sabato 30 maggio 2020

[Recensione] Il Sorcio - Georges Simenon

Titolo: Il Sorcio
Titolo originale: Monsieur La Souris
Autore: Georges Simenon
Editore: Adelphi
Pubblicazione: 22 giugno 2017
Prima pubblicazione: 1938
Genere: giallo
Pagine: 155
Prezzo: 18 euro

Quarta di copertina
Raramente Simenon ha creato un intreccio così ricco e frizzante come in questo romanzo, che è stato definito «un Maigret senza Maigret», e in cui ritroviamo, in compenso, alcuni dei suoi celebri «comprimari»: Lucas, qui promosso commissario, e il perennemente scalognato ispettore Lognon. Sullo sfondo dei quartieri più chic di Parigi, tra i caffè degli Champs-Élysées e gli alberghi di lusso intorno all'Opéra, lo scrittore si diverte a mescolare con spettacolosa abilità la scomparsa di un cadavere, una banda di gangster, una «pupa» che è uno schianto, un faccendiere ungherese, l'alta finanza, l'alta società, la Polizia giudiziaria e un rapimento da film americano. Ma, soprattutto, dà vita a uno dei suoi personaggi più accattivanti: Ugo Mosselbach, detto il Sorcio, un anziano barbone di origine alsaziana (in passato organista e insegnante di solfeggio), il quale, tutt'altro che mortificato dalla sua condizione, è una sorta di guitto beffardo, che Simenon descrive così: «un ometto magro, con due occhi eccezionalmente vivaci e maliziosi, una peluria rossiccia che tendeva al bianco sporco e un modo personalissimo di portare stracci troppo grandi per lui con una dignità che rasentava l'eleganza». La sera in cui trova un portafogli gonfio di dollari, il Sorcio architetta un piano infallibile, che dovrebbe permettergli di comprarsi la vecchia canonica di Bischwiller-sur-Moder dove sogna di finire i suoi giorni. C'è purtroppo un piccolo dettaglio, che complicherà parecchio le cose: il portafogli era accanto a un cadavere. Sarà la curiosità (ma anche la voglia di sfidare l'ispettore Lognon!) a spingerlo a condurre una sua indagine parallela, che lo catapulterà in una sequela di guai. Un romanzo che ha i toni di una commedia poliziesca, magistralmente orchestrata da Simenon su un tempo di allegretto.

Recensione
Giallo senza l'ispettore Maigret, il cui protagonista è un barbone conosciuto da tutti come il Sorcio, che si trova coinvolto, suo malgrado, in un omicidio.
Storia male congegnata, a tratti pasticciata. Peccato davvero, un Simenon non nel suo splendore.
Insomma al povero Sorcio date una canonica, è il suo sogno da una vita!

[Recensione] Il defunto signor Gallet - George Simenon

Titolo: Il defunto signor Gallet
Titolo originale: Monsieur Gallet, décédé
Autore: Georges Simenon
Editore: Adelphi
Serie: Commissario Maigret #3
Pubblicazione: 6 luglio 1994
Prima pubblicazione: febbraio 1931
Genere: giallo
Pagine: 157
Prezzo: 10 euro

Quarta di copertina
Invece di farsi più completo e più decifrabile, il personaggio stava diventando inafferrabile... La fisionomia dell’uomo con la finanziera troppo stretta si andava via via offuscando fino a non avere più niente di umano... «Alla foto, sola immagine tangibile e teoricamente completa che Maigret possedesse, si sostituivano altre immagini sfuggenti che rifiutavano di sovrapporsi, mentre avrebbero dovuto fornire il ritratto di un unico uomo».

Recensione
Stavolta il commissario Maigret deve indagare in un albergo dove è stato ucciso un commesso viaggiatore, il signor Gallet. Seguiremo tutte le sue indagini e il metodo che il poliziotto utilizza è quello di mettersi nei panni del morto e provare a comprendere cosa pensava e come agiva. Il colpo di scena finale non mi è dispiaciuto ma ciò che emerge dalla storia è la profonda solitudine e tristezza che prova l'essere umano.

venerdì 29 maggio 2020

[Recensione] Le cosmicomiche - Italo Calvino

Titolo: Le cosmicomiche
Autore: Italo Calvino
Editore: Mondadori
Pubblicazione: 16 aprile 2013
Prima pubblicazione: 1965
Genere: racconti
Pagine: 160
Prezzo: 12 euro

Quarta di copertina
I grandi miti della fantascienza: astronavi, macchine futuribili, viaggi interstellari, rivisitati e trasformati da una fantasia ironica e intelligente. Una originalissima raccolta di divertenti racconti del grande scrittore.

