venerdì 18 ottobre 2024

[Recensione] Sunfall - Jim Al-Khalili

 


SUNFALL || Jim Al-Khalili || Bollati Boringhieri || 2019 || 416 pag.

2041. Pericolo dal Sole: entro poche ore, emissioni straordinarie di massa coronale colpiranno la Terra, già a rischio per l'indebolimento del campo magnetico che protegge il pianeta. In Nuova Zelanda un'aurora australe, che dovrebbe essere rivolta a sud, appare invece a nord. Un aereo in atterraggio a Nuova Delhi si schianta al suolo per il danneggiamento dei satelliti di comunicazione dovuto a una raffica di particelle ad alta energia provenienti dallo spazio. Su un'isola delle Bahamas si scatena un uragano di violenza inaudita. La Terra è fuori controllo e le autorità mondiali stanno nascondendo la verità sulla catastrofe imminente per non seminare il panico. Toccherà a quattro scienziati, due uomini e due donne, far ricorso a tutto il proprio sapere, al proprio coraggio e alla propria inventiva per salvare il pianeta. Ma c'è chi è convinto che l'estinzione dell'umanità sia l'unica soluzione possibile… Dal notissimo fisico quantistico Jim Al-Khalili, un romanzo scientificamente plausibile che ci proietta nel futuro, un thriller dal ritmo serrato che svela chi saremo e come vivremo tra non molti anni e, soprattutto, ci ricorda che in un mondo di raffinate tecnologie – a partire dai droni e dalle intelligenze artificiali, così simili a quelle che già conosciamo – la variabile umana e la conoscenza rimangono le nostre principali alleate. Con grande accuratezza scientifica, Jim Al-Khalili conduce il lettore in un futuro agghiacciante e ma allo stesso tempo più vicino a noi di quello che possiamo pensare.

RECENSIONE

In un vicino futuro, il 2041, accadono dei fenomeni atmosferici a dir poco catastrofici: emissioni di massa coronale solare che colpiscono la Terra la quale ha un campo magnetico debole, uragani sempre più pericolosi e potenti, satelliti artificiali di comunicazione danneggiati da particelle ad alta energia provenienti dallo spazio. Il rischio è l'estinzione di ogni essere vivente sul nostro pianeta. Per questo si crea un team di scienziati che proveranno a salvare la Terra e la vita dei terrestri. Uno degli scienziati della storia, fortunatamente, tenterà di creare una macchina in grado di inviare fasci di materia oscura all'interno del nucleo terrestre per riavviare il nostro campo magnetico, ma si troverà davanti una setta, i Purificatori, che tenteranno di sabotare diverse volte questo progetto (anche sequestrandogli la figlia).

Un thriller fantascientifico con tante descrizioni scientifiche, fisiche e tecnologiche, non a caso l'autore è uno stimato fisico quantistico e divulgatore scientifico. Il fatto che il campo magnetico che ci protegge dai raggi solari potrebbe indebolirsi mi ha angosciato, visto che è una teoria scientificamente possibile e probabile (potrebbe accadere). Lo stile di scrittura ricorda molto quello di Michael Crichton.




giovedì 17 ottobre 2024

[Recensione] Il codice segreto di Pechino - Adam Brookes

 


IL CODICE SEGRETO DI PECHINO || Adam Brookes || Newton Compton || 2015 || 321 pag.

Peanut è un uomo solitario. Una notte fugge da un campo di lavoro, attraversando le lande desolate e ghiacciate della zona nordoccidentale della Cina. E pensare che, vent’anni prima, era una spia di Sua Maestà, arruolato nei servizi segreti britannici. Ora, invece, deve darsi alla macchia confondendosi tra le strade di Pechino, tenute perennemente sotto controllo della polizia della Repubblica popolare cinese. Disperato e senza più scrupoli, Peanut sarà costretto a ricontattare i suoi vecchi superiori all’MI6, ma per farlo non esiterà a coinvolgere un giornalista, Philip Mangan, offrendosi di rivelargli scottanti segreti militari in cambio del suo aiuto. Quelle informazioni si riveleranno però ben più interessanti di quanto Peanut o Mangan avrebbero mai potuto immaginare… e non soltanto per gli inglesi.

