mercoledì 30 ottobre 2024

[Recensione] Charlie Chan e il cammello nero - Earl Derr Biggers

 


CHARLIE CHAN E IL CAMMELLO NERO || E. Derr Biggers || Newton Compton || 2012 || 188 pag.

Shelah Fane, celebre star del cinema, viene uccisa a Waikiki Beach e Charlie Chan, il noto detective un po' cinese, un po' hawaiano e un po' americano, protagonista di tanti romanzi di Biggers, deve scoprire l'assassino. L'unica pista possibile lo conduce a un episodio di tre anni prima, quando Shelah Fane, a Los Angeles, si trovò involontariamente ad assistere a un omicidio: ma chi sarà il misterioso assassino che è tornato in scena per eliminare uno scomodo testimone?

RECENSIONE

Dopo sei anni leggo un altro romanzo con protagonista Charlie Chan. Stavolta il nostro ispettore di polizia cinese è a casa sua a Honolulu, e scopriamo che ha la bellezza di quattordici figli (con tanta salute!). Accade che una celebre attrice di Hollywood, Shelah Fane, viene uccisa a Waikiki Beach e ben presto il nostro detective scoprirà che la signorina aveva, qualche anno prima, assistito a un omicidio.

Devo ammettere che fino alla fine non riuscivo a capire chi fosse l'assassino, anche perché ogni volta che Chan interrogava e approfondiva le vite dei vari personaggi sbarcati sull'isola assieme alla diva del cinema ognuno poteva avere a che fare con lei, in modo diretto o indiretto. Ho apprezzato il fatto che ogni indizio, colpi di scena, depistaggi, riflessioni, informazioni sul caso venissero condivise con noi lettori, così ti sentivi davvero coinvolto nelle indagini e potevi riflettere assieme a Chan. Ho notato che i vari personaggi che circondavano la diva restavano abbastanza distaccati emotivamente.

Potrei consigliarvi questa lettura come un giallo da leggere in spiaggia, nulla di più.


giovedì 24 ottobre 2024

[Recensione] Dieci cose che ho imparato da Jessica Fletcher - Alice Guerra

 


DIECI COSE CHE HO IMPARATO DA JESSICA FLETCHER || Alice Guerra || Rizzoli || 2024 || 251 pag.

Luigino, novantenne di Mestre che vive in compagnia delle sue galline, una mattina sparisce senza lasciare traccia. Un riluttante commissario siciliano, che odia il Veneto e sogna il trasferimento, sarà costretto a farsi carico delle indagini, ma la vera investigatrice - caparbia e inarrestabile come la sua mentore Jessica Fletcher - sarà una ragazza che si autoproclama "l'influencer di Mestre" e che non smette di ficcare il naso al bar, alle poste, al gingerino pomeridiano delle amiche della zia e, soprattutto, all'interno della stessa casa di Luigino.
Guidata dai principi e dagli insegnamenti della sua adoratissima Signora in giallo - tra "Anche la tua amica può essere un'assassina", "Se qualcosa non torna, è meglio ficcare il naso" e "Chi ha bisogno di dimostrare il proprio valore non vale poi molto" - della quale non perde una puntata, Alice inizia a scoprire qualcosa di più sulla vita e sul mondo di Luigino, che sotto molti aspetti sono simili ai suoi.
Tra colazioni al bar per carpire informazioni ai vecioti di Mestre, goffi pedinamenti e scelte coraggiose (sul filo della legalità), Alice ci racconta anche un po' di sé: del disturbo d'ansia generalizzata di cui soffre, di come ha fatto in qualche modo i conti con questa realtà, di anni trascorsi a rincorrere le cose sbagliate e delle sue relazioni amorose disfunzionali.
Una storia appassionante, ironica e potenzialmente verissima, che ci invita a ricordare che "non è mai troppo tardi per fare ciò che ci rende felici, nemmeno se abbiamo novant'anni e siamo più di là che di qua".

