lunedì 3 agosto 2020

[Recensione] La scivolosa scarpata - Lemony Snicket

Titolo: La scivolosa scarpata
Titolo originale: The Slippery Slope
Autore: Lemony Snicket
Traduttrice: Valentina Daniele
Editore: Salani
Serie: Una serie di sfortunati eventi #10
Pubblicazione: 29 novembre 2012
Prima pubblicazione: 23 settembre 2003
Genere: romanzo per ragazzi
Pagine: 284
Prezzo: 12 euro

Quarta di copertina
Cari lettori, come le strette di mano, gli animali da compagnia e le carote crude, molte cose sono preferibili quando non sono scivolose. Sfortunatamente, in questo infelice volume, temo che Violet, Klaus e Sunny Baudelaire si imbattano in ben più della normale quota di scivolosità che spetterebbe loro, durante il viaggio impervio su (e giù) per una catena di monti strani e inquietanti. Ecco la decima, tragica puntata della vicenda dei fratelli Baudelaire.

Recensione
Dopo il tragico finale de Il carosello carnivoro Klaus e Violet si trovano alle prese con un gruppo di scout capeggiato dalla cattiva Carmelita Ghette (incontrata ne L'atroce accademia) ma fortunatamente trovano un amico che credevano morto il quale li portare in un rifugio dei V.F. Intanto la povera Sunny è prigioniera del Conte Olaf e della sua banda, e i nostri escogiteranno un piano per poterla liberare. Ma tra loro vi è un ghiacciato ostacolo: la scivolosa scarpata!

Altro capitolo piacevole delle tristi vicende dei fratelli Baudelaire, da divorare in poche ore. Con una bella sorpresa (uno che credevamo morto in realtà era sopravvissuto).

sabato 1 agosto 2020

[Recensione] Ernest e Celestin - Daniel Pennac

Titolo: Ernest e Celestin
Titolo originale: Le Roman d'Ernest et Célestine
Autore: Daniel Pennac
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale Economica Feltrinelli
Pubblicazione: 11 maggio 2017
Prima pubblicazione: 3 ottobre 2012
Genere: romanzo per bambini, fiaba
Pagine: 187
Prezzo: 9 euro

Quarta di copertina
Il mondo di sopra è abitato dagli orsi e il mondo di sotto dai topi. È risaputo: i due mondi sono incompatibili e i loro popoli sono acerrimi, secolari nemici. Eppure nessuno potrà impedire a un orso e a una topina di diventare compagni inseparabili. Prima, però, dovranno affrontare mille peripezie e pericoli, sfuggire a una miriade di topi furiosi attraversando i cunicoli delle fogne, evadere da un furgone blindato della polizia, scappare su un camioncino di dolci rubato, per rifugiarsi nella loro calda e accogliente casa nel bosco, nascosta sotto una coltre di neve. Qui potranno finalmente dedicarsi alle rispettive passioni, la musica e il disegno, anche se il pericolo non tarderà a ripresentarsi, con l'arrivo della primavera. Ernest e Celestine litigano e fanno pace, scherzano e si prendono cura l'uno dell'altra: dopo essersi incontrati, l'idea di separarsi è per loro la cosa più detestabile del mondo e per evitarlo sono disposti a tutto.

Recensione
La storia di un'amicizia tra un'orso musicista e una topolina pittrice. Pennac ci delinea una fiaba per bambini. Dello stesso genere dell'autore ho letto L'occhio del lupo e Abbaiare stanca. Di tutt'altro livello rispetto a questo. Come i protagonisti che ad un certo punto si assopiscono ho avuto lo stesso fenomeno: mi sono assopito. Poi l'idea di far intervenire l'autore e il lettore durante la narrazione della storia l'ho trovato uno stratagemma inutile e anzi ancor più stancante e spesso ridicolo.

venerdì 31 luglio 2020

[Recensione] L'uroboro di corallo - Rosalba Perrotta

Titolo: L'uroboro di corallo
Autrice: Rosalba Perrotta
Editore: Salani
Pubblicazione: 23 febbraio 2017
Genere: romanzo
Pagine: 324
Prezzo: 15,90 euro

