sabato 5 giugno 2021

[Recensione] Maigret a New York - Georges Simenon

 


MAIGRET A NEW YORK || Georges Simenon || Adelphi || 5 aprile 2001 || 169 pagine

... nel frattempo Maigret non fece che pensare a Little John. Lo aveva visto per pochi istanti, si erano scambiati solo qualche banalità, eppure a un tratto si rese conto con una sorta di stupore che quell’uomo gli aveva fatto una grande impressione. Se lo rivedeva davanti, piccolo e magro, vestito in modo fin troppo inappuntabile, con quella faccia quasi insignificante. Ma allora, che cosa poteva averlo colpito tanto? Incuriosito, si sforzò di ricordare ogni minimo gesto di quell’omino asciutto e nervoso. E improvvisamente ricordò i suoi occhi, e in particolare lo sguardo che Maura gli aveva rivolto all’inizio, quando, non sapendo ancora di essere osservato, aveva socchiuso la porta del salotto. Little John aveva gli occhi freddi!

RECENSIONE

Stavolta il nostro commissario Maigret si concede una breve vacanza in America, esattamente nella metropoli che non dorme mai: la Grande Mela, New York! In realtà non si fa quel lungo viaggio in nave solo per fare una vacanza ma per accompagnare Jean Maura, figlio di un ricco uomo d'affari perché crede che suo padre sia in pericolo. Non appena sbarca a New York, il figlio sparisce nel nulla e così Maigret decide di andare a trovare suo padre. Durante la sua permanenza incontra un vecchio amico dell'FBI col quale, indagando sul passato di questo ricco signore, scopre che da giovane era povero e viveva nel Bronx assieme a un amico violinista ed erano innamorati di una ragazza, Jessie. Allora capisce che bisogna scavare nel passato del ricco Maura per scoprire la verità.

Continuano le indagini di Maigret ormai in pensione e lo ritroviamo sempre più spaesato ma senza perdere il suo fiuto investigativo. Ancora una volta scoprirà la verità e sbroglierà la complicata matassa del giallo mettendosi nei panni dei protagonisti delle vicende, come è suo solito fare.

E niente, anche questo Maigret non l'ho digerito bene, così come è stato con l'ultimo che avevo letto, La furia di Maigret.

Curiosità: Maigret va al cinema a New York a vedere un film comico di Stanlio e Ollio.

venerdì 4 giugno 2021

[Recensione] Giallo di zucca - Gaia Conventi

 


GIALLO DI ZUCCA || Gaia Conventi || Betelgeuse || 2013 || 237 pagine

Se il giallo all’inglese l’avessero inventato i ferraresi, probabilmente assomiglierebbe a questo. Una vicenda ironica e delittuosa che intende sottolineare un fatto: in provincia non si crepa solo di noia. E poco importa se l’investigatore non porta il trench e se il suo braccio destro ha quattro zampe: a volte le cose serie richiedono improvvisazione e senso dell’umorismo.
Sullo sfondo di una Ferrara in festa, un killer, sfigato ma con tanta buona volontà, appende per il collo un losco individuo, proprio lì, nella libreria del centro. Così, a suon di vittime, la vicenda ci condurrà a spasso per Ferrara, in compagnia di un fotografo della Scientifica costretto a riallacciare i contatti col parentado ferrarese: solo scoprendo l’autore di quell’omicidio, e di quelli che seguiranno, potrà salvare il buon nome dei suoi familiari, presunti colpevoli di una faida libresca.
Tra gare di sbandieratori e aperitivi, dalla Ferrara da bere a quella dei sobborghi, dalla Caritas locale alla Sacca di Goro, l’ambientazione reale e i nomi – storpiati ma non troppo – di alcune location permetteranno al lettore di passeggiare, e investigare, assieme ai protagonisti.
E poi gattare, poliziotti imbranati, un commissario privo di scrupoli e dalle pessime maniere, ragazze in abiti succinti e indizi che rimandano ai personaggi delle fiabe.
Un giallo all’inglese in salsa ferrarese che vuole essere un omaggio a Ferrara e alla ferraresità dei suoi abitanti.

