domenica 20 dicembre 2020

I migliori libri del 2020 secondo la giuria di qualità de "La Lettura"

 La classifica è il risultato dei voti di 340 giurati (critici, giornalisti, lettori), che potevano indicare fino a 3 titoli: al primo venivano assegnati 10 punti, al secondo 6 e al terzo 4.


1) La strada di casa by Kent Haruf "La strada di casa" di Kent Haruf (324 punti)
2) La città dei vivi by Nicola Lagioia "La città dei vivi" di Nicola Lagioia (220)
3) A proposito di niente by Woody Allen "A proposito di niente" di Woody Allen (136)
4) M. L'uomo della provvidenza by Antonio Scurati "M. L'uomo della provvidenza" di Antonio Scurati (126)
5) Helgoland by Carlo Rovelli "Helgoland" di Carlo Rovelli (102)
6) Due vite by Emanuele Trevi "Due vite" di Emanuele Trevi (84)
7) Una grande storia d'amore by Susanna Tamaro "Una grande storia d'amore" di Susanna Tamaro (82)
8) Cose che succedono la notte by Peter Cameron "Cose che succedono la notte" di Peter Cameron (72)
9) Noi by Paolo Di Stefano "Noi" di Paolo Di Stefano (66)
10) Tutto chiede salvezza by Daniele Mencarelli "Tutto chiede salvezza" di Daniele Mencarelli (58)


56 punti: "Terra Alta" (Javier Cercas), "Nel contagio" (Paolo Giordano)

52 punti: "Lo specchio e la luce" (Hilary Mantel), "Ohio" (Stephen Markley)

48 punti: "L'enigma della camera 622" (Joël Dicker)

44 punti: "Cadrò, sognando di volare" (Fabio Genovesi)

42 punti: "Il vecchio lottatore" (Antonio Franchini), "Lo scarafaggio" (Ian McEwan), "Città sommersa" (Marta Barone), "Della gentilezza e del coraggio" (Gianrico Carofiglio)

40 punti: "Prima di noi" (Giorgio Fontana), "Dante" (Alessandro Barbero), "Tempi duri" (Mario Vargas Llosa), "Una terra promessa" (Barack Obama)

38 punti: "Brevemente risplendiamo sulla terra" (Ocean Vuong)

36 punti: "Il più grande criminale di Roma è stato amico mio" (Aurelio Picca), "Crepitio di stelle" (Jón Kalman Stefánsson), "Figure" (Riccardo Falcinelli), "Topeka School" (Ben Lerner), "La matematica è politica" (Chiara Valerio)

34 punti: "Kolja" (Giulia Corsalini), "La figlia unica" (Guadalupe Nettel)

32 punti: "La forma del silenzio" (Stefano Corbetta), "Ragazzo italiano" (Gian Arturo Ferrari), "Ragazza, donna, altro" (Bernardine Evaristo)

30 punti: "L'ottava vita (per Brilka)" (Nino Haratischwili), "L'albero intricato" (David Quammen), "La natura è innocente" (Walter Siti), "Vita meravigliosa" (Patrizia Cavalli), "Borgo Sud" (Donatella Di Pietrantonio)

28 punti: "Fu sera e fu mattina" (Ken Follett), "Steve Jobs non abita più qui" (Michele Masneri)

26 punti: "L'uomo con la vestaglia rossa" (Julian Barnes), "Le inseparabili" (Simone de Beauvoir), "L'estate dei fantasmi" (Lawrence Osborne), "L'ordine nascosto" (Merlin Sheldrake), "Broken" (Don Winslow), "Un'amicizia" (Silvia Avallone), "Economia sentimentale" (Edoardo Nesi)

24 punti: "L'assemblea degli animali" (Filelfo), "Apparizioni" (Andrea Gentile), "La valle oscura" (Anna Wiener), "Desiderio" (Giorgio Montefoschi), "La gioia, all'improvviso" (Manuel Vilas)

22 punti: "Seni e uova" (Mieko Kawakami), "Croce del Sud" (Claudio Magris)

Gli altri titoli che completano la classifica si trovano sul numero di questa settimana de "La Lettura", in edicola col Corriere della Sera.