RECENSIONE

Un anziano novantenne scompare improvvisamente da Mestre abbandonando le sue amate galline e la sua bicicletta. Ad indagare su questa scomparsa ci sarà un commissario siciliano che ha nostalgia di casa sua (e soprattutto del suo cibo) ma in realtà chi si prende davvero a cuore di questa scomparsa e ad indagare, a modo suo, sarà la trentenne influencer Alice, amante della serie tv che danno tutti i giorni su Rete 4 Jessica Fletcher, la mitica Signora in Giallo, che è in un certo senso la sua mentore.

Che dire, la scrittura e la storia di Alice Guerra non è niente male, piena di ironia e di situazioni divertenti, e come prima opera di questa scrittrice esordiente direi che va bene. Certo, definire un giallo questo storia è un po' esagerato, è più una sorta di diario della influencer che ci narra le sue avventure (e soprattutto disavventure) quotidiane, sempre con ironia.


mercoledì 23 ottobre 2024

[Recensione] Punti di vista - Patrizia Trinchero

 


PUNTI DI VISTA || Patrizia Trinchero || Delos Digital || 2014 || 56 pag.

Se a indagare fosse Moriarty e il colpevole Holmes? E se un incidente fosse in realtà un delitto in camera chiusa "quasi perfetto"?

Il problema finale si avvicina. Una casa è stata violata, una cassaforte svaligiata e questa volta a indagare non troviamo Holmes, ma Moriarty. Il Professore, dopo aver eliminato un amico del Primo Ministro attraverso la sua rete criminale, dovrà occuparsi di un Holmes in veste insolita: quella dello scassinatore. Anche Watson, novello sposo, dovrà fare i conti con questo lato oscuro dell'amico. Il dottore cercherà anche di capire come un fatale incidente, agli occhi del detective, possa risultare un delitto in camera chiusa "quasi perfetto". Tutto infatti dipende dal punto di vista.

RECENSIONE

In questo racconto ci troviamo per la prima volta a seguire il punto di vista dell'arcinemico di Sherlock Holmes, il professor Moriarty. Ma leggeremo anche il punto di vista del fido Dottor Watson. E, come in ogni caso, il nostro detective inglese Holmes riuscirà a sbrogliare la matassa.


domenica 20 ottobre 2024

[Recensione] L'invenzione di Morel - Adolfo Bioy Casares

 


L'INVENZIONE DI MOREL || Adolfo Bioy Casares || SUR || 2017 || 133 pag.

L’invenzione di Morel è il romanzo più celebre di Adolfo Bioy Casares, uno dei narratori più originali della letteratura latinoamericana del Novecento. Pubblicato nel 1940, esce oggi in una nuova traduzione di Francesca Lazzarato, che ne ha curato anche la postfazione. Fortemente ispirato all’Isola del dottor Moreau di H.G. Wells e ai racconti di E.A. Poe, questo romanzo visionario narra le avventure di un fuggiasco che, sbarcato su un’isola deserta per evitare la condanna all’ergastolo, scopre di non essere solo come credeva. In bilico tra il terrore di essere identificato e la frustrazione per il desiderio di essere riconosciuto, il protagonista si ritrova sospeso tra realtà e irrealtà e inizia a seguire, osservare e spiare gli altri isolani. Sarà infine il misterioso Morel a fornirgli le chiavi di lettura di un mondo allucinatorio costituito da pura forma. Un romanzo estremamente moderno e denso, che in poche pagine cattura il lettore invogliandolo ad addentrarsi nei labirinti della trama e a decifrarne gli enigmi.

RECENSIONE

Arrivo alla lettura di questo classico della letteratura mondiale spinto anzi suggerito dalla citazione che si fa nella serie tv Lost (dove dei naufraghi e sopravvissuti a un incidente aereo sono costretti a vivere in un'isola misteriosa e piena di eventi assurdi). In realtà conoscevo già la storia di Morel visto che avevo anni fa recuperato il film del 1974 diretto da Emidio Greco.

