mercoledì 8 aprile 2026

[Recensione] Alla buon'ora, Jeeves! - P.G. Wodehouse

 


ALLA BUON'ORA, JEEVES! || P.G. Wodehouse || Sellerio || 2024 || 283 p.

In una nuova traduzione, torna in libreria la serie di romanzi di P.G. Wodehouse che ha reso l’impeccabile maggiordomo Jeeves un’icona della letteratura umoristica di tutti i tempi.

RECENSIONE

Avevo sentito parlare delle avventure di Jeeves, questo geniale maggiordomo inglese che tollera un padrone ricco e annoiato che pensa di essere più intelligente di lui ma in realtà è abbastanza inetto e stupido nella maggior parte delle volte. E il suo padrone non fa che cacciarsi sempre nei guai, devastando qualunque cosa tocchi o qualunque rapporto provi ad unire (come in questa storia, dove tenta di far riconciliare sua cugina col suo ex fidanzato).

Lo stile di Wodehouse è molto inglese, su questo non ci sono dubbi, il celebre umorismo inglese che forse a noi italiani potrebbe far storcere il naso, ma a me sinceramente è piaciuto. I romanzi di Wodehouse sono molto superficiali, è come bere un bel bicchiere di aranciata appena spremuta con del ghiaccio in estate. Al momento ti disseta, ma dopo pochi minuti hai di nuovo sete.

Di questo autore mi piace l'idea di prendere in giro l'alta società inglese degli anni 30 che era appunto superficiale ed oziosa.

Sicuramente leggerò altre avventure di Jeeves e del suo padrone ozioso.


lunedì 30 marzo 2026

[Recensione] Il postino suona sempre due volte - James M. Cain

 


IL POSTINO SUONA SEMPRE DUE VOLTE || James M. Cain || Adelphi || 1999 || 122 p.

È la storia, scarna, di una passione devastante, che ha per teatro uno scalcinato distributore di benzina su una statale a pochi chilometro da San Francisco, per ostacolo un marito rozzo e brutale e per via di fuga nient'altro che la tenebra. A questo romanzo ci si arrende al primo incontro, come Frank Chambers, a Cora, uno dei più temibili e vessatori fantasmi femminili che abbiano mai abitato le pagine di un romanzo: nelle parole dello stesso Cain, neppure una donna, ma "il desiderio fatto realtà".

RECENSIONE

Sarò sincero: non pensavo di stare per leggere un vero e proprio noir!

Un vagabondo perdigiorno, Jack, si imbatte in un distributore di benzina su una statale vicino a San Francisco, e qua conosce, oltre al proprietario greco, la sua bellissima moglie Cora della quale si innamora perdutamente. Da quel momento in poi i due decidono di eliminare il marito.

La cosa che colpisce subito di James M. Cain è il suo stile asciutto, rude, con dialoghi molto brevi ed essenziali. La passione che nasce tra i due amanti è violenta, insaziabile, ossessiva. Il fatto di accoppare il marito di lei non sembra turbare più di tanto i protagonisti, anzi, viene vista come una liberazione alla loro storia d'amore. Ma il destino, spesso, non sembra remarti a favore.


sabato 28 marzo 2026

[Recensione] La mia Africa - Karen Blixen

 


LA MIA AFRICA || Karen Blixen || Feltrinelli || 1982 || 300 p.

