giovedì 21 luglio 2022

[Recensione] Kalle Blomkvist - Astrid Lindgren

 


KALLE BLOMKVIST || Astrid Lindgren || Salani || 2022 || 224 pagine

Kalle Blomkvist da grande vuole fare il detective e ha tutte le carte in regola per diventarlo: intuito sopraffino, una fidata lente d'ingrandimento e una pipa (vuota) sempre tra i denti. Certo, sarebbe più facile se fosse nato nei bassifondi di Londra o di Chicago, dove omicidi e sparatorie sono all'ordine del giorno. Invece vive in una piccola città della Svezia dove in estate si pensa solo a pescare. Ma un giorno arriva lo zio Einar, un tipo sospetto e per nulla innocuo, se consideriamo il grimaldello in tasca e la pistola sotto il cuscino. Che legame avrà con i due loschi figuri comparsi in città poco dopo di lui? E con il furto di gioielli di cui tutti parlano? Dall'autrice di Pippi Calzelunghe, le indagini del piccolo ‘grande' detective che hanno appassionato milioni di lettori in tutto il mondo. 

Recensione

Della Lindgren ho letto il celebre Pippi Calzelunghe e questo altro romanzo ha di nuovo come protagonisti dei bambini, il cui protagonista è un aspirante investigatore. L'autrice è brava a narrarci storie con protagonisti dei bambini che vivono mille avventure, e devo dire che anche questo romanzo è scritto bene e addirittura prende pure una piega quasi gialla, visto che ci sarà davvero da investigare e da trovare dei colpevoli. Se siete degli appassionati del genere ve lo consiglio, anche per leggere qualcosa di più leggero dopo un romanzo bello tosto.

mercoledì 13 luglio 2022

[Recensione] La locanda del gatto nero - Seishi Yokomizo

 


LA LOCANDA DEL GATTO NERO || Seishi Yokomizo || Sellerio || 160 pagine

In un distretto di Tokyo, diventato nel dopoguerra «un pullulare di commerci clandestini», un bonzo del vicino tempio buddista è sorpreso a scavare spasmodicamente nel giardino della Locanda del Gatto nero. Dalla terra affiora un cadavere di donna. È una giovane evidentemente legata agli affari più o meno equivoci del locale ma ha il volto devastato e nessuno può riconoscerla. La polizia si concentra con poca fantasia sugli intrighi adulterini dei due proprietari dell’esercizio, i coniugi Itojima. Il marito sarebbe l’assassino della moglie in complicità con l’amante. Ma alcuni colpi di scena sconvolgono questa ricostruzione. È a questo punto che entra in scena il detective Kindaichi Kōsuke, trasandato, irritante, balbuziente, infallibile: e tutto quanto, da puzzle inestricabile, diventa narrazione coerente.
Spiega l’autore, nella cornice del romanzo – in cui immagina che proprio il detective gli abbia consegnato i documenti per la storia da scrivere – che La locanda del Gatto nero è un thriller del genere del «delitto senza volto». Infatti Yokomizo Seishi è stato il popolarissimo traghettatore nella cultura giapponese della detective story di scuola occidentale; e capace di saldare questa solida tradizione con le paure ataviche e il gusto horror tipici della sua terra. Kindaichi, poliziotto privato giapponese dalla eccentrica personalità e un talento per i misteri irrisolvibili, è esemplare in patria quanto Maigret in Europa.

Recensione

Definito il Simenon giapponese, leggo questo romanzo giallo di Seishi Yokomizo trovato per caso in biblioteca. Il caso è particolare: si trova il cadavere di una donna senza testa, e subito si pensa che ad ucciderla forse sia stato il marito, proprietario della locanda del gatto nero. Ma il detective protagonista non è convinto di questa messinscena e inizia a scavare nel passato della coppia dei gestori, scoprendo sorprendenti verità.

