lunedì 5 febbraio 2024

[Recensione] L'estate incantata - Ray Bradbury

 


L'ESTATE INCANTATA || Ray Bradbury || Mondadori || 2019 || 267 pagine

Cosa può succedere nel breve arco di una estate? Niente che valga la pena di essere raccontato se è una estate come tante! Ma se si tratta di una estate magica possono accadere molte cose, e meravigliose. Così è per Douglas Spaulding, ragazzino di 12 anni: a partire dal giugno 1928 conoscerà molte cose sul significato del mondo che lo circonda, sui desideri che nascono e muoiono, sul senso dei sentimenti, sulla piccole gioie quotidiane e sulle emozioni irripetibili.
Il ragazzo che si congederà dall’estate 1928 non sarà più il bambino che l’accolse.

RECENSIONE

Ray racconta la sua infanzia, esattamente nell'estate del 1928. Tra zie che comprano una macchina elettrica, tram incantati, vini di denti di leone, pranzi della nonna, scoperte di vita e di morte, l'autore ci fa viaggiare in un universo che appartiene ad ognuno di noi: l'infanzia piena di sensazioni nuove, scoperte inattese e gioiose, che portano a crescere e che non si ripeteranno più. Un libro molto poetico, che consiglio ai romantici e ai nostalgici di un tempo che fu.


domenica 4 febbraio 2024

[Segnalazione] Fili d'ombra - Christian Guay-Poliquin

In una magnifica foresta canadese, tra felci lussureggianti e cespugli minacciosi, un uomo solo cammina verso il capanno dove la sua famiglia si è rifugiata dopo un blackout generalizzato. Dimenticati i rigori dell’inverno, in una terra diventata di nessuno, la natura si sta riprendendo lo spazio che le compete e muoversi diventa via via più difficile, anche perché sui sentieri battuti imperversano bande di disperati pronti a tutto. In preda alla paura, alla fame e alla sete, l’uomo sta per arrendersi a questa selva oscura quando incontra un ragazzino. Dimostra dodici anni, sembra non avere paura di niente, e si unisce a lui come se lo conoscesse da sempre. Insieme proseguiranno il cammino e, nell’abbraccio di un paesaggio sontuoso e malevolo, sperimenteranno modi inediti per sopravvivere, sperare, e perfino per amare. Nella prosa esatta, minuziosa, ferocemente asciutta di Guay-Poliquin, prende vita un romanzo palpitante e attualissimo, che rivisita i classici della sopravvivenza nella natura e, attraverso una storia avventurosa e commovente, si interroga sul significato più profondo– e non convenzionale – dell’essere famiglia.

In libreria dal 6 febbraio 2024.

L'AUTORE

Nato in Québec nel 1982, Christian Guay-Poliquin è considerato uno degli autori più promettenti della letteratura canadese contemporanea. Con Il peso della neve (Marsilio 2019), tradotto in oltre quindici lingue, ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il prestigioso Gouverneur général.



 

sabato 3 febbraio 2024

[Recensione] Un tramonto a Parigi - Jenny Colgan

 


UN TRAMONTO A PARIGI || Jenny Colgan || Piemme || 2014 || 412 pagine

Nell'ora in cui il sole sorge su Pont Neuf - il ponte dei lucchetti - e le stradine di Parigi cominciano pian piano a risvegliarsi, Anna Trent è già al lavoro: immersa nel profumo di zucchero e cacao, inventa e prepara le sue creazioni di cioccolato finissimo. Deliziose prelibatezze che abbelliranno la vetrina dell'antica bottega dove ha cominciato da poco a lavorare, per poi finire sulle tavole imbandite delle più belle case di Parigi. Ma questa passione, per Anna, è cominciata molto prima - a casa sua, nel Nord dell'Inghilterra, e nella fabbrica di cioccolato industriale dove un brutto incidente ha imposto una fermata obbligatoria alla sua vita, facendole perdere il lavoro e l'allegria. Ma quando tutto sembra perduto, c'è sempre Parigi. E così, grazie all'aiuto della cara, vecchia professoressa di francese - l'unica materia in cui Anna aveva qualche voto decente - addio pioggerella fine e insistente dei sobborghi inglesi, addio cioccolato industriale... Nella bottega del maestro cioccolataio Thierry la vita ha un altro sapore, e i sogni anche. Riuscirà Anna a realizzarli tutti, compreso quello di trovare il grande amore? La sola cosa che sa per certo, mentre al tramonto passeggia per le viuzze della città, è che quando Parigi chiama, l'amore risponde.