Vissuta fino al ’31 in una fattoria dentro una piantagione di caffè sugli altipiani del Ngong, Karen Blixen ha descritto con una limpidezza senza pari il suo rapporto d'amore con un continente. Sovranamente digiuna di politica, ci ha dato il ritratto forse più bello dell'Africa, della sua natura, dei suoi colori, dei suoi abitanti. I Kikuyu che nulla più può stupire, i fieri e appassionati Somali del deserto, i Masai che guardano, dalla loro riserva di prigionieri in cui sono condannati a estinguersi, l'avanzata di una civiltà “che nel profondo del loro cuore odiano più di qualsiasi cosa al mondo”. Uomini, alberi, animali si compongono nelle pagine della Blixen in arabeschi non evasivi, in una fitta trama di descrizioni e sensazioni che, oltre il loro valore documentario, rimandano alla saggezza favolosa di questa grande scrittrice, influenzando in modo determinante i contenuti della sua arte: “I bianchi cercano in tutti i modi di proteggersi dall'ignoto e dagli assalti del fato; l’indigeno, invece, considera il destino un amico, perché è nelle sue mani da sempre; per lui, in un certo senso, è la sua casa, l’oscurità familiare della capanna, il solco profondo delle sue radici.”

RECENSIONE

Dopo anni finalmente riesco a leggere questo classico, che non è un romanzo ma un reale resoconto degli anni (dal 1914 al 1931) che la protagonista, Karen Blixen, danese, ha vissuto in Africa, in Kenya.
Karen gestiva una fattoria in Kenya, allora chiamata Africa Orientale Britannica, sulle pendici delle colline Ngong, a circa 15 km da Nairobi. Attualmente la sua casa è un museo.

Karen era una baronessa danese e decise, il 2 dicembre del 1913, di partire per l'Africa assieme a suo cugino Bror von Blixen-Finecke, che sposò nel 1914 a Mombasa e insieme acquistarono una fattoria dove installarono una piantagione di caffè. Divorziò da esso nel 1925 e decise di restare in Africa a continuare a gestire la sua piantagione. Nel libro la baronessa ci narra della sua vita semplice in questa magica fattoria e il suo stile delicato e intenso di scrittura riesce a toccare le corde del cuore. Karen non segue una narrazione cronologica degli eventi, ma rievoca nella sua memoria i suoi ricordi più cari, gli incontri con i Masai, con i Kikuyu, coi Somali del deserto. Non è un semplice diario biografico ma un vero e proprio viaggio dentro se stessi.

Non ho ancora visto il film ma mi è stato riferito che non ha quasi nulla del libro.

Nel pieno del giorno l'aria, in alto, era viva come una fiamma: scintillava, ondeggiava e splendeva come acqua che scorre, specchiando e raddoppiando tutti gli oggetti, creando grandi miraggi. Lassù si respirava bene, si sorbiva coraggio di vita e leggerezza di cuore. Ci si svegliava, la mattina, sugli altipiani, e si pensava: "Eccomi qui, è questo il mio posto".


domenica 22 marzo 2026

[Recensione] A che cosa serve la letteratura? - Isaac B. Singer

 


A CHE COSA SERVE LA LETTERATURA? || Isaac B. Singer || Adelphi || 2025 || 210 p.

Quale concezione della letteratura anima le prodigiose storie di Singer? Quale visione estetica e spirituale ha disegnato i suoi personaggi? Per quanto sorprendente possa risultare, i numerosi saggi cui Singer ha affidato le sue idee in fatto di arte, letteratura e cultura ebraica sono rimasti relegati in pubblicazioni poco accessibili (per lo più il quotidiano yiddish «Forverts») e schermati da pseudonimi. Eppure, come documentano le traduzioni in inglese riaffiorate dai suoi archivi, non v’è dubbio che Singer meditasse di ricavarne una raccolta: questo libro rappresenta dunque la realizzazione postuma di un progetto d’autore – e un’inattesa via d’accesso alla sua filosofia personale. Di più: a mano a mano che ci addentriamo nella lettura, scopriamo che questi interventi – dove lo scrittore è raffigurato come un «intrattenitore», un narratore di destini individuali, ancorato a «un gruppo specifico e a una specifica cultura», refrattario alla psicologia e alla sociologia, perennemente in lotta con «i sommi poteri», cioè con Dio – sono anche l’eco meditativa dei suoi romanzi, e che li illuminano di una luce nuova. Così, allorché Singer schizza con disarmante affabilità un quadro della sua Qabbalah, rivelandoci che le tenebre e il male sono necessari perché le azioni e i pensieri umani «siano in perenne bilico tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato», il destino dei personaggi che abbiamo amato – da Hertz Grein in Ombre sull’Hudson a Yasha Mazur nel Mago di Lublino a Hertz Minsker nel Ciarlatano – ci appare d’improvviso inevitabile. E di un’abbagliante evidenza.

