domenica 7 giugno 2026

[Recensione] TransAtlantico - Colum McCann

 


TRANSATLANTICO || Colum McCann || Feltrinelli || 2020 || 348 pag.

Terranova, 1919: gli aviatori Alcock e Brown fanno rotta sull’Irlanda nel primo tentativo di trasvolata atlantica senza scalo, affidandosi, per esorcizzarne gli orrori, a un bombardiere modificato della Grande Guerra.
Dublino, 1845: in tournée oltreoceano per promuovere la sua sovversiva autobiografia, Frederick Douglass trova negli irlandesi un popolo aperto alla rivoluzionaria causa dell’abolizionismo, nonostante la devastante carestia che impone ai poveri sofferenze terribili persino agli occhi di uno schiavo americano. New York, 1998: lasciata a casa la giovane moglie e un figlio appena nato, il senatore George Mitchell parte per Belfast con il compito di condurre a termine le trattative di pace nella martoriata Irlanda del Nord. Questi tre emblematici viaggi sono legati tra loro da una misteriosa lettera che attenderà un secolo prima di essere aperta, e dai destini di quattro donne determinate a curare le ferite della vita con la dolce ostinazione della femminilità.
Prendendo le mosse da un episodio reale, con TransAtlantic McCann ci consegna il suo romanzo più ambizioso e poetico: una costruzione dal respiro malinconico che mette superbamente in scena una meditazione profonda sulla Storia e sull’identità in un mondo che anno dopo anno si fa più piccolo, strabiliante e affamato di libertà.

RECENSIONE

In questo romanzo si intrecciano tre storie: un aviatore inglese (di origini statunitensi), Arthur Brown, assieme a John Alcock riuscirono ad attraversare l'Atlantico senza fermate su un bombardiere modificato della Grande Guerra; Frederick Douglass, ex schiavo di colore, che gira l'Irlanda dove tiene delle conferenze contro la schiavitù; George Mitchell, senatore degli Stati Uniti, mediatore per le trattative di pace tra i rappresentanti dei partiti politici nordirlandesi e il governo britannico. Sono tre storie che uniscono l'Irlanda agli Stati Uniti, tre eventi storici che mettono in evidenza gli stretti legami che esistono tra le due rive dell'Atlantico.

Il problema di questo romanzo è che è "pesante": non nel senso che non si può leggere, perché McCann scrive molto bene, ma la storia, anzi, le storie che si intrecciano, in un certo senso, ti lasciano una certa pesantezza. Sarebbe stato meglio, a mio parere, concentrarsi su un singolo protagonista piuttosto che saltare da una storia a un'altra facendo confondere il lettore. Devo anche ammettere che delle tre storie quella che è scritta meglio è la prima, il mitico attraversamento dell'Atlantico dal Canada fino in Irlanda. Le altre due vicende sono certamente interessanti a livello storico, ma a me mi hanno annoiato abbastanza. Infatti ho terminato con fatica tutto il libro.


sabato 6 giugno 2026

[Recensione] Super Mario - Salva Fernandez Ros

 


SUPER MARIO || Salva Fernandez Ros || RBA || 2024 || 144 pag.

Super Mario è l’icona più riconoscibile del mondo dei videogiochi e il rappresentante più universalmente noto dell’intero settore. Basta guardare al suo successo in termini numerici per rimanere sbalorditi: Mario è apparso in più di 200 videogiochi, con il suo nome sono state vendute più di 775 milioni di unità e il suo primo titolo per il Nintendo Entertainment System (NES) ha raggiunto 40 milioni di copie. Sebbene questi dati bastino da soli a rendere conto dell’importanza dell’idraulico di Nintendo nel mondo dei videogiochi, il suo impatto va ben al di là delle semplici cifre.

RECENSIONE

L'autore, in modo sintetico ma esauriente, riesce a presentarci la nascita di Super Mario, uno dei primi e più famosi videogiochi al mondo, per poi proseguire nel presentarci tutti i giochi che ne sono usciti, fino al Super Mario in 3D. L'autore ricostruisce, analizza e valorizza l'idraulico italiano più celebre al mondo. Dal 1985 ad oggi possiamo affermare che Super Mario rimane uno dei personaggi dei videogiochi più celebri e presente in tantissimi giochi e che ha segnato la storia dei videogames dagli anni 80 ad oggi.

Una lettura e quindi un approfondimento che consiglio a chi ha amato e a chi ancora gioca con Super Mario, un mito intramontabile che ancora oggi fa divertire grandi e piccini.


giovedì 4 giugno 2026

[Recensione] Sottobosco - Sara Strömberg

 


SOTTOBOSCO || Sara Strömberg || Fazi Editore || 2025 || 401 pag.

