lunedì 1 dicembre 2025

[Recensione] Al buio - Patricia Cornwell

 


AL BUIO || Patricia Cornwell || Mondadori || 2008 || 198 p.

Win Garano, l'impeccabile e implacabile protagonista di "A rischio", questa volta si ritrova nell'umiliante posizione della vittima. Vittima di un aggressivo procuratore distrettuale, Monique Lamont, ambizioso e senza scrupoli, si reca a Watertown, un piccolo centro del Massachussetts, per riaprire un caso irrisolto di omicidio, risalente a quarant'anni prima. Watertown, però, è anche la sede del Front, un'organizzazione informale che riunisce alcuni dipartimenti di polizia decisi a ritagliarsi un'autonomia sempre maggiore, con buona pace del procuratore. Con il passare dei giorni e il progredire delle indagini, nel detective maturerà la consapevolezza di trovarsi imprigionato in un labirinto di specchi deformanti, una trappola dove verità e menzogna sembrano mescolarsi in un'unica ombra minacciosa.

RECENSIONE

Primo libro che leggo di questa famosa autrice americana di thriller. Tra le altre cose ho scoperto che è una discendente di Harriet Beecher Stowe, l'autrice di La capanna dello zio Tom (uno dei primi romanzi che lessi da bambino).

Questo libro è il secondo della serie con protagonista Winston Garano, un detective della polizia di Boston, preceduto da At Risk (A rischio).

Ho trovato questo libro per caso in una bancarella di libri usati e, attirato dal titolo, decisi di acquistarlo.

In questo volume il nostro Win si ritrova incaricato dal Sostituto Procuratore Monique Lamont su un vecchio caso insoluto di omicidio. La bella Monique cerca in realtà notorietà mediatica e sia che Win fallisca sia che Win risolva il caso l'obiettivo sarà raggiunto. Sono passati 20 anni dall'omicidio di un’anziana in un paesino del Tennessee ed altri eventi funesti, forse connessi, sono accaduti in quel periodo nella zona. Tra Win e Monique, che viene stuprata e salvata da morte certa proprio da Win, inizia a crescere una tensione sessuale che evidenzierà più le loro meschinità umane che le loro indiscusse capacità professionali.


Devo essere sincero, credo di essere partito col libro sbagliato per conoscere questa talentuosa scrittrice di thriller: perché questa storia è non solo troppo breve, ma assolutamente noiosa e aggiungerei piatta. Quindi il titolo, al buio, ti avverte di quello che stai per leggere? Che la lettura ti lascerà davvero al buio?




domenica 23 novembre 2025

[Recensione] Il Geografo si è bevuto il mappamondo - Aleksej Ivanov


IL GEOGRAFO SI È BEVUTO IL MAPPAMONDO || Aleksej Ivanov || Voland || 2022 || 412 p.

Perm’, primi anni ’90. Viktor Služkin, biologo alla soglia dei trent’anni in crisi esistenziale, e professionale, si fa assumere come insegnante di geografia in una scuola della città. Ma il nuovo impiego non fa che complicare una vita già consacrata alla bottiglia e ostinatamente sgangherata. E così, tra intrecci amorosi, conflitti generazionali e avventure nella taiga, un’escursione sul fiume si trasforma in una prova di sopravvivenza tanto per i ragazzi che per il loro insegnante. Spassoso racconto di crescita, toccante storia d’amore, spietata satira sulla provincia e sulla scuola.

RECENSIONE
Devo essere sincero: ho scoperto questo libro per caso e sono stato attirato soprattutto dal titolo ironico, così ho deciso di leggerlo, senza conoscere né l'autore né la trama. Ogni tanto ci sta di buttarsi nel vuoto. 

Ci troviamo in Russia negli anni '90. Il protagonista è un biologo, Viktor Služkin, in piena crisi esistenziale. Decide di farsi assumere come insegnante di geografia in una scuola della città. La sua vita privata è un completo disastro: e la cosa peggiore è che ama ubriacarsi.

