mercoledì 29 dicembre 2021

[Recensione] Le pietre della Luna - Marco Buticchi

 


LE PIETRE DELLA LUNA || Marco Buticchi || TEA || 2020 || 430 pagine

Tre misteriose statuette d’oro risalenti alla Roma del I secolo a.C., un enigma archeologico che gli studiosi hanno inseguito per secoli tra indizi confusi, testimonianze remote, sparizioni e ritrovamenti. Ma perché, adesso, anche i servizi segreti delle grandi potenze sono così interessati a questa vicenda? E quali sono i fili nascosti che collegano il misterioso passato delle Pietre al loro presente? Un vertiginoso slalom di avventure tra l’antica Roma e i giorni nostri, tra galeoni spagnoli e navicelle spaziali, tra agenti del Mossad e affascinanti scrittrici per un autentico, trascinante romanzo d’avventura.

RECENSIONE

Sono un lettore, da anni ormai, anzi da decenni, di Clive Cussler, un autore definito giustamente il re dei romanzi avventurosi e ambientati a mare. Beh, dopo aver amato la saga di Dirk Pitt ho scoperto che esiste un Clive Cussler tutto italiano, ed è proprio Marco Buticchi il quale somiglia molto allo stile di Cussler, ovvero ci presenta una storia del passato (in questo caso alla Roma degli imperatori) e contemporaneamente ci fa vivere un'avventura al presente, dove i nostri protagonisti devono risolvere i misteri che provengono, appunto, dal passato che man mano riescono a ricostruire. Questo romanzo è il primo di 15 facente parte della serie Sara Terracini & Oswald Breil.


Devo dire che mi è piaciuto lo stile di Buticchi, riesce, capitolo dopo capitolo, a farti appassionare alle avventure del povero Giunio il quale viene ingiustamente punito e arrestato per poi diventare un gladiatore. Nello stesso momento, nel presente (il 1996) Sara Terracini ricostruisce la storia di Giunio e Oswald Briel, una sorta di James Bond, tenta di scoprire che fine abbia fatto un importante e pericoloso personaggio della seconda guerra mondiale (la fuga di Hitler dalla Germania) che dallo spazio (l'arrivo di un asteroide che potrebbe distruggere la vita sulla Terra).

Consiglio la lettura di questo romanzo a chi ama la storia ambientata al tempo degli imperatori romani ma anche a chi ama le storie d'amore che non hanno tempo.


venerdì 24 dicembre 2021

[Recensione] La casa di carta - Carlos María Domínguez

 


LA CASA DI CARTA || Carlos María Domínguez || Sellerio || 2011 || 96 pagine

L’Io narrante è un docente argentino di ispanistica all’Università di Cambridge, che ha sostituito una collega, Bluma Lennon, travolta mortalmente da un’auto mentre leggeva, incantata nel verso, una poesia di Emily Dickinson. Il professore riceve un libro a lei spedito, La linea d’ombra di Conrad, impastato con frammenti di cemento, recante una dedica della stessa Bluma che sembra accennare a un’avventura amorosa. Una restituzione, secondo tutte le apparenze. E non resiste alla tentazione di entrare nell’intimità di Bluma, di decifrare il mistero di un legame tranciato dal destino, che, attraverso quel testo dell’amato Conrad recuperato da chissà quale distruzione, gli manda una specie di messaggio imperioso racchiuso in un silenzio da squarciare. Approfitta così di un ritorno al suo paese, per trovarsi, tra Buenos Aires e Montevideo, dietro le tracce evanescenti di un uomo, Carlos Brauer. Era il destinatario, all’inizio di tutto, di quel volume dedicato poi restituito; e in una occasione aveva espresso su Bluma – rivela al professore un individuo che lo conobbe bene nelle sue ossessioni – una profezia stranamente precisa. Celebre bibliofilo, prigioniero della divorante passione per le collezioni bibliotecarie, Carlos era svanito verso terre estreme, dopo aver inseguito una chimera di dominio che lo aveva precipitato nell’inquietudine o nell’insania. Raggiunto il rifugio finale del bibliofilo, sulla costiera di una finisterre sudamericana, il professore apprende finalmente il segreto che lega Bluma a Carlos: un capriccio, una beffa del tempo circolare. La casa di carta si situa in quella narrativa incentrata su temi fantastico-intellettuali, e ha nobili maestri nel paese dell’argentino Domínguez. Le tenaci realtà generate dalla finzione o dall’interpretazione o dall’equivoco; «i libri che cambiano il destino delle persone»: con svolgimenti, in questo racconto, che seguono le linee dell’allegoria e della ricerca avventurosa.

