mercoledì 10 marzo 2021

[Segnalazione] Il mistero della pittrice ribelle - Chiara Montani

Firenze 1458. Lavinia, ferma davanti alla tela, immagina come mescolare i vari pigmenti: il rosso cinabro, l’azzurro, l’arancio. Ma sa che le è proibito. Perché una donna non può dipingere, può solo coltivare di nascosto il sogno dell’arte. Fino al giorno in cui nella bottega dello zio arriva Piero della Francesca, uno dei più talentuosi pittori dell’epoca. Lavinia si incanta mentre osserva la sua abile mano lavorare all’ultimo dipinto, La flagellazione di Cristo. L’artista che ha di fronte è tutto quello che lei vorrebbe diventare. E anche l’uomo sembra accorgersene nonostante il contegno taciturno e schivo. Giorno dopo giorno, Lavinia capisce che la visita di Piero nasconde qualcosa. Del resto sulle sponde dell’Arno sono anni incerti: il papa è malato e sono già cominciate le oscure trame per eleggere il suo successore. E Piero sa più di quello che vuole ammettere. Il sospetto di Lavinia acquista concretezza quando lo zio viene ingiustamente accusato dell’uccisione di un uomo e Piero decide di indagare. Ma Lavinia questa volta non vuole restare in disparte. Grazie alla vicinanza dell’artista, che fa di tutto per proteggerla, per la prima volta comincia a guardare il mondo con i propri occhi. Perché lei e Piero sono entrati in un quadro in cui ogni pennellata è tinta di rosso sangue e ogni dettaglio è un mistero che arriva da molto lontano. Perché la pittura è un’arte magnifica, ma può celare segreti pericolosi. 

Chiara Montani trascina il lettore per le vie della Firenze rinascimentale e tra le opere di Piero della Francesca, un artista che ha fatto la storia della pittura. Lo immerge nella vita di una giovane donna che vede le sue ambizioni soffocate dalle leggi non scritte del tempo. Lo cattura in un vorticoso susseguirsi di eventi in cui le ragioni dell’arte si intrecciano con quelle della politica e della religione. Un esordio che rimbomba come un tuono.

L'AUTRICE

Chiara Montani, architetto di formazione, ha lavorato nel campo del design, della grafica e dell’arte, esplorando varie tecniche e materiali, e partecipando a esposizioni in Italia e all’estero. Specializzata in arteterapia, conduce da anni atelier sulle potenzialità terapeutiche del processo creativo.

Ecco il suo sito internet: CHIARA MONTANI 

martedì 9 marzo 2021

LA PICCOLA FIAMMIFERAIA - fiaba di Andersen

Oggi vi narro una delle più celebri fiabe di Hans Christian Andersen: la piccola fiammiferaia. È l'ultimo giorno dell'anno. La Piccola Fiammiferaia è una bambina che si trova in strada, al freddo, a tentare di vendere fiammiferi. Non sta riuscendo a venderne neppure uno, in quanto la gente rifiuta sempre i suoi fiammiferi trattandola in malo modo, e sta soffrendo terribilmente il freddo, ma non osa tornare a casa perché teme la reazione che il padre avrebbe vedendola rientrare senza un soldo di incasso...




lunedì 8 marzo 2021

[Recensione] Cleopatra - Alberto Angela

 


CLEOPATRA || Alberto Angela || Harper Collins || 27 novembre 2018 || 480 pagine

Il mondo di oggi non sarebbe lo stesso senza Cleopatra, una donna di potere, intelligente e abile che appartiene all’immaginario collettivo universale, ma la cui figura storica è ancora per molti aspetti avvolta nel mistero e non priva di risvolti enigmatici.
Alberto Angela ha deciso di ricostruire le vicende della regina che in un certo senso ha conquistato Roma, rintracciando fonti storiche e accompagnandoci per mano, con il suo stile inimitabile, tra le caotiche strade della capitale del mondo antico, l'esotico porto di Alessandria d'Egitto e i sanguinosi campi di battaglia, alla scoperta di persone, storie, usi e costumi.
Solo un autore come lui è in grado di farci rivivere in prima persona il ventennio che ha segnato un cambio epocale nella storia romana, dall'uccisione di Giulio Cesare, che decreta la fine della Repubblica, alla morte di Antonio e Cleopatra (la cui tomba non è ancora stata ritrovata) fino alla nascita dell'Impero con Augusto al potere.
Un viaggio nel tempo in bilico tra Occidente e Oriente, per riscoprire con uno sguardo nuovo un periodo storico affascinante e convulso, ricco di intrighi e guerre che hanno segnato il nostro presente e contribuito a rendere il mondo il luogo che oggi tutti noi conosciamo.