RECENSIONE

La storia di due ragazze inglesi che, in tempi diversi, hanno conosciuto l'amore a Parigi. Unico comun denominatore: la prima (nel passato) si innamora di un bravo pasticcere cioccolataio, la seconda (contemporanea) si innamora di suo figlio. Il tutto ambientato a Parigi. E alla fine ci sono pure alcune ricette dell'autrice.

Che dire, una storia che facilmente si dimentica, banale, a tratti noiosa, personaggi poco caratterizzati, anzi direi per niente, molte parti inutili, la stessa Parigi appare come una città normale, anzi, quasi fantasma. Se consigliarlo? Se amate gli harmony non vi piacerà tanto, anche le parti (poche) in cui si fa sesso o non sono scritte o sono scritte male.


venerdì 2 febbraio 2024

[Segnalazione] Misterioso omicidio a Tokyo - Tetsuya Honda

Chi era Kenichi Takaoka? Tutto ciò che resta di lui è la piccola impresa edile che gestiva nei sobborghi di Tokyo, il suo minivan, abbandonato sulla sponda del fiume Tama, e una mano. Mozzata e ritrovata per caso in un parcheggio. È la detective Reiko Himekawa della polizia di Tokyo a occuparsi del macabro ritrovamento, e della probabile indagine per omicidio che ne conseguirà, insieme all'ispettore Kusaka, suo nemico giurato. Le cose non sono facilissime per Reiko: troppo giovane e bella per non subire fastidiose discriminazioni in polizia, troppo talentuosa per non attirarsi le antipatie dei colleghi. Il mistero di Kenichi Takaoka sembra destinato a rimanere tale, finché dal fiume affiora quello che ha tutte le sembianze di un torso umano. Ma quando dalle indagini emerge che il corpo non è di Takaoka, e che quest'ultimo, a sua volta, aveva delle lontane ma certe connessioni con la Yakuza, le cose si complicano. E per la detective Himekawa la posta in gioco diventa pian piano sempre più alta...

Dal 6 febbraio in libreria.

L'AUTORE

Tetsuya Honda è uno dei maggiori autori giapponesi. Pluripremiato e con quasi cinque milioni di copie vendute solo in patria, è celebre per i gialli della serie con protagonista la detective della Omicidi di Tokyo Reiko Himekawa. In Italia è pubblicato da Piemme.


giovedì 1 febbraio 2024

[Recensione] L'arte di correre - Haruki Murakami

 


L'ARTE DI CORRERE || Haruki Murakami || Einaudi || 2011 || 157 pagine

Quando, nel 1981, Murakami chiuse Peter Cat, il jazz bar che aveva gestito nei precedenti sette anni, per dedicarsi solo alla scrittura, ritenne che fosse anche giunto il momento di cambiare radicalmente abitudini di vita: decise di smettere di fumare sessanta sigarette al giorno, e - poiché scrivere è notoriamente un lavoro sedentario e Murakami per natura tenderebbe verso una certa pinguedine - di mettersi a correre. Da allora, di solito scrive quattro ore al mattino, poi il pomeriggio corre dieci o più chilometri. Qualche anno più tardi si recò in Grecia dove per la prima volta percorse tutto il tragitto classico della maratona. L'esperienza lo convinse: da allora ha partecipato a ventiquattro di queste competizioni, ma anche a una ultramaratona e a diverse gare di triathlon. Scritto nell'arco di tre anni, "L'arte di correre" è una riflessione sulle motivazioni che ancora oggi spingono l'ormai sessantenne Murakami a sottoporsi a questa intensa attività fisica che assume il valore di una vera e propria strategia di sopravvivenza. Perché scrivere - sostiene Murakami - è un'attività pericolosa, una perenne lotta con i lati oscuri del proprio essere ed è indispensabile eliminare le tossine che, nell'atto creativo, si determinano nell'animo di uno scrittore. Al tempo stesso, questo insolito libro propone però anche illuminanti squarci sulla corsa in sé, sulle fatiche che essa comporta, sui momenti di debolezza e di esaltazione che chiunque abbia partecipato a una maratona avrà indubbiamente provato.