RECENSIONE

Un giornalista free lance britannico, Philip Mangan, incontrerà a Pechino il cinese Peanuts, alias Li Huasheng, ex spia ed ex prigioniero in un campo di lavoro, e da quel momento resterà invischiato in una storia di spionaggio industriale riguardante la costruzione di missili per testate termonucleari.

Uno spy thriller con alti e bassi, diventa più "accattivante" soprattutto nella seconda parte. Trovato per caso nella bancarella di libri che in estate frequento.




mercoledì 16 ottobre 2024

[Recensione] Il pericolo senza nome - Agatha Christie

 


IL PERICOLO SENZA NOME || Agatha Christie || Mondadori || 2019 || 240 pag.

Hercule Poirot ha deciso di concedersi un periodo di riposo in Cornovaglia, quando proprio davanti ai suoi occhi uno sconosciuto attenta alla vita di una bella ragazza. L’investigatore belga è subito pronto a riprendere l’attività: il primo problema da risolvere consiste nel convincere Nicky, vittima di una serie di incidenti quanto meno improbabili, che nonostante l’assenza apparente di motivi qualcuno la vuole veramente uccidere; il secondo sarà risolvere il mistero di un omicidio non commesso. Non ancora, almeno.

RECENSIONE

Il nostro investigatore Poirot non può neanche concedersi un attimo di riposo in Cornovaglia che subito si ritrova a dover indagare su una serie di tentati omicidi verso la bellissima Nicky, uno avviene con lui presente dove un proiettile per poco non porta all'altro mondo la ragazza.

E anche stavolta la Christie mi ha fregato, non sono riuscito a capire chi era il colpevole.

La mia video recensione: 




giovedì 10 ottobre 2024

Tutti i libri citati nella serie tv Lost

Ebbene sì: Lost è stata una delle serie tv mie preferite, la seguivo su Rai 4 qualche annetto fa (per non dire decennio ma sono umile!) e ancora ricordo alcuni colpi di scena e il bel approfondimento psicologico dei vari personaggi. Ma a parte consigliarvela (l'ho recuperata e dunque rivista da poco su Netflix ma potete recuperarla anche su Amazon Prime e su Disney+) ho notato che ci sono davvero tante citazioni di libri e di scrittori, cosa che quando ero più giovane non avevo notato. 

Rivedendola non ho potuto fare a meno di segnarmi i libri che leggeva Sawyer sulla spiaggia e facendo una ricerca sul web ho via via scoperto tutte le citazioni letterarie che vengono fatte nella serie tv. Beh, visto che in questo mio blog vi parlo delle mie letture non potevo esimermi dal presentarvi e consigliarvi le letture citate in Lost, alcuni dei classici della letteratura mondiali, altri importanti, altri ancora inerenti ad alcuni episodi presenti nel serial. Se sei curioso/a di sapere quali sono, continua a leggere! 

Alice nel paese delle meraviglie, Carroll 
Questo celebre romanzo, uno dei più famosi fantasy al mondo, viene citato spesso nel corso della serie, ma andiamo per ordine. Locke cita il romanzo per spiegare a Jack la metafora del "coniglio bianco" (l'immagine sfuggente di suo padre) che è anche il titolo dell'episodio ("Il coniglio bianco"). In "L'uomo dietro le quinte", ci sono molti riferimenti ad Alice: Ben lascia un coniglio bianco per provare se è sicuro attraversare la barriera sonica che conduce ad un altro mondo (il mondo degli "Altri"). Alice segue il coniglio bianco giù per la tana che conduce al Paese delle Meraviglie. Si vede la madre di Ben, Emily, indossare un vestito blu con un nastro intorno alla testa e lunghi capelli biondi. Questa è molto simile all'illustrazione originale di Alice fatta da Tenniel e dell'adattamento del lungometraggio Disney. In "Greatest Hits", Charlie entra nella Stazione Lo Specchio, ma il suo ingresso è simile all'ingresso di Alice nel Paese delle Meraviglie. In "Attraverso lo Specchio", Alice si arrampica attraverso lo specchio sopra il caminetto ed entra in un mondo simile a quello reale (in principio) ma dove ogni cosa è sottosopra. Al contrario, in "Alice nel Paese delle meraviglie", Alice segue il coniglio bianco nella sua tana e cade in un "pozzo molto profondo". Charlie sta cercando il coniglio bianco (il Logo della DHARMA) e scende in profondità. Charlie come Alice, non considera la possibilità di fuggire: "Una volta caduta giù inseguendo il coniglio bianco Alice non aveva considerato come avrebbe fatto a tornare indietro nel mondo." Il pensiero di Charlie di essere coraggioso e passare per un eroe è simile al pensiero iniziale di Alice: "Tutti a casa penseranno che sono coraggiosa!