RECENSIONE
L'autrice è stata una sorprendente scoperta, visto che riesce a tenerti incollato alle pagine del giallo dalla prima all'ultima pagina, e riuscendo a non farti capire chi sia il colpevole (il maggiordomo?). E poi è ironica, il suo protagonista, un fotografo della scientifica, accompagnato sempre dal suo fido cane Poirot (il nome dice tutto). Ve lo straconsiglio, una lettura piacevole, nonostante avvengano dei cruenti delitti nella bella città di Ferrara (ben descritta).


giovedì 3 giugno 2021

[Recensione] Eragon - Christopher Paoloni


ERAGON || Christopher Paolini || Fabbri || 7 aprile 2004 || 593 pagine

Un ragazzo. Un drago. Un mondo di avventure. Quando Eragon trova una liscia pietra blu nella foresta, è convinto che gli sia toccata una grande fortuna: potrà venderla e nutrire la sua famiglia per tutto l'inverno. Ma la pietra in realtà è un uovo. Quando si schiude rivelando il suo straordinario contenuto, un cucciolo di drago, Eragon scopre che gli è toccata in sorte un'eredità antica come l'Impero. Forte di una spada magica e dei consigli di un vecchio cantastorie, dovrà cavarsela in un universo denso di magia, mistero e insidie, imparare a distinguere l'amico dal nemico, dimostrare di essere il degno erede dei Cavalieri dei Draghi.

RECENSIONE

Prima di procedere alla recensione, alcune premesse:
Premessa n°1: Eragon è stato scritto da un ragazzo di quindici anni;
Premessa n°2: mi sono deciso a leggere questo libro perché tutti ne parlavano (pensate è dal 2003 che ne sento parlare, ma non mi sono mai deciso a leggerlo, fino a questi ultimi mesi);
Premessa n°3: fondamentalmente prediligo la fantascienza e non il fantasy (genere del quale resta intoccabile e sovrano il prof Tolkien!).
Trama in breve: un campagnolo quindicenne trova per caso, mentre sta cacciando, un uovo di drago e lo porta a casa. Quando si schiude esce fuori una dragonessa che in pochissimo tempo cresce e diventa enorme (misteri della natura, altro che Plasmon e omogenizzati) e li legherà un rapporto mentale. Poi assieme a Brom vivranno delle avventure.

Prima di tutto, si vede che è una storia scritta da un adolescente che ha indubbiamente del talento, vista l'età. Allo stesso tempo si notano palesemente le sue scopiazzature tratte non solo da Star Wars, ma anche da capolavori come Il Signore degli Anelli. Ripeto, non è una cosa negativa, anzi, ce ne fossero quindicenni talentuosi come Paolini. Ma la storia scorre via senza tanti colpi di scena, moltissimi capitoli sono piatti e sciapi (senza sale), spesso noiosi, non esiste un vero e proprio cattivo da sconfiggere, la figura dello Spettro poteva essere scritta e utilizzata meglio, non si vede manco una volta il tanto cattivo Galbatorix (sarà un esponente del Galbanino?), il rapporto tra Eragon (che poi basta cambiare una lettera e diventa Dragon, sarà un caso?) e la dragonessa Saphira non mi ha convinto e non mi ha dimostrato alcuna emozione (ecco, i protagonisti non dimostrano le loro emozioni, incredibile ma vero!), lunghezza eccessiva, e potrei continuare per altri minuti ma mi fermo qua.

P.S.1: non so se avrò la voglia ma soprattutto il tempo per leggere Eldest, il seguito di Eragon, ma mai dire mai, come si suol dire.

P.S.2: cavolo, non posso non pensarci: come fa un drago a crescere così velocemente?


 

mercoledì 2 giugno 2021

[Recensione] Space Runner - Daniele Federico

 


SPACE RUNNER || Daniele Federico || 16 ottobre 2014 || 94 pagine

Nove giugno 2234. La nave da ricognizione Mercury ritrova presso la galassia di Larterus una navetta monoposto di origine terrestre; al suo interno un essere umano criogenizzato.
In un mondo in cui i sentimenti sono oramai dimenticati, il comandante Haven si trova faccia a faccia con Daniel, un ragazzo privo della sua memoria e proveniente da un'altra epoca.
Le seguenti indagini svelano gli avvenimenti e lo scopo della missione "Space Runners" a cui Daniel aveva preso parte. Una missione che interessa al comandante molto più di quanto egli creda...

RECENSIONE
Space Runners è un racconto breve di fantascienza spaziale.

