MEMORIE DI UN VIAGGIATORE SPAZIALE || Stanislaw Lem || Mondadori || 2025 || 562 p.
Che cosa ci riserva il futuro? Quali segreti nasconde il passato? Ijon Tichy lo sa. Dal 2661, l'Epoca della Cronotrazione e della Telecronia, è giunto un Ijon più vecchio per essere arruolato nel programma di risistemazione della storia universale. Da allora sono iniziate le sue peripezie non solo nello spazio, ma anche attraverso il tempo. Tra mondi abitati da robot, vortici gravitazionali, computer ammutinati e foreste di supernove, incontrerà sorprendenti civiltà e bizzarre creature, e le descriverà negli ottantasette tomi delle sue memorie. Memorie di un viaggiatore spaziale (1957) apre la fase più feconda della produzione fantascientifica di Lem, e introduce il personaggio di Ijon Tichy, protagonista di un ciclo narrativo che arriva fino alle ultime opere dello scrittore. Con il resoconto dei viaggi del suo personaggio, Lem offre ai lettori un'ironica e illuminante satira filosofica, degna dello Swift dei Viaggi di Gulliver, e getta il suo sguardo irriverente sui totem della tecnologia e i pilastri teologici, indagando nel profondo la natura e l'intelligenza della specie umana.
RECENSIONE
Quarta opera che leggo di Lem dopo Solaris, Il pianeta del silenzio e L'indagine del tenente Gregory.
Ijon Tichy è un viaggiatore particolare, visto che si scontra temporalmente con diversi se stesso mentre viaggia nello spazio (e si prende pure a cazzotti). Diventa delegato della Terra nell'Organizzazione dei Pianeti Uniti (sempre se lo accettano), si finge robot in un pianeta pieno di robot ma scopre che essi erano in realtà uomini che fingono di essere robot, studia e rallenta il tempo per capire come si evolve una civiltà, viene arrestato dalla Ittiopolizia e anche dall'Angelopolizia e durante i suoi viaggi studia libri di filosofia e teologia. Viene arruolato nel Programma O.T.E.L.S.T.U.N.I.P. (Ottimizzazione Telecronica della Storia Universale mediante Iperputer) dove è in grado di poter risistemare la Storia Universale, a Dictonia conosce l'Immortalizzazione della Chiesa Duistica, mentre nel piccolo pianeta dei Bisciuti nota che amano disatomizzarsi. Nel pianeta degli Indioti (divisi da Illustri e Inferiori) scopre una mostruosa macchina che trasforma le persone in dischetti. Potrei continuare ancora ma questo è un piccolo assaggio di tutte le peripezie che accadono a Ijon in questa serie di racconti con lui protagonista. Naturalmente è tutto vistato dal consiglio scientifico dell'istituto tichologico. Tichy è un attento osservatore, sempre desideroso di conoscere cose nuove, è autoironico, e si scontra con usi e modi di vita sempre diversi.
Colpisce la grande ironia di Lem, che qua troverete a badilate, e che riguarda ogni campo del pensiero umano, dalla società alla religione alla bioetica, dalla scienza all'economia, che comunque fa riflettere sulla nostra esistenza sulla Terra (non siamo che un puntino minuscolo disperso nello spazio dentro un universo infinito). Da non dimenticare anche gli incontri con gli alieni o extraterrestri di diversi tipi, come quello con la specie che sembrano patate abbastanza aggressive. Potremmo definire questo genere come fantascienza filosofica o ironica, non saprei.
Un ultimo consiglio di Tichy: se doveste viaggiare nel tempo, state attenti al rischio di invecchiamento precoce.

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