Un naufrago arriva in una misteriosa isola abbandonata che ha al suo interno una costruzione che contiene una biblioteca, una sala da pranzo, una cucina, camere da letto, una cappella e anche una piscina. Sembra proprio abbandonata da molti anni, visto che è piena di ragnatele e polvere. Ma improvvisamente, un giorno, iniziano a mostrarsi delle persone vestite di gala che chiacchierano tra loro, fanno il bagno in piscina, mangiano insieme. Sono fantasmi o persone reali? Il naufrago prima si spaventa e fugge, nascondendosi. Poi pian piano inizia a spiarli fino a spingersi a parlare con loro, ma senza essere visto o contraccambiato. Ben presto riuscirà a capire il perché.

Questo romanzo è molto affascinante e ci fa riflettere sul tema dell'immortalità: Morel inventa un meccanismo che ci potrebbe rendere immortali, o almeno le nostre ombre passeggere su questa Terra. In realtà quello che fa lo scienziato Morel è di eternizzare, registrare per sempre, la quotidianità, la banalità dell'ordinario: ci si sveglia, si fa colazione, si va al bagno, si chiacchiera, si pranza, si prende il sole, si passeggia sulla spiaggia, si litiga, si cena, ci si riposa, si ama. Questa storia fa riflettere sul fatto che la nostra vita, di ognuno di noi, è effimera e breve come un filo d'erba: al mattino spunta, durante il giorno vive, la sera già dissecca e poi muore.

N.B.: Casares un grande ad aver anticipato già negli anni 40 la realtà virtuale, anche se lui critica questo tipo di progresso tecnologico come un'invenzione senza anima.


venerdì 18 ottobre 2024

[Recensione] Sunfall - Jim Al-Khalili

 


SUNFALL || Jim Al-Khalili || Bollati Boringhieri || 2019 || 416 pag.

2041. Pericolo dal Sole: entro poche ore, emissioni straordinarie di massa coronale colpiranno la Terra, già a rischio per l'indebolimento del campo magnetico che protegge il pianeta. In Nuova Zelanda un'aurora australe, che dovrebbe essere rivolta a sud, appare invece a nord. Un aereo in atterraggio a Nuova Delhi si schianta al suolo per il danneggiamento dei satelliti di comunicazione dovuto a una raffica di particelle ad alta energia provenienti dallo spazio. Su un'isola delle Bahamas si scatena un uragano di violenza inaudita. La Terra è fuori controllo e le autorità mondiali stanno nascondendo la verità sulla catastrofe imminente per non seminare il panico. Toccherà a quattro scienziati, due uomini e due donne, far ricorso a tutto il proprio sapere, al proprio coraggio e alla propria inventiva per salvare il pianeta. Ma c'è chi è convinto che l'estinzione dell'umanità sia l'unica soluzione possibile… Dal notissimo fisico quantistico Jim Al-Khalili, un romanzo scientificamente plausibile che ci proietta nel futuro, un thriller dal ritmo serrato che svela chi saremo e come vivremo tra non molti anni e, soprattutto, ci ricorda che in un mondo di raffinate tecnologie – a partire dai droni e dalle intelligenze artificiali, così simili a quelle che già conosciamo – la variabile umana e la conoscenza rimangono le nostre principali alleate. Con grande accuratezza scientifica, Jim Al-Khalili conduce il lettore in un futuro agghiacciante e ma allo stesso tempo più vicino a noi di quello che possiamo pensare.

RECENSIONE

In un vicino futuro, il 2041, accadono dei fenomeni atmosferici a dir poco catastrofici: emissioni di massa coronale solare che colpiscono la Terra la quale ha un campo magnetico debole, uragani sempre più pericolosi e potenti, satelliti artificiali di comunicazione danneggiati da particelle ad alta energia provenienti dallo spazio. Il rischio è l'estinzione di ogni essere vivente sul nostro pianeta. Per questo si crea un team di scienziati che proveranno a salvare la Terra e la vita dei terrestri. Uno degli scienziati della storia, fortunatamente, tenterà di creare una macchina in grado di inviare fasci di materia oscura all'interno del nucleo terrestre per riavviare il nostro campo magnetico, ma si troverà davanti una setta, i Purificatori, che tenteranno di sabotare diverse volte questo progetto (anche sequestrandogli la figlia).

