, soprattutto, la Galizia di Domingo Villar, autentica coprotagonista: sole bruciante e nebbie, piogge improvvise, marinai taciturni, bar, osterie e quell’oceano che la isola e la unisce al resto del mondo. La spiaggia degli affogati è il romanzo che ha confermato il talento di un grande autore. Nella costruzione della trama come nella caratterizzazione dei personaggi e dell’ambientazione, nel mirabile uso del dialogo e nella straordinaria capacità di gestire il ritmo della narrazione, Villar è un autentico maestro del noir moderno.

L'AUTORE

Arrivato a quasi dieci anni di distanza dai precedenti – Occhi di acqua e La spiaggia degli affogati – L’ultimo traghetto (Ponte alle Grazie, pp. 634, euro 18, 50, traduzione di Silvia Sichel) non conferma solo le straordinarie doti di narratore di Domingo Villar, autore anche per il teatro e il cinema che in Spagna è stato spesso paragonato a Camilleri e a Vásquez Montalbán, ma anche la caratteristica di laboratorio per la scrittura che la Galizia è andata assumendo negli ultimi anni. Specie per il noir. Nativo di Vigo ma da molti anni a Madrid, Villar che scrive i suoi romanzi allo stesso tempo in galiziano e in castigliano, è il cantore del mondo perduto che vive lungo l’estuario di Vigo, figure di marginali e di sconfitti dei quali il detective Caldas rintraccia le storie e spesso l’umanità dimenticata o nascosta. La stampa spagnola ha fatto osservare che i suoi romanzi sembrano costruire, indagine dopo indagine, una saga noir, ma al tempo stesso una sorta di canzone d’amore dedicata alla Galizia.

lunedì 13 settembre 2021

[Recensione] Stella distante - Roberto Bolaño

 


STELLA DISTANTE || Roberto Bolaño || Adelphi || 2013 || 160 pagine

Chi è stato Carlos Wieder? Un poeta o un assassino? Un artista o un criminale? Un pilota spericolato che si esibiva in performance di «scrittura aerea» o un autore di snuff movies? E ha veramente arrestato e torturato e ucciso, nei mesi successivi al golpe di Pinochet, decine di persone, per poi esporre le foto dei cadaveri ridotti a brandelli perché convinto della assoluta, gratuita purezza del male – perché solo il dolore è in grado di rivelare la vita, e perché lo scopo della sua è «l’esplorazione dei limiti»? Nulla, sembra ribadire Bolaño, è più sfuggente della verità. Tant’è che, una pagina dopo l’altra, un tassello dopo l’altro – attraverso un accumulo di indizi, molti dei quali di natura squisitamente letteraria, e di storie parallele, alcune tragiche, alcune grottesche, alcune paradossalmente fiabesche (ma tutte, sempre, eccessive, «come il Cile di quegli anni») –, il nostro percorso di avvicinamento a quella che potrebbe essere la verità diventa via via più sdrucciolevole, come se l’autore medesimo ci invitasse a dubitare degli eventi che narra non meno che degli scrittori che cita, delle poesie, delle riviste, dei movimenti letterari a cui allude. Nonché, in definitiva, della esistenza stessa di un uomo chiamato Carlos Wieder. 

RECENSIONE

Prima opera che affronto del celebre e sempre discusso Roberto Bolano, grande scrittore Cileno ma che ha vissuto la maggior parte della sua vita in Europa, precisamente a Barcellona, quindi nella stessa città misteriosa dove Zafòn ambienta i suoi romanzi, vedi uno per tutti "L'ombra del vento".
Il mio primo impatto con Bolano è stato piacevole, si vede che è uno scrittore che divorava libri da mane e sera, come si suol dire, e nella storia stessa traspare e ricorre l'entrare in libreria, lo scrivere poesie, le letture disordinate, eccetera eccetera eccetera.

Le tematiche affrontate in questa opera sono le avanguardie poetiche, il clima politico del Cile degli anni 70, gli snuff movie (presunti video amatoriali realizzati sotto compenso in cui vengono mostrate torture realmente messe in pratica durante la realizzazione del film culminanti con la morte della vittima).