RECENSIONE

Breve romanzo su un appassionato bibliofilo innamorato di una professoressa dove un professore che la sostituisce andrà sulle sue tracce, tutto per colpa di un misterioso libro, La linea d'ombra di Conrad, per scoprire che fine abbia fatto.


Una storia curiosa, con un pizzico di giallo, che sottilinea l'amore per chi ama collezionare e leggere libri, tanto da costruirsi una casa coi libri!


mercoledì 22 dicembre 2021

[Recensione] Pianeta stregato - David Gerrold & Larry Niven

 


PIANETA STREGATO || David Gerrold & Larry Niven || Mondadori || 2013 || 256 pagine

Quando la scialuppa della missione scientifica atterra sul pianeta dove vive Lant, il suo pilota (chiamiamolo Purple) non sospetta che i nativi lo scambieranno per uno stregone piovuto dal cielo, né che il locale sciamano tenterà di distruggere l'astronave dalla simbolica forma a uovo. Segue una piccola esplosione atomica e addio navetta: per sopravvivere, l'antropologo venuto da un altro mondo dovrà adattarsi a fare il mago presso una delle tribù, avendo come principale alleato il peloso Lant. Ma il suo obiettivo è un altro, tornare sul luogo dell'atterraggio e comunicare con l'astronave madre, in modo da poter essere salvato. Tra scienza e magia, anzi, ai confini di una scienza tanto avanzata da poter essere scambiata per stregoneria, torna il brillante romanzo scritto a quattro mani da Niven e Gerrold, veri "maghi" della moderna sf americana.

RECENSIONE

Un antropologo naufraga su un pianeta alieno e, come novello Robinson Crusoe, anzi, a differenza di lui non vi trova Venerdì ma un villaggio abitato da nativi che lo scambiano per un potente mago, visto che lo vedono uscire dalla sua astronave (una navetta) che somiglia a un gigantesco uovo. Ma il mago ufficiale del villaggio non vedrà mai di buon occhio questo intruso che vede subito come una minaccia alla sua supremazia di governo, e subito saboterà la sua scialuppa, costringendo il poveretto a rimanere con loro. Ma per fortuna all'astronauta viene un' idea: costruire una macchina volante che lo possa portare nel posto in cui potrà chiamare soccorso ma per costruirla gli servirà l'aiuto dell'intero villaggio.


Piacevole romanzo di due autori americani, David Gerrold e Larry Niven, i quali immaginano, appunto, come uno scienziato che per sbaglio naufraga su un pianeta alieno possa riuscire ad integrarsi tra i nativi i quali, come successe al tempo con Cristoforo Colombo coi nativi americani, lo scambiarono per una divinità piena di magie.


martedì 21 dicembre 2021

[Recensione] La buona terra - Pearl S. Buck

 


LA BUONA TERRA || Pearl S. Buck || Mondadori || 1976 || 337 pagine

Universalmente considerato il capolavoro di Pearl S. Buck, "La buona terra" (1931) è il primo romanzo della trilogia The House of Earth , che narra le vicende della famiglia di Wang Lung, visceralmente attaccato alla sua terra, e dell'umile e rassegnata O-Lan, sua moglie. Il tema centrale è quello della vita patriarcale, legata a usanze secolari, del contadino cinese, per il quale la terra rappresentava tutto: il benessere, l'unione della famiglia, le tradizioni più sacre, le virtù delle generazioni passate e le speranze di quelle future. La buona terra è il libro che ha decretato la fama della Buck, che in questo romanzo descrive con sobrietà, potenza e un senso profondo e sottile di umanità un mondo di umili e oppressi. La sua scrittura, realistica e schiva, dal lessico scarno, ma capace di suscitare emozioni, affascina i lettori con la novità di un racconto che rivela un Paese fino allora sconosciuto, con la sua millenaria cultura, la sua antica miseria, la sua dignità, la sua poesia delle cose semplici.