Un thriller fantascientifico con tante descrizioni scientifiche, fisiche e tecnologiche, non a caso l'autore è uno stimato fisico quantistico e divulgatore scientifico. Il fatto che il campo magnetico che ci protegge dai raggi solari potrebbe indebolirsi mi ha angosciato, visto che è una teoria scientificamente possibile e probabile (potrebbe accadere). Lo stile di scrittura ricorda molto quello di Michael Crichton.


giovedì 17 ottobre 2024

[Recensione] Il codice segreto di Pechino - Adam Brookes

 


IL CODICE SEGRETO DI PECHINO || Adam Brookes || Newton Compton || 2015 || 321 pag.

Peanut è un uomo solitario. Una notte fugge da un campo di lavoro, attraversando le lande desolate e ghiacciate della zona nordoccidentale della Cina. E pensare che, vent’anni prima, era una spia di Sua Maestà, arruolato nei servizi segreti britannici. Ora, invece, deve darsi alla macchia confondendosi tra le strade di Pechino, tenute perennemente sotto controllo della polizia della Repubblica popolare cinese. Disperato e senza più scrupoli, Peanut sarà costretto a ricontattare i suoi vecchi superiori all’MI6, ma per farlo non esiterà a coinvolgere un giornalista, Philip Mangan, offrendosi di rivelargli scottanti segreti militari in cambio del suo aiuto. Quelle informazioni si riveleranno però ben più interessanti di quanto Peanut o Mangan avrebbero mai potuto immaginare… e non soltanto per gli inglesi.

RECENSIONE

Un giornalista free lance britannico, Philip Mangan, incontrerà a Pechino il cinese Peanuts, alias Li Huasheng, ex spia ed ex prigioniero in un campo di lavoro, e da quel momento resterà invischiato in una storia di spionaggio industriale riguardante la costruzione di missili per testate termonucleari.

Uno spy thriller con alti e bassi, diventa più "accattivante" soprattutto nella seconda parte. Trovato per caso nella bancarella di libri che in estate frequento.


mercoledì 16 ottobre 2024

[Recensione] Il pericolo senza nome - Agatha Christie

 


IL PERICOLO SENZA NOME || Agatha Christie || Mondadori || 2019 || 240 pag.

Hercule Poirot ha deciso di concedersi un periodo di riposo in Cornovaglia, quando proprio davanti ai suoi occhi uno sconosciuto attenta alla vita di una bella ragazza. L’investigatore belga è subito pronto a riprendere l’attività: il primo problema da risolvere consiste nel convincere Nicky, vittima di una serie di incidenti quanto meno improbabili, che nonostante l’assenza apparente di motivi qualcuno la vuole veramente uccidere; il secondo sarà risolvere il mistero di un omicidio non commesso. Non ancora, almeno.

RECENSIONE

Il nostro investigatore Poirot non può neanche concedersi un attimo di riposo in Cornovaglia che subito si ritrova a dover indagare su una serie di tentati omicidi verso la bellissima Nicky, uno avviene con lui presente dove un proiettile per poco non porta all'altro mondo la ragazza.

E anche stavolta la Christie mi ha fregato, non sono riuscito a capire chi era il colpevole.


giovedì 10 ottobre 2024

Tutti i libri citati nella serie tv Lost (prima parte)

Ebbene sì: Lost è stata una delle serie tv mie preferite, la seguivo su Rai 4 qualche annetto fa (per non dire decennio ma sono umile!) e ancora ricordo alcuni colpi di scena e il bel approfondimento psicologico dei vari personaggi. Ma a parte consigliarvela (l'ho recuperata e dunque rivista da poco su Netflix ma potete recuperarla anche su Amazon Prime e su Disney+) ho notato che ci sono davvero tante citazioni di libri e di scrittori, cosa che quando ero più giovane non avevo notato. 

Rivedendola non ho potuto fare a meno di segnarmi i libri che leggeva Sawyer sulla spiaggia e facendo una ricerca sul web ho via via scoperto tutte le citazioni letterarie che vengono fatte nella serie tv. Beh, visto che in questo mio blog vi parlo delle mie letture non potevo esimermi dal presentarvi e consigliarvi le letture citate in Lost, alcuni dei classici della letteratura mondiali, altri importanti, altri ancora inerenti ad alcuni episodi presenti nel serial. Se sei curioso/a di sapere quali sono, continua a leggere! 