La collina dei conigli, Adams
Kate trova Sawyer seduto sulla spiaggia mentre legge questo libro. Boone afferma che lo stava leggendo durante la sua permanenza in Australia (quindi era suo). A quanto affermato da Sawyer, il libro è stato portato sulla riva (episodio "Il truffatore"). Nell'episodio "Abbandonate" si vede nuovamente Sawyer mentre legge questo libro sulla spiaggia. "La cura è peggiore della malattia", una delle possibili traduzioni per la frase in latino "Aegrescit medendo" scritta sulla mappa della porta blindata è una diretta citazione del libro. Viene detta dal Capo Coniglio con il senso che sarebbe più semplice per la comunità rimanere dove sono sperando di sopravvivere alla malattia, che cercare di combatterla. Nella trasposizione per la tv datata 1978, la scena d'apertura mostra l'occhio del protagonista che si apre, proprio come in Lost.


Accadde al ponte di Owl Creek, Bierce
Locke rigira questo libro nelle mani, nella Stazione Il Cigno, sfogliando le pagine alla ricerca di foglietti tra di esse (episodio "Il lupo"). Il parallelo tra Lost e questo breve racconto può trovarsi nel ricorso a flashback come tecnica narrativa. In comune si possono trovare anche i frequenti sogni o allucinazioni a cui i personaggi di Lost sono spesso soggetti.

Corpi al sole, Christie
È il libro che Sawyer sta leggendo quando viene interrotto da Nikki (nell'episodio "Exposé"). Considerato da molti come uno dei più affascinanti libri di Agatha Christie, questo racconto macabro non ha perso nulla del suo intricato intreccio dalla sua prima pubblicazione nel 1940. Usando una trama che è diventata canone dei racconti gialli, Christie raccoglie tutti i personaggi in un posto difficile da abbandonare, in questo caso il Jolly Roger, un hotel nella costa sud dell'Inghilterra. Uno degli ospiti viene strangolato a morte e il famoso detective Hercule Poirot che si trova lì in vacanza si occupa del caso. Ogni personaggio ben strutturato dall'autrice è un possibile indiziato e il lettore è portato di volta in volta a cambiare opinione sull'identità dell'assassino." La similitudine con i protagonisti di Lost è a dir poco lampante, no? 

Cuore di tenebra, Conrad
Jack chiede a Kate: "Spiegami una cosa, come mai ogni volta c'è una missione in Cuore di tenebra, ti fai avanti?" quando Kate decide di farsi volontaria per cacciare il cinghiale con Locke. (episodio "La caccia"). Charlie dice a Hurley, "Un minuto sei l'uomo più felice e fortunato, Hurley, e quello dopo sei il Colonnello Kurtz!" (episodio "Numeri"). Per chi non lo sapesse, il Colonnello Kurtz è il personaggio del film del 1979 Apocalypse Now, che è liberamente inspirato a Cuore di Tenebra. Le molteplici chiavi di lettura fanno di questa opera tuttavia una chiara critica al colonialismo soprattutto in territorio Africano. Secondo Conrad tutta l'Europa è colpevole di barbarie e ingiustizie nei confronti del popolo africano e per far capire al meglio ciò, ogni personaggio del libro è di diversa nazionalità. Kurtz è tedesco, ma la madre è inglese e il padre francese; il suo aiutante è russo, il capitano del battello è svedese etc. Marlow parte alla ricerca del colonello consapevole di addentrarsi nel Cuore di tenebra della civiltà, ma man mano che il suo viaggio prosegue, scoprirà che il vero cuore di tenebra è da ricercarsi nella sua civiltà, la civiltà occidentale.