RECENSIONE

Questo romanzo mi è stato consigliato da un amico appassionato lettore che ringrazio per il consiglio.

L'autrice, che ha vissuto in Cina, ci narra magistralmente la vita di un umile contadino cinese nei primi del Novecento, Wang Lung, da quando si sposa fino alla sua morte. E nella sua vita vi è sempre stata una sola regola: la sua terra, la cosa più preziosa che aveva, perché grazie alla terra che coltivava poteva far vivere tutta la sua (che diventerà sempre più numerosa) famiglia. Potrei definire questo romanzo una saga familiare (infatti è il primo volume di una trilogia) ma è autoconclusiva perché solo in questo romanzo ci viene narrata la vita di Wang Lung.

Che dire, è stata una piacevole lettura, nonostante alcuni errori di stampa, lo stile della Buck è scorrevole, semplice e immediato. Ho ammirato la pazienza di sua moglie, O-Lan, che nonostante le corna è riuscita a perdonare il suo focoso marito (io lo avrei buttato fuori di casa) il quale, invece di chiederle scusa, si porta a casa l'amante (pensate un po' che uomo straordinario!). Da quel momento in poi non mi è più stato simpatico il protagonista, per non parlare del rapporto che avrà in vecchiaia con una giovane ragazza, anzi, direi bambina. Sinceramente mi sarei aspettato di più, forse la traduzione italiana non ha reso giustizia all'opera originale, è una mia umile opinione.


martedì 14 dicembre 2021

[Recensione] Sherlock Holmes e l'avventura della tredicesima porta - Enrico Solito

 


SHERLOCK HOLMES E L'AVVENTURA DELLA TREDICESIMA PORTA || Enrico Solito || Delos Digital || 2014 || 73 pagine

Che Holmes conoscesse a menadito tutta Londra è risaputo: meno che, come nei romanzi di Hugo a Parigi si aggirasse per l'enorme sistema fognario della città. Questa è una storia di infanzia e di infanzia abbandonata nei grandi slum di fine ottocento, del rapporto che Holmes ebbe con un piccolino che divenne grande: una storia tormentata che mostra un'altra faccia del grande investigatore.  

RECENSIONE

Stavolta protagonisti di questo caso di Sherlock Holmes troviamo i suoi Irregolari di Baker Street, veri e propri aiutanti del nostro detective londinese. E tra loro troviamo Charlie, che diventerà uno degli attori più famosi e che hanno fatto la storia del cinema: Charlie Chaplin.

Un altro piacevole racconto che ricorda lo stile di Conan Doyle.

Citazione divertente: "Dica un po', Holmes! Mi sta dicendo che vuole trascinarmi nel cuor della notte dentro le fogne di Londra a divertirmi in mezzo ai liquami dei nostri concittadini?"


giovedì 9 dicembre 2021

[Segnalazione] Lesioni personali - Margaret Atwood

La vita di Rennie Wilford, una giovane giornalista di Toronto che scrive di viaggi e moda, sta prendendo una brutta piega. Per distrarsi e riprendersi, Rennie vola ai Caraibi, sulla piccola isola di St. Antoine, con l'intento di scrivere un pezzo di costume sulla località. Si trova così da un giorno all'altro prigioniera di un mondo in cui le regole di sopravvivenza che conosceva non funzionano più: un luogo in cui regna un'immobilità soffocante, rallentata e corrotta, scenario di una vicenda di potere, di traffico d'armi, di complesse e oscure reti di relazioni. Tradotto per la prima volta in Italia, un romanzo che contiene tutti i temi più cari a Margaret Atwood: il retaggio di un'educazione moralista, il rapporto con il proprio corpo, il ruolo della donna nella coppia e nella società, la libertà individuale e la democrazia. Comico, satirico, implacabile e terrificante, "Lesioni personali" è un'esplorazione della brama di potere, sia sessuale che politica, e del bisogno di compassione che va oltre ciò che normalmente intendiamo per amore.