RECENSIONE

Vi sembrerà strano ma invece di comprare 1Q84 di Murakami ho preso L'arte di correre. Perché? Prima di tutto perché mi attirava il titolo, in secundis perché non volevo iniziare un suo romanzo ma una sua opera diciamo meno impegnativa come questa che è una sorta di diario di viaggio. Qui l'autore giapponese ci narra la sua personalissima esperienza di corridore e anche di scrittore, cose che entrambe lo affascinano e che nella sua vita combaciano in maniera perfetta. Mi è piaciuto. E molto. Murakami scrive senza censura, come se parlasse con se stesso, e in effetti ci rivela nella prima pagina "la regola vuole che un vero gentiluomo non parli delle sue ex fidanzate, né delle tasse che paga [...] Io, però, non sono un gentiluomo, quindi del galateo me ne infischio. Tuttavia provo un leggero imbarazzo a scrivere questo libro, benché non si tratti di un manuale di igiene fisico-mentale, ma di un testo sulla corsa a piedi [...] Voglio solo fare alcune riflessioni, o forse un soliloquio, su ciò che ha significato per me, per la mia persona, praticare la corsa per tutto questo tempo". Intanto scopriamo che Murakami, quando corre, ascolta la musica. Soprattutto i Lovin' Spoonful, Carla Thomas, Otis Redding, Eric Clapton, Rolling Stones, Vernon Duke, Brian Adams e molti altri.

Il testo di Murakami fissa il periodo di tempo che va dall'estate del 2005 fino all'autunno del 2006. L'autore ci parlerà come un compagno di corsa, svelandoci la sua vita privata, i suoi gusti letterari, come sono nati i suoi primi romanzi, le fatiche e le gioie che gli ha riservato la vita. Ed è bello come ci descrive proprio il suo primo approccio alla scrittura: "Stavo per compiere trent'anni. Ero arrivato a un'età in cui non potevo più definirmi "un giovane". Così ho concepito il proposito di scrivere dei romanzi - una cosa che non mi era mai passata per la mente prima di allora. [...] Era il 1° aprile 1978, verso l'una e mezzo del pomeriggio. Quel giorno, seduto sulla gradinata dello stadio di Jingu, guardavo una partita di baseball bevendo una birra. [...] Hilton fece una battuta a terra lungo la linea sinistra del campo - il suono secco della palla contro la mazza risuonò nello stadio - poi a velocità pazzesca girò la prima base e si fermò sulla seconda. Ecco, fu in quel momento che mi colpì il pensiero 'voglio scrivere un romanzo'. [...] Mi recai in una cartoleria di Shinjuku, comprai una risma di fogli e una stilografica da circa mille yen. Un piccolo investimento di capitale. Questo succedeva in primavera, in autunno avevo finito di scrivere un'opera di duecento fogli da quattrocento caratteri. Mi sentivo molto soddisfatto. [...] E' il romanzo che venne poi pubblicato con il titolo Ascolta la canzone nel vento. Ciò che mi interessava era la scrittura in sé, non tanto che il libro vedesse o meno la luce".

Adesso cito alcune frasi del libro che a me sono molto piaciute: "Ciò che mi interessa è se riesco o meno a raggiungere gli obiettivi che io stesso mi sono prefisso. [...] Scrivere un libro è un po' come correre una maratona, la motivazione in sostanza è della stessa natura: uno stimolo interiore silenzioso e preciso, che non cerca conferma in un giudizio esterno. [...] L'essenziale è superare anche di poco il livello raggiunto in precedenza. [...] Una persona riesce a costruire la propria personalità e a preservare la propria autonomia proprio perché è differente da tutte le altre. [...] Quando faccio qualcosa, qualunque essa sia, se non mi ci dedico anima e corpo non concludo nulla, sono fatto così. [...] Bene o male sono arrivato alla laurea, ma non rammento di aver mai trovato, nemmeno una volta, qualche attrattiva nello studio. [...] Non si può essere simpatici a tutti, la verità è questa".




