lunedì 6 luglio 2026

[Recensione] L'Agnese va a morire - Renata Viganò

 


L'AGNESE VA A MORIRE || Renata Viganò || Einaudi || 2017 || 256 p.

«L'Agnese va a morire è una delle opere letterarie piú limpide e convincenti che siano uscite dall'esperienza storica e umana della Resistenza. Un documento prezioso per far capire che cosa è stata la Resistenza [...]. Piú esamino la struttura letteraria di questo romanzo e piú la trovo straordinaria. Tutto è sorretto e animato da un'unica volontà, da un'unica presenza, da un unico personaggio [...]. Si ha la sensazione, leggendo, che le Valli di Comacchio, la Romagna, la guerra lontana degli eserciti a poco a poco si riempiano della presenza sempre piú grande, titanica di questa donna. Come se tedeschi e alleati fossero presenze sfocate di un dramma fuori del tempo e tutto si compisse invece all'interno di Agnese, come se lei sola potesse sobbarcarsi il peso, anzi la fatica della guerra [...]». (Sebastiano Vassalli)

RECENSIONE

Questo romanzo neorealista (è un'opera narrativa del secondo dopoguerra italiano che racconta la realtà popolare, la guerra, la Resistenza e le ingiustizie sociali con uno stile diretto e veritiero) di ispirazione autobiografica visto che l'autrice, Renata Viganò fu, assieme a suo marito, una partigiana della Resistenza italiana, ci porta sulle Valli di Comacchio (Emilia Romagna) durante la seconda guerra mondiale nel periodo dell'occupazione tedesca poco prima la Liberazione. La protagonista della storia è Agnese, una lavandaia di mezza età, che dopo la morte di suo marito Palita (deportato dai tedeschi dopo una soffiata dei vicini di casa perché partigiano) decide di collaborare coi partigiani come staffetta di collegamento, anche in seguito all'episodio di un tedesco che le ha ucciso la gatta (e lei, per vendicarsi, lo uccide in testa col suo stesso fucile). Piano piano Agnese diventerà come una figura materna per i partigiani, cucina per loro, ripara i loro vestiti, li accudisce quando ne hanno bisogno. Ma devono spostarsi continuamente per non farsi scoprire dai tedeschi e per questo si nascondono fra i canneti impenetrabili e labirintici, sfidando il freddo e la fame, la mancanza di acqua, immersi nella nebbia. Purtroppo, come il titolo ci spoilera, non finirà bene per la povera Agnese, che verrà catturata dai tedeschi proprio alla fine del romanzo, proprio quando gli alleati inglesi stavano per sconfiggere i tedeschi.

La Viganò non ci regala solo un romanzo storico, una vera e propria testimonianza sulla Resistenza, ma una protagonista con una grande forza, un'eroina matura che non accetta compromessi, che odia i nemici e fa di tutto per difendere la libertà.

«L’Agnese restò sola, stranamente piccola, un mucchio di stracci neri sulla neve.»

P.S.: L'Agnese va a morire vinse il Premio Viareggio nel 1949.


mercoledì 24 giugno 2026

[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

 


DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p.

Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall'arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d'arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L'apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer. Leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni: tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un'alba. Martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscirà.

RECENSIONE

Un professore in pensione vive in campagna col suo cane Ombra quando, un giorno, arrivano dei vicini che si affittano il casale di fronte al suo. Ma la vera sorpresa è che la ragazza, Michelle, somiglia a una sua vecchia fiamma e se ne innamorerà perdutamente.

Posso dire che mi è piaciuto molto questo romanzo, me lo sono letteralmente divorato fino alla fine. A parte la simpatia che ti lega subito a Martin, il professore in pensione che vuole scrivere un libro su un poeta morto suicida, quello che mi ha colpito di più è la sferzante ironia che il protagonista riserva ad ogni cosa che gli accade. Ironia che arriva a far parlare ogni animale che incontra per strada, dal serpente alla volpe, come se la sua coscienza gli parlasse attraverso gli animali.


sabato 20 giugno 2026

[Recensione] Il buon Dottore - Juno Dawson

 


IL BUON DOTTORE || Juno Dawson || Armenia || 2019 || 224 p.