In libreria dal 4 novembre 2021

L'AUTRICE

Scrittrice estremamente prolifica, ha pubblicato oltre venticinque libri tra romanzi, racconti, raccolte di poesia, libri per bambini e saggi. Ha scritto, inoltre, sceneggiature per la radio e la televisione canadese. Più volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, ha vinto il Booker Prize nel 2000 per L'assassino cieco e nel 2008 il premio Principe delle Asturie

mercoledì 8 dicembre 2021

[Segnalazione] Will - Il potere della volonta - Will Smith

 

Alla soglia dei cinquant’anni Will Smith pensava – e come dargli torto? – di avere tutto: non solo il suo successo personale non temeva confronti, ma anche la moglie Jada e i due figli Jaden e Willow splendevano brillantissimi nel firmamento dello spettacolo. Peccato che i diretti interessati non condividessero affatto il suo entusiasmo e si sentissero, anzi, come i funamboli di un circo, soffocati dagli impossibili standard di perfezione di un maniaco del lavoro. L’ammutinamento era dietro l’angolo e Will stava per scoprire di non aver ancora finito di imparare tutto quel che c’era da imparare sull’amore e la felicità. Questo memoir è il risultato di un profondo viaggio di scoperta interiore, la resa dei conti definitiva tra ciò che si può ottenere attraverso l’esercizio della pura forza di volontà, e ciò che, così facendo, si rischia di lasciarsi per sempre alle spalle. Will racconta con grande onestà la lunga strada che conduce al controllo delle proprie emozioni, e lo fa in modo da essere d’aiuto a chiunque ambisca allo stesso risultato. Perché, che tu sia uno dei più potenti e strapagati attori hollywoodiani o una persona comune alle prese con problemi comuni, la verità è una sola ed è la stessa per tutti: non ha senso lottare per realizzare i tuoi sogni, se prima non proteggi la felicità di chi ami. Il solo modo per riuscirci è non smettere mai di imparare. E ascoltare anche le voci che non ti piacciono, quando le incontri lungo il cammino.

In libreria dall'11 novembre 2021.

L'AUTORE

Will Smith, Propr. Willard Christopher S. jr., cantante e attore statunitense. Esordisce nel 1989 nella sit-com Willy il principe di Bel Air che interpreta per sei anni. Il primo ruolo cinematografico di rilievo è nel film Sei gradi di separazione (1993) di F. Schepisi, di cui è il protagonista nei panni di un giovane imbroglione che convince una ricca famiglia newyorkese d'essere il figlio di S. Poitier. Negli anni successivi, apprezzato dalla critica e da Hollywood, ottiene ruoli da protagonista in film di grande successo come Independence Day (1996) di R. Emmerich e Men in Black (1997) di B. Sonnenfeld, e in pellicole di successo inferiore, come Wild Wild West (1999) di B. Sonnenfeld e La leggenda di Bagger Vance (2000) di R. Redford, fino alla prova drammatica in Alì (2001) di M. Mann dedicato a Cassius Clay, in cui interpreta il pugile stesso. Continua a frequentare da protagonista il cinema hollywoodiano d'intrattenimento con Men in Black 2 (2002) di B. Sonnenfeld, Io, Robot (2004) di A. Proyas e Hitch - Lui sì che conosce le donne (2005) di A. Tennant. Interprete in fase di progressiva maturazione, tenta La ricerca della felicità (2006, per la regia di G. Muccino) nel ruolo di un padre premuroso, ma disoccupato e abbandonato dalla moglie, che caparbiamente si prende cura del figlioletto di 5 anni (interpretato dal vero figlio di S., Jaden); è del tutto solo, invece, in Io sono leggenda (2007) di F. Lawrence, storia dell'ultimo sopravvissuto a un'epidemia che scorrazza in una New York deserta in cerca dell'antidoto contro il virus. Con Hancock (2008) di P. Berg ritorna al ruolo più scanzonato di un supereroe antieroico e pasticcione, mentre in Sette anime (2008) di G. Muccino si misura con un personaggio tormentato dal senso di colpa, in un ruolo complesso e ambizioso ma forse non del tutto congeniale alle sue doti interpretative. 

[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...