Vera Bergström è un’ex giornalista cinquantenne in piena crisi di mezza età. Dopo trent’anni di lavoro al «Jämtlandsposten» e una lunga convivenza con il compagno Levan, si ritrova di punto in bianco senza più certezze, licenziata dal giornale in seguito alla crisi della carta stampata e lasciata dal partner per una ragazza più giovane. Costretta a reinventarsi una vita, torna nella sua regione natia nel Nordovest della Svezia cercando faticosamente di riconquistare un equilibrio. Il ritrovamento del cadavere di una donna brutalmente assassinata in una radura nelle foreste circostanti la riporta sul terreno che quello del giornalismo d’inchiesta. Contattata dal suo ex caporedattore, viene incaricata di seguire il caso per conto della sua vecchia testata. Ben presto Vera si accorge che le dinamiche del delitto non sono chiare come vorrebbe la polizia. Intraprende così un’indagine parallela alla ricerca della vera identità della vittima e del possibile movente dell’ scoprirà quanto sconfinati e oscuri possono diventare i luoghi che pensiamo di conoscere da sempre.

RECENSIONE

La giornalista Vera Bergström ritorna nel suo paese natio in Svezia dopo aver perso il suo lavoro ed essersi lasciata dal suo fidanzato (si era messo con una donna più giovane). Qua viene incaricata dal suo ex redattore di seguire il caso di una ragazza assassinata in una radura, Isabella, perché l'inchiesta che sta svolgendo la polizia sembra aver preso una strada sbagliata.

Sara Strömberg, giornalista svedese, esordisce nella narrativa proprio con questo noir "sociale", dimostrando che sa scrivere bene e riesce a tenerti col fiato sospeso durante lo svolgimento della vicenda. L'autrice ci mostra una protagonista matura, ferita, che affronta la vita e la sua crisi di mezza età con ironia, alla ricerca di un senso che sembra aver perduto.

Ecco la mia video recensione:




lunedì 1 giugno 2026

[Recensione] Sherlock Holmes e il caso dell'unicorno nero - Elena Vesnaver

 


SHERLOCK HOLMES E IL CASO DELL'UNICORNO NERO || Elena Vesnaver || Delos Digital || 2014 || 59 pag.

Capodanno, in fondo, sarebbe un giorno come un altro per Sherlock Holmes, ma questa volta l'atmosfera tranquilla di Baker Street viene turbata da un assassinio senza perché. Le indagini porteranno Holmes e Watson in giro per una Londra che si prepara alla notte più lunga dell'anno, fra i docks umidi e fatiscenti lungo il Tamigi e nei fumosi pub delle strade popolari... Sempre inseguendo un nemico senza nome che si rivelerà più pericoloso del previsto e incrociando sempre più di frequente gli occhi di Mary Barnes.

RECENSIONE

Ritornare a leggere un racconto con protagonisti Sherlock Holmes e il dottor Watson fa sempre piacere. Stavolta il caso presenta un misterioso assassinio di cui non si riesce a venirne a capo. Holmes inizierà ad indagare fino a quando si imbatterà nel pub gestito dalla bella Mary Barnes e da quel momento i pericoli aumenteranno.

sabato 23 maggio 2026

[Recensione] L'uomo che guardava passare i treni - Georges Simenon

 


L'UOMO CHE GUARDAVA PASSARE I TRENI || Georges Simenon || Adelphi || 1991 || 211 pag.