I fratelli Karamazov, Dostoevskij
Esplorando lo spessore talvolta nascosto delle battaglie e dei peccati dell'umanità, Dostoevskij sviluppa un grande romanzo quasi epico cercando di svelare il lato più oscuro dell'umanità e arrivando quasi ad afferrare il vero significato dell'esistenza. Locke dà questo libro a Ben (che afferma in seguito di essere "Henry Gale") da leggere, per cui Ben replica, "Non avete niente di Stephen King?" (episodio "Maternità"). Tra le affinità e i temi condivisi troviamo religione, redenzione, il fato contro il libero arbitrio, parricidio (Locke e Ben sono infatti i responsabili della morte dei rispettivi padri, Anthony Cooper e Roger Linus). 


L'isola misteriosa, Verne
Shannon chiama l'Isola "Misteriosa isola". (episodio "Il mistero della valigetta"). Nel romanzo, molti individui e un cane hanno un incidente con una mongolfiera e precipitano su un'isola del Sud Pacifico (proprio come pare abbia fatto Henry Gale), dove accadono cose strane. Uno dei personaggi segue un cavo che dalla spiaggia porta nell'oceano fino giù dove si trova il Nautilus, in una postazione segreta, molto simile al cavo scoperto da Sayid che porti fino alla stazione Lo Specchio. La presenza degli Ostili su un isola: sei pirati si nascondono nella foresta spaventando i naufraghi, ricordando la presenza degli ostili con la Dharma. Sull'isola misteriosa Cyrus e gli altri usano della dinamite per far saltare in aria una caverna subacquea che si rivelerà essere una casa migliore della spiaggia. Anche in Lost la botola verrà fatta saltare in aria con la dinamite diventando un rifugio migliore della spiaggia. 




Il mago di Oz, Baum
Henry Gale è il nome dello zio di Dorothy. Quando viene catturato, Ben (che insiste a sostenere di chiamarsi "Henry Gale") afferma di essere giunto sull'isola con una mongolfiera, come aveva fatto il Mago. Cosa che sembra aver fatto il vero Henry Gale. In "Déjà vu", Mrs. Hawking e Desmond osservano qualcuno con le scarpette rosse venire colpito da un rottame che cade dall'alto, proprio come accade alla Perfida Strega dell'Est appena Dorothy arriva ad Oz. Un episodio si intitola "L'uomo dietro le quinte" e parla del passato di Ben attraverso un suo flashback. Il titolo sembra far riferimento al Mago di Oz, che si nasconde dietro un sipario rosso ed esclama "Fate attenzione all'uomo dietro il sipario!" In un episodio, Sawyer chiama Charlie "Munckin" ("Tricia Tanaka è morta").

In "L'uomo dietro le quinte", Locke accusa Ben di essere "l'uomo dietro al sipario, prima di essere condotto nella capanna di Jacob nella giungla.
In "Tricia Tanaka è morta", Desmond è trasportato in un luogo differente nel tempo e nello spazio fuori dall'isola dopo essere stato colpito alla nuca con una mazza da cricket ad un pub. Questi eventi non si riferiscono letteralmente al Mago di Oz, è comunque certo che la scena richiami il film del 1939, dove Dorothy è trasportata ad Oz dopo essere stata colpita sulla testa dalla finestra della sua camera da letto durante un uragano. Alla fattoria dei Gale, uno dei braccianti si chiama Zeke. Sawyer chiama Tom "Zeke" in un episodio.