Recensione
Purtroppo su 12 racconti di questa raccolta ne ho apprezzati soltanto 4, ovvero: La distanza della Luna, Lo zio acquatico, I Dinosauri e Gli anni-luce. Gli altri mi hanno annoiato e spesso irritato. Il più bello resta, per me, La distanza della Luna, dove l'autore immagina che in un lontano passato la Luna fosse così vicina alla Terra che le persone potevano con un semplice balzo entrare nella sua orbita ed esplorarla. Secondo me in questo racconto si sprigiona tutta la magia e l'originalità del Calvino migliore.
Non pensavo che alla Terra. Era la Terra a far sì che ciascuno fosse proprio quel qualcuno e non altri; quassù, strappati alla Terra, era come se io non fossi più quell'io, nè lei per me quella lei. Ero ansioso di tornare sulla Terra, e trepidavo nel timore d'averla perduta. Il compimento del mio sogno d'amore era durato solo quell'istante in cui c'eravamo congiunti roteando tra Terra e Luna; privato del suo terreno terrestre, il mio innamoramento ora non conosceva che la nostalgia straziante di ciò che ci mancava; un dove, un intorno, un prima, un poi.

giovedì 28 maggio 2020

[Recensione] L'abito di piume - Banana Yoshimoto

Titolo: L'abito di piume
Autrice: Banana Yoshimoto
Traduttore: Alessandro Giovanni Gerevini
Editore: Feltrinelli
Pubblicazione: 15 giugno 2017
Prima pubblicazione: 20 gennaio 2003
Genere: romanzo
Pagine: 132
Prezzo: 8 euro

Quarta di copertina
Hotaru torna nel paese natale, un piccolo borgo tranquillo attraversato da un fiume, per dimenticare le sue pene d’amore. Era andata ad abitare a Tokyo dove per otto anni aveva vissuto una relazione sentimentale con un uomo sposato, un fotografo sempre impegnato nel lavoro che inaspettatamente l’abbandona. Il ritorno di Hotaru è un ritorno all’infanzia, un modo per ritrovare pace e serenità tra gli amici e l’affetto della nonna. La madre è morta e il padre, un famoso psicologo, è in viaggio in California. Hotaru trascorre le giornate aiutando la nonna nel suo caffè dall’atmosfera intima e familiare. Rivede luoghi e persone del passato, soprattutto la sua vecchia amica Rumi, dotata di una speciale capacità di intuire ciò che si nasconde nell’animo delle persone. Un giorno, dopo una passeggiata lungo le sponde del fiume, Hotaru incontra Mitsuru, un ragazzo che le lascia una strana sensazione di déjà vu.

Il titolo originale del romanzo, Hagoromo (letteralmente “abito di piume”), indica un particolare tipo di kimono leggerissimo che le tennyo, figure mitologiche dalle sembianze di donne-angelo, indossano per volare tra il mondo terreno e l’aldilà. Guarita dal dolore, Hotaru può indossare il suo “abito di piume” per librarsi in volo verso la vita, rinfrancata e “leggera”, riappropriandosi finalmente della sua gioventù e dei suoi sentimenti.

Recensione
Era dalla lettura di Kitchen che non ritrovavo una Yoshimoto così rilassante e delicata. La storia è un insieme di ricordi della protagonista, Hotaru, che ritorna nel suo paesino natale dopo una brutta delusione d'amore col suo ex. Qua conoscerà un nuovo ragazzo e riabbraccerà una cara amica, ma soprattutto ritroverà se stessa.
Il tema dominante è il tornare in se stessi, il ritrovarsi. Il tutto condito con tanti ricordi (spesso tristi) dei bei momenti passati con le persone a noi più care (soprattutto i genitori e i nonni). Questa lettura mi ha dato la serenità che attendevo, una Yoshimoto in splendida forma. Leggendolo è proprio come se si indossasse un abito di piume, ci si sente coccolati, si rimane incantati dallo scorrere del fiume (evidente simbolo del tempo che va via e passa) e la protagonista ritorna a riconoscere i suoi veri sentimenti.
“Pensai che la gentilezza disinteressata delle persone, le loro parole spassionate, fossero come un abito di piume. Avvolta da quel tepore, finalmente libera dal peso che mi aveva oppresso fino a quel momento, la mia anima stava fluttuando nell’aria con grande gioia.”

mercoledì 27 maggio 2020

[Recensione] Pronto soccorso per scrittori esordienti - Jack London

Titolo: Pronto soccorso per scrittori esordienti
Autore: Jack London
Editore: Minimum Fax
Pubblicazione: 18 novembre 2016
Genere: saggio
Pagine: 114
Prezzo: 9 euro

Quarta di copertina
"E poi lavorate. Scrivetelo in tutte maiuscole: lavorate. Lavorate in continuazione. Imparate a conoscere questo mondo, questo universo; questa energia e questa materia, e lo spirito che attraversando l'energia e la materia traluce dal magnete alla Divinità. E con tutto questo voglio dire lavoro come filosofia di vita." Con frasi di questo genere Jack London rispondeva alle centinaia di aspiranti scrittori che gli chiedevano suggerimenti. Il volume raccoglie una selezione di queste lettere insieme ad articoli apparsi su riviste dell'epoca e a brani tratti dai suoi romanzi. Ne scaturisce un prontuario, in cui London sintetizza con efficacia la sua tecnica e la sua poetica.

