mercoledì 25 agosto 2021

[Recensione] La sorella - Sándor Márai

 


LA SORELLA || Sándor Márai || Adelphi || 3 maggio 2012 || 227 pagine

«Fu quello il momento in cui “cominciò”, in cui la mia vita si separò da tutto quello che precedentemente ne aveva costituito la condizione e il senso, in cui qualcosa in me morì, e io allo stesso tempo rinacqui, come se fossi morto per la vita e nato per la morte». A poche ore dal confine italiano, nel vagone letto di prima classe di un treno diretto a Firenze, Z. – il grande, celebre pianista atteso in Italia per un concerto – capisce che nulla sarà mai più come prima: che forse non rivedrà più E., la donna alla quale è legato da un rapporto ambiguo e morboso, in un triangolo il cui terzo vertice è un marito consapevole e benigno; che forse quella sera suonerà per l’ultima volta (e suonerà Chopin, perché la radio ha appena dato la notizia della caduta di Varsavia); che tutto, insomma, sarà «diverso». Ma diverso come? Gli ci vorranno mesi per capirlo: quelli che trascorrerà, colpito da un rarissimo virus, in un ospedale di Firenze dove verrà condotto subito dopo il concerto. Di rado un romanzo ha saputo raccontare la malattia con tale precisione, tensione, crudezza, in una osmosi allucinatoria tra fisico e psichico. Stremato dalle feroci, subdole aggressioni del dolore, o stordito da misericordiose iniezioni di morfina, Z. compirà un vero e proprio attraversamento della morte. Ad accompagnarlo «sull’altra sponda» saranno quattro entità femminili – «angeliche ruffiane», presenze vigili e benefiche ma anche inquietanti, a volte, e sempre sfuggenti –, quattro suore. E nel momento in cui sembrerà che Z. abbia definitivamente rinunciato a lottare sarà proprio una di loro a dirgli: «Non voglio che lei muoia». Ma quale? Per quante ipotesi faccia, Z. non riuscirà mai a stabilire con assoluta certezza a chi appartenga la voce che una notte, nel buio della stanza, gli ha chiesto di vivere. Eppure sarà proprio quella «forza femminile», quella energia che agisce mascherata, a lottare per lui, e a ricondurlo alla vita – anche se con tracce indelebili di quel che ha patito.

RECENSIONE

Un gran bel romanzo sulla malattia vissuta fisicamente e spiritualmente da un celebre maestro di pianoforte in una clinica di Firenze.

Adoro lo stile di Marai, in certi punti sfiora il sublime.


martedì 24 agosto 2021

[Recensione] Il giovane Holden - J. D. Salinger

 


IL GIOVANE HOLDEN || J. D. Salinger || Einaudi || 20 maggio 2008 || 248 pagine

Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua "infanzia schifa" e le "cose da matti che gli sono capitate sotto Natale", dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ognuno ha potuto leggervi la propria rabbia e assumere il protagonista ad "exemplum vitae".

RECENSIONE

Un capolavoro della letteratura americana, non si può non leggere. Interessante punto di vista di uno studente che molla la scuola (anche perché è stato espulso) e ci narra il suo punto di vista: non gli piace nulla.

lunedì 23 agosto 2021

[Recensione] Le vacanze di Maigret - Georges Simenon

 


LE VACANZE DI MAIGRET || Georges Simenon || Adelphi || 1 giugno 1999 || 174 pagine

In quale momento della giornata avevano potuto infilargli quel foglietto in tasca, nella tasca sinistra della giacca? Era un foglietto qualunque, di carta lucida a quadretti, probabilmente una pagina strappata da un blocchetto. Le parole erano scritte a matita, e la scrittura, regolare, gli sembrava femminile. «Per pietà, chieda di vedere la malata del 15». Niente firma. Solo quelle parole. Dunque: la cartolina della moglie se l’era infilata nella tasca sinistra. Era già lì, il foglietto? Possibilissimo, perché non aveva spinto la mano fino in fondo. Ma dopo, quando aveva imbucato la cartolina nella cassetta delle lettere di fronte al mercato? Due paroline, soprattutto, lo irritavano: «per pietà». Perché «per pietà»? Se qualcuno voleva parlargli, poteva dirlo, semplicemente. Non era mica il papa, lui. Chiunque era libero di rivolgergli la parola.