La prima impressione che ho avuto, dopo aver letto questo romanzo, è che la storia mi è parsa un po' confusa, ma risulta piacevole l'ironia del protagonista. Seppur i capitoli sono brevi, con un lungo flashback sulla sua infanzia, la lettura risulta scorrevole e non stanca. Anche se alla fine la storia potrebbe risultare sgangherata, ho trovato piacevole la continua ironia di Viktor, che riesce a sdrammatizzare anche i momenti più intimi o delicati della sua vita.

Dopo aver letto il libro ho scoperto che l'autore, Alexei Ivanov, in Russia è stato paragonato come erede di Dostoevskij e Čechov e ha vinto i premi letterari più prestigiosi come il Book of the Year, il Prose of the Year e il Tolstoy Prize.

Leggerò sicuramente altre sue opere, è uno scrittore che mi sta simpatico.


 

giovedì 20 novembre 2025

[Recensione] Eremita a Parigi - Italo Calvino

 


EREMITA A PARIGI || Italo Calvino || Mondadori || 1996 || 255 p.

La vita e le osservazioni di Italo Calvino, esule volontario a Parigi. Le pagine internazionali dell'autore che più di ogni altro ha contribuito a sprovincializzare la cultura italiana.

RECENSIONE

Questo volume raccoglie dodici scritti che Calvino aveva già pubblicato più due inediti che sono Diario americano e Eremita a Parigi, curati da Esther “Chichita”Calvino, sua moglie. Ecco tutti gli scritti presenti:
- Forestiero a Torino (pubblicato sulla rivista "L'Approdo" gennaio-marzo 1953);
- Lo scrittore e la città (nota inedita su Torino del 1960);
- Questionario 1956 ("Il Caffè", gennaio 1956, presentava Italo Calvino nella rubrica "La nuova letteratura" con un racconto, Un viaggio con le mucche, poi in Marcovaldo, preceduto dalle risposte a un questionario di G.B. Vicari);
- Ritratto su misura (da "Ritratti su misura" di E.F. Accrocca, 1960, pp. 110-12);
- Diario americano 1959-1960 (inedito, Calvino racconta il suo viaggio negli Stati Uniti nelle lettere che invia alla casa editrice Einaudi);
- Il comunista dimezzato (intervista di Carlo Bo a Calvino, "L'Europeo", XVI, 35, 28 agosto 1960);
- Autobiografia politica giovanile (La prima parte di questo saggio è uscita sulla rivista "Il Paradosso", V, 23-24, settembre-dicembre 1960. La seconda parte, nel volume collettivo La generazione degli anni difficili, Laterza, Bari 1962);
- Una lettera in due versioni (il primo capitolo è tratto dal volume Tarocchi, F.M. Ricci, Parma 1969. Il secondo capitolo è tratto da Tarots, F.M. Ricci, Parma 1974. Scritta in francese, inedita in italiano);
- Nota biografica obiettiva (scritta nel 1970 per un volume della collana Einaudi "Gli Struzzi" [Gli amori difficili]);
- Eremita a Parigi (testo ricavato da un'intervista di Valerio Riva per la televisione della Svizzera Italiana, 1974);
- Il mio 25 aprile 1945 ("Domenica del Corriere", aprile 1975);
- Il dialetto (risposta a un'inchiesta di Walter della Monica);
- Situazione 1978 ("Paese sera", 7 gennaio 1978. Da un'intervista a Daniele Del Giudice);
- Sono stato stalinista anch'io? ("La Repubblica", 16 dicembre 1979);
- L'estate del '56 (intervista di Eugenio Scalfari, Calvino e la storia del suo tempo, "La Repubblica", 13 dicembre 1980);
- I ritratti del Duce ("La Repubblica", 10-11 luglio 1983, col titolo Cominciò con un cilindro);
- Dietro il successo (intervista a Felice Froio, Dietro il successo. Ricordi e testimonianze di alcuni dei protagonisti del nostro tempo: quale segreto dietro il loro successo?, Sugarco, Milano 1984);
- Vorrei essere Mercuzio ("The New York Times Book Review", LXXXIX, 49, 2 dicembre 1984);
- La mia città è New York (intervista di Ugo Rubeo, registrata a Palermo nel settembre 1984. Poi raccolta in Mal d'America - da mito a realtà, Editori Riuniti, Roma 1987. Il titolo non è di Calvino);
- Intervista di Maria Corti ("Autografo", II, 6, ottobre 1985).