Alice nel paese delle meraviglie, Carroll 
Questo celebre romanzo, uno dei più famosi fantasy al mondo, viene citato spesso nel corso della serie, ma andiamo per ordine. Locke cita il romanzo per spiegare a Jack la metafora del "coniglio bianco" (l'immagine sfuggente di suo padre) che è anche il titolo dell'episodio ("Il coniglio bianco"). In "L'uomo dietro le quinte", ci sono molti riferimenti ad Alice: Ben lascia un coniglio bianco per provare se è sicuro attraversare la barriera sonica che conduce ad un altro mondo (il mondo degli "Altri"). Alice segue il coniglio bianco giù per la tana che conduce al Paese delle Meraviglie. Si vede la madre di Ben, Emily, indossare un vestito blu con un nastro intorno alla testa e lunghi capelli biondi. Questa è molto simile all'illustrazione originale di Alice fatta da Tenniel e dell'adattamento del lungometraggio Disney. In "Greatest Hits", Charlie entra nella Stazione Lo Specchio, ma il suo ingresso è simile all'ingresso di Alice nel Paese delle Meraviglie. In "Attraverso lo Specchio", Alice si arrampica attraverso lo specchio sopra il caminetto ed entra in un mondo simile a quello reale (in principio) ma dove ogni cosa è sottosopra. Al contrario, in "Alice nel Paese delle meraviglie", Alice segue il coniglio bianco nella sua tana e cade in un "pozzo molto profondo". Charlie sta cercando il coniglio bianco (il Logo della DHARMA) e scende in profondità. Charlie come Alice, non considera la possibilità di fuggire: "Una volta caduta giù inseguendo il coniglio bianco Alice non aveva considerato come avrebbe fatto a tornare indietro nel mondo." Il pensiero di Charlie di essere coraggioso e passare per un eroe è simile al pensiero iniziale di Alice: "Tutti a casa penseranno che sono coraggiosa!

La collina dei conigli, Adams
Kate trova Sawyer seduto sulla spiaggia mentre legge questo libro. Boone afferma che lo stava leggendo durante la sua permanenza in Australia (quindi era suo). A quanto affermato da Sawyer, il libro è stato portato sulla riva (episodio "Il truffatore"). Nell'episodio "Abbandonate" si vede nuovamente Sawyer mentre legge questo libro sulla spiaggia. "La cura è peggiore della malattia", una delle possibili traduzioni per la frase in latino "Aegrescit medendo" scritta sulla mappa della porta blindata è una diretta citazione del libro. Viene detta dal Capo Coniglio con il senso che sarebbe più semplice per la comunità rimanere dove sono sperando di sopravvivere alla malattia, che cercare di combatterla. Nella trasposizione per la tv datata 1978, la scena d'apertura mostra l'occhio del protagonista che si apre, proprio come in Lost.


Accadde al ponte di Owl Creek, Bierce
Locke rigira questo libro nelle mani, nella Stazione Il Cigno, sfogliando le pagine alla ricerca di foglietti tra di esse (episodio "Il lupo"). Il parallelo tra Lost e questo breve racconto può trovarsi nel ricorso a flashback come tecnica narrativa. In comune si possono trovare anche i frequenti sogni o allucinazioni a cui i personaggi di Lost sono spesso soggetti.

Corpi al sole, Christie
È il libro che Sawyer sta leggendo quando viene interrotto da Nikki (nell'episodio "Exposé"). Considerato da molti come uno dei più affascinanti libri di Agatha Christie, questo racconto macabro non ha perso nulla del suo intricato intreccio dalla sua prima pubblicazione nel 1940. Usando una trama che è diventata canone dei racconti gialli, Christie raccoglie tutti i personaggi in un posto difficile da abbandonare, in questo caso il Jolly Roger, un hotel nella costa sud dell'Inghilterra. Uno degli ospiti viene strangolato a morte e il famoso detective Hercule Poirot che si trova lì in vacanza si occupa del caso. Ogni personaggio ben strutturato dall'autrice è un possibile indiziato e il lettore è portato di volta in volta a cambiare opinione sull'identità dell'assassino." La similitudine con i protagonisti di Lost è a dir poco lampante, no? 