Questa invece la classifica per la migliore traduzione del 2020:

1) Nicola Crocetti per Odissea di Nikos Kazantzakis
2) Giuseppe Girimonti Greco per La Grande Beune di Pierre Michon
3) Alberto Pezzotta per A proposito di niente di Woody Allen
4) Susanna Basso per Olive, ancora lei di Elizabeth Strout

Quinti a pari merito:
5) Bruno Arpaia per Terra Alta di Javier Cercas
5) Gaja Cenciarelli per Il cielo è dei violenti di Flannery O'Connor
5) Claudia Durastanti per Brevemente risplendiamo sulla terra di Ocean Vuong
5) Giuseppina Oneto per Cose che succedono la notte di Peter Cameron
5) Dóra Várnai per Guerra e guerra di László Krasznahorkai
5) Ilide Carmignani per L'università sconosciuta di Roberto Bolaño

martedì 15 dicembre 2020

[Recensione] Firmato Picpus - Georges Simenon

 


FIRMATO PICPUS | Georges Simenon | Adelphi | 1 ottobre 1999 | 139 pagine

In mezzo al brulichio della folla, l’impiegato fissa la cartella che gli sta aperta davanti. Con gesto meccanico ha posato l’occhialetto sulla carta assorbente e lo guarda con i suoi grossi occhi da miope. È allora che si verifica il fenomeno. Una delle lenti, fungendo da specchio, riflette le tracce di inchiostro che si sono asciugate sulla carta. Lui riesce a distinguere una parola: ucciderò. Osserva più attentamente e vede per intero la scritta originaria: «Domani, alle cinque di pomeriggio, ucciderò l’indovina. Firmato Picpus».

RECENSIONE

Simenon mi piace, sto leggendo pian piano tutte le indagini del commissario Maigret e ci sta che, tra i tanti libri da lui scritti, alcuni non siano al top. Questa indagine non mi ha appassionato come le altre, anzi, mi è parsa una tra quelle più noiose che ho letto fino ad ora. Il commissario stesso sembra annoiato, e forse lo era lo stesso Simenon quando scrisse questa storia.

lunedì 14 dicembre 2020

[Recensione] La famosa invasione degli orsi in Sicilia - Dino Buzzati

 


LA FAMOSA INVASIONE DEGLI ORSI IN SICILIA | Dino Buzzati | Mondadori | 1 gennaio 1997 | 74 pagine

In questa favola Buzzati fonde ballata popolare, invenzione fantastica e riflessione morale sulla vita di oggi e di ieri, per raccontare la parabola degli orsi che, dopo aver sperimentato la vita di città, decidono di tornare sulle loro montagne. E ripensa in forma "leggera" i grandi temi a lui cari: la semplicità della vita in montagna, il senso dell'attesa, l'ambiguità insita nel male come nel bene, rivivendo l'eterna storia dell'umanità, chiamata a ritrovare le proprie origini.

RECENSIONE

Dino Buzzati ci regala una fiaba per bambini ma che riguarda soprattutto noi grandi, attualissima e che non è per niente invecchiata male, anzi, l'ha resa immortale come solo i grandi scrittori riescono a fare. Buzzati io lo apprezzo molto, non a caso ho reputato Il deserto dei Tartari un capolavoro e tra i miei romanzi preferiti e scrive bene anche di fantascienza col piacevole Il grande ritratto.

La fiaba narra la storia di re Leonzio al quale viene rapito il figlio Tonio e che un giorno decide di scendere coi suoi orsi dalle montagne in città per ritrovarlo. Tra magie, mostri, castelli incantati, fantasmi, tradimenti, atti di coraggio vivremo una fiaba adatta, perché no, alle atmosfere del periodo natalizio.