lunedì 29 gennaio 2024

[Recensione] Maigret e l'affittacamere - Georges Simenon

 


MAIGRET E L'AFFITTACAMERE || Georges Simenon || Adelphi || 2002 || 164 pagine

L'ispettore Janvier si è beccato una pallottola in pieno petto mentre sorvegliava la pensione di rue Lhomond dove vive un certo Paulus, che qualche giorno prima ha rapinato con una pistola giocattolo un localino di Montparnasse. Dopo aver escluso quasi subito che sia stato il giovane ladruncolo, il commissario Maigret decide di venire a capo della faccenda: lo ha promesso al povero Janvier e a sua moglie, che aspetta il terzo figlio e ogni giorno va a trovarlo in ospedale con gli occhi pieni di lacrime.

RECENSIONE

Stavolta Maigret si trova con uno dei suoi ispettori preferiti, Janvier, ferito da un proiettile di pistola e decide di trasferirsi in una camera nella pensione a Montparnasse (approfittando anche del fatto che sua moglie era andata ad accudire la sorella malata) dove Janvier stava appostato dove stavano indagando per un furto. E così il commissario si ritrova circondato dalla vita quotidiana dei vari vicini che osserva dalla sua finestra, come nel celebre film La finestra sul cortile di Hitchcock. La pensione è diretta dalla signorina Clement la quale, scopriremo ben presto, anche lei ha qualcosa da nascondere (sotto al letto). Mentre il commissario inizia a conoscere le abitudini dei vari personaggi che abitano nella pensione e nelle case vicine, resta colpito dalla casa di fronte dove abita la signora Françoise Boursicault la quale è costretta a letto.

Simenon rimane un grande narratore, su questo non ci sono dubbi, ma questa indagine non mi ha colpito tanto, anzi l'ho trovata un po' noiosetta.


mercoledì 24 gennaio 2024

[Recensione] La linea d'ombra - Joseph Conrad

 


LA LINEA D'OMBRA || Joseph Conrad || Garzanti || 2008 || 126 pagine

La "linea d'ombra" conradiana non è solo quella che si deve oltrepassare per lasciare indietro la giovinezza e addentrarsi nella maturità. Essa affonda nell'inconoscibile, nel "perturbante", è una sottile linea di demarcazione, sempre presente, mai visibile. Il giovane capitano di mare protagonista di questo romanzo, che è ritenuto tra i migliori di Conrad, la oltrepassa per un istante quando, sedendosi nella poltrona della sua cabina di comando, vede in un lampo la lunga sequela dei volti che vi si sono seduti prima di lui. Di colpo egli coglie la propria immagine nello specchio del regresso infinito, un volto che dal passato s'inabissa nel futuro del proprio invecchiamento e lo induce a intraprendere un viaggio al cuore dell'esperienza della vita.

RECENSIONE

Il protagonista di questo romanzo è un giovane ufficiale che riesce finalmente a realizzare il suo sogno: guidare una nave tutta per sé col grado di capitano. Ma la traversata sarà piena di contrattempi.

La prima cosa che mi ha colpito durante la lettura di questa opera è la conoscenza marinara dell'autore, sia quando ci descrive le varie parti della nave o delle vele sia le varie azioni durante la navigazione. Si vede quando un romanzo è scritto da un vero uomo di mare come nel caso di Conrad. Poi colpisce certamente lo stile di scrittura che è a dir poco spettacolare. Nel romanzo è evidente che il protagonista sta maturando, e si trova nel passaggio di quella linea d'ombra che richiama il titolo, ovvero quel momento della vita che ti porta dalla giovinezza all'età adulta. I problemi che egli dovrà affrontare non riguarda soltanto le tempeste sul mare o la malattia che colpisce l'equipaggio, ma anche l'ostilità del primo ufficiale che si vede arrivare un nuovo capitano quando in realtà avrebbe voluto esserlo lui.

In realtà Conrad ci fa capire che l'avversario, il nemico da superare non è tanto la nave in burrasca, la forza scatenata dagli elementi, ma l'incontro con le proprie debolezze, con i propri limiti. Tutto l'equipaggio è in balia dei propri fantasmi, soprattutto hanno paura del fantasma del precedente capitano che era morto proprio in quel tratto di mare.




[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...