venerdì 3 marzo 2023

[Recensione] Il mestiere dello scrittore - Haruki Murakami

 


IL MESTIERE DELLO SCRITTORE || Haruki Murakami || Einaudi || 2015 || 200 pagine

Come si impara a scrivere? Esistono dei veri e propri esercizi per l'aspirante romanziere? Cosa determina l'originalità di un libro? È giusto assegnare ai premi letterari tanta importanza? Uno scrittore dove «trova» i personaggi da mettere in scena? La scuola prepara davvero alla vita o serve solo a rendere i ragazzi conformisti? Qual è l'importanza della forma fisica per un romanziere? E soprattutto: per chi si scrive?
Con Il mestiere dello scrittore Murakami Haruki compie un gesto straordinario e inaspettato: fa entrare i suoi lettori nell'intimità del suo laboratorio creativo, li fa accomodare al tavolo di lavoro e dispiega davanti a loro i segreti della sua scrittura. Murakami regala ai suoi lettori un libro pieno di confidenze, dettagli biografici, ammissioni di passi falsi, insomma: di umanità.

RECENSIONE

Haruki Murakami a tu per tu con noi lettori, dove risponde a tutte le nostre curiosità sulla nascita e creazione dei suoi romanzi e ci narra tante sue confidenze e i suoi rapporti con la critica letteraria e con i media. Sempre col suo modo pacato e gentile instaura con noi lettori un dialogo e ci accompagna per mano narrandoci il suo universo narrativo, come si concentra quando scrive, la sua ferrea disciplina (va a dormire presto la sera!) e i luoghi che lo hanno ispirato.
"Forse d'ora in poi scenderò dentro di me e cercherò più a fondo, più lontano. In un terreno vasto e sconosciuto che probabilmente costituirà l'ultima frontiera. Se riuscirò o meno ad aprirla, quella frontiera, non lo so. Tuttavia, scusate se mi ripeto, stabilire chiaramente il proprio obiettivo è una cosa fantastica. A qualunque età, in qualunque luogo."


martedì 28 febbraio 2023

[Recensione] Felici i felici - Yasmina Reza

 


FELICI I FELICI || Yasmina Reza || Adelphi || 2013 || 163 pagine

"Felici gli amati e gli amanti e coloro che possono fare a meno dell'amore. Felici i felici»: le due ultime "beatitudini» di Borges, che Yasmina Reza inscrive sulla soglia di questo romanzo, ci indicano la via per penetrare nel fitto intreccio delle vite che lo popolano. Perché la felicità – nell'a­more o nell'assenza di a­more, all'inter­no di una coppia o al di fuori di ogni legame – è un talento: e di tutti i personaggi che a turno consegnano al lettore confessioni a volte patetiche, a volte grottesche, a volte atrocemente comiche, si direbbe che quasi nessuno lo possegga. In un sottile gioco di echi, di risonanze, di contrappunti – tra amori inaciditi e rancori mai sopiti, illusioni spezzate e fughe nel delirio –, le voci che si avvicendano, quasi incalzandosi, tessono un ordito i cui fili (tenui in alcuni casi, in altri pesanti come catene) collegano molteplici destini, tutti segnati dall'impervia difficol­tà del­l'incontro con l'altro. Con una scrittura di chirurgica precisione, capace di muoversi tra i registri più vari, in un susseguirsi di scene in cui sempre lampeggia il genio della donna di teatro, Yasmina Reza è abilissima nel far affiorare, appena sotto la superficie smaltata delle apparenze, solitudine e violenza, disperazione e risentimento; e riesce a condurre la ronde dei suoi personaggi – mogli inquiete e mariti perplessi, amanti insoddisfatte e libertini mediocri, giovani in fuga dalla vita e vecchi abitati dalla morte – senza mai allontanarsi dalla lucidità intransigente di chi cerca di dire senza orpelli qualcosa che è.

RECENSIONE

L'autrice francese in questo libro ci presenta tanti protagonisti diversi le cui storie si intrecciano, si rincorrono, si conoscono, si sfiorano, formando una sorta di romanzo corale. La storia inizia con una coppia, Robert e Odile, dalla quale si dipaneranno tutte le altre storie.

“Essere felici è un talento. Non puoi essere felice in amore se non hai un talento per la felicità.”

