martedì 10 dicembre 2024

[Recensione] Una rosa per Emily - William Faulkner

 


UNA ROSA PER EMILY || William Faulkner || Adelphi || 1997 || 99 pag.

L’arte di Faulkner fu grandissima non solo in vasti e dilaganti romanzi come Luce d’agosto o Assalonne, Assalonne!, ma anche in certi racconti brevi e asciutti, di memorabile intensità. Storie di donne del profondo Sud, oscillanti fra la nostalgia, la follia e il noir – ritratti in cui è incisa la cifra di uno scrittore di prodigiosa potenza. Questo libro ne raduna tre, Una rosa per Emily, Miss Zilphia Gant e Adolescenza, assumendo come titolo quello del più celebre di essi, che per molti è diventato il simbolo della narrativa di Faulkner, ossessivamente legata all’evocazione di un mondo svanito, quale appare a uno sguardo solitario, celato dietro la scena: «Di tanto in tanto la vedevamo a una delle finestre del pianterreno – aveva evidentemente chiuso il piano superiore della casa –, simile al busto scolpito di un idolo in una nicchia, che ci guardava oppure non ci guardava, era impossibile dirlo. Così passò da una generazione all’altra, amabile, ineluttabile, impervia, tranquilla e perversa».

RECENSIONE

Primo libro che leggo di William Faulkner. In questo caso ci troviamo al cospetto di una raccolta di racconti e sono esattamente tre:
1. Una rosa per Emily;
2. Miss Zilphia Gant;
3. Adolescenza.

Le protagoniste di questi racconti sono tutte donne del Sud degli Stati Uniti che vivono come imprigionate le loro vite. Miss Zilphia è condizionata dalla madre che la segrega a casa e le impedisce di conoscere un futuro marito, mentre Emily è succube di un padre autoritario e anche lui la ostacolerà nel crearsi un futuro, infine Juliet, la più giovane protagonista, fa amicizia con un altro ragazzino ma verrà anche lei ostacolata dalla nonna (che la considera una poco di buono perché nuota e gioca nuda).

Non amo particolarmente questo tipo di storie ma devo ammettere che lo stile di scrittura di Faulkner è davvero alto e godibile.


sabato 30 novembre 2024

[Recensione] Brum brum - Giorgio Bettinelli

 


BRUM BRUM || Giorgio Bettinelli || Feltrinelli || 2015 || 400 pag.

Fra il 1994 e il 1995 Giorgio Bettinelli inizia il suo viaggio dall'Alaska alla Terra del Fuoco e fra il 1995 e il 1996 percorre in Vespa i 52.000 chilometri che separano Melbourne da Città del Capo. Il resoconto di questi due viaggi trova un breve ma efficacissimo momento narrativo nella prima parte di questo libro. Dopo aver raccontato le mille avventure e gli incontri di quella tappa, Bettinelli descrive un viaggio lungo oltre tre anni che dal Cile lo porta alla Tasmania fino in Siberia, attraversando Africa, Europa e Americhe. Il viaggio prosegue ma il racconto, per ora, si ferma qui, interrotto da un grave episodio che conferisce una nota di alta drammaticità a una voce di norma scanzonata, a uno sguardo attento e disincantato ma capace di lasciarsi stupire e sedurre. In questo libro Bettinelli ripropone se stesso, come lo abbiamo conosciuto nel libro In Vespa, viaggiatore intelligente e ironico, dotato di grande spirito di adattamento, di inesauribile curiosità, di rispetto e voglia di conoscere il mondo e le sue popolazioni.

RECENSIONE

L'instancabile (e anche un po' folle) Giorgio Bettinelli continua a viaggiare intorno al mondo a bordo di una Vespa e in questo altro libro ci narra le sue avventure on the road, dall'Alaska alla Terra del Fuoco, da Melbourne a Città del Capo, dal Cile alla Tasmania, fino in Siberia, dove attraverserà Africa, Europa e Americhe. Questo è il secondo libro che leggo di Bettinelli dopo La Cina in Vespa.