La sera di un giorno qualsiasi, Kees Popinga si appresta a fumare un sigaro. Anche la sua vita è qualsiasi, e questo lo rallegra. Impiegato di una solida ditta olandese, è abituato a spartire le sue ore con perfetta regolarità. I suoi sentimenti non usano deviare, se non impercettibilmente, come per esempio per «quella certa emozione furtiva, quasi vergognosa, che lo turbava vedendo passare un treno, un treno della notte soprattutto, dalle tendine calate sul mistero dei viaggiatori». Quella sera, poche ore dopo, Popinga fu costretto ad accorgersi che la sua vita si disfaceva come un castello di carte. Ora gli accennava dall’oscurità una nuova esistenza, dove avrebbe avuto a che fare con figure per lui estranee: il sangue, le donne, l’imbroglio, il caso, la fuga, la paura, l’esaltazione, il falso, la polizia.
Kees Popinga è uno di quegli uomini cosiddetti normali che Simenon predilige e che sa raccontare come nessun altro. La sua normalità, come ogni normalità, è illusoria: un meccanismo che, appena s’inceppa, diventa capace di tutto. Ma non tutti, a quel punto, sono capaci di tutto. Kees Popinga sì. Come era stato, un tempo, il più normale fra i normali, ora si sfrena e, preso da un’euforia sinistra, rovescia uno per uno tutti i capisaldi della sua realtà. La sua fuga è una sfida, e la sfida attira un’incalzante persecuzione, che ci trascina fino all’ultimo nella lettura. Personaggio paradigmatico dell’universo simenoniano, Popinga si insinua nella mente del lettore con una stupefacente familiarità. È come una carta da parati che abbiamo visto per anni e improvvisamente si metta a parlare. Dal momento in cui, un giorno, Popinga esce di casa e, chiudendo la porta, esce anche da se stesso, incontriamo di tutto e non riusciamo a evitare di vederlo con i suoi occhi. Il delitto, il terrore, la fantasticheria, la solitudine, la lucidità, la puntigliosità: sono nuovi pezzi su una vecchia scacchiera, e con il loro aiuto Popinga tenta disperatamente di eludere lo scacco matto. Alla fine, la sua vita, di cui ormai sappiamo tutto, sarà passata davanti ai nostri occhi, e ai suoi, come uno di quei misteriosi treni che amava guardare nella notte.
L’uomo che guardava passare i treni fu pubblicato per la prima volta nel 1938.

RECENSIONE

Di tanto in tanto mi concedo una pausa dalle indagini del commissario Maigret e leggo una storia di Simenon che non riguarda il celebre commissario, come in questo caso. Era da tempo che desideravo recuperare L'uomo che guardava passare i treni e finalmente ci sono riuscito.

Kees Popinga è impiegato in una ditta olandese di spedizioni navali e ha una moglie e due figli. La sua vita da borghese si svolge in modo normale, seguendo il solito tran tran come di un uomo qualsiasi. Una sera, però, la sua vita verrà stravolta e, come un castello di carte, crollerà a terra. Egli apprende dal suo datore di lavoro che la ditta sta per fallire (per bancarotta fraudolenta) e va a trovare l'amante di lui. Da quel momento la sua vita prenderà una strada fuori dal suo ordinario fatta di delitti, donne, imbrogli, fughe e falsità. Decide di fuggire a Parigi, inseguito dalla polizia che crede abbia ucciso il suo capo. Popinga diventa un'altra persona: prova a depistare la polizia, frequenta le prostitute, si mette nei guai per davvero e compie delle azioni criminali.

La storia che ci regala Simenon è piena di colpi di scena e ti lascia incollato alle pagine per tutti i capitoli. Mette a nudo la profonda insoddisfazione della condizione di Popinga che improvvisamente si lascia trascinare dagli eventi, cambiando completamente e diventando un'altra persona (a tratti ricorda il protagonista di Pirandello, Vitangelo Moscarda, in Uno, nessuno e centomila e come lui va in crisi e cerca la sua identità). In un certo senso Popinga, perseguitato da eventi infausti, decide di prendere finalmente la vita nelle sue mani e smette di lasciarsi trascinare dalla corrente e inizia a compiere cose che mai avrebbe compiuto nella normalità (e questo ci ricorda anche un altro capolavoro della letteratura mondiale, ovvero Il dottor Jekyll e Mister Hyde di Stevenson).

Simenon ci regala un romanzo psicologico godibile e scritto bene, un piccolo capolavoro giallo del Novecento.




lunedì 18 maggio 2026

[Recensione] Maigret a scuola - Georges Simenon

 


MAIGRET A SCUOLA || Georges Simenon || Adelphi || 2003 || 160 pag.

Maigret procedeva con estrema cautela e aveva l’impressione di camminare sulle sabbie mobili. Non poteva andare troppo in fretta. Una parola sbagliata e il ragazzino si sarebbe irrigidito, e a quel punto non gli avrebbe più cavato fuori niente. «Soffri perché non sei come gli altri?». «E perché sarei diverso dagli altri? Chi gliel’ha detto?». «Immagina che io abbia un figlio che va a scuola, che gioca per le strade del quartiere. I suoi compagni direbbero: “È il figlio del commissario!”. E lo tratterebbero in modo diverso dagli altri. Mi capisci? «Tu sei il figlio del maestro». Il ragazzino lo guardò più a lungo, con maggiore insistenza.