A me non è piaciuto tanto, anzi, davvero poco. Non fatevi ingannare dal titolo, di felicità non se ne parla, anzi, tutto il contrario. Mi ha colpito il cinismo dell'autrice, che suddivide il mondo in uomini tutti orchi e aggressivi, e le donne tutte martiri e sottomesse.

“Un giorno bisognerebbe studiarlo, questo particolare silenzio dei viaggi in macchina, della notte, quando si torna a casa dopo aver sfoggiato una serenità a uso e consumo degli altri, un misto di conformismo e autoinganno.”


venerdì 17 febbraio 2023

[Recensione] Come uccidono le brave ragazze - Holly Jackson

 


COME UCCIDONO LE BRAVE RAGAZZE || Holly Jackson || Rizzoli || 2021 || 464 pagine

Little Kilton, aprile 2012: Andie Bell, una delle ragazze più popolari della scuola, viene uccisa. O meglio, scompare, e il suo corpo non verrà mai ritrovato. L'assassino è Sal Singh, compagno di scuola e amico della vittima: la polizia e tutti in città ne sono convinti. Il suo suicidio a qualche giorno di distanza ha cancellato tutti i dubbi. Ma Pippa Fitz-Amobi, che al tempo dei fatti aveva dodici anni e che ora si prepara a fare domanda per il college, non ne è per niente sicura. Quando sceglie di studiare il caso come tesina di fine anno, comincia a scoprire segreti che qualcuno in città vuole disperatamente che rimangano tali. E se l'assassino fosse davvero ancora là fuori?

RECENSIONE

Pippa Fitz-Amobi decide di scrivere una tesina per la scuola e il tema è particolare: indagare sull'omicidio di una ragazza avvenuto nel 2012 e dove il suo fidanzato, ai tempi, era stato additato come colpevole di omicidio e si era suicidato per questo. Ma in realtà Pippa ha molti dubbi sul caso perché il corpo della ragazza, dopo anni, non è stato ancora ritrovato. E ben presto scoprirà che la realtà dei fatti è completamente diversa, e verrà lei stessa minacciata di morte.

Potrei definire questo romanzo un teen-thriller (esiste una categoria del genere?) ben fatto, coinvolgente al punto giusto. Di solito non leggo romanzi suggeriti su Tik Tok ma come potete vedere sono sempre di larghe vedute e non mi faccio preconcetti. L'autrice riesce a farti mettere nei panni della giovane investigatrice/studentessa che cerca solo la verità per quella ragazza, e inizi con lei a fare un elenco dei sospettati e presunti assassini o rapitori. Il tutto avviene in un piccolo paesino sperduto nei boschi, e questa ambientazione mi ha ricordato la serie tv americana Twin Peaks (alla quale sicuramente l'autrice si sarà ispirata).

Lo suggerisco ai lettori giovani (dai 14 anni in sù) e potrebbe essere un modo per farli appassionare al genere giallo/thriller o detective stories, perché no?

La mia video recensione:




mercoledì 8 febbraio 2023

[Recensione] L'uomo che cadde sulla Terra - Walter Tevis

 


L'UOMO CHE CADDE SULLA TERRA || Walter Tevis || minimum fax || 2006 || 231 pagine

Non è un uomo, eppure è molto simile all'uomo. E allora cosa è l'individuo gentile e fragile che si fa passare per cittadino britannico, nascondendosi dietro il nome altisonante di Thomas Jerome Newton, che accumula in breve tempo una vera e propria fortuna grazie a invenzioni geniali e inaudite e che vive in solitudine quasi completa dedicandosi a un compito misterioso e immane?
Uno dei pochi romanzi di fantascienza che abbiano lasciato una traccia indelebile nella letteratura mondiale, L’uomo che cadde sulla Terra è un apologo amaro sul mondo di oggi e (probabilmente) di domani, la storia disperata di un "alieno" in ogni senso che sul grande schermo ha preso il volto inquietante e commovente di David Bowie.

RECENSIONE
Non era un uomo, eppure era molto simile a un uomo. Era alto uno e novanta, e certi uomini sono anche più alti; aveva i capelli bianchi come quelli di un albino ma la faccia era leggermente abbronzata, e gli occhi di un azzurro pallido. La struttura del corpo era oltremodo esile, le fattezze delicate, le dita lunghe, sottili, e la pelle quasi traslucida, priva di peli. Il volto faceva pensare a un elfo.