Non c'è molto da commentare, se non che se siete amanti di Calvino e volete conoscere meglio la sua biografia e la sua vita questo volume fa assolutamente per voi. Su ogni pagina aleggia la sua personalità, la sua originalità, sul suo talento geniale di scrittore e di osservatore della realtà. Calvino amava tantissimo New York, ad esempio, e ha pure pensato di scrivere nella sua tomba di essere newyorkese.

Lettura consigliata per gli esperti di letteratura o appassionati di Italo Calvino.


domenica 19 ottobre 2025

[Recensione] Occhi nel buio - Cavan Scott

 


OCCHI NEL BUIO || Cavan Scott || Armenia || 2018 || 172 pag.

Gli Uomini Lucenti sono ovunque. Sono quasi invisibili, incredibilmente alti, con lunghi capelli lisci, volti inespressivi e occhi infuocati. Se ti prendono, ti trascinano via chissà dove. Nessuno è al sicuro. Si trovano a ogni angolo di strada. Aspettano. Osservano. Brillano.
Ma deve trattarsi di una bufala, vero? Tutto Ë iniziato come uno scherzo di cattivo gusto per Halloween. Poi, è diventato virale. Idioti travestiti da mostri, per far prendere un colpo alla gente. Stupide maschere e parrucche spaventose. Non si fa male nessuno, perché l’uomo nero non esiste.
Finché le persone non cominciano a scomparire e delle luci si accendono nella notte… come tanti occhi luminosi.
Ma uno strano individuo chiamato Dottore e la sua amica Bill stanno arrivando in nostro soccorso. Il Dottore ci proteggerà. Il Dottore fermerà i mostri. A meno che i mostri non fermino il Dottore prima…

RECENSIONE

Delle strane figure si aggirano nell'oscurità, ed è meglio non farsi catturare. Vengono chiamati gli Uomini Lucenti, ma esistono realmente oppure è una nuova gag creata per Halloween? Ma una madre sparisce nel nulla, e a questo punto che si materializza una misteriosa cabina blu della polizia dalla quale escono fuori una ragazza dalla folta chioma e un signore esile dai capelli grigi. Già, sono proprio il Dodicesimo Dottore e Bill Potts i quali, incontrando i figli della mamma rapita e una vlogger alla ricerca di questi fantasmi, decidono di provare a riportare la madre a casa. Il Dottore, ovviamente, scaverà a fondo per scoprire chi si cela dietro queste misteriose apparizioni fino a scoprire un vero e proprio universo parallelo, dal quale non sarà facile uscirne fuori.

Che dire, anche questa storia con protagonista il Dottore, il Signore del Tempo che viaggia nella sua astronave a forma di cabina blu della polizia, mi ha catturato anche se la deriva fantasy che prenderà la storia (affollata di fate e magiche creature) non mi ha particolarmente entusiasmato.

Ecco la mia video recensione:




sabato 18 ottobre 2025

[Recensione] Alberto Sordi - Italo Moscati

 


ALBERTO SORDI || Italo Moscati || Castelvecchi || 2020 || 83 pag.

In Alberto Sordi c’è tutta l’Italia del affamata di dolce vita, inebriata di successo, vitalità e voglia di riscatto. Erano gli anni della Hollywood sul Tevere e di Cinecittà, degli hotel e dei locali esclusivi di via Veneto, e Sordi era lì – in ogni festa, in ogni film – pronto ad affascinare e a divertire. E anche a cambiare e a interpretare i tempi quando poi sono arrivate la contestazione, la censura e, soprattutto, la televisione. Per i cent’anni dell’attore, volto e spirito di Roma, Italo Moscati ne racconta il percorso che, dalla bocciatura alla scuola di recitazione filodrammatica, lo guida lungo le strade del cinema, davanti e dietro la macchina da presa, per cercare di scoprire i segreti della sua affermazione straordinaria che lo hanno condotto al successo e poi al mito.