Quarta di copertina
Può un’eredità imprevista cambiarti la vita, anche se non sei più giovanissima e non ti aspetti più nulla dal mondo? Sì, se l’eredità è una spilla di corallo a forma di uroboro. Di un suo supposto potere magico è convinta Anastasia, una donna ‘all’antica’, insicura e piena di remore, che vive l’abbandono del marito come una colpa e ha congelato la propria esistenza nell’attesa di un suo improbabile ritorno. L’eredità dell’amante del nonno, un palazzetto in una zona malfamata di Catania e una scatola piena di cianfrusaglie tra cui l’uroboro, è l’occasione per cambiare tutto.Intorno ad Anastasia un mondo di personaggi vivi e reali: le tre cugine ‘continentali’, la figlia Nuvola con i capelli viola e il suo bizzarro mestiere, l’altra figlia Doriana, che scopre le gioie e i dolori dell’adulterio, e poi ancora il notaio-cuoco Matteo e l’inquietante cavalier Santospirito con le sue rocambolesche manovre per impossessarsi del magico uroboro. Ma specialmente Igor, il primo amore di Anastasia, che potrebbe tornare dalla Guadalupa e rimettere tutto in discussione.

Recensione
Questa è la prima opera che leggo della scrittrice siciliana Rosalba Perrotta, opera completamente ambientata (tranne qualche gita fuori porta) nella mia bella città natale, Catania.
In poche parole la protagonista è una signora lasciata dal marito che eredita, assieme alle sue cugine, una palazzina in un quartiere malfamato della città e anche una misteriosa spilla di corallo a forma di uroboro (il serpente che si morde la coda). Pian piano conosceremo le sue due figlie, Nuvola e Doriana, e tanti altri personaggi che popolano la vita ordinaria di questa signora che ha più di settant'anni e che vuole voltare pagina (e non solo lei) al suo tormentato e triste passato pieno di delusioni e di rimpianti.

giovedì 30 luglio 2020

[Recensione] Perché leggere i classici - Italo Calvino

Titolo: Perché leggere i classici
Autore: Italo Calvino
Editore: Mondadori
Collana: Oscar Moderni
Pubblicazione: 7 settembre 2017
Genere: saggio
Pagine: 368
Prezzo: 14 euro

Quarta di copertina
"Il leggere per la prima volta un grande libro in età matura è un piacere straordinario: diverso rispetto a quello d'averlo letto in gioventù. La gioventù comunica alla lettura come a ogni altra esperienza un particolare sapore e una particolare importanza; mentre in maturità si apprezzano molti dettagli e livelli e significati in più. Ci dovrebbe essere un tempo nella vita adulta dedicato a rivisitare le letture più importanti della gioventù. Se i libri sono rimasti gli stessi noi siamo certamente cambiati, e l'incontro è un avvenimento del tutto nuovo."

Recensione
Un classico è un'opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso. (Calvino).
Calvino è, come me, un lettore onnivoro, e il leggere questa raccolta di articoli che ha scritto durante la sua vita è stato arricchente e interessante. Proprio l'anno scorso ho letto un libro simile a questo ma riguardante George Orwell, Letteratura palestra di libertà. Saggi su libri, librerie, scrittori e sigarette. Inutile fare l'elenco degli autori che lui recensisce, ma sono stato contento di scoprire, tra quelli che ci presenta, che lui amava Stevenson e i libri di avventura.

mercoledì 29 luglio 2020

[Recensione] La scrittura o la vita - Annalena Benini

Titolo: La scrittura o la vita 

Sottotitolo: Dieci incontri dentro la letteratura
Autrice: Annalena Benini
Editore: Rizzoli
Collana: Scala Italiani
Pubblicazione: 13 marzo 2018
Genere: interviste
Pagine: 247
Prezzo: 20 euro