Sulla Terra si fa chiamare Thomas Jerome Newton, ma in realtà non è un essere terrestre, bensì un extraterrestre in missione segreta sulla Terra. Scopriremo che è stato mandato da noi per studiarci, ma egli si ambienterà così bene che prenderà un brutto vizio: quello del bere alcol, fino a ubriacarsi. Newton è un genio ed è un bravissimo scienziato, tanto è vero che realizzerà delle invenzioni che lo faranno diventare in pochi mesi miliardario e tenterà di ricostruire la sua navicella spaziale per andare a prendere i (pochi ormai) antheani superstiti e metterli in salvo da noi, sulla Terra. Ma ben presto i servizi segreti sospetteranno di lui, fino all'arresto (non aggiungo altro per non rovinarvi la storia).

Con questo racconto Walter Tevis riesce in modo efficace a mostrarci il concetto di alienazione nella società post-moderna e post-industriale. E ci lancia un monito: con l'alieno proveniente da Anthea, un pianeta molto lontano da noi, dove fa sempre freddo e non si può più vivere perché i suoi abitanti si sono combattuti in una guerra nucleare spaventosa che sta rischiando di estinguerli. Il monito è proprio questo: rischiamo di fare noi stessi quella stessa fine. Walter quindi è molto chiaro: se continuiamo a farci le guerre, rischiamo di auto-estinguerci per sempre.

giovedì 2 febbraio 2023

[Recensione] L'indagine del tenente Gregory - Stanislaw Lem

 


L'INDAGINE DEL TENENTE GREGORY || Stanislaw Lem || Bollati Boringhieri || 2007 || 174 pagine

Da cimiteri, obitori e camere ardenti spariscono misteriosamente i cadaveri. Un poliziotto, nella nebbia di un’inquietante Londra, deve risolvere un mistero che ha del fantastico e in cui sembra delinearsi addirittura la presenza del sovrannaturale. Ma ecco venirgli in aiuto un collega esperto in una delle scienze più moderne e più lontane dal clima delle storie gotiche: la statistica. Così la matematica, con le sue inflessibili certezze, fatte di numeri e logica, si contrappone all’ipotesi irrazionale e spaventosa suggerita dalla sparizione dei cadaveri. Ma non è detto che la spiegazione del mistero sia meno spaventosa e terribile delle sue agghiaccianti premesse.

RECENSIONE

Un inquietante fenomeno avviene nei cimiteri: la sparizione di cadaveri e il loro strano spostamento. Sembra che dietro ci sia un evento soprannaturale e ad indagare al caso viene assegnato il tenente londinese Gregory.

Un Lem che non ti aspetti, visto che di lui ho divorato e apprezzato i suoi celebri romanzi di fantascienza come Solaris e Il Pianeta del Silenzio, stavolta il Nostro si cimenta nel genere giallo alla Maigret, dove si indaga su uno strano caso dalle origini non umane, addirittura si parla di risurrezioni misteriose ma il detective è abbastanza scettico e seguirà una pista più scientifica e umana.

Sinceramente non mi ha colpito, anzi, spesso mi ha annoiato. La spiegazione finale fa davvero star male (nel senso che ti aspetti una soluzione più complicata). Peccato.




domenica 29 gennaio 2023

[Recensione] Cronosisma - Kurt Vonnegut

 


CRONOSISMA || Kurt Vonnegut || minimum fax || 2016 || 250 pagine

Nel 2001 l'universo viene colpito da una crisi di autostima e decide di non espandersi più bensì di contrarsi, tornando indietro di dieci anni. Teoricamente la grande occasione che l'umanità attende da sempre: ripercorrere il passato per non commettere più gli stessi errori. Tutti però ripeteranno ogni azione, pronunceranno perfino le stesse parole e quindi sconteranno le stesse pene. E quando, passato il decennio per la seconda volta, il tempo ricomincia a muoversi, l'umanità, assuefatta a non esercitare il libero arbitrio, vivrà una crisi ancora più profonda. Toccherà a Kilgore Trout, scrittore di fantascienza e alter ego dell'autore in diversi suoi romanzi, cercare di far rinsavire la popolazione. In Cronosisma-unione di fiction e autobiografia e ideato appositamente per essere l'ultimo romanzo della sua carriera-Vonnegut propone una critica tragicomica della società contemporanea, imbrigliata in schemi preconcetti e capace, di fronte alla libertà, di reagire soltanto con il panico. Citazioni visionarie, memorie e satira rendono Cronosisma un'opera in bilico tra l'ironia e la malinconia.