Sul pianeta Lobos, il Dottore mette fine a una guerra cruenta tra la popolazione nativa dei loba e i coloni umani. Il TARDIS e il suo equipaggio ripartono … solo per scoprire che Ryan ha dimenticato il telefono. Di nuovo. Al suo ritorno, il Dottore scopre che TARDIS è scivolato secoli nel futuro e qualcosa è andato terribilmente storto. I loba sono diventati schiavi degli umani che si sono tramutati in fanatici adoratori del misterioso Buon Dottore. Per il Dottore è arrivato il momento di affrontare le conseguenze della sua ultima visita. Con Lobos sull’orlo di una catastrofe, riuscirà a rimettere a posto le cose? La prima storia originale con il Tredicesimo Dottore, Yasmin, Ryan e Graham, interpretati sullo schermo da Jodie Whittaker, Mandap Gill, Tosin Cole e Bradley Walsh.

RECENSIONE

Dopo aver concluso un ennesima guerra sul lontano pianeta Lobos, il Nostro Dottore, la sua Tredicesima incarnazione che lo ha portato per la prima volta ad essere donna, va via assieme alla sua nuova gang ma uno di loro ha dimenticato il proprio telefono e dunque, ritornando sul pianeta, scoprono che sono passati un po' di anni e si è creata una religione sul Dottore, ma non su di lei bensì su uno dei suoi compagni, Graham che, non appena rimette piede sul pianeta, viene adorato come un dio.

Nella serie tv il primo Dottore donna viene interpretato da Jodie Whittaker.

Un romanzo che ci fa riflettere sui paradossi temporali e sull'impatto che possono avere le religioni sui popoli se interpretate male. Vi è pure una riflessione sulla schiavitù, sul vizio che ha l'uomo di schiavizzare altri esseri viventi. E poi la storia è avventurosa, piena di peripezie fino ad arrivare addirittura a uno scontro del Dottore in un'arena come nell'antica Roma.


giovedì 18 giugno 2026

[Recensione] La leggenda dell'azteco - Clive Cussler, Russell Blake

 


LA LEGGENDA DELL'AZTECO || Clive Cussler, Russell Blake || TEA || 2024 || 350 p.

I coniugi Sam e Remi Fargo sono sull'isola di Baffin, Canada, impegnati in una spedizione di ricerca ambientale, quando diventano testimoni di un ritrovamento sensazionale: una nave vichinga sepolta nei ghiacci, in perfette condizioni e carica di artefatti precolombiani provenienti dal Sudamerica. Sembrerebbe impossibile, ma nel corso delle ricerche emergono indizi sempre più evidenti che legano i vichinghi al culto del dio tolteco Quetzalcoatl e a un oggetto leggendario noto come l'Occhio del Cielo. Ma il ritrovamento della nave ha destato l'attenzione di persone dalla dubbia morale... I Fargo dovranno così fuggire attraverso giungle, templi e antiche sepolture inesplorate, inseguiti da cacciatori di tesori, criminali e vecchie conoscenze. Riusciranno a giungere alla risoluzione del mistero che li avvolge prima che sia troppo tardi?

RECENSIONE

Prima avventura che leggo che ha come protagonisti i coniugi Fargo, ovvero due appassionati di tesori introvabili, antiche navi affondate, reperti archeologici creduti perduti. In questa storia ritrovano una nave vichinga rimasta bloccata nei ghiacci ed è carica di artefatti precolombiani. E tale ritrovamento porterà subito un loro vecchio nemico a rompere le uova nel paniere, rischiando entrambi la vita più volte.

Cussler, lo sappiamo, è il re dei romanzi di avventura, soprattutto se avete letto la saga con protagonista Dirk Pitt. E questa storia mi ha ricordato anche le avventure di Lara Croft, la protagonista della celebre saga di videogiochi Tomb Raider. Che dire, un ottimo inizio e una piacevole scoperta questo libro, spero di recuperare presto gli altri della saga.


lunedì 15 giugno 2026

[Recensione] Sempre io, Jack Reacher - Lee Child

 


SEMPRE IO, JACK REACHER || Lee Child || TEA || 2022 || 240 pag.

