mercoledì 21 gennaio 2026

[Recensione] Peggio che morto - Rex Stout

 


PEGGIO CHE MORTO || Rex Stout || Mondadori || 1990 || 179 p.

Un ricco provinciale si presenta da Wolfe per incaricarlo di ritrovare il figlio fuggito di casa, anni prima, per una colpa addossatagli ingiustamente. Che ne è stato di lui? Il figlio scomparso si trova in tali guai che lo si può dire "peggio che morto": la sedia elettrica lo sta aspettando. E intorno gli si accumulano i cadaveri, ora per ora.

RECENSIONE

Un ricco provinciale si presenta da Wolfe per incaricarlo di ritrovate il figlio fuggito di casa, anni prima, per una colpa addossatagli ingiustamente. Che ne è stato di lui? Il figlio scomparso si trova in tali guai che lo si può dire "peggio che morto": è appena stato condannato per omicidio e la sedia elettrica lo sta aspettando. E intorno gli si accumulano i cadaveri, ora per ora. Wolfe raccoglie elementi che dimostrano che la vittima era coinvolta in attività losche e che non si tratta di un semplice delitto passionale come ritiene la polizia. Il pachidermico investigatore sospetta che il condannato sia innocente, e ne riceve una tragica conferma quando uno dei suoi collaboratori viene assassinato mentre svolge indagini. Dopo che si verificano altri due omicidi, l'ispettore Cramer è costretto ad ammettere che il caso deve essere riaperto. Saranno infine Archie e Saul Panzer a trovare le prove che inchiodano l'assassino.

A differenza degli altri gialli con protagonisti gli investigatori di turno, Nero Wolfe fa agire Archie e altri collaboratori che poi riferiscono a lui ed è sempre e solo lui colui che riflette e pian piano riesce ad annodare e a srotolare tutto il caso, anche se all'apparenza può sembrare troppo inestricabile. In questa storia emerge lo stretto rapporto esistente tra Nero Wolfe e Archie Goodwin. Archie conosce bene Nero e sa che è un genio, ma non esita a criticarlo quando ne sente il bisogno.

Sicuramente recupererò altre opere della serie di Nero Wolfe.


mercoledì 7 gennaio 2026

[Recensione] Il colpo gobbo - Mickey Spillane

 


IL COLPO GOBBO || Mickey Spillane || Mondadori || 1987 || 185 p.

"Era una di quelle notti in cui il cielo si fa basso e sembra avvolgere il mondo in un ampio mantello grigio. La pioggia graffiava le vetrine del bar come un gatto arrabbiato e cercava di infiltrarsi nel locale ogni volta che qualche ubriaco scivolava dentro la porta..."
Fuori una Buick frenò bruscamente. La porta del bar si aprì: ne uscì un uomo lasciando solo nel locale un bambino di circa due anni. Si udirono dei colpi di pistola. Sotto gli occhi stupefatti di Mike Hammer si era compito in pochissimi secondi un duplice omicidio. Chi era lo spietato conducente della Buick, fuggito a tutto gas dopo aver deliberatamente investito il suo compagno? E chi era il padre del bambino abbandonato nel bar? Perché era uscito a farsi ammazzare così a freddo? A questi drammatici interrogativi Mike Hammer, il "detective-giustiziere", cercherà una risposta, rischiando più volte la propria vita. Giallo d'azione sullo sfondo di una New York più affascinante che mai, Il colpo gobbo, una tra le prime avventure del solitario eroe newyorkese, contiene tutti gli ingredienti del migliore Spillane: sesso, macchine lussuose, whisky... e suspense a non finire. un giallo dall'esito assolutamente imprevedibile.

RECENSIONE

Il ruvido e solitario investigatore privato Mike Hammer, mentre è tranquillamente seduto al banco di un bar, assiste casualmente a una scena che lo colpisce nel profondo: un padre, in lacrime, lascia il proprio bambino su un tavolo e si precipita fuori sotto una pioggia torrenziale, dove viene ucciso da due colpi di pistola. Da quel momento, Mike è determinato a scoprire cosa si nasconde dietro a quell’omicidio: l’indagine diventa una missione personale.

Spillane ci presenta una New York cupa, e la vicenda si svolge in quartieri malfamati, bar fumosi e strade perennemente battute dalla pioggia. Accanto a Mike c’è Pat Chambers, poliziotto e amico fidato. Attorno a lui ruotano molte figure femminili: un’ex attrice, la figlia di un ricco allevatore, la segretaria. Tutte, in un modo o nell’altro, attratte da lui. E poi ci sono i nemici: mafiosi, uomini d’affari, politici corrotti.

Ci troviamo al cospetto di un vero e proprio noir dove ai colpi di pistola si alternano indagini dove Mike cercherà con tutte le forze di trovare giustizia per il bambino che è rimasto orfano. Una caratteristica dello stile di Spillane, oltre ai capitoli molto brevi che ti invogliano a continuare nella lettura, c'è un continuo uso di metafore e similitudini. Quello che l'autore vuole ottenere non è una certa eleganza ma un impatto visivo ed emotivo, molto cinematografico.

Le figure femminili sono ridotte a stereotipi: la segretaria fedele, la spogliarellista, l′ attrice che usa il suo corpo per arrampicarsi al vertice della società. Le donne non sono mai protagoniste attive, e quando Hammer parla di loro, lo fa con battute che oggi risultano francamente inaccettabili e, per questo motivo, vanno considerate nel loro contesto storico.

Gran parte del romanzo si svolge di notte, sotto la pioggia, tra bar fumosi e locali equivoci. Ogni angolo della città sembra marcio, ogni personaggio ha qualcosa da nascondere, e persino un piccolo bambino non è così innocente come potrebbe apparire.

In un certo senso Mike è una sorta di giustiziere solitario, duro come la pietra, che preferisce usare la pistola (che chiama Betsy) quando la situazione non è più a suo favore.

Sicuramente leggerò altre opere di Spillane.



[Recensione] Peggio che morto - Rex Stout

  PEGGIO CHE MORTO || Rex Stout || Mondadori || 1990 || 179 p. Un ricco provinciale si presenta da Wolfe per incaricarlo di ritrovare il fig...