sabato 12 giugno 2021

[Recensione] Doctor Who: Shada - Gareth Roberts

 


DOCTOR WHO: SHADA || Gareth Roberts || Mondadori || ottobre 2013 || 365 pagine

Oltre 700 episodi, 33 anni di programmazione: "Doctor Who" è la serie televisiva dei record, la più longeva saga fantascientifica di sempre. In queste pagine, Douglas Adams ci regala un'avventura inedita, mai portata sullo schermo né tradotta in italiano. Il Signore del Tempo professor Chronotis, vecchio amico del Dottore, si è ritirato all'università di Cambridge, dove nessuno si accorgerà mai che egli vive da secoli. Ma adesso ha bisogno dell'aiuto del Dottore, della sua giovane assistente Romana e di K-9, il suo fedele computer a forma di cane. Lasciando Gallifrey, il pianeta d'origine della potente specie dei Signori del Tempo, infatti, ha portato con sé alcuni souvenir, per lo più innocui. Ma ce n'è uno molto, molto pericoloso, L'antico e venerabile codice di Gallifrey, uno dei Potenti Artefatti, risalenti ai giorni oscuri di Rassilon: un libro che assolutamente non deve cadere nelle mani sbagliate. E quelle del sinistro Skagra sono le più sbagliate che si possano immaginare. Perché lui vuole quel libro a tutti i costi. Vuole che il professore gli sveli la verità nascosta dietro Shada, il misterioso pianeta-prigione dove vengono rinchiusi i criminali che tentano di conquistate l'universo. E si dà il caso che la conquista dell'universo è proprio il progetto di vita cui Skagra ha deciso di dedicarsi... 

RECENSIONE

Bellissimo romanzo, il primo che leggo dove il protagonista è il mitico viaggiatore del tempo Doctor Who. Inizialmente nato come sceneggiatura per il finale di stagione del celeberrimo telefilm di fantascienza, per motivi di sciopero però le riprese furono interrotte. Lo stile di Adams si sente e se ancora non lo avete letto, oltre questo, vi straconsiglio Guida Galattica per gli autostoppisti. Geniale autore!

venerdì 11 giugno 2021

[Recensione] Colpa delle stelle - John Green

 


COLPA DELLE STELLE || John Green || Rizzoli || 10 ottobre 2012 || 351 pagine

Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

RECENSIONE

Ho letto questo romanzo incuriosito dal trailer del film che sta per uscire al cinema, ovvero Colpa delle stelle. Primo romanzi di Green che leggo, una toccante storia che affronta il delicato tema dei tumori in età giovanile, in questo caso si innamorano due ragazzi entrambi affetti da tumori diversi. Non aggiungo altro alla storia per non fare spoiler, ma lo stile dell'autore non mi ha sfagiolato, troppe frasi stereotipizzate (si dice così?) o a volutamente scrivere così proprio perché la storia ci viene narrata con la voce della giovane Hazel? Mistero! (recensione scritta il 16 ottobre 2017)

giovedì 10 giugno 2021

[Recensione] Bar Sport - Stefano Benni

 


BAR SPORT || Stefano Benni || Feltrinelli || giugno 1997 || 132 pagine

Il Bar Sport è quello dove non può mancare un flipper, un telefono a gettoni e soprattutto la 'Luisona', la brioche paleolitica condannata ad un'esposizione perenne. Il Bar Sport è quello in cui passa il carabiniere, lo sparaballe, il professore, il tecnnico (con due n), che declina la formazione della nazionale, il ragioniere innamorato della cassiera, il ragazzo tuttofare. Nel Bar Sport fioriscono le leggende, quelle del Piva (calciatore dal tiro portentoso), del Cenerutolo (il lavapiatti che sogna di fare il cameriere), e delle allucinazioni estive. 