RECENSIONE

Amo molto le raccolte di scrittori in cui possiamo conoscere i loro pensieri, le loro impressioni non solo sulle loro opere ma anche su cosa pensavano del mondo e di tutto quello che li circondava. E cosa più strana è che ancora di questo autore, di Singer, non ho letto nulla, quindi non vedo l'ora di farlo al più presto. Emerge dirompente la sua anima ebraica, la sua grandezza narrativa, la sua voglia di scrivere.

Gli esseri umani sono per loro stessa natura scopritori, inventori e creatori. Sono, per questo motivo, a immagine e somiglianza di Dio.

mercoledì 18 marzo 2026

[Recensione] Maigret si sbaglia - Georges Simenon

 


MAIGRET SI SBAGLIA || Georges Simenon || Adelphi || 2004 || 162 p.

Nel corso della sua carriera Maigret aveva interrogato migliaia, decine di migliaia di persone: alcune occupavano posizioni di prestigio, altre erano famose per la loro ricchezza e altre ancora figuravano tra i più intelligenti criminali internazionali.Eppure attribuiva a quell’interrogatorio un’importanza che non aveva mai attribuito a nessun altro, e non per la posizione sociale di Gouin né per la fama di cui godeva in tutto il mondo.Capiva che Lucas fin dall’inizio del caso si chiedeva perché non andasse direttamente a fare delle domande precise al professore, e che ancora adesso il brav’uomo era sconcertato dal malumore del capo.Maigret non poteva confessare la verità né al suo ispettore né ad altri, e nemmeno a sua moglie. A essere sinceri, non osava formularla chiaramente neanche a se stesso.

RECENSIONE

Stavolta il commissario Maigret viene chiamato ad investigare sulla morte violenta di Louise detta Lulù, una bella donna dal passato non molto buono. Quello che sembrerebbe a un primo impatto un suicidio si scoprirà essere ben presto un omicidio e che la ragazza frequentava due uomini: uno spiantato musicista, Pierrot, e un illustre medico chirurgo, il professor Gouin, il quale era stato lui a sistemarla in quell'appartamento vicino al suo (anzi, proprio al piano di sotto). Maigret, pur sospettando quasi subito del professore, non riesce ad interrogarlo direttamente ma chiede a chi lo conosce.

Anche in questa brutta vicenda di sangue il nostro commissario riuscirà ad inchiodare il colpevole e a colpi di acquavite più del solito.


venerdì 13 marzo 2026

[Recensione] La scelta di Enea - Luigi Maria Epicoco

 


LA SCELTA DI ENEA || Luigi Maria Epicoco || BUR || 2023 || 187 p.

Tra fede e analisi letteraria, un percorso contro la distruzione del nostro patrimonio spirituale, alla ricerca dell'autentica ricchezza umana: l'amore per l'altro. L’uomo, essere imitativo, apprende la vita con gli occhi. Ecco perché – in ogni tempo e in ogni luogo – ha sempre puntato lo sguardo su qualcun altro per capire se stesso. Nascono così le grandi storie: l’Iliade e l’Odissea, ma anche i testi sacri come la Bibbia e il Corano; e poi la Divina Commedia, le opere di Shakespeare, passando per Il Signore degli Anelli e Harry Potter. Testi che raggiungono, sollecitano e guidano, attraverso i secoli e le generazioni, l’immaginario collettivo. Tra tutte queste opere, tuttavia, ce n’è una che si presta forse più delle altre a fungere da chiave di lettura per il presente: si tratta dell’Eneide di Virgilio. Tra riscrittura e riflessione, "La scelta di Enea" illumina quindi il ruolo di un’opera fondante della nostra cultura come strumento per interpretare la contemporaneità: una lente attraverso la quale analizzare l’inverno che la nostra società sta attraversando, in attesa di una nuova primavera.