RECENSIONE

Il commissario Maigret si trova in vacanza a mare e la moglie si trova in ospedale quando si imbatterà in due omicidi e non può trattenere il suo inarrestabile istinto per le indagini.

Altro romanzo dove Maigret si trova "fuori sede" e dove inizia a indagare "per conto suo", perché anche quando è in vacanza non riesce a resistere al suo sesto senso da bravo detective e arriverà, naturalmente, a scoprire il colpevole.

Stavolta l'indagine mi è piaciuta, mi ha coinvolto (anche se all'inizio stenta a decollare) e forse tutti abbiamo capito fin dall'inizio chi fosse il colpevole, o almeno io lo credo. Coincidenza ha voluto che ho letto questa indagine ad agosto, lo stesso mese in cui è ambientato il giallo.


sabato 21 agosto 2021

[Segnalazione] Il labirinto delle ombre - Remigiusz Mróz

Sono passati dieci anni da quella sera, eppure Damian non riesce a dimenticare. Un attimo prima, la sua adorata Ewa aveva accettato di sposarlo, l’attimo dopo erano stati aggrediti, lui era svenuto e, quando aveva ripreso i sensi, Ewa era svanita. Da allora, Damian ha vissuto di rimpianti. Ma tutto cambia quando un amico gli mostra una foto comparsa su Facebook, una foto che ritrae una ragazza uguale a Ewa tra il pubblico di un concerto. Sperando che si tratti proprio di lei, Damian contatta subito l’ispettore che si era occupato del caso, tuttavia, nel giro di poche ore, la fotografia viene fatta sparire dal web e Damian trova il cadavere dell'amico riverso in una pozza di sangue. L’unica persona disposta ad aiutarlo sembra essere Kasandra, una donna enigmatica e dal passato misterioso, sposata da dieci anni col titolare di un’agenzia investigativa. È lei che lo convince che Ewa è viva e che quella foto è solo il primo anello di una catena di indizi per ritrovarla. E per salvarla. E Damian non si tira indietro, anche a costo d'inoltrarsi in un labirinto d’ombre in cui nulla è come appare, in cui il confine tra verità e menzogna si fa sempre più sottile. E in cui qualcuno sta manovrando ogni sua mossa...

L'AUTORE

Remigiusz Mróz è nato a Opole, in Polonia, nel 1987. Laureato in legge, da diversi anni affianca alla professione di avvocato una brillante carriera di scrittore. I suoi romanzi hanno riscosso un clamoroso successo di critica e pubblico, che lo ha portato a diventare uno degli autori più famosi in Polonia, con oltre tre milioni di copie vendute. Il suo straordinario talento, unito al clamore che ha suscitato in patria, ha attirato l'attenzione delle case editrici straniere e Il labirinto delle ombre verrà tradotto in tutta Europa.

venerdì 20 agosto 2021

[Recensione] L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio - Haruki Murakami

 


L'INCOLORE TAZAKI TSUKURU E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO || Haruki Murakami || Einaudi || 20 maggio 2014 || 263 pagine

Quando vieni tradito dagli unici amici che hai, quando all'improvviso le persone piú care ti voltano le spalle senza una spiegazione, nel tuo cuore si spalanca un abisso dentro il quale è facile precipitare. Tazaki Tsukuru ha convissuto con il dolore di quell'abbandono per troppo tempo. Dopo sedici anni capisce che non può nascondersi per sempre: deve rintracciare gli amici della giovinezza e scoprire il motivo di quel gesto. Ma piú di tutto deve scoprire chi è veramente Tazaki Tsukuru. Il nuovo romanzo di Murakami Haruki è una meditazione sulla natura della felicità, sull'amicizia e il desiderio. Sul prendere coscienza di una cosa: che iniziamo a vivere davvero soltanto quando iniziamo a morire un po'.

RECENSIONE

Murakami fa centro un'altra volta e continua a folgorarmi e a ispirarmi, posso dire che è stato l'autore che mi ha cambiato non solo modo di vedere la vita e tutto il resto (salmoni inclusi), ma che continua a farmi riflettere sulle storie che ci pennella. Grandioso autore, che si merita il Nobel per la Letteratura. Stavolta con questo romanzo, che sicuramente segue le linee di Norwegian Wood, ci presenta la vita trista e solitaria di Tazaki Tsukuru, un ignegnere che progetta stazioni ferroviarie a Tokyo (naturalmente) e che, ad un certo punto della sua vita, si è ritrovato cacciato fuori dal gruppo dei suoi più fedeli amici, senza riuscire a capire per quale recondito motivazione. E allora, dopo aver superato una dura crisi esistenziale (stava addirittura arrivando a suicidarsi), si mette in un vero e proprio pellegrinaggio alla ricerca degli amici del liceo, per capire appunto per quale motivo venne cacciato. E non aggiungo altro, se non il piacere di rileggere questo romanzo.