RECENSIONE

Alberto Angela ha voluto ricostruire gli anni più importanti vissuti dall'ultima regina di Egitto, Cleopatra, partendo dall'assassinio di Giulio Cesare fino al suo ultimo amore, Marco Antonio. Se cercate un saggio incentrato solo sulla figura di Cleopatra allora avete sbagliato libro, perché si parla anche di lei ma non solo di lei: l'autore parla soprattutto delle vicende politiche di Roma soffermandosi soprattutto su Giulio Cesare, Marco Antonio e Ottaviano. Non saprei come definire il genere di questo saggio, potremmo definirlo una ricostruzione romanzata e ipotetica delle vicende di Cleopatra nei suoi ultimi nove anni di vita, con descrizioni dei palazzi e degli usi che si facevano a quel tempo. Potrei definirlo un interessante libro divulgativo che approfondisce, in modo leggero e appassionato, quegli anni di vita di Cleopatra tra Cesare e Marco Antonio.


venerdì 5 marzo 2021

[Recensione] Il sosia - Fëdor Dostoevskij

 


IL SOSIA || Fëdor Dostoevskij || Feltrinelli || Gennaio 2015 || 240 pagine

A differenza del tradizionale sdoppiamento del protagonista in un personaggio buono e uno cattivo, come in Stevenson, o dello sdoppiamento della personalità in base a contraddittorie proprietà in essa contenute, Dostoevskij crea un sosia, per così dire, mobile, cioè che muta e varia continuamente insieme con lo stesso Goljàdkin. Infatti, quando troviamo per la prima volta Goljàdkin-junior in ufficio, egli ci appare ancora timido e umile, e la sera stessa chiede aiuto a Goljàdkin-senior recitando la parte di chi chiede umilmente compassione, il che risulta molto gradito a Goljàdkin-senior. Ma il giorno seguente, dimentico dei giuramenti di amicizia, egli dà inizio alla sua subdola scalata del mondo impiegatizio, privando in tal modo l'originale di tutto ciò che quello vorrebbe ottenere, e cioè il rispetto dei colleghi, le lodi dei superiori, l'amicizia del suo antico benefattore. È notevole il fatto che Goljàdkin-junior raggiunga il suo successo grazie alla furberia e all'inganno, e cioè proprio quelle qualità che Goljàdkin-senior ama condannare negli altri. Il signor Goljàdkin-junior è allo stesso tempo simile e dissimile dal suo originale: è simile per la sua appartenenza al piccolo e arido mondo impiegatizio, per la sua brama di far carriera, di essere il migliore di tutti; invece è dissimile perché è 'un altro', un 'non io', un rivale... - Oga Belkina.

RECENSIONE

Ammetto che di Dostoevskij ho solo letto Delitto e castigo e questa è la seconda opera che leggo di questo autore russo, che scrisse in età giovanile (aveva 25 anni). Il tema principale di questo romanzo breve è quello del doppio. Un modesto impiegato di San Pietroburgo di nome Goljadkin è goffo e impacciato al lavoro e in breve si vedrà crollare tutto quanto perché, scopriremo presto, soffre di manie di persecuzione (vede nemici ovunque) soprattutto quando viene rifiutato e gettato fuori dalla casa della donna di cui è innamorato perdutamente: da quel momento, da solo in mezzo alla neve, conoscerà il suo sosia, in realtà una sua proiezione immaginaria (diremmo una sua allucinazione), che lo porterà progressivamente a impazzire.

Da una parte abbiamo un Goljadkin timido, insicuro, privo del saper comunicare, dall’altra un Goldjakin spavaldo, irrispettoso, diabolico, ribelle. Il doppio scaturisce dalla psicosi dissociativa di cui soffre il protagonista, quindi nel romanzo è presente anche il tema della malattia mentale che porta l’uomo all’annientamento della sua personalità. Altri temi sono la solitudine e l’emarginazione, infatti il protagonista è povero, misero e solo, e può solo confidare a se stesso le proprie pene.

Nonostante il tema sia affascinante la lettura di questo romanzo breve non è stata scorrevole ma un po' confusa, disordinata, a tratti non riuscivo a comprendere quello che stava accadendo, anche perché lo stesso autore utilizza molto la tecnica dei monologhi interiori, metodo molto efficace per descriverci l'aumentare della confusione mentale del protagonista. L'autore comunque è bravo nel descriverci questa malattia, questa insofferenza che cresce sempre di più nel protagonista fino all'epilogo in cui viene spedito dal suo medico al manicomio. E poi l'ambientazione è cupa, nevica sempre, umida, aiuta a far smarrire ancora di più la follia del povero Goljadkin.