In breve: Roberto Bolaño (1953-2003) era rimpatriato nel natio Cile a vent’anni, dopo un soggiorno messicano durato cinque estati e consumato per lo più in una biblioteca pubblica di Città del Messico. Vi era tornato solo per fare la rivoluzione, così aveva affermato precisando la sua posizione: “All’epoca ero di estrema sinistra, vicino al MIR (Movimiento de Izquierda Rivoluzionaria), ma la mia ideologia era trotzkista.” Deciso ad appoggiare, assieme a un gruppo di dissidenti, il progetto di riforme di Salvador Allende, proprio in Cile, alla fine di un estenuante viaggio attraverso l’America-Latina — in pullman, autostop e barca —, aveva trovato la colossale fregatura: pochissimi giorni ancora e il golpe di Augusto Pinochet avrebbe cambiato le sorti del paese. Proprio attorno alla questione del potere — e del sopruso dittatoriale — ruota molta della sua produzione, tra cui il libro pubblicato nel 2012 da Adelphi, Stella cadente (Estrella distante, del ’96, uscito in Italia per Sellerio nel 2007).

È il racconto testimoniale e quindi indiretto di Carlos Wieder poeta maledetto, artista sperimentale nonché torturatore seriale, assassino e trasformista: veste identità e eteronimi per nascondere la sua vera natura, o forse per esaltarla. Ma oltre al protagonista indiretto o almeno sfuggente, il romanzo di Bolano infila una sfilza di altre identità, tutte raccontate dall’esterno, tutte testimoniate: Carlos Wieder, appunto, che è anche Alberto Ruiz-Tagle, quindi i due maggiori poeti cileni, l’uno nemesi dell’altro, Juan Stein e Diego Soto, un investigatore piuttosto strano e malinconico Romero, Bibiano O’Ryan, l’amico della giovinezza del narratore, le gemelle Garmendìa e così via. Insomma esistenze perdute, vite spezzate e ‘desapareside’. Naturalmente ciò che colpisce nel romanzo di Bolano è il peso delle cose non dette, taciute, inconfessate. C’è un’ombra segreta, una parte nascosta, essa abita l’intercapedine tra la congettura e il silenzio: è da qui che Bolano inventa le sue storie.

Leggerò assolutamente altre sue opere, prima fra tutte la lunga 2666 (e più celebre).


sabato 11 settembre 2021

[Segnalazione] Il libro delle cose nascoste - Francesco Dimitri

I ricordi di gioventù, le radici, la terra. È questo, o forse molto di più, a spingere quattro amici di vecchia data, oggi quasi quarantenni, a rispettare un patto: ritrovarsi lo stesso giorno ogni anno a Casalfranco, il loro piccolo paese d’origine nel cuore di una Puglia meravigliosa e arsa dal sole. Arturo, il leader carismatico del gruppo chiamato da tutti Art, è sempre stato il più attento a rispettarlo ed è il solo a essersi ristabilito nel paese dopo che come gli altri lo aveva lasciato per cercare un futuro più ricco di promesse e possibilità. Ma quest’anno Art non si presenta all’appuntamento: le ore passano e gli amici, Mauro, Fabio e Tony, lo aspettano con crescente apprensione, finché decidono di andare a cercarlo. Ciò che scoprono quando riescono a entrare in casa sua è preoccupante: Art coltiva marijuana, un’attività molto pericolosa in un posto dove aleggia la minaccia della criminalità organizzata. Chiedendo ai conoscenti, Mauro, Fabio e Tony scoprono che in paese girano voci inquietanti sul conto di Art, e frugando nel caos della sua abitazione trovano un diario, Il Libro delle Cose Nascoste. Cosa sono le Cose Nascoste? In che razza di guai si è infilato Art, e quali segreti ha tenuto nascosti per tanti anni?Questi sono gli interrogativi che ai tre amici stanno a cuore. Ma ogni cuore ha il suo lato oscuro. Doveva essere un ritrovo all’insegna della spensieratezza. Diventerà un viaggio nell’abisso di ciascuno di loro. 