Quarta di copertina
"Dagli altri voglio sapere come si cammina con il fuoco dentro, voglio riconoscere quel fuoco, e anche l'unicità della vocazione, contare le cose infrante lasciate per terra, e voglio che il fuoco degli altri faccia divampare il mio. Per questo ho cercato dieci scrittori italiani: vicini alla mia idea di vocazione e anche disposti a spiegarla, a raccontare di questo mestiere che è il loro padrone e a individuare il momento in cui sono riusciti a dire: "Io sono uno scrittore". Percorrono tutti strade differenti e non si sono immersi in un filone letterario ma mi sembra abbiano creato qualcosa di nuovo, facendo un passo in avanti nel cammino della letteratura italiana. Negli scrittori, nelle loro vite, ma credo in tutte le persone, io cerco sempre questa specie di follia che a volte è molto bene addomesticata, a volte quasi invisibile, ricoperta di strati di ragionevolezza, doveri, vita dei giorni, sesso, famiglia, inciampi, successo, imbarazzo, cinismo, paura, ironia, vergogna (ma credo che uno scrittore, quando scrive, debba liberarsi della vergogna). Mi entusiasma scoprire che esiste sempre un nucleo di passione che non può essere scalfito da niente, e che non è socievole né affidabile, perché è una concentrazione costante su qualcos'altro, è un pensiero altrove."

Recensione
In questo libro l'autrice ha intervistato dieci scrittori italiani contemporanei che sono: Sandro Veronesi, Michele Mari, Valeria Parrella, Domenico Starnone, Francesco Piccolo, Patrizia Cavalli, Edoardo Albinati, Melania Mazzucco, Alessandro Piperno e Walter Siti.

Ovviamente non ho letto neanche un libro di loro, vista la mia quasi assente propensione alla lettura di autori italiani contemporanei, ma ammetto che alcuni dei libri citati mi hanno incuriosito e potrei, in futuro, recuperarne qualcuno. Interessante, nel finale, il consiglio di 30 libri (citati nelle varie interviste).
Consiglio questa lettura solo se siete appassionati agli autori citati, per scoprire interessanti rivelazioni sul loro metodo di ispirazione (ecco perché ho scelto di leggerlo, in questo periodo ho ripreso a scrivere!) e sulla loro vita privata.

martedì 28 luglio 2020

[Segnalazione] Il borghese pellegrino - Marco Malvaldi

A cinque anni di distanza dal suo primo, fortuito, caso criminale (raccontato nel precedente Odore di chiuso), Pellegrino Artusi è ospite di un antico castello che un agrario capitalista ha acquisito con tutta la servitù, trasformando il podere in una azienda agricola d’avanguardia. È stato invitato perché è un florido mercante, nonché famoso autore della Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, il libro con cui codificava la cucina italiana e contribuiva anche, con i sapidi aneddoti uniti alle ricette, a diffondere nei tinelli delle case la lingua nazionale. Oltre al proprietario, Secondo Gazzolo, con la moglie, completano il gruppo altri illustri signori. Il professor Mantegazza, amico di Artusi, fisiologo di fama internazionale; il banchiere Viterbo, tanto ricco quanto ingenuo divoratore di vivande; il dottor D’Ancona, delegato del Consiglio di Amministrazione del Debito Pubblico della Turchia; Reza Kemal Aliyan, giovane turco, funzionario dello stesso consiglio; il ragionier Bonci, assicuratore con le mani in pasta; sua figlia Delia che cerca marito ma ancor più avventure. Riunisce tutti non solo il fine conviviale, ma anche un affare in fieri. Sono infatti gli anni d’inizio secolo in cui la finanza europea si andava impadronendo del commercio internazionale del decadente Impero Ottomano. Accade che, tra un pranzo, un felpato attrito di opinioni e interessi, un colloquio discreto, viene trovato morto un ospite; è chiuso a chiave in camera da letto ma il professor Mantegazza è sicuro: è stato soffocato da mani umane. Circostanze che non collimano, passaggi segreti, colombi viaggiatori, tresche clandestine, fanno entrare ed uscire dalla scena, o agire coralmente, i personaggi, con la vivacità di un teatro brillante. E si adatta al luogo una sfumatura di gotico, in ironico contrasto con l’atteggiamento scientista all’epoca di gran voga. Marco Malvaldi si muove a proprio agio nell’ambiente positivistico dell’epoca, rappresentato con allusiva esattezza; e d’accordo con il suo eroe Pellegrino Artusi considera la buona cucina una branca della chimica, una scienza complessa, rigorosa e stuzzicante quanto la sublime arte dell’investigazione.