La morale che si potrebbe trarre da questa fiaba, a mio parere, è il rispetto che bisogna avere per la natura che ci circonda, e l'autore ci fa intendere che l'uomo allontanandosi dalla Natura e imborghesendosi diventa pieno di vizi, egoista: cattivo, in poche parole.




sabato 12 dicembre 2020

[Recensione] Perché scrivere - Zadie Smith

 


PERCHÉ SCRIVERE UN LIBRO | Zadie Smith | minimum fax | novembre 2011 | 75 pagine

Dopo Henry Miller, Flannery O’Connor, Raymond Carver, la collana Filigrana continua a ospitare le riflessioni dei grandi narratori sul mestiere di scrivere. Stavolta si tratta di Zadie Smith, autrice di romanzi che hanno scalato le classifiche di tutto il mondo ("Denti bianchi") ma anche autorevole saggista ("Cambiare idea"). Sono qui raccolti due suoi saggi, mai precedentemente pubblicati in volume: «Perché scrivere», testo di una conferenza tenuta nel giugno 2011 in occasione del Premio Vallombrosa-Von Rezzori e «Il fallimento riuscito», originariamente pubblicato sul Guardian.
Nell’epoca di internet, della frammentazione delle informazioni, della spettacolarizzazione della cultura, della frenetica corsa al consumo e al successo individuale, che ruolo può ancora avere lo scrittore? In cosa consiste la sua rilevanza? Scrivere può ancora essere un gesto politico? Quanta importanza ha la tecnica? Cosa serve per scrivere bene? Da cosa si misura il valore di un libro, e del suo autore? Che significa scrivere onestamente? Zadie Smith affronta queste domande in maniera intelligente e diretta, a partire dalla sua esperienza di autrice e dalla sua acutezza di critico culturale: ne escono pagine che sono al tempo stesso un vademecum per gli aspiranti scrittori, una brillante provocazione verso gli intellettuali, e uno spunto di riflessione affascinante per chiunque ami la letteratura.

RECENSIONE

L'autrice ci presenta un piccolo saggio sul ruolo dello scrittore, citando autorevoli scrittori del passato come Orwell e Nabokov. Sinceramente mi ha annoiato e non sembra centrare il tema. Ci sono citazioni interessanti ma finisce tutto lì. Peccato.


venerdì 11 dicembre 2020

[Recensione] Scrivere un libro - Autori vari

 


SCRIVERE UN LIBRO | autori vari | IoScrittore | 10 febbraio 2020 | 75 pagine

In che modo si cattura l’interesse del lettore fin dalle prime pagine? Questo ebook raccoglie i consigli di alcuni grandi scrittori (Stefania Auci, Donato Carrisi, Glenn Cooper, Catherine Dunne, e tanti altri) che hanno conquistato il cuore e la mente dei lettori di tutto il mondo. Questo contenuto nasce e viene diffuso a costo zero grazie a IoScrittore, l’unico torneo letterario gratuito promosso da un grande gruppo editoriale e dai suoi editor, giunto alla decima edizione.

RECENSIONE

Questo manuale raccoglie gli incipit e i consigli di scrittura dei seguenti autori: Stefania Auci, Donato Carrisi, Alice Basso, Silvia Celani, Glenn Cooper, Valentina D'Urbano, Wulf Dorn, Catherine Dunne, Albert Espinosa, Elisabetta Gnone, Helena Janeczek, Giulio Leoni, Clara Sánchez, Andrea Vitali, Mirko Zilahy, Silvia Zucca.

Lo potete scarica gratuitamente in qualunque piattaforma, peccato che le interviste siano molto brevi.
Qual è il segreto per scrivere un buon libro? Riassumendo tutte le risposte potrei affermare che è uno solo: leggere, leggere tanto, leggere tanti generi diversi, essere curiosi ed essere se stessi.


giovedì 10 dicembre 2020

[Recensione] Il dolore è una cosa con le piume - Max Porter

 


IL DOLORE È UNA COSA CON LE PIUME | Max Porter | Guanda | 20 ottobre 2016 | 125 pagine

Un uomo, studioso di Ted Hughes, è rimasto solo con i due figli, nella loro casa di Londra, dopo la morte della moglie. I tre devono fare i conti con un tempo che si è fermato, con un dolore ingombrante come una presenza. Fino alla visita inaspettata di uno strano personaggio che ha le piume e l’aspetto di un corvo. Un corvo dotato di un feroce senso dell’umorismo, un po’ baby-sitter, un po’ terapeuta, ma soprattutto amico. Un corvo che potrebbe aiutarli a venire a patti con la sofferenza e a dare un senso a un evento terribile. Sogno o realtà? Quello che è certo è che i ricordi feriscono, ma a poco a poco leniscono anche. E giorno dopo giorno il tempo ricomincia a scorrere.
Fiaba, romanzo, poesia, questo libro è una struggente storia sul dolore, sulla perdita, e sulla forza dell’immaginazione e delle parole che aiutano a vivere.