Quello che apprezzo di Giorgio (purtroppo scomparso ormai 16 anni fa ma sempre presente nei suoi libri) è la sua sincerità e spontaneità: dice e vive tutto senza filtri, in modo diretto, e lo stesso fa nei rapporti con gli altri. Mi piace come scrive, i suoi resoconti di viaggio non stancano mai, sembra di essere seduti dietro di lui nella Vespa e vivere sulla pelle tutte le sue avventure in giro per il mondo. Vedo la sua Vespa come un astronave e lui un vero e proprio cosmonauta che, pieno di curiosità, vuole scoprire nuove civiltà e vivere nuove avventure. Ad un certo punto di questo libro il nostro Giorgio rischia davvero la vita, viene derubato e imprigionato da un gruppo di africani e alla fine decidono di liberarlo e lui naturalmente non se lo fa ripetere due volte e fugge via, senza più nulla. Ecco, quando dico che è matto lo intendo proprio per questi episodi che gli sono capitati: spesso egli si avventura in territori abbastanza pericolosi (in questo caso lui non sapeva che la situazione era così grave e gli è andata bene, in fin dei conti) quasi senza preoccuparsene e quasi con incoscienza. Dall'altro lato, però, ha conosciuto tante belle persone, alcune le aveva conosciute nei suoi viaggi precedenti, altre anche se nuove davvero belle e ospitali.

Sinceramente non ho il coraggio di Giorgio, non credo che mai riuscirò a fare quello che ha fatto lui, ma la voglia di viaggiare, di esplorare nuovi stati e conoscere nuove culture mi ha sempre affascinato e chissà che un giorno non possa anche io vivere delle belle avventure (con più sicurezza però).

La mia video recensione:




lunedì 25 novembre 2024

[Recensione] Il collezionista di ossa - Jeffery Deaver

 


IL COLLEZIONISTA DI OSSA || Jeffery Deaver || BUR || 2013 || 446 pag.

Rhyme, criminologo forense divenuto tetraplegico in seguito a un incidente legato a un'indagine, viene incaricato di scovare il serial killer che rapisce persone appena arrivata a New York e poi le uccide asportandone dei pezzi. Il killer lascia indizi criptici che, se decifrati in tempo, possono portare alla vittima successiva. Affiancato da Amelia, la poliziotta che sostituisce le sue braccia e le sue gambe inerti, Rhyme lavora per deduzioni logiche e capisce che l'assassino è convinto di essere "il Collezionista di ossa", uno psicopatico degli inizi del secolo. Nella caccia all'uomo in lotta contro il tempo per salvare le vittime designate, Rhyme capisce che il killer in realtà vuole colpire proprio lui.

RECENSIONE

Anni fa avevo visto il film tratto da questo romanzo, Il collezionista di ossa, e scopro che è il primo di una lunga serie (fino ad oggi sono 16).

In questo thriller ci troviamo a che fare con un killer folle che ama le ossa umane e le colleziona. Per caso una poliziotta ritrova una mano umana che sbuca dai binari e nel corso delle indagini viene contattato Lincoln Rhyme, tetraplegico a seguito di un incidente sul lavoro, bravissimo a scovare e scavare nella psiche dei serial killer e nel decifrare le loro tracce. I due collaboreranno (Rhyme sarà la mente e la poliziotta Amelia Sachs le sue braccia) e nascerà una profonda intesa tra i due. Il killer lascia appositamente delle tracce per indicare quale sarà la sua prossima vittima e dove ritrovarla, e non sarà facile riuscire ad acciuffarlo. Ci saranno anche dei bei colpi di scena.

Devo ammettere che questo romanzo mi ha coinvolto, riesce a tenerti incollato alle pagine, ti fa scorrere un capitolo dopo l'altro e se siete appassionati di thriller ve lo stra-consiglio. Sicuramente leggerò anche il secondo di questa serie, poi si vedrà.




mercoledì 30 ottobre 2024

[Recensione] Charlie Chan e il cammello nero - Earl Derr Biggers

 


CHARLIE CHAN E IL CAMMELLO NERO || E. Derr Biggers || Newton Compton || 2012 || 188 pag.

Shelah Fane, celebre star del cinema, viene uccisa a Waikiki Beach e Charlie Chan, il noto detective un po' cinese, un po' hawaiano e un po' americano, protagonista di tanti romanzi di Biggers, deve scoprire l'assassino. L'unica pista possibile lo conduce a un episodio di tre anni prima, quando Shelah Fane, a Los Angeles, si trovò involontariamente ad assistere a un omicidio: ma chi sarà il misterioso assassino che è tornato in scena per eliminare uno scomodo testimone?