Un bel giallo, da leggere in spiaggia.


martedì 12 luglio 2022

[Recensione] Il dolce domani - Banana Yoshimoto

 


IL DOLCE DOMANI || Banana Yoshimoto || Feltrinelli || 2020 || 104 pagine

Sayoko e Yoichi hanno avuto un incidente, lei è rimasta gravemente ferita, lui invece non c’è più. La loro era una storia bellissima, in cui la scarsa volontà di impegnarsi era compensata da un amore profondo e libero, e senza di lui Sayoko si sente vuota, o forse, come le dice l’amico okinawano Shingaki, deve solo andarsi a riprendere il suo mabui. È proprio la ricerca del mabui, di una cosa che somiglia molto all’anima e che Sayoko non sa nemmeno se la rivuole per davvero, il tema centrale di un romanzo che, con profondità e delicatezza, racconta il dolore e la rinascita di chi è sopravvissuto alla morte di qualcuno che amava. Ambientato fra i templi e gli onsen di Kyoto, con riferimenti a Frankenstein e agli zombie, Il dolce domani, scritto dopo l’incidente di Fukushima, sembra suggerire la nostalgia per ciò che si è perduto come mezzo per superare il trauma di aver vissuto il disastro di Fukushima e le sue conseguenze.

Recensione

Ritrovare la scrittura della Yoshimoto è sempre piacevole, mi rilassa ed è la scrittrice giapponese che meglio rende la delicatezza, il suo stile resta immutato. In questo romanzo conosciamo Sayoko che, dopo un incidente stradale, perde il compagno di vita e si sente sola ma sviluppa una capacità: riesce a vedere i defunti. Stavolta l'autrice giapponese tratta il tema del lutto, e ce lo rende con una delicatezza incredibile. Morale della storia? Bisogna vivere, nonostante tutto quello che ci succede, è anche quello che vogliono i nostri cari amici o parenti defunti, anzi potremmo dire che loro vivono attraverso di noi.

"Nel sogno pensai tra me e me che le anime belle, dopo la morte, trovano rifugio in luoghi di grande bellezza."



domenica 10 luglio 2022

[Recensione] Nero come la notte - Tullio Avoledo


NERO COME LA NOTTE || Tullio Avoledo || Marsilio || 2020 || 524 pagine

Sergio Stokar era un buon poliziotto. Forse il migliore a Pista Prima, degradata ma ancora grassa città del Nord-Est. Fino al giorno in cui, senza saperlo, ha pestato i piedi alle persone sbagliate. Così qualcuno l'ha lasciato, mezzo morto, sulla porta dell'ultimo posto in cui avrebbe voluto finire: le Zattere, un complesso di edifici abbandonati dove si è insediata, dandosi proprie leggi, una comunità di immigrati irregolari. Quel rifugio dall'equilibrio fragile e precario - con la sua babele di lingue, razze e odori - normalmente sarebbe un incubo per uno col credo politico di Sergio. Ma è un incubo in cui è costretto a rimanere, adattandosi a nuove regole e a convivere con una realtà che un tempo avrebbe rifiutato. Per poter stare al sicuro, è diventato "lo sceriffo delle Zattere": mantiene l'ordine, indaga su piccoli reati. Finché un giorno il Consiglio che governa il complesso gli affida un incarico speciale. Alcune ragazze delle Zattere sono state uccise in modo orribile, c'è un assassino in agguato, e solo un poliziotto abile come Sergio può scovarlo, con il suo fiuto e le sue conoscenze, ma soprattutto grazie a un'ostinazione che lo trasforma in un autentico rullo compressore. In un'Italia appena dietro l'angolo - l'Italia di dopodomani, che ci indica con chiarezza dove sta andando il nostro paese - Sergio Stokar deve tornare dal regno dei morti e rimettersi a indagare, frugando nel passato e negli angoli più in ombra della sua città, per scoprire, alla fine, che forse l'indagine è una sola, e che l'orrore si nasconde in luoghi e persone insospettabili. Tutto è legato da un filo. Un filo nero come la notte, rosso come il sangue. Perché in un mondo che ha fatto dell'avidità il suo credo non esistono colpevoli e innocenti, ma solo infinite sfumature di male.

Recensione

Finalmente riesco a leggere un'opera di Avoledo, anche se avrei preferito iniziare da L'elenco telefonico di Atlantide e devo subito affermare che scrive bene, nulla da dire (me lo avete consigliato in tanti questo autore).

Sergio Stokar è un ex poliziotto di destra, un po' razzista e con un passato che vuole dimenticare (un passato di droga e alcol): fa il detective/sceriffo alle Zattere, un quartiere malfamato di una città cupa abitata da immigrati irregolari, e tutto gli va storto, come la vita. Ad un certo punto gli viene dato un incarico particolare: indagare su una serie di omicidi su delle giovani ragazze e, se ci riesce, trovare l'assassino.