RECENSIONE

L'universo ha una crisi di autostima e decide di interrompere la sua espansione e tornare indietro di dieci anni (il cronosisma, appunto) facendo così rivivere agli esseri umani gli ultimi dieci anni e nessuno può cambiare le proprie scelte, ripentendo così anche gli stessi errori.

Vonnegut ci lascia con questo umoristico e satirico romanzo, visto che sarà la sua ultima opera che scriverà. Ma non c'è solo una storia di fantascienza, bensì il libro contiene anche aneddoti personali dell'autore, sempre raccontati con la sua lucida e mordace ironia.

State a sentire: siamo sulla terra per cazzeggiare. Non credete a quelli che vi dicono che non è così!

Le donne sono tutte psicotiche. Gli uomini sono tutti coglioni.

"Ancora e per sempre: perché dannarsi [a scrivere, n.d.r.]? Ecco la mia risposta: molta gente ha un disperato bisogno di ricevere questo messaggio: «Io sento e penso quanto te, mi preoccupo per molte delle cose di cui ti preoccupi tu, anche se la maggior parte della gente non se ne preoccupa. Non sei solo»."

Sicuramente un libro insolito, che non ti aspetti, dove l'autore in un certo senso ti parla faccia a faccia, davanti a una buona birra.


venerdì 27 gennaio 2023

[Recensione] Il club degli incorreggibili ottimisti - Jean-Michel Guenassia

 


IL CLUB DEGLI INCORREGGIBILI OTTIMISTI || Jean-Michel Guenassia || Salani || 2010 || 701 pagine

Michel ha undici anni e per evitare i litigi in famiglia va spesso a giocare a calcio balilla al "Balto", un bistrot del suo quartiere. Al "Balto" fa conoscenza di un gruppo di frequentatori davvero speciali: si chiamano Tibor, Imre, Leonid, Igor, Pavel, Sasha. Sono tutti esuli, fuggiti o cacciati dai paesi dell'Est, e si dividono fra quelli che credono ancora nel comunismo e quelli che non ci credono più. Sullo sfondo, un'intera epoca e l'atmosfera del passaggio tra anni Cinquanta e Sessanta, il Rock'n'Roll, le prime imprese nello spazio, l'inizio della Guerra Fredda... In compagnia di quegli uomini, in quella Babele di culture, Michel conosce il mondo adulto, le sue sfide e la sua complessità: gli ideali, l'amore, la morte, la nostalgia.

RECENSIONE

Questo romanzo mi è stato consigliato e sono riuscito a recuperarlo in biblioteca. Ci narra la storia di Michel, un bambino che vive a Parigi e che frequenta, tra la fine degli anni 50 e fino al 64 un club particolare perché formato da esuli dei paesi dell'Est che adorano bere, chiacchierare e soprattutto giocare a scacchi. Conosceremo pian piano le storie di ogni avventore del club e il nostro piccolo protagonista si innamorerà.

Io ho apprezzato soprattutto l'amicizia che Michel instaura col misterioso fotografo (poi scopriremo la sua identità verso la fine) che fin da subito lo spinge a credere in se stesso e nei suoi sogni (in un certo senso ha sostituito quel deficiente di suo fratello maggiore), ed è una storia godibile e che fa riflettere. Nella prima parte si arranca un po' nella lettura, ma dopo le vicende diventano più interessanti e ti appassioni e affezioni sempre più al piccolo protagonista che, purtroppo, assisterà alla separazione dei genitori. In sordina la vera protagonista rimane la guerra che ha fatto solo danni a tutti: agli amici esuli che hanno abbandonato mogli e figli, la prigionia di alcuni, la morte di altri, le vendette, i dolori e i traumi che non si potranno mai più cancellare.


[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...