RECENSIONE

Sinceramente non mi ha fatto ridere, quasi tutte le storie che contiene sono volutamente esagerate (anche troppo) e non ho trovato quell'umorismo che mi farebbe scompisciare dalle risate, è anche vero che io sono un tipo difficile da far ridere, a meno che non sia una comicità davvero buffa o intelligente. A tratti noioso, soprattutto nella parte dove ci descrive il gioco del calcio, e non credo che leggerò Bar Sport 2000. Voto bassissimo.

mercoledì 9 giugno 2021

[Recensione] Maruzza Musumeci - Andrea Camilleri

 


MARUZZA MUSUMECI || Andrea Camilleri || Sellerio || 31 ottobre 2008 || 151 pagine

La storia comincia a Vigàta nel gennaio del 1890. Gnazio ritorna dall'America dopo 25 anni di assenza. Ci era andato a lavorare giovane perché in paese era rimasto solo. Sapeva solo "arrimunnari "gli alberi, ma alla perfezione tanto da essere assunto a New York come giardiniere. Poi, una brutta caduta da un pino, i soldi dell'assicurazione e il ritorno a Vigàta con un piccolo gruzzolo, sufficiente a comprare un pezzo di terra. Se ne era innamorato subito Gnazio, perché al centro di quella terra, stretta tra ciclo e mare, troneggiava un ulivo secolare, la gente diceva che aveva più di mille anni. La terra era rinata con le sue amorevoli cure, rivoltata e bagnata, popolata di animali, abbellita da una costruzione tirata su pietra su pietra e ora a 45 anni Gnazio era desideroso di farsi una famiglia. È l'esperta di erbe e guarigioni, la vecchia Fina, a trovargli una moglie, Maruzza Musumeci, bella come il sole. Chi sa perché quella ragazza non aveva mai trovato marito. Forse per certe sue stramberie? Le nozze, poi i figli. La famiglia di Gnazio e Maruzza cresce, prima nasce Cola, poi Resina, dalla voce ammaliante, poi Calorio e Ciccina, e cresce anche la casa... Una favola in cui si intrecciano mito e storia, ma anche arte, architettura, astrologia. Una fantasia sconfinata imbrigliata nel racconto di una vita vissuta intensamente.

RECENSIONE

Di Andrea Camilleri avevo letto solo i libri riguardanti le indagini del commissario Salvo Montalbano e Maruzza Musumeci è la prima opera del Maestro che leggo fuori dalla serie di Montalbano, nonostante si cita la celebre Vigàta. Potrei definire questa opera una sorta di favola siciliana, e la cura in cui è stata scritta nel tipico siciliano inventato da Camilleri meriterebbe solo quello la lode.

In breve il protagonista, Gnazio, dopo aver lavorato per oltre venti anni in America, ritorna nella sua amata Sicilia e qua, dopo aver faticosamente costruito la sua casa e aver coltivato un bell'orto, decide di trovarsi moglie. Sarà la sensale (la vicina di casa esperta nelle cure con le erbe) ha trovargli Maruzza Musumeci, una bellissima donna che sembra essere uscita da una favola la quale nasconde un piccolo segreto: è forse una sirena?

Camilleri, come spiegherà nel libro, si è ispirato a questa storia da un racconto, un cunto (un racconto di solito fiabesco, con eventi magici), che gli fece un contadino anziano quando lui era bambino, e trattava proprio di una storia d'amore tra un viddàno (contadino) e una sirena.

Devo essere sincero: non mi ha stupito e meravigliato come la maggior parte dei lettori dichiarano nelle loro recensioni, anzi, la storia in sé mi è sembrata abbastanza banale (alla fine, non accade nulla di quello che uno potrebbe immaginare) che racconta appunto la vita quotidiana di questa storia che nascerà tra i due protagonisti e che continuerà coi figli. Null'altro. La scrittura, ripeto, è nel dialetto ideato da Camilleri e potrei capire che chi non è siciliano avrà abbastanza difficoltà ad interpretarla. Peccato, mi sarei aspettato molto di più. A me ha deluso. Ciò non significa che non darò altre occasioni di lettura a Camilleri fuori da Montalbano.


martedì 8 giugno 2021

[Recensione] Il segreto della libreria sempre aperta - Robin Sloan

 


IL SEGRETO DELLA LIBRERIA SEMPRE APERTA || Robin Sloan || Corbaccio || 23 maggio 2013 || 306 pagine