Il genere noir mi piace, anche se di solito prediligo il giallo classico (alla Maigret per intenderci), ma in questo caso ci sono diversi generi dove addirittura si arriva al fantascientifico/horror. La storia si evolve in questo quartiere abbandonato dallo Stato e dalla società, e pian piano il nostro antieroe scoprirà che ci sono dei legami con gente di una certa importanza. Il suo fiuto da investigatore, nonostante la sua dipendenza dall'alcol e le sue indagini molto sopra le righe, è rimasto il suo punto forte e infatti lo porterà a scoprire i colpevoli o il colpevole degli omicidi. Trovo difficile definire lo stile di Avoledo, ma non posso negare che è abbastanza intrigante e potrebbe affascinarvi.


 

venerdì 8 luglio 2022

[Recensione] La libreria sulla collina - Alba Donati

 


LA LIBRERIA SULLA COLLINA || Alba Donati || Einaudi || 2022 || 194 pagine

«Perché hai aperto una libreria in un paesino sconosciuto? Perché avevo bisogno di respirare, perché ero una bambina infelice, perché ero una bambina curiosa, per amore di mio padre, perché il mondo va a scatafascio, perché il lettore non va tradito, perché bisogna pensare ai piú piccoli, perché mi sono salvata».


Non è mai troppo tardi per realizzare un sogno. Nel dicembre 2019, Alba Donati decide di cambiare vita e aprire una libreria a Lucignana, poche case sull’Appennino lucchese. Lo fa grazie a un crowdfunding e al passaparola sui social. Da subito la libreria, una sorta di «cottage letterario» immerso nel verde, diventa un luogo di pellegrinaggio, di parole in comune, di incontri speciali. In questo diario che abbraccia sei mesi di vita della libreria – l’incendio che la distrugge dopo un mese dall’apertura, l’energia delle persone che la rimettono in piedi, la chiusura durante il lockdown, fino all’organizzazione di un festival letterario – c’è il racconto di una passione che è leva per sollevare il mondo. Con leggerezza e intelligenza, Alba Donati regala al lettore un’esperienza perfettamente in linea con la missione della sua libreria: mettere in pausa la frenesia delle nostre giornate, lasciarsi cullare dal conforto di piccoli gesti di cura, seguire il filo che unisce libro a libro, sentirsi parte di una comunità. Fare la libraia oggi significa anche ingegnarsi per far tornare i conti, leggere di notte, pensare lo spazio come un rifugio e un presidio culturale, raccogliere gli ordini a fine giornata come sassolini che indicano la strada. E in questa vita da libraia felice e resistente, nel suo senso di «casa», nelle sue scelte controcorrente, nella storia della sua famiglia di irriducibili, c’è tutta la caparbietà di cui sono capaci le donne, e insieme l’amore per le storie, quello di chi vuole farle conoscere e circolare. Questo è il libro che sognano tutti i lettori: le pagine che leggiamo si mescolano a ciò che ci accade come in un grande diorama aperto, perché le parole dei libri sono parte del nostro alfabeto.

Recensione

Esiste una libreria in provincia di Lucca che è particolare: si trova su una collina e ha una vista mozzafiato: è la libreria Sopra la Penna, fondata e diretta da Alba Donati. In questo libro leggeremo un vero e proprio diario tenuto da Alba in quel periodo che ci ha colpito tutti, durante la pandemia del Covid e ci narra la sua vita giornaliera piena di libri, amicizie, incontri, belle persone, eventi storici, tè particolari e scrittori. La cosa bella è che lei ha avuto il coraggio di aprire una libreria in un paesino che conta 180 abitanti, da tutti definita una follia. Ma Alba ha creato un vero e proprio angolo di paradiso, con fiori, alberi e libri magici. Spero un giorno di poter farle una visita, ne sarei onorato!


sabato 2 luglio 2022

[Recensione] 438 giorni - Jonathan Franklin

 