L'AUTORE

Francesco Dimitri è uno scrittore italiano, autore di romanzi fantasy e saggi. I suoi romanzi sono urban fantasy, talvolta con contaminazioni new weird, steampunk o horror. Si occupa di magia, ufologia, antropologia e cultura pop. Dopo aver vissuto nella nativa Manduria e a Roma, si è trasferito in pianta stabile a Londra. Alan D. Altieri lo ha definito “una tra le voci più significative dell'ultima generazione della saggistica e del fantastico”.

venerdì 10 settembre 2021

[Recensione] L'infinito viaggiare - Claudio Magris

 

L'INFINITO VIAGGIARE || Claudio Magris || Mondadori || 2006 || 248 pagine

In questo libro l'autore ripercorre alcuni dei viaggi più significativi della sua esperienza, spesso dei ritorni, oppure momenti in cui ha attraversato una frontiera o uno Stato che magari non esistono più, in cui ha visto un gesto o un'espressione su un viso, ha sentito un grido. Come lui stesso afferma per vedere un luogo occorre rivederlo. Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell'incontro, della seduzione, dell'avventura. Il viaggio più affascinante è il ritorno. 

RECENSIONE

Magris ci narra dei suoi viaggi intorno al mondo, dalla Spagna di Don Chisciotte al Vietnam, dalla Germania divisa dal muro alla Cina che ama l'Italia.

"Il viaggio-scrittura è un'archelogia del paesaggio; il viaggiatore - lo scrittore - scende come un archeologo nei vari strati della realtà, per leggere anche i segni nascosti sotto altri segni, per raccogliere quante più esistenze e storie possibili e salvarle dal fiume del tempo, dall'onda cancellatrice dell'oblio, quasi costruendo una fragile Arca di Noé di carta, sebbene consapevole della sua precarietà."


giovedì 9 settembre 2021

[Segnalazione] Il peccato capitale - Maria Grund

Alcuni peccati possono essere lavati solo col sangue… Due morti sconvolgono la quiete di una piccola isola al largo della costa svedese. Prima il cadavere di una ragazzina riemerge dalle gelide acque del lago di una cava, poi una ricca collezionista di libri antichi viene trovata riversa in una pozza di sangue in casa sua. Se dai tagli sui polsi sembrerebbe che la ragazzina si sia suicidata, la donna invece è stata uccisa con numerose pugnalate al petto, e presenta anche una strana ferita alla gola: due linee nette che s'intersecano a formare una croce. A indagare sui casi è Sanna Berling, una donna in bilico sull'orlo dell'abisso. Tornata in servizio dopo che un incendio doloso le ha strappato via la famiglia, tiene sempre in tasca l'indirizzo del piromane, assolto per un cavillo legale, e spera che il lavoro la distolga dalla sete di vendetta che le avvelena l'anima. Nello studio della collezionista, l'attenzione di Sanna viene subito catturata da un quadro che rappresenta un gruppo di giovani col volto coperto da maschere di animali. Un dettaglio, quello, che potrebbe collegare la vittima alla ragazzina della cava. E quando un secondo cadavere, e poi un terzo, vengono rinvenuti con la stessa croce segnata sul collo, Sanna si convince che quella catena di morte affonda le radici nel passato e che è solo all'inizio. Per spezzarla, ha un unico testimone: Jack, il figlio tredicenne di una delle vittime, che potrebbe aver visto l'assassino. Ma il ragazzo è sotto shock e non parla con nessuno. Eppure, se è nella stessa stanza con Sanna, i suoi occhi si accendono di una luce diversa. Solo lei può convincerlo ad aprirsi, riportando alla luce una verità che in molti, sull'isola, preferirebbero restasse sepolta…