RECENSIONE

Enea, principe dei Dardani, partecipò alla guerra di Troia dalla parte di Priamo e dei Troiani, durante la quale si distinse molto presto in battaglia. Guerriero molto valente, fu un eroe troiano secondo solo a Ettore, ma assume un ruolo di minor rilievo all'interno dell'Iliade di Omero. Enea è il protagonista dell'Eneide di Virgilio, poema in cui si narrano le vicende successive alla sua fuga da Troia, caratterizzate da lunghe peregrinazioni e da numerose perdite causate dall'ira di Giunone. La vicenda si conclude con il suo approdo sulle sponde del Lazio e con il suo matrimonio con la principessa Lavinia, figlia del re locale Latino.

Il sacerdote e teologo don Luigi Maria Epicoco, prendendo spunto dalle vicende di Enea dopo la guerra di Troia, e intrecciandovi riflessioni di fede e analisi letterarie, ci accompagna in una lunga disquisizione a tratti anche filosofica, toccando tematiche come il cambiamento, le relazioni, la fiducia, su come affrontare i traumi che la vita ci presenta, l'importanza del viaggiare, del conoscersi dentro, l'importanza della vecchiaia, i rapporti padre e figlio, l'ascolto del prossimo, l'inclusione, il dare senso alla vita, sul buon uso delle crisi, la riscoperta del cuore dell'uomo, la giustizia sociale, eccetera.

Molto interessante, lo consiglio a tutti.


sabato 21 febbraio 2026

[Recensione] Arcobaleni - Yasunari Kawabata

 


ARCOBALENI || Yasunari Kawabata || Guanda || 2010 || 192 p.

In un incastro di ricordi, ritorni, immagini, si svolge la vicenda di Momoko, inquieta adolescente dalla vita sentimentale intensa e disordinata. Qual è l’origine di tanta inquietudine? Una latente omosessualità, oppure la desolante sensazione di una condizione femminile votata al martirio?
La figura di Momoko, a tratti dura, rigida, ma sempre vera, si lega in un armonico contrasto con gli altri personaggi del romanzo: il padre, troppo inquieto egli stesso per dare sicurezza, troppo lontano per insegnare ad amare, e il giovanissimo amante, la cui devozione commuove la ragazza, accrescendone le ansie e i contrasti interiori.

RECENSIONE

Prima opera di Yasunari Kawabata che leggo, autore che vinse il Nobel per la Letteratura nel 1968 “per la sua abilità narrativa, che esprime con grande sensibilità l’essenza del pensiero giapponese” nonché fondatore della Shinkankakuha (Scuola delle nuove sensazioni), movimento d’avanguardia che proponeva una nuova modalità di percezione della realtà sensibile.

In Arcobaleni troviamo come protagonista Asako che ha come padre un celebre architetto, Mizuhara, e ha una sorella maggiore di nome Momoko. Se Asako ha un carattere gentile, compassionevole e di devozione al padre, sua sorella invece è dura e ambigua. Il sogno di Asako è quello di poter incontrare e conoscere una terza sorella che vive a Tokyo.

Lo stile di Kawabata è particolare e delicato: la descrizione di una camelia o di un ciliegio in inverno, di un arcobaleno o della neve sono una perfetta cassa di risonanza degli stati d'animo dei personaggi.
Fondamentale è il rapporto con il concetto di bellezza, non a caso il suo discorso al ricevimento del premio Nobel era intitolato Giappone, la bellezza e me stesso. Il tema ritorna spesso nei suoi scritti, di frequente in collegamento con personaggi femminili, ma anche con fiori, oggetti d’arte e architettura giapponese, sia tradizionali che moderni, sempre accuratamente descritti.

Sicuramente leggerò altre sue opere.


[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...