Il nostro comune amico, Dickens
Il nostro comune amico è l'ultimo romanzo completo scritto da Charles Dickens. Molti sono convinti che questo libro sia il più avvincente che Dickens abbia mai scritto ed è conosciuto per il finale apparentemente affannoso. Il romanzo è la storia del figlio di un magnate che deve sposare una donna per ereditare la fortuna del padre. Lui si rifiuta, scappa, ed è falsamente creduto annegato. Ritornato sotto una falsa identità, si fa assumere in una compagnia legata al padre, e sposa la stessa donna per i suoi meriti, non per le ricchezze del padre, e soltanto dopo riassume la sua vera identità ed eredita la sua fortuna. Nel finale "Si vive insieme, si muore soli" viene rivelato che Desmond porta con sé un'edizione Penguin di Il nostro comune amico strettamente legata con degli elastici, e che deve essere aperto e letto come ultima cosa prima di morire. Sapendo presumibilmente il significato del libro per lui, Penelope inserisce una lettera che parla del suo amore e della sua immortale devozione nel libro, pensando che Desmond lo avrebbe letto nel suo momento di massima disperazione mentre è chiuso in un carcere militare. Ma lui non la leggerà in prigione, perché ha consegnato il libro al deposito della prigione con il resto dei suoi effetti personali, e quindi non gli è stato restituito fino al suo rilascio. Nella stazione il Cigno, finalmente trova e legge la lettera, quando finalmente apre il libro perché pensa di suicidarsi dopo tutto quel tempo trascorso inutilmente nella botola. Viene rivelato che questo episodio avviene nello stesso momento in cui John Locke era anch'esso disperato e stava prendendo a pugni la botola al termine dell'episodio "Deus Ex Machina". La combinazione fra il ritrovamento della lettera e l'apparizione di Locke salvano apparentemente la sua vita distogliendolo dal suicidio.

Il signore delle mosche, Golding
Il signore delle Mosche è un romanzo allegorico scritto nel 1954 dal premio Nobel William Golding. Il romanzo parla di un gruppo di studenti che prova a ricreare una società dopo essere naufragati su di un'isola, solo per vederla cadere a pezzi dopo che il lato oscuro della natura umana vanifica i tentativi di stabilire un ordine. Il principale conflitto nel libro è dato dalla crescente distanza tra Ralph, il leader razionale e retto che cerca di ricreare un ordine, e Jack, che punta ad un'anarchia dionistica e animale. Omicidi e caos aumentano man mano che la storia continua e le cose sfuggono di mano.
È stato per la prima volta menzionato da Sawyer dopo aver catturato Jin sospettato di aver dato fuoco alla zattera (cosa in seguito rivelata falsa), "Quelli giù alla spiaggia un mese fa potevano essere dottori e commercialisti, un mese fa, ma adesso è il tempo del Signore delle Mosche." (Cambiamenti)
Successivamente vi ha fatto riferimento Charlie, a proposito dei sopravvissuti del troncone di coda: "Sembra che abbiano avuto un periodo parecchio brutto. Sembra che ci sia un maledetto Signore delle Mosche la fuori"(Storia di Kate). Lo scisma tra due dei protagonisti per la leadership nell'isola (Ralph/Jack nel libro, Jack/Locke in Lost; vedi in particolare il tema esplicitato dal titolo ""Uomo di scienza, uomo di fede"). Uno dei naufraghi che sente una naturale connessione con l'isola (Simon e Locke) e ognuno dei due ha un posto che trova affascinante ed ipnotizzante (Simon un posto segreto di cui lui solo è a conoscenza, Locke la Botola).

Ci sono ancora tanti riferimenti letterari, ho tentato di presentarvi i migliori. Ma se questo tipo di articolo vi è piaciuto, sono pronto a scriverne un altro con altre citazioni. Fatemi sapere e soprattutto commentate qua sotto. 





martedì 8 ottobre 2024

[Recensione] Ucronia - Emmanuel Carrère

 


UCRONIA || Emmanuel Carrère || Adelphi || 2024 || 119 pag.