Prima premessa: sono un grande divoratore di romanzi e racconti di fantascienza e Isaac Asimov è il mio autore di science fiction per eccellenza.
Seconda premessa: adoro le storie ambientate nello spazio.
Il racconto di Daniele si legge davvero in poco tempo grazie allo stile scorrevole e inizialmente spiazzante, visto che è una vera e propria ricostruzione di quello che è accaduto al misterioso pilota naufrago che ha momentaneamente perduto la memoria, così riusciremo a scoprire la sua missione ascoltando le registrazioni ritrovate nella sua navetta e dai dati raccolti dalla medesima. Egli è un viaggiatore del tempo? Che cosa gli è accaduto? Queste sono le prime domande che ci poniamo e che pian piano ci verranno svelate anche perché Daniel a poco a poco recupererà i primi ricordi della missione, carichi soprattutto di dolore. E scopriremo che egli non era partito da solo ma in compagnia di una ragazza, Claire, che voleva bene. Conosceremo il passato di Daniel prima di arruolarsi e il perché, e nel finale un colpo di scena che non ci aspettavamo.
Una storia che emoziona, che ci fa riscoprire il valore e il senso della vita e dei sentimenti che proviamo per le persone a noi care. Però non è riuscita a coinvolgermi totalmente, forse per colpa dello stile di scrittura volutamente scelto dall’autore, uno stile, come dire, computerizzato e quindi privo di anima.
Io ancora non ho avuto il piacere di godermi il film Gravity, ma ricordo il trailer e la storia mi ha molto ricordato quelle scene dei due astronauti che comunicavano nello spazio sconfinato.
Purtroppo non posso aggiungere altro, altrimenti vi spoilererei tutto il finale è non è cosa giusta. Spero di avervi incuriositi e vi raccomando di leggere questo bel racconto di fantascienza e auguro all’autore di continuare a scrivere.

La mia video recensione: 




martedì 1 giugno 2021

[Recensione] Metropolis - Thea Von Harbou


METROPOLIS || The Von Harbou || Gruppo Newton || 13 gennaio 1996 || 127 pagine

In una gigantesca città del futuro, uno scienziato folle crea una donna-robot che, sotto le sembianze di una giovane amata dal figlio del Signore di Metropolis, incita i contadini alla rivolta e alla distruzione delle macchine che sovrintendono al sistema sociale imperante. In un crescendo di tensione e di suspense, mentre da un canto la donna-robot riesce a far scoppiare la rivolta, dall'altro il Signore di Metropolis, suo figlio, e la giovane che ama, presa coscienza di se stessi e dei loro sentimenti, si apprestano a riedificare cò che è andato distrutto su una nuova base di convivenza. 

RECENSIONE

Attendevo da tempo di leggere questo romanzo di fantascienza della scrittrice Thea, e finalmente, con la scusa di questa bella gara di lettura, sono riuscito nell'impresa. E mi ha piacevolmente sorpreso: la storia ci porta in un futuro cupo, dove un'intera città è completamente automatizzata da macchine giganti e dove comanda un solo uomo, chiamato Il Signore di Metropolis. In questa fantascientifica città uno scienziato pazzo (ne sbuca sempre uno) crea un robot donna, con le sembianze di una giovane, Maria, amata dal figlio del Signore di Metropolis, che è il protagonista della storia, Freder. Costui capisce e scopre l'orribile condizione di schiavitù degli operai del padre, e decide di aprire loro gli occhi, portandoli alla libertà. Ma lo scienziato pazzo sta tramando contro lui e suo padre... Ho trovato una scrittura che risente del suo tempo, a tratti poco comprensibile, ma a una seconda rilettura del paragrafo si riesce a cogliere laddove si era caduti in un inciampo letterario. Bellissima l'atmosfera, carica di toni apocalittici e demoniaci, dove ad ogni angolo ci si sente spiati e col fiatone di queste macchine che rombano e che soffocano la vita degli esseri umani. Un romanzo ripeto che, nonostante gli anni sulle spalle, ti fa meravigliare di quanto potente sia la narrazione fantascientifica e di cui si perdonano alcune ingenuità (anche tecnologiche ora superate). Purtroppo verso la seconda parte la storia si perde in lunghi monologhi da parte del protagonista di turno, e questo rende la narrazione lentissima e a tratti noiosa. Da questo bel romanzo l'autrice ha poi, assieme al marito, tratto un film omonimo, se non erro il primo film di fantascienza (muto) uscito al cinema. Consiglio di leggerlo? Perché no? Soprattutto se siete appassionati di questo genere, super raccomandato.

 

sabato 29 maggio 2021

[Segnalazione] Brave - Frahorus (Francesco Camagna)

E così, cari lettori, ho finalmente concluso Brave, il mio romanzo di fantascienza. Potrete leggerlo integralmente in questo link: BRAVE 

Aspetto una valanga di commenti e stelline (votate, votate, votate) e, nel frattempo, sono già al lavoro con nuove idee per nuove opere. Continuate a seguirmi per avere tutte le novità.