L'autore
Marco Malvaldi è nato a Pisa il 27 gennaio 1974, e ha sempre vissuto a Pisa, a parte una breve e umida parentesi in Olanda. E' sposato, ha un figlio e due gatti. Con Sellerio editore ha pubblicato cinque gialli ambientati sulla costa toscana, che hanno come protagonisti Massimo e i vecchietti: tra il primo, La Briscola in Cinque, uscito nel 2007, e l’ultimo, Il Telefono Senza fili (2014), si sono inframmezzate varie cose. Romanzi storici, per esempio: nel 2015 è uscito Buchi nella sabbia con il giornalista e poeta Ernesto Ragazzoni mentre del 2011 è Odore di Chiuso, il cui protagonista è il noto cuoco e gourmet Pellegrino Artusi. Dei due anni successivi sono il giallo Milioni di milioni e il romanzo, di difficile classificazione in un solo genere letterario (thriller-crime story-feuilleton-libro di cucina), Argento vivo.
Il suo sito internet: Marco Malvaldi 

lunedì 27 luglio 2020

[Recensione] La figlia del papa - Dario Fo

Titolo: La figlia del papa
Autore: Dario Fo
Editore: Chiarelettere
Pubblicazione: aprile 2014
Genere: romanzo storico
Pagine: 208
Prezzo: 10 euro

Quarta di copertina
Figlia di un papa, tre volte moglie (un marito assassinato), un figlio illegittimo… tutto in soli 39 anni, in pieno Rinascimento. Una vita incredibile, da raccontare. Ci hanno provato scrittori, filosofi, storici. Di recente sono state dedicate a Lucrezia serie televisive di successo in Italia e all’estero. Ora, eccezionalmente, il premio Nobel Dario Fo, staccandosi da ricostruzioni scandalistiche o puramente storiche, ci rivela in un romanzo tutta l’umanità di Lucrezia liberandola dal cliché di donna dissoluta e incestuosa e calandola nel contesto storico di allora e nella vita quotidiana. Ecco il fascino delle corti rinascimentali con il papa Alessandro VI, il più corrotto dei pontefici, il diabolico fratello Cesare, e poi i mariti di Lucrezia, cacciati, uccisi, umiliati, e i suoi amanti, primo fra tutti Pietro Bembo, con il quale condivideva l’amore per l’arte e, in particolare, per la poesia e il teatro. Tutti pedine dei giochi del potere, il più spietato. Una vera accademia del nepotismo e dell’osceno, tra festini e orge. Come oggi. Perché il romanzo della famiglia dei Borgia è soprattutto la maschera del nostro tempo che, visto attraverso il filtro di quel periodo, ci appare ancora più desolante e corrotto.

Recensione
La vita di Lucrezia Borgia secondo Dario Fo che, staccandosi da ricostruzioni scandalistiche ci rivela, in questa versione romanzata, tutta l'umanità della donna liberandola dal cliché di donna dissoluta e incestuosa.
Personalmente non mi è piaciuto lo stile utilizzato dall'autore, il fatto cioé di romanzare fatti storici in questo modo è stato troppo superficiale e poco appassionante, tanto è vero che un paio di volte ho quasi ceduto ad interrompere la lettura e a non portarla a compimento. Peccato, l'unica cosa positiva però è che mi ha incuriosito e sicuramente in futuro approfondirò la vita di questa donna del cinquecento, figli di un papa.

[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...