RECENSIONE

Italo Moscati ci regala una breve pennellata della vita e della carriera cinematografica del grande attore Alberto Sordi, un attore insuperabile fino ad oggi.

venerdì 17 ottobre 2025

[Recensione] Il labirinto - William Browning Spencer

 


IL LABIRINTO || William B. Spencer || Mondadori || 2006 || 240 pag.

Visioni, presagi, premonizioni: se ne può discutere. Ma per discutere bisogna essere liberi, e il problema di Jack Lowry e della donna che ama, Kerry, è di non esserlo affatto. Per il momento sono entrambi chiusi in un centro specializzato per superare un'intossicazione da alcol; è in queste condizioni distinguere il reale dell'irreale, la minaccia autentica dal delirio, è molto difficile. La minaccia c'è e viene dal cielo: così proclama una setta di fanatici secondo cui tutti gli alcolisti discenderebbero da un'antica popolazoine inumana. Improvvisamente, il Centro disintossicazione Hurley si trasforma in un labirinto... Cosa succederà nel giorno della Rivelazione? Chi sono i fantomatici, invisibili dèi dello spazio?

RECENSIONE

Devo essere assolutamente sincero con voi: vi giuro, di questo romanzo non ci ho capito nulla! Per disparati motivi. Il protagonista, alcolizzato, va in un centro per disintossicarsi e qui inizia il delirio: gente che viene rapita, sbuca una setta forse ispirata a Lovecraft, visioni mostruose, apocalissi imminenti, ecc. La trama forse è volutamente stramba e senza senso perché descrive gli stati d'animo che prova chi è alcolizzato, almeno credo io così (sono fieramente astemio quindi non ho mai provato "l'ebrezza" di ubriacarmi!). Mi sento in imbarazzo perché nonostante questo non capirci quasi nulla ho deciso ugualmente di terminare la lettura (forse ho fatto male, chi lo sa!) pensando che leggendolo tutto si sarebbe capita meglio la storia, ma nulla lo stesso.

Quasi quasi inizio a bere!


giovedì 16 ottobre 2025

[Recensione] Tokyo decibel - Hitonari Tsuji

 


TOKYO DECIBEL || Hitonari Tsuji || Rizzoli || 2023 || 205 pag.

Tokyo 1996. Arata ha 28 anni e passa le giornate misurando i livelli di rumore del suo distretto. Per lui, ragazzo schivo e solitario, è il lavoro perfetto: cammina per le strade con musica hard rock nelle cuffie e un rilevatore di decibel in mano. La sua vita procede lenta e sempre uguale a se stessa tra il frastuono della città in cui si muove tutti i giorni e il pesante silenzio che, con il passare del tempo, ha finito per inquinare la sua relazione con Fumi. Ma tutto cambia quando in Arata nasce l’idea di creare una mappa sonora della città, ridisegnando luoghi e spazi, seguendo melodie e rumori. Dentro di lui si apre una crepa che lo porta a ritrovare un vecchio amico e a far naufragare la sua relazione con Fumi mentre, un passo dopo l’altro, si immerge sempre più in profondità nei suoni che popolano Tokyo. "Tokyo Decibel" è un romanzo popolato da eroi spaesati e soli, una storia che esplora i rapporti umani e disegna una “mappa della tenerezza” dove incomprensioni, desideri e tradimenti sono voci e parole sentite ma non ascoltate.

RECENSIONE

Recuperare, di tanto in tanto, un autore giapponese è per me, ogni volta, una piacevole scoperta. E per caso sono finito a leggere questo romanzo di Hitonari Tsuji dove abbiamo un protagonista, Arata, che va in giro per Tokyo a misurare i livelli di rumore del suo distretto. Non ho ben capito se il protagonista sia autistico o meno, comunque ha un rapporto disastroso con la sua ragazza/fidanzata e spesso si rifugia da un' amica che intrattiene gli uomini via telefono (siamo negli anni 90).

L'autore ci descrive la semplice vita di questo ragazzo che si riempie le orecchie di musica hard rock al quale sembra andare tutto a rotoli, fino a quando, deluso dalla sua ragazza, fa una cosa terribile.
A parte ciò, sono belli molti passaggi quasi poetici, ma non ho visto altro di interessante.

Peccato, davvero.


[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...