RECENSIONE

Un marito da poco vedovo si ritrova da solo coi suoi due figli ad elaborare il terribile lutto della moglie. Libro che tenta di rielaborare un lutto che il protagonista riversa nella figura di un corvo di fattezza umane: la storia (se così si può definire) è narrata da tre punti di vista incrociati: quello del padre, dei figli e del corvo.

A me è parsa una trollata gigantesca, vi giuro ho messo molta buona volontà a finirlo (nonostante sia breve la lettura) ma lo avrei abbandonato quasi subito: noioso, insulso, spesso inutile e irritante, non c'è un vero e proprio sviluppo della storia (spesso ti chiedi ma che cavolo sta succedendo?). L'autore è sicuramente una persona piena di cultura, ma non riesce a scrivere un libro leggibile o almeno godibile.

Potevo impiegare questo tempo speso a leggere altro, tranquillamente.

mercoledì 9 dicembre 2020

[Recensione] La casa nel vicolo - Maria Messina

 


LA CASA NEL VICOLO | Maria Messina | Sellerio | 2 aprile 1999 | 152 pagine

Una scrittrice pienamente appartenente, dall’umile provincia, alla letteratura europea, sul versante femminile e femminista, che negli anni a lei contemporanei offriva un’intensa testimonianza letteraria. Tre racconti pubblicati in questa collana (Casa paterna) hanno richiamato su Maria Messina, scrittrice di cui nel giro di un cinquantennio si era del tutto perso il ricordo, l’attenzione dei lettori e dei critici. Apprezzata da Verga, con cui intrattenne una devota corrispondenza; recensita come «scolara del Verga» da Borgese, la Messina è da accostare, piuttosto, al Pirandello dell’Esclusa e di tante novelle che oggi si possono approssimativamente definire «femministe»: quelle cioè attente, vibranti di commossa partecipazione pur nella registrazione realistica, alla condizione femminile in Sicilia qual era fino agli anni della seconda guerra mondiale. La ripubblicazione di questo romanzo (edito da Treves nel 1921), darà, crediamo, una piena conferma della qualità della scrittrice e darà misura dell’ingiustizia di averla – critici e storici della letteratura italiana – dimenticata.    Leonardo Sciascia (1982)

RECENSIONE

Non conoscevo questa brava scrittrice siciliana, ed è stata una piacevole sorpresa. Spiace constatare che sia stata quasi dimenticata, vi consiglio di leggere le sue opere.

In questo romanzo l'autrice ci fa conoscere la vita quotidiana di due donne dei primi del 900 in Sicilia. Sono due sorelle che vivono a casa del burbero Don Lucio Carmine, segretario del barone, il quale ha sposato Antonietta e la cui sorella minore Nicolina decide di stare da loro per aiutarli in casa. Le due donne sono completamente schiavizzate dal padrone di casa: non posso avere altri desideri che curare la casa, cucinare, cucire, badare ai figli, obbedire a tutti gli ordini che vengono loro impartiti. L'autrice rende in modo magistrale la vita claustrale che fanno le due donne, le quali non si ribellano ma abbassano la testa. Lo stesso Don Lucio a un certo punto dice che "le donne devono essere docili, ignoranti, e senza desideri". La Messina riesce bene a farci sentire quella claustrofobia che provano quelle donne, che covano dentro rancore per quel burbero uomo di casa e malinconia per il loro paese natìo. Ho provato tanta tristezza soprattutto per Nicolina la quale ha deciso di sacrificare i suoi anni di giovinezza per servire suo cognato e sua sorella maggiore, e poi i suoi nipoti, tra i quali Antonio, al quale si affezionerà molto e sarà l'unico che le consiglia di andare via da lì.

Quando ti trovi al cospetto di un grande scrittore, non puoi fare a meno che desiderare di leggere altre sue opere.


[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...