Recensione
"Le tre cose importanti sono: buona salute; lavoro; e una filosofia di vita. Potrei aggiungerne, anzi
devo aggiungerne una quarta: la sincerità. Senza quest'ultima, le altre tre non danno nessun risultato; e con essa potrete tenervi stretta la grandezza e sedere in mezzo ai giganti" (Jack London tratto da The Editor, marzo 1903). Leggere questa raccolta di consigli, esperienze personali, aneddoti, dritte letterarie di un grande scrittore americano (uno dei miei primi romanzieri di genere avventura che scoprì da giovanissimo leggendo Zanna Bianca) come lo fu e lo è Jack London mi ha ritemprato. 

martedì 26 maggio 2020

[Recensione] Tutti i racconti - Oscar Wilde

Titolo: Tutti i racconti
Titolo originale: The Happy Prince and Other Tales; A House of Pomegranates
Autore: Oscar Wilde
Editore: Newton & Compton
Pubblicazione: 12 marzo 2012
Prima pubblicazione: 1891
Genere: racconti
Pagine: 192
Prezzo: 3,90 euro

Quarta di copertina
Nei racconti Oscar Wilde si rivela grande narratore non meno che nel Ritratto di Dorian Gray. Autentici pezzi di bravura come Il delitto di Lord Arthur Savile o Il fantasma di Canterville – brillante canzonatura della “imperturbabile” classe dirigente inglese il primo, elegante parodia della letteratura gotica il secondo – hanno conosciuto innumerevoli adattamenti per il teatro, il cinema e la televisione. Le fiabe delle raccolte Il Principe Felice e Una Casa di Melograni racchiudono tutte, dal canto loro, un ammaestramento morale che non oscura mai la limpidezza e la raffinatezza dello stile. Le fantasticherie fiabesche non sono destinate soltanto all’infanzia giacché, come dichiarò lo stesso autore, esse sono state inventate «in parte per i bambini e in parte per coloro che hanno mantenuto la capacità fanciullesca della gioia e dello stupore».

Recensione
In questa raccolta troviamo solo quattro racconti di Oscar Wilde, mentre il resto sono delle fiabe (cosa inedita di Wilde che non conoscevo).
Lo stile di Wilde resta ai massimi livelli, e i primi due racconti (Il delitto di Lord Arthur Savile e Il fantasma di Canterville), soprattutto il secondo, mi sono piaciuti sia per l'ironia che per lo stile dell'autore. Il resto nella media. Le fiabe, si vede, hanno una forte influenza dalla lettura dell'autore de Le mille e una notte.

lunedì 25 maggio 2020

[Recensione] Afrodite bacia tutti - Stefania Signorelli

Titolo: Afrodite bacia tutti
Autrice: Stefania Signorelli
Editore: Prospero Editore
Pubblicazione: 26 maggio 2017
Genere: racconti
Pagine: 184
Prezzo: 9,90 euro

Quarta di copertina
Miti greci sonnecchiano, ma non troppo, in corpi contemporanei. Perché gli dèi non solo non sono morti, ma godono di ottima salute. Abitano in questi tredici racconti "caleidoscopio" Mida, che non è un re ma ha il vizio dell'oro e teme di condividerlo con gli sbarcati; Narciso, che ama solo se stesso e i selfie che lo ritraggono; Ercole, manovale malinconico con ex moglie molto a carico; Penelope, fedele a una città perduta; la bella Elena, che perde, alla lettera, la propria testa per Paride; Achille, responsabile aziendale delle risorse umane più che annoiato dalla mediocrità che lo circonda; Afrodite, sospirata da tutti (marito Efesto compreso); Pandora, che ha per vaso la propria mente e tenta invano di nasconderci ogni paura; Persefone, in crisi matrimoniale; Arianna, che ha perduto sia Teseo che il filo. E se Anchise è parcheggiato in casa di riposo, ovviamente Megera non può che essere un'ex fidanzata vendicativa quanto machiavellica.

Recensione
Leggere questo libretto di racconti mi ha lasciato diverse impressioni, ma ciò che mi ha colpito è stato sicuramente lo stile dell'autrice: una scrittura eccellente e scorrevole, che mette in evidenza i nostri stati d'animo richiamando gli antichi miti greci. A me hanno colpito diversi racconti, tra i quali posso citare quello ambientato nella casa di riposo (luogo che ben conosco visto che i miei nonni ci hanno vissuto, seppur per un breve periodo di tempo) "Anchise ed Enea", in cui esce fuori la solitudine che provano gli anziani che non fanno che pensare alla morte sempre più vicina, e dove io stesso mi sono rivisto nei loro panni da anziano. Oppure il racconto"Storia della ninfa Eco che amò Narciso che amò se stesso (and is I-Phone) in cui una psicologa si innamora perdutamente del suo giovane paziente. Un altro racconto che posso consigliare è La fuga di Teseo, la storia di due innamorati che ricordano i loro primi incontri e nei quali l'amore non è mai svanito.
“Con gli anni è stata solo una sottrazione di possibilità. Quante cose non siamo diventati.”

[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...