Nel romanzo di Sarban «Il richiamo del corno», un ufficiale della Marina britannica sperimenta l’incubo di risvegliarsi in un mondo nazificato, dove i prigionieri-­schiavi sono selvaggina per la caccia di un feroce sovrano: un’allarmante rappresentazio­ne della storia come «avrebbe potuto» svolgersi – o «ucronia», come l’ha definita nel 1876 Charles Renou­vier. Che nasca dal rimpianto o dalla ribellione, da un credo filosofico-religioso o dall’attrazione per gli infiniti possibili, ogni opera ucronica è destinata a falcidiare certezze, a dinamitare la nostra visio­ne del mondo, giacché insinua il dubbio che la sto­ria sia un gigantesco trompe-l'œil e che anche la più confortante realtà possa di colpo vacillare, spalan­cando abissi angosciosi. A questo sovversivo gene­re letterario, cui lo lega una tenace passione, Em­manuel Carrère ha dedicato una seducente rifles­sione che, oltre a ripercorrerne le tappe salienti, ne addita le sconcertanti implicazioni: i regimi to­talitari non hanno del resto adottato la tecnica u­cronica per imporre una storia controfattuale? Ma c’è di più: proprio quando sembra rivestire i panni del teorico sottile e distaccato, Carrère ci trascina nel laboratorio da cui sono nati «I baffi» e «L’Avversario», dove vite parallele e alternative sgretolano quel­la fragile costruzione che è la nostra identità. E ci svela che, dalle più innocenti rêverie retrospettive fino alle devianze che sogniamo o paventiamo, l’ucronia è sempre dentro di noi.

RECENSIONE

In questo saggio, scritto come una tesi di laurea (anzi lo è) Carrère ci parla ed esplora il concetto dell'ucronia che è un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello svoltosi realmente (tanto per fare un esempio, il romanzo di Philip K. Dick La svastica sul sole [peraltro citato dallo stesso Carrère] ci parla di un mondo in cui il nazismo ha vinto la guerra e si spartisce il potere col Giappone).

Carrère farà un'analisi critica dell'ucronia dal punto di vista letterario e ci farà riflettere sulla domanda: e se la Storia fosse andata in un altro modo? Se Napoleone non fosse stato sconfitto? Ci fa ragionare come percepiamo la Storia, il rapporto tra causa ed effetto. In poche parole, se potessimo modificare il tempo cosa accadrebbe? Se avessimo potuto modificare le nostre scelte sbagliate cosa sarebbe successo? Come sarebbe andata la nostra vita? Che strade avremmo intrapreso?  

Il problema di questo saggio che potrebbe certamente risultare interessante (da molti spunti di riflessione e cita tante belle opere di fantascienza e non solo, cita ad esempio Charles Renouvier, Louis Geoffroy, Roger Caillois, Marcel Thiry e Philip K. Dick i quali hanno cercato di raccontare una storia alternativa a quella del nostro universo) è che risulta una tesi di laurea e quindi didascalico e abbastanza stancante. 

Bellissimo e insieme terrificante il monito che ci lascia: qualsiasi opera di finzione modifica in qualche modo il passato (quindi occhio alle manipolazioni di loschi individui che agognano comandarci o coprire certe cose accadute nella Storia). 

Ecco la mia video recensione:




sabato 5 ottobre 2024

[Recensione] Il mistero degli studi Kellerman - Ken Follett

 


IL MISTERO DEGLI STUDI KELLERMAN || Ken Follett || Mondadori || 2023 || 90 pag.

A Mick e Izzy non mancano curiosità e coraggio, perciò sono riusciti a entrare di nascosto negli studi cinematografici Kellerman, che presto verranno demoliti per far posto a un grande albergo. Un luogo affascinante, che custodisce tanti, troppi segreti. E scoprirli può essere molto pericoloso, soprattutto se riguardano una banda di inafferrabili rapinatori, non proprio tolleranti con i ficcanaso. Ma quando i due ragazzi se ne rendono conto è troppo ormai sono nei guai fino al collo!

RECENSIONE

Ho trovato questo libro per caso, mentre cercavo qualcosa da leggere. E visto che di Follett avevo letto soltanto L'uomo di Pietroburgo, l'ho preso e letto. Si tratta di un romanzo breve giallo e avventuroso dove sono protagonisti due adolescenti, Mick e Izzy, i quali si imbatteranno per caso, mentre esplorano degli studi cinematografici abbandonati, in una banda di rapinatori di banche.

Storia che si legge velocemente, non complessa e adatta a un pubblico adolescente. Fu scritta negli anni 70 e fa quasi nostalgia vedere che i nostri protagonisti, invece di prendere subito in mano lo smartphone (ancora non esistevano i telefonini) devono andare alla ricerca di una cabina telefonica per telefonare e per fare foto devono cercare una macchina fotografica. Forse letto da un adolescente di oggi verrebbe da ridere.


lunedì 16 settembre 2024

[Recensione] La nube purpurea - Matthew P. Shiel

 


LA NUBE PURPUREA || Matthew P. Shiel || Adelphi || 1991 || 338 pag.