La crisi ha centrifugato Clay Jannon fuori dalla sua vita di rampante web designer di San Francisco, e la sua innata curiosità, la sua abilità ad arrampicarsi come una scimmia su per le scale, nonché una fortuita coincidenza l’hanno fatto atterrare sulla soglia di una strana libreria, dove viene immediatamente assunto per il turno... di notte. Ma dopo pochi giorni di lavoro, Clay si rende conto che la libreria è assai più bizzarra di quanto non gli fosse sembrato all’inizio. I clienti sono pochi, ma tornano in continuazione e soprattutto non comprano mai nulla: si limitano a consultare e prendere in prestito antichi volumi collocati su scaffali quasi irraggiungibili. È evidente che il negozio è solo una copertura per qualche attività misteriosa... Clay si butta a capofitto nell’analisi degli strani comportamenti degli avventori e coinvolge in questa ricerca tutti i suoi amici più o meno nerd, più o meno di successo, fra cui una bellissima ragazza, geniaccio di Google... E quando alla fine si decide a confidarsi con il proprietario della libreria, il signor Penumbra, scoprirà che il mistero va ben oltre i confini angusti del negozio in cui lavora...
Fra secolari codici misteriosi, società segrete, pergamene antiche e motori di ricerca, con intelligenza, ritmo e umorismo, Robin Sloan ha cesellato un romanzo d’amore e d’avventura sui libri per i lettori del ventunesimo secolo.

RECENSIONE

Non conoscevo l'autore, l'ho letto per passare il tempo (letteralmente). Non mi ha lasciato nulla.


lunedì 7 giugno 2021

[Recensione] Casa d'altri - Silvio D'Arzo

 


CASA D'ALTRI || Silvio D'Arzo || Einaudi || Gennaio 2007 || 142 pagine

In gioventù, lo chiamavano Doctor Ironicus per la sua intelligenza sottile; oggi, il protagonista di Casa d'altri non è che un "prete da sagre", confinato in un paesino della provincia emiliana dove non succede mai niente e dove "appaiono strane anche le cose piu ovvie". Zelinda, però, una vecchia che passa le sue giornate a lavare i panni al fiume, senza avere alcun contatto con la gente, cosi ovvia non è; e non è ovvio neppure il tentativo di comunicazione che cerca di instaurare con il prete, interrogandolo vagamente sulla legittimità di derogare a una "regola" della Chiesa cattolica. Quale, lo si scoprirà soltanto alla fine: quando il Doctor Ironicus, lo spirito arguto del seminario a cui il paese sta stretto, non saprà dare alla vecchia che una risposta convenzionale e inadeguata. Lo stesso senso di inadeguatezza si ritrova negli altri racconti: da Elogio alla signora Hadier, dove la protagonista, morto il marito, si chiude in una quieta infelicità, ai Due vecchi la cui serenità coniugale è turbata dal ricatto di uno studente. La raccolta comprende, oltre ai racconti usciti nei "Nuovi Coralli" di Einaudi nel 1980, anche alcuni testi apparsi per l'ultima volta nel 1960 presso Vallecchi e ripubblicati qui in una versione filologicamente aggiornata: un ciclo narrativo completo in cui Silvio D'Arzo descrive la solitudine dell'uomo, la sua condanna a vivere il proprio tempo e il proprio posto come "casa d'altri": senza rinunciare all'ironia e alla consapevolezza che nemmeno la disperazione permette alla vita quotidiana di essere meno "monotona" o "ridicola".