Non ha bisogno di presentazioni, Jack Reacher. Il cavaliere errante che, amatissimo dai lettori di tutto il mondo, si aggira per gli sterminati Stati Uniti senza un posto preciso in cui andare, accettando passaggi da camionisti, sedendosi su autobus sgangherati, raggiungendo diner nel mezzo del nulla e cittadine desolate fuori dai radar. Fermandosi più a lungo in un posto solo per accettare un nuovo lavoro: trovare un uomo, risolvere un mistero, farla pagare a qualcuno che se lo merita. Perché Reacher sa che dove ci sono persone, ci sono crimini. E dove ci sono crimini, qualcuno verrà punito. Lupo solitario dai metodi poco convenzionali ma molto efficaci, il personaggio creato da Lee Child è uno degli eroi più amati della narrativa di tensione e questa raccolta di racconti ce lo presenta in una serie di avventure mozzafiato.

RECENSIONE

Come è accaduto che mi sono ritrovato questo libro fra le mani? Per caso, in libreria, credo fosse primavera o estate, quando vi trovi quella offerta due libri a soli 9 euro e 90 (adesso è salita a 11 euro mi pare) e l'ho acquistato assieme a un altro libro che ho già letto e recensito.

Prima opera che leggo di Lee Child, ne avevo certamente sentito parlare di Jack Reacher ma non avevo mai avuto la curiosità di leggere qualcosa su di lui. E scopro, con rammarico, che non è un romanzo ma una raccolta di racconti (iniziamo già male!). Esattamente quattro racconti che ci descrivono le origini del personaggio. Nel primo Jack è ancora adolescente, ha tredici anni, siamo nel 1974, e la sua famiglia si è appena trasferita a Okinawa. Già da piccolo egli è un ragazzino pieno di intuito, furbo, intelligente, e riesce a liberare dai guai addirittura suo padre che rischiava grosso. E capiamo subito che una cosa che egli non sopporta sono le ingiustizie: appena ne scopre una, farà di tutto per sventarla e colpire e punire i colpevoli.

Sinceramente non saprei se leggerò altre sue avventure, la figura di Reacher mi pare troppo esagerata, non saprei come descriverla.


domenica 14 giugno 2026

[Recensione] Miss Marple nei Caraibi - Agatha Christie

 


MISS MARPLE NEI CARAIBI || Agatha Christie || Mondadori || 1980 || 186 pag.

Questa volta l'anziana signora si trova su una lussureggiante isola dei Caraibi, dove il nipote l'ha mandata in vacanza. Il luogo è splendido, il clima ideale, eppure Miss Marple non si trova a suo agio, è in preda alla noia. L'unico diversivo è ascoltare i racconti del maggiore Palgrave, instancabile narratore di avventure di caccia, vecchi scandali e omicidi rimasti impuniti. Proprio dopo uno di questi racconti, il maggiore viene ritrovato cadavere. Possibile che qualcuno abbia voluto tappare la bocca al vecchio ufficiale? E dove è finita la fotografia che Palgrave le voleva mostrare? Dimenticata la noia l'intrepida zitella è pronta per gettarsi a capofitto in una nuova indagine.

RECENSIONE

La nostra vecchietta preferita, Miss Marple, si trova ai Caraibi perché suo nipote le ha voluto regalare una vacanza proprio in quei posti paradisiaci. E mentre sferruzza conosce pian piano i suoi vicini di ombrellone, tra i quali il vecchio maggiore Palgrave, grande amante della caccia. Ma egli verrà presto trovato cadavere, inizialmente si pensa a una morte naturale, ma non sarà così. Chi aveva interesse ad ucciderlo? Miss Marple indagherà insospettabilmente a modo suo, fingendosi una vecchietta che ama farsi i fatti degli altri.