Immaginate un Robinson Crusoe che abbia per scena, invece di un’isola sperduta, il mondo intero; in cui il protagonista, invece di sperimentare tutte le risorse del raziocinio, passi per tutti i deliri di una solitudine allucinante, affollata di cadaveri e di relitti; immaginate che le vicende del romanzo si svolgano dopo la fine del mondo, provocata da una catastrofe di demoniaca sottigliezza, che estingue l’umanità conservandola immobile come uno sterminato museo di cere, imbalsamata in un delicato profumo di pesca; e che la narrazione di questa fine del mondo e dell’inizio di una nuova vita sia spinta da un soffio epico, guidata da una continua lucidità visionaria; che il linguaggio assuma successivamente cadenze, insieme ingenue e preziose, di stile Art Nouveau, il tono asciutto del romanzo di avventure, l’impeto di una predicazione apocalittica; immaginate, poi, un proliferare di strabilianti invenzioni, agevolmente amalgamate alla grandiosa visione centrale, e avrete un romanzo che, scritto sul limitare del nostro secolo, ne prefigura con perfetta esattezza il cronico incubo di essere il secolo ultimo, per scioglierlo in una storia emblematica che congiunge rovina e rinascita, distruzione e principio. Pubblicato nel 1901, riscoperto una prima volta, in America, nel 1928 – quando si arrivò a pubblicare quattro romanzi di Shiel nello stesso giorno – e poi nel 1948, La nube purpurea è senza dubbio il capolavoro di M.P. Shiel, la cui opera è stata esaltata da scrittori quali Arnold Bennett, Hugh Walpole, H.G. Wells, Dashiell Hammett.

RECENSIONE

L'ultimo Adamo

Questo romanzo distopico è considerato il capolavoro di Matthew Phipps Shiel, scrittore britannico laureato in medicina e amico di Robert Louis Stevenson e di Oscar Wilde.

La storia si può dividere in tre parti: nella prima il protagonista, che fa di nome Adam (non a caso il richiamo al primo Adamo) Jeffson parte per una spedizione che lo porterà al Polo Nord e qua un'eruzione vulcanica pestilenziale di colore purpureo e dall'aroma di pesca ucciderà ogni essere umano sulla Terra (lui non viene colpito perché era rimasto bloccato tra i ghiacci per mesi a causa di forti tempeste); nella seconda parte assisteremo al lungo peregrinare di Adam per tutta la Terra alla ricerca di qualcuno ancora in vita, [senza successo]; nella terza [incontrerà una ragazza che lui stesso chiamerà Eva.]

La vicenda narrataci da Shiel mi ha ricordato molto quella narrataci dal nostro Guido Morselli in Dissipatio H G : Romanzo (altra opera che consiglio caldamente e che è purtroppo quasi sconosciuta) dove appunto un unico sopravvissuto umano vaga solitario per tutta la Terra alla ricerca di qualcuno con cui parlare.

Durante le sue peregrinazioni il nostro Adam ad un certo punto è come se impazzisce (vorrei vedere noi al suo posto se non avessimo avuto le stesse reazioni) e viene colto da una sorta di delirio di onnipotenza che lo porta ad incendiare intere città, anche famose (come ad esempio Parigi). L'apice, credo, di questo suo personale delirio lo raggiungerà quando deciderà di costruirsi un palazzo sfarzoso.

Shiel ritrae la specie umana in tutta la sua limitatezza e solitudine ma nello stesso tempo sottolinea che quando ci troviamo in difficoltà è proprio a quel punto che emerge il nostro istinto vitale, di sopravvivenza, che ci permette di reagire (anche se più volte tenta di suicidarsi).

La prima parte, ovvero tutta la narrazione prima dell'evento della catastrofica nube purpurea vulcanica, potrà sembrare più noiosa o ripetitiva, ma se resisterete nella lettura poi la storia decollerà.

E poi risuona una domanda che ci viene indirettamente posta: tu cosa faresti se fossi l'ultimo essere umano sulla Terra?

La mia video recensione:




[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...