RECENSIONE

Questo sconosciuto autore italiano, in arte Silvio D'Arzo, vero nome Ezio Comparoni, mi ha sorpreso, soprattutto leggendo e gustando il suo più importante racconto di questa raccolta, ovvero quello che da il titolo al libro: "Casa d'altri". Qui solitudine, isolamento e diversità sono i tre temi principali in cui ruota il racconto e dove i protagonisti sono due: un prete di montagna in piena crisi e una vecchietta lavandaia che non desidera altro che suicidarsi. Siamo a Montelice, un paesino montano della provincia emiliana, abitato da pochissime persone, ed ecco come ce lo descrive l'autore:
Sette case addossate..due strade, un cortile che chiamano piazza,uno stagno e un canale e montagna quanta ne vuoi. Che fanno qui a Montelice? vivono e basta e poi muoiono..qui non succede niente di niente…gli uomini al pascolo..le donne a far legna..in strada una vecchia o una capra o nemmeno quello..l’inverno dura mezzo anno. due mesi continui di pioggia, due tre mesi di neve-neve. non succede niente di niente solo che nevica e piove e la gente nelle stalle a guardare la pioggia e la neve come i muli e le capre.
C’ è un tempo della narrazione che è tre-quattro anni dopo la seconda guerra mondiale e c’è uno spazio al di là di quelle sette case, i cui colori si ripetono come un ritornello..un po’ come la pioggia gialla:
L’aria fuori viola e viola i sentieri e l’erbe dei pascoli e i calanchi e le creste dei monti…c’è quassù una certa ora. I calanchi si fanno color ruggine vecchia e poi viola, e poi blu..le capre si affacciano agli usci con degli occhi che sembrano i nostri. E non c’è sole nè luna nel cielo
E invece dell’assoluta solitudine di Andrés c’è la solitudine di Zelinda con la sua spietata, bestiale vita di stenti, non diversa da quella della capra che le sta sempre accanto giù al canale, dove in ogni stagione lava stracci e budella, ogni giorno fino a sera.
La storia è fatta di niente, eppure potrebbe essere “un giallo esistenziale”, “un giallo dell’anima”, perchè c’è un mistero da svelare nel rapporto che si stabilisce tra la donna e il vecchio parroco del paese, ridotto ad essere “un prete da sagre e nient’altro”
Zelinda in questa tragica vita di stenti cerca una via d’uscita dal mondo, vuole l’autorizzazione a morire come un gesto di carità ” se senza far dispetto a nessuno potesse avere il permesso di finire un po’ prima..anche uccidersi “ La tragedia del vivere, la consapevolezza dell’impossibilità del vivere e la fede, il sentimento religioso: uccidersi e non trasgredire.
Una vecchia con una terribile domanda e un prete con il suo silenzio ” da provare vergogna per tutte le parole del mondo”
In un dattiloscritto del racconto, di cui esistono diverse redazioni, D’arzo ha aggiunto a penna:”il mondo non è casa tua; a te sembra di starci a dozzina” e in emiliano significa “starci in prestito”.


sabato 5 giugno 2021

[Recensione] Maigret a New York - Georges Simenon

 


MAIGRET A NEW YORK || Georges Simenon || Adelphi || 5 aprile 2001 || 169 pagine

... nel frattempo Maigret non fece che pensare a Little John. Lo aveva visto per pochi istanti, si erano scambiati solo qualche banalità, eppure a un tratto si rese conto con una sorta di stupore che quell’uomo gli aveva fatto una grande impressione. Se lo rivedeva davanti, piccolo e magro, vestito in modo fin troppo inappuntabile, con quella faccia quasi insignificante. Ma allora, che cosa poteva averlo colpito tanto? Incuriosito, si sforzò di ricordare ogni minimo gesto di quell’omino asciutto e nervoso. E improvvisamente ricordò i suoi occhi, e in particolare lo sguardo che Maura gli aveva rivolto all’inizio, quando, non sapendo ancora di essere osservato, aveva socchiuso la porta del salotto. Little John aveva gli occhi freddi!

RECENSIONE

Stavolta il nostro commissario Maigret si concede una breve vacanza in America, esattamente nella metropoli che non dorme mai: la Grande Mela, New York! In realtà non si fa quel lungo viaggio in nave solo per fare una vacanza ma per accompagnare Jean Maura, figlio di un ricco uomo d'affari perché crede che suo padre sia in pericolo. Non appena sbarca a New York, il figlio sparisce nel nulla e così Maigret decide di andare a trovare suo padre. Durante la sua permanenza incontra un vecchio amico dell'FBI col quale, indagando sul passato di questo ricco signore, scopre che da giovane era povero e viveva nel Bronx assieme a un amico violinista ed erano innamorati di una ragazza, Jessie. Allora capisce che bisogna scavare nel passato del ricco Maura per scoprire la verità.

Continuano le indagini di Maigret ormai in pensione e lo ritroviamo sempre più spaesato ma senza perdere il suo fiuto investigativo. Ancora una volta scoprirà la verità e sbroglierà la complicata matassa del giallo mettendosi nei panni dei protagonisti delle vicende, come è suo solito fare.

E niente, anche questo Maigret non l'ho digerito bene, così come è stato con l'ultimo che avevo letto, La furia di Maigret.

Curiosità: Maigret va al cinema a New York a vedere un film comico di Stanlio e Ollio.

[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...