venerdì 15 ottobre 2021

[Segnalazione] Tre piani - Eshkol Nevo

In Israele, nei pressi di Tel Aviv, si erge una tranquilla palazzina borghese di tre piani. Il parcheggio è ordinatissimo, le piante perfettamente potate all’ingresso e il citofono appena rinnovato. Dagli appartamenti non provengono musiche ad alto volume, né voci di alterchi. La quiete regna sovrana. Eppure, dietro quelle porte blindate, la vita non è affatto dello stesso tenore. Sorto da una brillante idea narrativa: descrivere la vita di tre famiglie sulla base delle tre diverse istanze freudiane – Es, Io, Super-io – della personalità, Tre piani si inoltra nel cuore delle relazioni umane: dal bisogno di amore al tradimento; dal sospetto alla paura di lasciarsi andare. E, come nella Simmetria dei desideri, l’opera che ha consacrato sulla scena letteraria internazionale il talento di Eshkol Nevo, dona al lettore personaggi umani e profondi, sempre pronti, nonostante i colpi inferti dalla vita, a rialzarsi per riprendere a lottare.




L'AUTORE

Eshkol Nevo è nato a Gerusalemme nel 1971. Dopo un'infanzia trascorsa tra Israele e gli Stati Uniti ha completato gli studi a Tel Aviv e intrapreso una carriera di pubblicitario, abbandonata in seguito per dedicarsi alla letteratura. Oggi insegna scrittura creativa in numerose istituzioni. Oltre a Nostalgia (2014), in classifica per oltre sessanta settimane e vincitore nel 2005 del premio della Book Publisher's Association e nel 2008 a Parigi del FFI-Raymond Wallier Prize, per Neri Pozza ha pubblicato: La simmetria dei desideri (2010), Neuland (2012) e Soli e perduti (2015).

giovedì 14 ottobre 2021

[Segnalazione] Oliva Denaro - Viola Ardone

È il 1960, Oliva Denaro ha quindici anni, abita in un paesino della Sicilia e fin da piccola sa – glielo ripete ossessivamente la madre – che «la femmina è una brocca, chi la rompe se la piglia». Le piace studiare e imparare parole difficili, correre «a scattafiato», copiare di nascosto su un quaderno i volti delle stelle del cinema (anche se i film non può andare a vederli, perché «fanno venire i grilli per la testa»), cercare le lumache con il padre, tirare pietre con la fionda a chi schernisce il suo amico Saro. Non le piace invece l’idea di avere «il marchese», perché da quel momento in poi queste cose non potrà più farle, e dovrà difendersi dai maschi per arrivare intatta al matrimonio. Quando il tacito sistema di oppressione femminile in cui vive la costringe ad accettare un abuso, Oliva si ribella e oppone il proprio diritto di scelta, pagando il prezzo di quel no. Viola Ardone sa trasformare magnificamente la Storia in storia raccontando le contraddizioni dell’amore, tra padri e figlie, tra madri e figlie, e l’ambiguità del desiderio, che lusinga e spaventa, soprattutto se è imposto con la forza. La sua scrittura scandaglia la violenza dei ruoli sociali, che riguarda tutti, uomini compresi. Se Oliva Denaro è un personaggio indimenticabile, quel suo padre silenzioso, che la lascia decidere, con tutto lo smarrimento che dover decidere implica per lei, è una delle figure maschili più toccanti della recente narrativa italiana.

Dal 28 settembre in liberia.

L'AUTRICE

Viola Ardone è laureata in Lettere e ha lavorato per alcuni anni nell'editoria. Autrice di varie pubblicazioni, insegna latino e italiano nei licei. Fra i suoi romanzi ricordiamo: La ricetta del cuore in subbuglio (2013) e Una rivoluzione sentimentale (2016) entrambi editi da Salani.

mercoledì 13 ottobre 2021

[Recensione] L. A. Confidential - James Ellroy

 


L. A. CONFIDENTIAL || James Ellroy || L'Espresso || 2004 || 500 pagine

Ed, Bud e Jack, tre ambigui difensori della legge nella Los Angeles degli anni Cinquanta, dove tra poliziotti e criminali vi è ben poca differenza. Sarà il massacro del Nite Owl a sconvolgere per sempre le loro esistenze, mettendoli uno contro l'altro alla ricerca di una verità capace di cambiare l'assetto del potere cittadino.