RECENSIONE

Dopo sei anni leggo un altro romanzo con protagonista Charlie Chan. Stavolta il nostro ispettore di polizia cinese è a casa sua a Honolulu, e scopriamo che ha la bellezza di quattordici figli (con tanta salute!). Accade che una celebre attrice di Hollywood, Shelah Fane, viene uccisa a Waikiki Beach e ben presto il nostro detective scoprirà che la signorina aveva, qualche anno prima, assistito a un omicidio.

Devo ammettere che fino alla fine non riuscivo a capire chi fosse l'assassino, anche perché ogni volta che Chan interrogava e approfondiva le vite dei vari personaggi sbarcati sull'isola assieme alla diva del cinema ognuno poteva avere a che fare con lei, in modo diretto o indiretto. Ho apprezzato il fatto che ogni indizio, colpi di scena, depistaggi, riflessioni, informazioni sul caso venissero condivise con noi lettori, così ti sentivi davvero coinvolto nelle indagini e potevi riflettere assieme a Chan. Ho notato che i vari personaggi che circondavano la diva restavano abbastanza distaccati emotivamente.

Potrei consigliarvi questa lettura come un giallo da leggere in spiaggia, nulla di più.


giovedì 24 ottobre 2024

[Recensione] Dieci cose che ho imparato da Jessica Fletcher - Alice Guerra

 


DIECI COSE CHE HO IMPARATO DA JESSICA FLETCHER || Alice Guerra || Rizzoli || 2024 || 251 pag.

Luigino, novantenne di Mestre che vive in compagnia delle sue galline, una mattina sparisce senza lasciare traccia. Un riluttante commissario siciliano, che odia il Veneto e sogna il trasferimento, sarà costretto a farsi carico delle indagini, ma la vera investigatrice - caparbia e inarrestabile come la sua mentore Jessica Fletcher - sarà una ragazza che si autoproclama "l'influencer di Mestre" e che non smette di ficcare il naso al bar, alle poste, al gingerino pomeridiano delle amiche della zia e, soprattutto, all'interno della stessa casa di Luigino.
Guidata dai principi e dagli insegnamenti della sua adoratissima Signora in giallo - tra "Anche la tua amica può essere un'assassina", "Se qualcosa non torna, è meglio ficcare il naso" e "Chi ha bisogno di dimostrare il proprio valore non vale poi molto" - della quale non perde una puntata, Alice inizia a scoprire qualcosa di più sulla vita e sul mondo di Luigino, che sotto molti aspetti sono simili ai suoi.
Tra colazioni al bar per carpire informazioni ai vecioti di Mestre, goffi pedinamenti e scelte coraggiose (sul filo della legalità), Alice ci racconta anche un po' di sé: del disturbo d'ansia generalizzata di cui soffre, di come ha fatto in qualche modo i conti con questa realtà, di anni trascorsi a rincorrere le cose sbagliate e delle sue relazioni amorose disfunzionali.
Una storia appassionante, ironica e potenzialmente verissima, che ci invita a ricordare che "non è mai troppo tardi per fare ciò che ci rende felici, nemmeno se abbiamo novant'anni e siamo più di là che di qua".

RECENSIONE

Un anziano novantenne scompare improvvisamente da Mestre abbandonando le sue amate galline e la sua bicicletta. Ad indagare su questa scomparsa ci sarà un commissario siciliano che ha nostalgia di casa sua (e soprattutto del suo cibo) ma in realtà chi si prende davvero a cuore di questa scomparsa e ad indagare, a modo suo, sarà la trentenne influencer Alice, amante della serie tv che danno tutti i giorni su Rete 4 Jessica Fletcher, la mitica Signora in Giallo, che è in un certo senso la sua mentore.

Che dire, la scrittura e la storia di Alice Guerra non è niente male, piena di ironia e di situazioni divertenti, e come prima opera di questa scrittrice esordiente direi che va bene. Certo, definire un giallo questo storia è un po' esagerato, è più una sorta di diario della influencer che ci narra le sue avventure (e soprattutto disavventure) quotidiane, sempre con ironia.





mercoledì 23 ottobre 2024

[Recensione] Punti di vista - Patrizia Trinchero

 


PUNTI DI VISTA || Patrizia Trinchero || Delos Digital || 2014 || 56 pag.

Se a indagare fosse Moriarty e il colpevole Holmes? E se un incidente fosse in realtà un delitto in camera chiusa "quasi perfetto"?