438 GIORNI || Jonathan Franklin || BUR || 2022 || 264 pagine

La storia di Salvador Alvarenga è una di quelle che non si dimenticano. Il 18 novembre 2012, insieme al giovane compagno Ezequiel Cordoba, lascia le coste del Messico per una battuta di pesca. Ma una terribile tempesta con violente raffiche di vento senza pioggia li sorprende spingendo la barca fin nel cuore dell'oceano Pacifico. La burrasca ha danneggiato i sistemi di comunicazione e ha fatto cadere tutti i rifornimenti in mare. Il motore ha ceduto. Cavalcando onde alte tre metri, con gli occhi gonfi e le mani intorpidite per aver stretto per ore la barra del timone, i due pescatori riescono a sopravvivere. Ma è solo l'inizio di un incubo: Cordoba morirà durante il viaggio e Alvarenga non toccherà la terraferma per quattordici mesi. Su quella barca in mezzo al nulla, sarà costretto a cibarsi di uccelli e a bere la propria urina, rischiando di perdere la ragione fino a pensare di darsi in pasto agli squali. Questa incredibile avventura è narrata dal giornalista Jonathan Franklin, che ha saputo restituire in maniera vivida, potente e indimenticabile l'ingegno e la determinazione di un uomo sopravvissuto per 438 giorni a una sfida grande quanto l'oceano. E sebbene la vicenda rimanga ancora oggi affascinante, intricata e con molti punti oscuri, questa è e resterà l'unica versione dei fatti: quella raccontata dal solo protagonista sopravvissuto.

Recensione

Un pescatore messicano riesce a sopravvivere per oltre due anni nell'oceano, scaraventato fuori costa dopo una terribile tempesta. Unica compagnia un suo collega pescatore: insieme per un bel po' divideranno i pesci e gli uccelli che riusciranno a catturare, fino al tragico giorno in cui l'unico suo compagno muore e da lì inizia la sua lunga solitudine in mezzo alle acque. Una narrazione accurata, frutto di interviste ai protagonisti e soprattutto al protagonista della vicenda, Salvador Alvarenga.

martedì 28 giugno 2022

[Recensione] Cinquecento catenelle d'oro - Salvatore Basile

 


CINQUECENTO CATENELLE D'ORO || Salvatore Basile || Garzanti || 2022 || 185 pagine

Le spighe di grano dorato si piegano al soffio del vento. Maria le osserva e pensa che quella terra rappresenta la vita intera della sua famiglia, che la lavora da generazioni. E che, forse, sarà l'unica protagonista del suo futuro. Ma lei vuole di più. Soprattutto ora che ha imparato a leggere, e nuovi orizzonti le si sono schiusi davanti agli occhi. Maria ha confidato il suo segreto solamente al padre, l'unico a condividere i suoi sogni. Così, quando lui è costretto a partire per l'America in cerca di fortuna, Maria si sente persa, e solo le sporadiche lettere che riceve riescono a riportarle il sorriso. Lettere che raccontano di palazzi alti fino al cielo, di fotografie capaci di muoversi, di treni che corrono sullo schermo. La parola cinematografo è troppo difficile da pronunciare, ma contiene una promessa di futuro. Maria vorrebbe condividere la notizia con tutti, e invece finisce per essere additata come una visionaria, una persona da cui stare lontani. Fino al giorno in cui incontra Domenico, un giovanissimo fotografo in erba, il primo a credere che quello che il padre le ha raccontato sia vero. Per questo vuole trovare una prova, un esempio di quelle immagini che paiono prendere vita. Perché Maria non è una bugiarda, è solo una sognatrice. E i sogni possono far paura. Bisogna essere coraggiosi per accettare i cambiamenti, per non smettere mai di imparare. Insieme, Maria e Domenico possono fare una magia: un telo bianco in una grande piazza pronto a raccontare la storia più bella che ci sia.

Recensione

Questo romanzo è stata una piacevole scoperta, non conoscevo l'autore Salvatore Basile. Ci viene narrata la storia di una ragazza coraggiosa, che nonostante tutte le difficoltà riesce a realizzare i suoi sogni. Per fortuna ha conosciuta una donna forte, che non si è piegata alle angherie del fratello e ha insegnato a Maria a leggere e a farla appassionare alla lettura e alla cultura. Il padre è dovuto emigrare in America per dare un futuro alla loro famiglia e sembra essersi dimenticato di loro. Ma un giorno Maria conosce un giovane fotografo e subito si innamora.

Una scrittura appassionante, delicata, piena di coraggio, ogni pagina trasmette una magia, ti fa innamorare di quel piccolo paese sperduto nelle campagne dell'entroterra campano e ti fa tifare per la piccola Maria, presa quasi per pazza quando descrive le foto che si muovono (suo padre si riferiva ai film, sconosciuti ancora in quel pezzo di Italia contadina).

Straconsigliato!


[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...