RECENSIONE

Prima opera che leggo di James Ellroy e, come mi hanno detto in molti, la sua opera migliore. Tutta la storia ruota attorno al terribile fatto di sangue avvenuto al Nite Owl: sei persone trucidate in quel coffe shop di Los Angeles. Troviamo tre poliziotti ad indagare sul fattaccio: Ed Exley, Bud White e Jack Vincennes. Ellroy ci narra un noir ambientato negli anni 50 e lo fa in un modo ineccepibile (chissà come ha fatto ad intrecciate tutte le storie, sarà stato un duro lavoraccio!). Ci troviamo al cospetto di un noir duro, feroce, crudo, senza limiti di morale, con depistaggi e con una domanda: cosa si è disposti a fare pur di mettere in pratica la giustizia? Qual è il limite da non superare?

Difficile da digerire questa storia, perché ti colpisce allo stomaco. Se dovessi fare una critica all'autore è certamente il fatto che nelle prime 150 pagine non si riesce bene a capire cosa stia succedendo, perché veniamo infarciti di tante notizie, vicende, sotto-trame da restarne avvinghiati. Ma lentamente verrà sbrogliato tutto, con tanti colpi di scena. Colpisce il lavoro di Ellroy, non vorrei essere stato nei suoi panni quando ha creato questa opera, chissà quanto tempo ci ha lavorato per far poi quadrare tutto quanto (e ci riesce, ve lo garantisco).

Lettura non per tutti i palati, ma solo per chi ama il noir vecchio stile.


martedì 12 ottobre 2021

[Recensione] Due vite - Emanuele Trevi

 


DUE VITE || Emanuele Trevi || Neri Pozza || 2021 || 128 pagine

«L’unica cosa importante in questo tipo di ritratti scritti è cercare la distanza giusta, che è lo stile dell’unicità». Così scrive Emanuele Trevi in un brano di questo libro che, all’apparenza, si presenta come il racconto di due vite, quella di Rocco Carbone e Pia Pera, scrittori prematuramente scomparsi qualche tempo fa e legati, durante la loro breve esistenza, da profonda amicizia. Trevi ne delinea le differenti nature: incline a infliggere colpi quella di Rocco Carbone per le Furie che lo braccavano senza tregua; incline a riceverli quella di Pia Pera, per la sua anima prensile e sensibile, così propensa alle illusioni. Ne ridisegna i tratti: la fisionomia spigolosa, i lineamenti marcati del primo; l’aspetto da incantevole signorina inglese della seconda, così seducente da non suggerire alcun rimpianto per la bellezza che le mancava. Ne mostra anche le differenti condotte: l’ossessione della semplificazione di Rocco Carbone, impigliato nel groviglio di segni generato dalle sue Furie; la timida sfrontatezza di Pia Pera che, negli anni della malattia, si muta in coraggio e pulizia interiore. Tuttavia, la distanza giusta, lo stile dell’unicità di questo libro non stanno nell’impossibile tentativo di restituire esistenze che gli anni trasformano in muri scrostati dal tempo e dalle intemperie. Stanno attorno a uno di quegli eventi ineffabili attorno a cui ruota la letteratura: l’amicizia.
Nutrendo ossessioni diverse e inconciliabili, Rocco Carbone e Pia Pera appaiono, in queste pagine, come uniti da un legame fino all’ultimo trasparente e felice,quel legame che accade quando «Eros, quell’ozioso infame, non ci mette lo zampino». 

RECENSIONE

Incuriosito per la vittoria del Premio Strega di questo anno (2021), ho deciso di leggere questo libro. Ammetto che ho un debole per le biografie, anche se in questo caso l'autore ci parla dei suoi ricordi con due suoi amici scrittori, purtroppo scomparsi: Rocco Carbone e Pia Pera, quindi non è una biografia ma una sorta di narrazione di episodi che l'autore ha vissuto coi suoi amici. Due amici diversi tra loro, ognuno coi suoi autori preferiti e i suoi stili di scrittura, le loro passioni, le loro gioie e anche delusioni. Quello che emerge, in sintesi, dalla lettura di questa opera è quella bella amicizia che li legava, che spesso li ha portati pure ad un breve allontanamento (per diversi motivi) ma che poi si sono ritrovati. Trevi riesce a trasmetterci le loro passioni e la bellezza di godere della vita, seppure in mezzo ci sono difficoltà ed imprevisti. Ho anche apprezzato il suo stile di scrittura, che spesso diventava poetico. A mio giudizio un premio meritato, e cercherò di recuperare anche le altre opere in gara.