Inutile recensire un giallo, è pressoché impossibile, ma la scrittura della Christie è come sempre una garanzia. Prima opera che leggo con protagonista Miss Marple, e sicuramente prossimamente recupererò altri suoi romanzi. La particolarità che mi ha fatto apprezzare di più questa opera è stato il fatto che l'ho letta in cartaceo e in estate, quindi un mix perfetto.


venerdì 12 giugno 2026

[Recensione] La letteratura come menzogna - Giorgio Manganelli

 


LA LETTERATURA COME MENZOGNA || Giorgio Manganelli || Adelphi || 2004 || 223 pag.

Quando apparve La letteratura come menzogna (1967), la scena letteraria italiana si presentava piuttosto agitata. Lo spazio era diviso fra i difensori di un establishment che vantava come glorie opere spesso mediocri e i propugnatori della «neo-avanguardia», i quali non si erano accorti che la parola «avanguardia» era stata appena colpita da una benefica senescenza. Per ragioni di topografia e strategia letteraria, Manganelli fu assegnato (e si assegnò egli stesso) a quest’ultimo campo. Nondimeno, sin dall’apparizione dei suoi primi scritti, si capì che la letteratura di Manganelli non apparteneva a quella battaglia dei pupi, ma rivendicava un’ascendenza più remota e insolente: quella della letteratura assoluta. Che cosa si dovrà intendere con questa espressione? Tante cose diverse quanti sono gli autori che, esplicitamente o no, la praticano. Ma un presupposto è per tutti comune: si è dato, a un certo punto della nostra storia, un singolare fenomeno per cui tutto ciò che era rigorosa ricerca e acquisizione di un vero – teologico, metafisico, scientifico – apparve innanzitutto interessante in quanto materiale per nutrire un falso, una finzione perfetta e onniavvolgente quale è, nella sua ultima essenza, la letteratura. A questo dio oscuro e severo andava offerto tutto ciò che sino allora aveva presunto di essere giustificato in se stesso. Di questa ambiziosa eresia si può supporre fossero cultori, in secoli lontani, Callimaco o Góngora o fors’anche Ovidio. Ma rimane il fatto che nessuno osò formularla sino a tempi recenti, quando i romantici tedeschi cominciarono a disarticolare con mano delicata ogni presupposto dell’estetica. Come il surrealismo non può dirsi assente anche da letterature lontane, e tuttavia occorreva che un giorno André Breton scrivesse il Manifesto del surrealismo perché la parola si divulgasse; così è accaduto che l’essenza menzognera della letteratura sia serpeggiata per anni in tante opere, sinché Manganelli decise, con gesto brusco e quasi burocratico, di presentarla allo stato civile. È dunque molto grave la responsabilità che si prese, dando quel titolo a una raccolta di saggi dove si parla di Carroll e di Stevenson, di Firbank e di Nabokov, di Dickens e di Peacock, di Dumas e di Rolfe. Ma era un gesto doveroso: lo avvertiamo tanto più oggi, a distanza di quasi vent’anni, constatando che certe argomentazioni non hanno più bisogno di essere confutate. Già le aveva infilzate il cavalier Manganelli con la sua lancia. È accaduto perciò a questo libro, in breve tempo, qualcosa di simile a quello che avviene a tanti bei libri in tempi più lunghi. Nascere come scandalo e sorpresa, e vivere poi tranquillamente con la forza silenziosa dell’evidenza.

RECENSIONE

Uscito nel 1967 questo saggio del critico letterario Giorgio Manganelli raccoglie diversi spunti, recensioni, impressioni sulla letteratura italiana e non, regalandoci delle perle che non marciscono mai. Leggere le sue impressioni ti fa venire voglia di recuperare quegli autori che così bene conosceva e così bene cita, tra i quali ricordiamo Carroll, Dickens, Stevenson, Dumas, Firbank, Nabokov, Peacock, Rolfe, etc.

Le domande ingenue ed arcaiche: che sta per succedere? che accadrà dopo? ci spronano di capitolo in capitolo; e intanto ci consola la coscienza dell'artificio, della recitazione, del ben lavorato inganno.

[Recensione] Il pensionato signor Bougran - Joris-Karl Huysmans

  IL PENSIONATO SIGNOR BOUGRAN || Joris-Karl Huysmans || Sellerio || 1984 || 54 p. Timbri, pennini, polvere d'ufficio, mezzemaniche e as...