Il problema finale si avvicina. Una casa è stata violata, una cassaforte svaligiata e questa volta a indagare non troviamo Holmes, ma Moriarty. Il Professore, dopo aver eliminato un amico del Primo Ministro attraverso la sua rete criminale, dovrà occuparsi di un Holmes in veste insolita: quella dello scassinatore. Anche Watson, novello sposo, dovrà fare i conti con questo lato oscuro dell'amico. Il dottore cercherà anche di capire come un fatale incidente, agli occhi del detective, possa risultare un delitto in camera chiusa "quasi perfetto". Tutto infatti dipende dal punto di vista.

RECENSIONE

In questo racconto ci troviamo per la prima volta a seguire il punto di vista dell'arcinemico di Sherlock Holmes, il professor Moriarty. Ma leggeremo anche il punto di vista del fido Dottor Watson. E, come in ogni caso, il nostro detective inglese Holmes riuscirà a sbrogliare la matassa.


domenica 20 ottobre 2024

[Recensione] L'invenzione di Morel - Adolfo Bioy Casares

 


L'INVENZIONE DI MOREL || Adolfo Bioy Casares || SUR || 2017 || 133 pag.

L’invenzione di Morel è il romanzo più celebre di Adolfo Bioy Casares, uno dei narratori più originali della letteratura latinoamericana del Novecento. Pubblicato nel 1940, esce oggi in una nuova traduzione di Francesca Lazzarato, che ne ha curato anche la postfazione. Fortemente ispirato all’Isola del dottor Moreau di H.G. Wells e ai racconti di E.A. Poe, questo romanzo visionario narra le avventure di un fuggiasco che, sbarcato su un’isola deserta per evitare la condanna all’ergastolo, scopre di non essere solo come credeva. In bilico tra il terrore di essere identificato e la frustrazione per il desiderio di essere riconosciuto, il protagonista si ritrova sospeso tra realtà e irrealtà e inizia a seguire, osservare e spiare gli altri isolani. Sarà infine il misterioso Morel a fornirgli le chiavi di lettura di un mondo allucinatorio costituito da pura forma. Un romanzo estremamente moderno e denso, che in poche pagine cattura il lettore invogliandolo ad addentrarsi nei labirinti della trama e a decifrarne gli enigmi.

RECENSIONE

Arrivo alla lettura di questo classico della letteratura mondiale spinto anzi suggerito dalla citazione che si fa nella serie tv Lost (dove dei naufraghi e sopravvissuti a un incidente aereo sono costretti a vivere in un'isola misteriosa e piena di eventi assurdi). In realtà conoscevo già la storia di Morel visto che avevo anni fa recuperato il film del 1974 diretto da Emidio Greco.

Un naufrago arriva in una misteriosa isola abbandonata che ha al suo interno una costruzione che contiene una biblioteca, una sala da pranzo, una cucina, camere da letto, una cappella e anche una piscina. Sembra proprio abbandonata da molti anni, visto che è piena di ragnatele e polvere. Ma improvvisamente, un giorno, iniziano a mostrarsi delle persone vestite di gala che chiacchierano tra loro, fanno il bagno in piscina, mangiano insieme. Sono fantasmi o persone reali? Il naufrago prima si spaventa e fugge, nascondendosi. Poi pian piano inizia a spiarli fino a spingersi a parlare con loro, ma senza essere visto o contraccambiato. Ben presto riuscirà a capire il perché.

Questo romanzo è molto affascinante e ci fa riflettere sul tema dell'immortalità: Morel inventa un meccanismo che ci potrebbe rendere immortali, o almeno le nostre ombre passeggere su questa Terra. In realtà quello che fa lo scienziato Morel è di eternizzare, registrare per sempre, la quotidianità, la banalità dell'ordinario: ci si sveglia, si fa colazione, si va al bagno, si chiacchiera, si pranza, si prende il sole, si passeggia sulla spiaggia, si litiga, si cena, ci si riposa, si ama. Questa storia fa riflettere sul fatto che la nostra vita, di ognuno di noi, è effimera e breve come un filo d'erba: al mattino spunta, durante il giorno vive, la sera già dissecca e poi muore.

N.B.: Casares un grande ad aver anticipato già negli anni 40 la realtà virtuale, anche se lui critica questo tipo di progresso tecnologico come un'invenzione senza anima.

Ecco la mia video recensione:




[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...