lunedì 11 ottobre 2021

[Segnalazione] La balena alla fine del mondo - John Ironmonger

Quando un giovane uomo viene ritrovato senza vestiti e privo di sensi sulla spiaggia di St Piran, piccolo paese della Cornovaglia, gli abitanti del luogo capiscono che non sarà un giorno come gli altri. Chi è costui, e come è arrivato fin lì? E che dire della balena che il giorno dopo si arena proprio davanti alla stessa spiaggia? Presto capiamo che l’uomo, Joe Haak, è un giovane analista finanziario che ha creato un programma per prevedere l’andamento del mercato. L’idea è che tutto sia connesso con tutto, e un piccolo movimento in un posto qualunque possa generare una cascata di eventi che permettono al programma di estrapolare dati sufficienti per fare investimenti in anticipo e trarne profitto. Dopo qualche successo, il programma fallisce miseramente una previsione, facendo crollare la banca intera. Joe non regge la tensione, scappa, arriva a St Piran e decide di buttarsi in mare, dove viene salvato dalla stessa balena che lui salverà il giorno dopo.

Ma grazie ai suoi studi, quando scoppia il primo caso di influenza in Asia, Joe saprà esattamente che cosa bisogna fare…

Con questo romanzo divertente e pieno di calore, John Ironmonger ci racconta una storia appassionante sulle cose importanti che ci tengono insieme, e come la speranza possa essere mantenuta viva, anche quando ci sembra di essere arrivati alla fine del mondo.

Dal 21 ottobre 2021 in libreria.

L'AUTORE

John Ironmonger, nato in Kenia e zoologo di formazione, è autore dei romanzi The Notable Brain of Maximilian Ponder (2012), finalista al Costa First Novel Prize e al Not the Booker Prize, The Coincidence Authority (2013) e The Many Lives of Heloise Starchild (2020).

sabato 9 ottobre 2021

Abdulrazak Gurnah vince il Premio Nobel per la letteratura 2021

Come ogni anno l'attesa nel conoscere il nome dell'autore che è stato scelto come vincitore del Premio Nobel per la letteratura si fa sempre più incalzante, anche perché ognuno di noi ha degli scrittori che si spera lo possano vincere (io tifo ancora per Haruki Murakami) per poi scoprire che il nome del vincitore è quasi sempre un autore a noi sconosciuto. Questo anno è successo proprio questo, perché a vincere il Nobel per la letteratura 2021 è stato l'autore tanzaniano Abdulrazak Gurnah, con la seguente motivazione: "per la sua "intransigente e compassionevole penetrazione degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel divario tra culture e continenti". Egli è nato a Zanzibar, isola della Tanzania, nel 1948 e scrive in lingua inglese (anche se la sua lingua madre è lo swahili). Trasferitosi nel Regno Unito nel 1968 per motivi di studio, ha poi insegnato nelle università dell'Inghilterra e della Nigeria, specializzandosi nei temi del colonialismo. Tra i suoi romanzi sul tema, si ricordano Afterlives, Memory of Departure e The Last Gift. Alcuni fra i più celebri di Abdulrazak Gurnah sono Paradise (1994), che è stato selezionato sia per il Booker Prize sia per il Whitbread Prize, By the Sea (2001), a sua volta selezionato per il Booker Prize e poi finalista al Los Angeles Times Book Award, e Desertion (2005). Tutti e tre sono stati pubblicati in Italia dalla casa editrice Garzanti, rispettivamente con i titoli Paradiso, Il disertore e Sulla riva del mare.