RECENSIONE

Un maestro di scuola chiede aiuto al commissario Maigret spiegandogli di essere innocente perché falsamente accusato di aver ucciso una vecchietta (odiata da tutto il villaggio). Maigret accetta e si reca in questo paesino di mare. E come suo solito, il Nostro inizia a conoscere gli abitanti di questo paese, si mette nei loro panni, frequenta i loro locali (i bar non mancano mai e neanche le bevute), e prova anche a pensare come loro e capisce che il maestro non c'entra nulla con l'omicidio, ma qualcuno di davvero insospettabile.

Forse non il miglior Maigret che ho letto fino ad ora (e siamo giunti a 44!) ma riesce a catturarti, e ti fa capire che anche in un paesino non tutto è rose e fiori come potrebbe sembrare. 

venerdì 15 maggio 2026

[Recensione] Il campo del vasaio - Andrea Camilleri

 


IL CAMPO DEL VASAIO || Andrea Camilleri || Sellerio || 2008 || 280 pag.

Il campo del vasaio, detto anche del sangue, è luogo che appartiene alla topografia morale. Designa una contrada maligna, putrida e pantanosa: un anfrattuoso cimitero di argille; uno smortume di forre e borri. La località è il quadrante tartareo del tradimento. Venne acquistato con il «prezzo del sangue»: con i trenta denari di Giuda. E accolse le viscere sparse dell’apostolo traditore, lì impiccatosi. In un campo del vasaio vengono trovati i trenta «tagli» di un uomo: prima giustiziato, con un colpo alla nuca; poi macellato. Sembrerebbe un delitto di mafia eseguito con puntigliosa esattezza, secondo il rituale arcaico riservato a quanti hanno tradito. Ma il tradimento è una macchinazione che dà a intendere quel che non è. Corre su un’incerta frontiera. Tra vero e falso. E anche i luoghi e le cose tradiscono, in questo romanzo. Lo stesso Montalbano, sempre più soliloquista e monologante, su declivi di stanchezza, è posseduto da uno stupore notturno: dai lumi ciechi di un incubo traditore che lo gela, come dentro un cubo di ghiaccio, in mezzo al fracasso dei turbini. Il commissario dovrà smorfiare i segni sghembi delle premonizioni, e sventare le trame nascoste di un tradimento che lo coinvolge e lo tocca fino alle lacrime. Una signora dei trucchi, una maliarda, ha portato scompiglio nel commissariato di Vigàta. Sa come affascinare gli animi anche riluttanti. Sa come stornarli, e come condannarli a una dipendenza vergognosa. Somiglia all’Angelica dell’Orlando innamorato di Boiardo. Esotica e ingannatrice anch’essa: venuta dalla Colombia, come l’altra dal Cataio; entrambe perfide, fatte di «màrmaro e d’azzaro». Si chiama Dolores, la nuova principessa degli inganni: «Dolorosa», nella pronuncia di Catarella. Ha adescato il «paladino» più vicino a Montalbano. E lo sobilla, per «tradire» l’inchiesta. Il «paladino» subisce il sortilegio. Ma, segretamente, vorrebbe essere redento. Montalbano riuscirà a soccorrere l’amico, e a deludere le falsità con altre falsità. Procederà in punta d’ingegno: abile nello sgambetto e nel contropiede. Ingannerà la traditora. Esorcizzerà gli influssi nefasti del campo del vasaio, i suoi pronostici tradimentosi. Con una meditazione calma, ancorché sconsolata. Lui, Montalbano, è il «poviro puparo» di una dispersa e «mischina opira dei pupi»: «la fatica si faciva ogni volta cchiù grossa, ogni volta cchiù pisanti. Fino a quanno avrebbe potuto reggiri?».

RECENSIONE

E giungiamo così alla tredicesima indagine del commissario siciliano Salvo Montalbano. Ritroviamo un commissario più meditativo, e in cui viene messa a dura prova la sua amicizia col suo vice Mimì. L'indagine stavolta inizia davvero in maniera strana: viene ritrovato il cadavere di un uomo fatto a pezzi, e subito il commissario comprende che potrebbe essere un delitto di mafia. Oppure è una messinscena? E si potrà fidare del suo vice che sembra essere caduto nella rete di una donna fatale?

Devo ammettere che tra quelli già letti, questa indagine si colloca tra quelle più belle e interessanti, dove viene messo tutto in gioco. E la crisi con Livia, purtroppo, sembra peggiorare.

Camilleri ha la capacità di guidarti in quelle ambientazioni e vicende piene di amore, gelosia, odio e vendetta, e non vedi l'ora di tornare a nuotare in quel meraviglioso mare di Vigata accanto al commissario siciliano più famoso al mondo.


[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...