L'AUTRICE

Maria Grund è nata e cresciuta nei dintorni di Stoccolma, ma si è laureata alla University of New York e ha vissuto per anni a Londra, dove lavorava nel mondo del cinema. Attualmente abita sull’isola svedese di Gotland. Il peccato capitale è il suo primo romanzo.

mercoledì 8 settembre 2021

[Recensione] La voce del ghiaccio - Simone Moro

 


LA VOCE DEL GHIACCIO || Simone Moro || Rizzoli || 2012 || 280 pagine

A cavallo fra 2011 e 2012, durante le prime fasi dell'ascensione al Nanga Parbat - impresa che dovrebbe portarlo a conquistare il record mondiale di prime salite in inverno -, Simone Moro racconterà via mail le sensazioni vissute poco prima di affrontare l'ottomila himalaiano. L'occasione gli offrirà anche lo spunto per descrivere le emozioni provate durante la salita invernale sul Gasherbrum II, portata a termine il 2 febbraio 2011. In queste pagine rivivremo così la sua impresa, tra il ricordo della gioia provata al raggiungimento della cima e quello dei momenti tragici in cui, assieme agli altri due alpinisti Denis Urubko e Cory Richards, si è salvato per miracolo dopo essere stato travolto da una valanga. 

RECENSIONE

Interessante diario di viaggio dell'alpinista Simone Moro, grande scalatore degli 8000 in inverno. Nel 2011 il 2 febbraio porta a termine la prima salita mondiale invernale del Gasherbrum II (Karakorum, 8035 metri) in compagnia di Denis Urubko e Cory Richards. Con questa incredibile impresa entra nella storia come il primo alpinista al mondo ad aver raggiunto tre cime di 8000 metri in completa stagione invernale.

Lo consiglio agli amanti dell'avventura e ovviamente agli appassionati di montagne.


martedì 7 settembre 2021

[Segnalazione] La cacciatrice - Kate Quinn

La chiamano die Jägerin, «la Cacciatrice», la più spietata assassina del Reich. Nessuno conosce il suo vero nome e chiunque l'abbia incontrata non è sopravvissuto per raccontarlo. Tranne Nina. Soldato speciale dell'esercito sovietico, Nina è riuscita a sfuggirle, ma non ha mai dimenticato ciò che ha perso quella notte. Da allora, non ha fatto altro che scappare. Ora però le cose sono cambiate. Ora che la guerra è finita, la Cacciatrice è diventata preda e, ben presto, Nina avrà la sua vendetta…

Non è stato facile per Jordan accettare che suo padre si risposasse, per di più con una vedova di guerra, sbarcata negli Stati Uniti dalla Germania senza denaro né documenti. Eppure, adesso che il gran giorno è arrivato, è felice che quella donna premurosa e sensibile sia entrata nella loro vita. Ma, mentre ammira il bouquet, Jordan si accorge di un dettaglio stonato, nascosto tra i fiori: una Croce di Ferro, una delle più alte onorificenze conferite dal regime nazista. Sebbene accetti la spiegazione che quell'oggetto sia semplicemente un ricordo del defunto padre, una voce dentro di lei le suggerisce che la dolce Anneliese potrebbe non essere affatto chi dice di essere. E, nel momento in cui viene contattata da un gruppo di cacciatori di nazisti, da anni alla ricerca della famigerata Jägerin, Jordan capisce di non poter continuare a vivere tormentata dai dubbi. Deve scoprire la verità. E così, nonostante le differenze, lei e Nina si troveranno a lavorare insieme, accomunate dalla stessa determinazione e dalla stessa sete di giustizia. Se per Nina questa sarà l'occasione per chiudere i conti con un passato forgiato nel sangue e nella paura, per Jordan significherà imparare a lottare per un mondo più giusto, anche a costo della felicità delle persone che ama. Perché esistono crimini che non possono essere dimenticati. Mai.

Dal 17 giugno in libreria.

L'AUTRICE

Kate Quinn è nata in California e ha ottenuto un diploma in Canto (voce classica) presso la Boston University. Attualmente vive a San Diego col marito e con i loro due cani, Caesar e Calpurnia.

[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...