giovedì 19 agosto 2021

[Recensione] Quando cadrà la pioggia tornerò - Takuji Ichikawa

 


QUANDO CADRÀ LA PIOGGIA TORNERÒ || Takuji Ichikawa || Salani || 2008 || 265 pagine

Takumi e Yuji, un giovane padre e il suo bambino, sono rimasti soli: la dolce Mio, moglie e madre, è morta a soli ventotto anni per una malattia tanto fulminea quanto inspiegabile. Ma prima di andarsene per sempre Mio ha fatto una promessa: Quando cadrà la pioggia tornerò. E inspiegabilmente, ad appena un anno dalla sua morte, con l'arrivo della stagione delle piogge, una creatura identica a lei, con il suo viso e i suoi occhi, ricompare al loro fianco. Un fantasma, pensa sbalordito Takumi. Ma questa nuova Mio è fatta di carne e sangue, anche se non ha memoria di nulla; così Takumi, pazzo di gioia per quell'assurda, insperata seconda possibilità, decide di raccontarle tutta la loro storia: come si sono incontrati, come è nato il loro amore, come hanno finito per sposarsi... e mentre Takumi racconta, rinnova l'incanto dell'incontro, il magico gemellaggio di due anime, la tragedia della separazione. E il miracolo della ricomparsa di Mio, la sua profezia, il mistero un mistero che Mio scioglierà in un finale capace di piegare il nostro cuore e demolire le nostre certezze.

RECENSIONE

Ichikawa ci narra una fiaba in maniera realistica, ovvero una mamma che muore e lascia un figlio piccolo e un marito affettuoso, ma ha fatto loro una promessa: quando cadrà la pioggia, io tornerò... E la sua promessa si avvera magicamente, con una spiegazione, nel finale, che nessuno riuscirà mai a prevedere.
Ho notato che i giapponesi amano queste storie sospese tra sogno e realtà (vedi Murakami o la Yoshimoto), e mi è subito venuto in mente il film tratto dall'omonimo romanzo La casa sul lago del tempo. Non vi spiego perchè ma chi ha visto il film può capirmi.
Mi sono immedesimato nella figura del marito, solitario e impacciato col figlio, ma pieno di amore per la moglie ormai morta da un anno ma vive come se fosse sempre accanto a lui. Non voglio aggiungere altro, ma dico solo che la storia è intrigante anche se in alcuni punti un po' si perde ma comunque scorrevole e piacevole per rilassarsi sul divano dopo una giornata di lavoro. 

Consigliato? Assolutamente sì!


mercoledì 18 agosto 2021

[Recensione] Candido - Voltaire

 


CANDIDO || Voltaire || Newton & Compton || 18 giugno 2013 || 128 pagine

La candida domanda «Perché esiste il male in questo mondo?» ha turbato i pensatori di tutti i tempi.
Se lo chiede anche Voltaire, in questo piccolo gioiello letterario e filosofico, senza trovare una risposta definitiva, anzi, lasciandoci con il sospetto che una risposta definitiva non esista affatto. Esempio unico di mirabile congiunzione tra ironia, inquietudine metafisica e perfezione stilistica, Candido racconta la storia di un ragazzo che vaga per nazioni e terre nuove e misteriose, affrontando le più diverse avventure. Conosce il dotto fanfarone Pangloss, con cui va incontro alla rovina; parla con religiosi, manichei, donne di facili costumi, scopre addirittura El Dorado. E nel corso del suo viaggio regala al lettore il piacere dell’arguzia unita alla forza dell’intelligenza.

RECENSIONE

Voltaire in questo suo breve romanzo fantasy ci fa riflettere sull'ottimismo degli esseri umani, ovvero sul perché dovremmo essere felici e se questo ha oppure no un senso. Non avremo una risposta ben precisa, ma almeno ci saremo divertiti seguendo le rocambolesche avventure di Candido e del suo fido Cacambo, che arriveranno fino alla mitica città dell'ElDorado dove le pietre preziose sono considerate fango.


[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...