mercoledì 3 marzo 2021

[Segnalazione] La direttrice d'orchestra - Maria Peters

Tutti la chiamano Willy, ma lei si chiama Antonia come ha voluto la donna che l'ha messa al mondo e subito abbandonata in un istituto di Rotterdam, in Olanda. Siamo agli inizi del Novecento e la famiglia che l'ha adottata si trasferisce negli Stati Uniti in cerca di fortuna. A New York, Antonia viene indirizzata giovanissima alla carriera sicura di dattilografa da una madre adottiva assai poco amorevole. Ma le sue mani, che battono rapide sulla tastiera, nascondono ben altre doti. Perché nella Terra delle grandi opportunità, anche Antonia ha un sogno da realizzare: diventare una direttrice d'orchestra. E quando lascia l'ufficio, corre al suo secondo lavoro di maschera in una sala da concerti, per pagarsi le lezioni di pianoforte. Nel 1926, dopo un durissimo esame di selezione, Antonia viene ammessa (unica donna) al più maschile dei corsi di una maschilissima istituzione: la classe di direzione d'orchestra al Conservatorio della città. E sarà solo l'inizio di un percorso solcato da innumerevoli ostacoli e pregiudizi. L'incontro fortuito con il rampollo di una famiglia di aristocratici non le sarà d'aiuto, ma le dischiuderà le vette e gli abissi dell'amore. Quando però perde il lavoro e la madre la caccia di casa, si trova davanti a una scelta molto difficile. Partire per l'Europa e dedicarsi completamente alla carriera musicale, o restare negli Stati Uniti insieme all'uomo che ama? 

L'AUTRICE


Maria Peters è una produttrice, regista e sceneggiatrice olandese. Oltre al romanzo La direttrice d’orchestra, la vita di Antonia Brico le ha ispirato la sceneggiatura e la regia del film The Conductor (2018).

martedì 2 marzo 2021

Ritorno al futuro (1985)


Marty, simpatico ragazzotto americano, ha un amico particolare: uno scienziato il quale ha sottratto un carico di plutonio a un gruppo di terroristi libici per alimentare la sua "creatura": una macchina del tempo dentro un'auto! Da questo momento i guai inizieranno per il nostro protagonista, che verrà spedito nel passato dove conoscerà i suoi genitori che hanno la sua stessa età e dove la sua presenza metterà in pericolo il continuum temporale passato e futuro. 




La mia video recensione:





lunedì 1 marzo 2021

[Recensione] L'ispettore Cadavre - Georges Simenon

 


L'ISPETTORE CADAVRE || Georges Simenon || Adelphi || 1 aprile 1999 || 153 pagine

Per tutti, dalle vecchiette appostate dietro le tendine smosse ai ragazzini che poco prima lo avevano superato girandosi a guardarlo con insolenza, lui era l’intruso, l’indesiderabile. O, peggio ancora, era qualcuno di cui non ci si poteva fidare, venuto da chissà dove a fare chissà che cosa. Sarà stato anche per via di quegli sguardi che lo spiavano, ma il commissario, che camminava con le mani sprofondate nelle tasche del pesante cappotto, si sentiva come uno di quegli squallidi personaggi tormentati da un vizio segreto che si aggirano nei paraggi della porte Saint-Martin o altrove con le spalle curve e lo sguardo sfuggente, rasentando le case per prudenza alla vista di un agente della Buoncostume. Era forse un riflesso della triste figura di Cavre? Ebbe quasi voglia di mandare a prendere la sua valigia dai Naud, di salire sul primo treno e di andare dal giudice Bréjon per dirgli: «A Saint-Aubin non mi vogliono... Suo cognato se la sbrogli da sé...».

RECENSIONE

Il commissario Maigret si trova ad indagare fuori Parigi, in un paesino piccolo di provincia, invitato in maniera non ufficiale da un suo amico giudice: un ragazzo è stato travolto da un treno, ma ben presto il Nostro scoprirà che era stato prima ucciso e poi gettato sui binari.

Ritrovo un Maigret silenzioso, chiuso in sé, meditabondo e non pare interessargli più di tanto scoprire la verità del delitto ma preferisce, come sempre, lasciarsi assorbire dalle personalità degli abitanti e dei presunti protagonisti della sua indagine. Un Maigret che non sembra più lui, quasi si sdoppia, quasi si lascia andare. Ma dopo qualche capitolo di "sbandamento" ritorna ad essere quell'acuto investigatore che non può fare a meno di essere (ce l'ha nel sangue), spinto anche dal fatto che non è l'unico ad indagare al caso: difatti segue e incontra spesso una sua vecchia conoscenza, l'ispettore Cavre che lui ha soprannonimato Cadavre (cadavere) per il suo aspetto lugubre, doppiogiochista. Lo infastidisce il fatto che questo collega lo anticipa nelle mosse e nei ragionamenti, arrivando sempre prima di lui, ma vedremo che gli manca una dote indispensabile a un vero segugio e che ha solo Maigret: il sesto senso che ti porta a capire come si sono svolte davvero le cose. Solo il commissario riesce ad inzupparsi delle reazioni e dei ragionamenti dei protagonisti della vicenda, riuscendo a ricostruire cosa li ha spinti a compiere determinate azioni.

Riconfermo che leggere Simenon è sempre un piacere, era uno scrittore appassionato e che riesce a farti appassionare alle indagini.


[Recensione] Di tutte le ricchezze - Stefano Benni

  DI TUTTE LE RICCHEZZE || Stefano Benni || Feltrinelli || 2012 || 208 p. Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere a...