Ecco la trama di Brave: Il sedicenne Jack Carson è un normale adolescente che studia al liceo scientifico, grande appassionato di fantascienza e delle auto da corsa. Un giorno, dopo aver litigato coi genitori, decide di scappare di casa e si rifugia dal suo amico Rod che gestisce un fast food.  Ma egli non potrà mai immaginare che dal misterioso e inquietante incontro che farà nella foresta verrà trascinato in un'avventura rocambolesca che lo porterà a fuggire con una bella ragazza di un altro pianeta e altri personaggi come un re coraggioso, un mago e guerrieri immortali. Ma questo sarà solo l'inizio: il vaso di Pandora si aprirà e Il destino della Terra sarà nelle loro mani, minacciato dai pericolosi Ladri di Sogni.

venerdì 28 maggio 2021

[Recensione] Tokyo Soup - Ryu Murakami

 


TOKYO SOUP || Ryu Murakami || Mondadori || 2007 || 232 pagine

Kenji (vent'anni, una guida turistica senza licenza, che accompagna turisti nel quartiere a luci rosse di Tokyo) viene assoldato da Frank, il suo nuovo cliente americano. Fin dall'inizio Kenji sente che c'è qualcosa che non quadra. Ma forse è solo paranoia. Il cliente vuole sesso e sesso avrà. Prima e unica tappa: Kabukico, quartiere a luci rosse molto fiorente. La serata si trascina tra un peep show e un lingerie bar, tra birre, ragazze e chiacchiere. Ma quando arriva il momento di pagare, le banconote di Frank sono macchiate di sangue. La sensazione che qualcosa di brutto sta per accadere cresce in Kenji e infatti la festa di morte ha inizio. Frank, davanti a un Kenji semi-ipnotizzato, compie una strage. È solo l'inizio...

RECENSIONE

Prima opera che leggo di Ryu Murakami (da non confondere con Haruki Murakami, hanno solo lo stesso cognome) e, giunto all'ultima pagina del romanzo, oserei dire solo una parola: oh mamma mia!

In questo romanzo ci viene narrata la traumatica esperienza che vive in prima persona il protagonista, Kenji, un accompagnatore di clienti stranieri nei locali a luci rosse di Tokyo, che appunto guida un americano che si fa chiamare Frank (sicuramente nome inventato) alla fine dell'anno 1996 col quale, fin da subito, capisce che c'è qualcosa che non va e inizia a sospettare che dietro l'assassinio di una ragazza trovata mutilata in un sacco della spazzatura ci sia dietro proprio il suo zampino. Non potrà immaginare quello che vivrà in queste serate brave, tra alcool, donne che si spogliano e voglia di sesso nei quartieri più squallidi di Tokyo.

Difficile dover dare le mie impressioni di questa lettura: nella prima parte mi sono addirittura divertito nel seguire le avventure di questi due personaggi nei quartieri più sordidi di una Tokyo che vuole dare ogni tipo di piacere ai suoi abitanti e agli stranieri che la visitano (anche se i giapponesi restano sempre diffidenti dai gaijin - straniero in giapponese, termine abbastanza razzista) ma fin dalle prime uscite il nostro narratore capisce che il suo cliente è strano: lo capisce a pelle, dagli sguardi spenti che ha, dagli atteggiamenti verso le giapponesi che conosce, dalla sua instancabile voglia di sesso. E poi i giornali continuano a parlare di uno strano omicidio di una giovane ragazza giapponese trovata a pezzi (gambe, braccia, testa, busto) e poi viene trovato bruciato pure un barbone (guarda caso, ne incontrano proprio uno i nostri due protagonisti prima di entrare in un negozio. Nella seconda parte avviene quello che nessuno di noi vorrebbe vedere: una strage dentro un locale a luci rosse. E l'autore ci descrive ogni minimo particolare, anche quelli più raccapriccianti. E nonostante la crudeltà e il voltastomaco che è naturale che si ha, non riesci a staccare gli occhi dal libro e continui a leggere, perché vuoi capire cosa succederà dopo.
Nella terza parte, quando Frank inizia a parlare della sua vita e del suo passato, quasi ti commuovi: ognuno di noi ha vissuto dei traumi e ha, come dire, dei lati di luce e di ombra, e Murakami riesce a farti immedesimare anche nei suoi panni, nonostante tutto.

L'autore ci mostra, in questa storia, un lato oscuro del Giappone moderno, dove vivono giapponesi che pensano soltanto a fare più soldi possibile, dimenticando le proprie tradizioni. Emerge, per bocca di Frank, l'immensa solitudine della società giapponese che sfoga quella mancanza, quel vuoto di senso, nell'acquisto dell'ultimo paio di scarpe Nike o l'ultima borsa firmata Louis Vitton (come dichiara candidamente una delle prostitute nel locale che frequentano i due protagonisti).

Questa storia racchiude vari generi: giallo, romanzo, thriller, splatter, pulp e, cosa più importante, non ti lascia un attimo di respiro, perché il terzo protagonista della storia sarai tu, esatto: ti senti al fianco dei due avventori, senti le loro emozioni, a un certo punto vorresti fuggire via come vorrebbe Kenji, ma non puoi.


[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...