Il suo principale interesse accademico riguarda la scrittura postcoloniale e i discorsi associati al colonialismo, in particolare concernenti l’Africa, i Caraibi e l’India. Ha curato due volumi di saggistica sulla scrittura africana e pubblicato articoli su numerosi scrittori postcoloniali contemporanei, tra cui V. S. Naipaul, Salman Rushdie e Zoë Wicomb. Ha inoltre collaborato come redattore con la rivista Wasafiri dal 1987 e ha supervisionato progetti di ricerca sulla scrittura di autori quali gli stessi Rushdie e Naipaul, G.V. Desani, Anthony Burgess, Joseph Conrad, George Lamming e Jamaica Kincaid.

Paradiso si svolge in Kenia e si apre alla vigilia della prima guerra mondiale. Yusuf ha solo dodici anni quando suo padre lo affida allo Zio Aziz, un ricco mercante. Vicino a Mombasa, nella bottega di Aziz, il ragazzo scopre che non si tratta di suo zio, ma del suo padrone. Venduto per pagare i debiti del padre, è costretto a lavorare duramente. Poi, un giorno, Aziz decide di portarlo con sé per un lungo viaggio all’interno del continente africano. Yusuf conosce così la morte e la violenza, e impara le difficili regole di convivenza di un mondo sull’orlo del conflitto, dove musulmani, missionari cristiani e indiani coesistono in un fragile equilibrio.

A oggi, è il quinto autore africano a vincere il Premio Nobel per la Letteratura, dopo Wole Soyinka (Nigeria, 1986), Naguib Mahfouz (Egitto, 1988), Nadine Gordimer (Sudafrica, 1991) e John Maxwell Coetzee (Sudafrica, 2003). 

Tra i nomi più gettonati che potrebbero vincere il Premio Nobel troviamo Margaret Atwood, Annie Ernaux, Cormac McCarthy, Don Delillo, Haruki Murakami, Joan Didion.

Lo scorso anno a vincere il Nobel per la letteratura fu Louise Glück, per la sua "inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l'esistenza individuale". Louise Glück è nata a New York nel 1943 ed è considerata una delle migliori poetesse viventi. Le sue opere sono state già premiate numerose volte, ad esempio in occasione del Premio Pulitzer per la Poesia del 1993, che l'ha vista trionfare. Tra i suoi componimenti più importanti si ricordano certamente Mattutino, Aprile, Fine dell'Estate e Tramonto.

venerdì 8 ottobre 2021

[Recensione] Doppio vetro - Halldóra K. Thoroddsen

 


DOPPIO VETRO || Halldóra K. Thoroddsen || Iperborea || 2019 || 106 pagine

Dal doppio vetro delle sue finestre in un piccolo appartamento nel centro di Reykjavík, un’anziana donna osserva la vita da cui si sente ormai tagliata fuori ma che continua ad attrarla, a porle domande, a nutrire la sua «fame di giorni» e il suo desiderio di appartenere al presente. Vedova con figli che hanno da tempo preso la loro strada e nipoti ormai cresciuti e sempre più lontani, la sua esistenza subisce una scossa inaspettata con l’entrata in scena di un uomo. Un coetaneo che forse ha già incrociato brevemente in gioventù, un ex chirurgo separato dalla moglie che senza timore le si dichiara e la corteggia, facendole riscoprire l’ebbrezza della complicità e del sentirsi desiderati. Ma è ammesso, opportuno, o anche solo possibile innamorarsi ancora alla sua età? Che cos’ha in fondo l’amore da offrire a due solitudini al tramonto? E perché la passione senile rimane un tabù, perfino agli occhi di amici e famigliari, qualcosa da negare o deplorare come un capriccio? Attraverso le emozioni, i pensieri e le paure della protagonista, in una dimensione sospesa tra la profonda sensibilità e il disincanto ironico che si maturano con gli anni, ci immergiamo in un’avventura sentimentale che raramente trova voce in letteratura. Doppio vetro è un delicato canto d’amore alla vitalità interiore che non si rassegna allo sfiorire del corpo, un racconto poetico di toccante empatia sullo scarto tra i ruoli che la società impone a ogni stagione della vita e un sentire che non invecchia quasi mai con l’età.

RECENSIONE

Una donna anziana, vedova, si innamora di un medico in pensione e decidono di vivere gli ultimi anni di vita assieme. Un romanzo breve pieno di malinconia, scritto divinamente. Il messaggio che ci vuole dare l'autrice è di speranza, che l'amore non ha date di scadenza come uno yogurt.

[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...