Cuore di tenebra, Conrad
Jack chiede a Kate: "Spiegami una cosa, come mai ogni volta c'è una missione in Cuore di tenebra, ti fai avanti?" quando Kate decide di farsi volontaria per cacciare il cinghiale con Locke. (episodio "La caccia"). Charlie dice a Hurley, "Un minuto sei l'uomo più felice e fortunato, Hurley, e quello dopo sei il Colonnello Kurtz!" (episodio "Numeri"). Per chi non lo sapesse, il Colonnello Kurtz è il personaggio del film del 1979 Apocalypse Now, che è liberamente inspirato a Cuore di Tenebra. Le molteplici chiavi di lettura fanno di questa opera tuttavia una chiara critica al colonialismo soprattutto in territorio Africano. Secondo Conrad tutta l'Europa è colpevole di barbarie e ingiustizie nei confronti del popolo africano e per far capire al meglio ciò, ogni personaggio del libro è di diversa nazionalità. Kurtz è tedesco, ma la madre è inglese e il padre francese; il suo aiutante è russo, il capitano del battello è svedese etc. Marlow parte alla ricerca del colonello consapevole di addentrarsi nel Cuore di tenebra della civiltà, ma man mano che il suo viaggio prosegue, scoprirà che il vero cuore di tenebra è da ricercarsi nella sua civiltà, la civiltà occidentale.

I fratelli Karamazov, Dostoevskij
Esplorando lo spessore talvolta nascosto delle battaglie e dei peccati dell'umanità, Dostoevskij sviluppa un grande romanzo quasi epico cercando di svelare il lato più oscuro dell'umanità e arrivando quasi ad afferrare il vero significato dell'esistenza. Locke dà questo libro a Ben (che afferma in seguito di essere "Henry Gale") da leggere, per cui Ben replica, "Non avete niente di Stephen King?" (episodio "Maternità"). Tra le affinità e i temi condivisi troviamo religione, redenzione, il fato contro il libero arbitrio, parricidio (Locke e Ben sono infatti i responsabili della morte dei rispettivi padri, Anthony Cooper e Roger Linus). 


L'isola misteriosa, Verne
Shannon chiama l'Isola "Misteriosa isola". (episodio "Il mistero della valigetta"). Nel romanzo, molti individui e un cane hanno un incidente con una mongolfiera e precipitano su un'isola del Sud Pacifico (proprio come pare abbia fatto Henry Gale), dove accadono cose strane. Uno dei personaggi segue un cavo che dalla spiaggia porta nell'oceano fino giù dove si trova il Nautilus, in una postazione segreta, molto simile al cavo scoperto da Sayid che porti fino alla stazione Lo Specchio. La presenza degli Ostili su un isola: sei pirati si nascondono nella foresta spaventando i naufraghi, ricordando la presenza degli ostili con la Dharma. Sull'isola misteriosa Cyrus e gli altri usano della dinamite per far saltare in aria una caverna subacquea che si rivelerà essere una casa migliore della spiaggia. Anche in Lost la botola verrà fatta saltare in aria con la dinamite diventando un rifugio migliore della spiaggia. 




Il mago di Oz, Baum
Henry Gale è il nome dello zio di Dorothy. Quando viene catturato, Ben (che insiste a sostenere di chiamarsi "Henry Gale") afferma di essere giunto sull'isola con una mongolfiera, come aveva fatto il Mago. Cosa che sembra aver fatto il vero Henry Gale. In "Déjà vu", Mrs. Hawking e Desmond osservano qualcuno con le scarpette rosse venire colpito da un rottame che cade dall'alto, proprio come accade alla Perfida Strega dell'Est appena Dorothy arriva ad Oz. Un episodio si intitola "L'uomo dietro le quinte" e parla del passato di Ben attraverso un suo flashback. Il titolo sembra far riferimento al Mago di Oz, che si nasconde dietro un sipario rosso ed esclama "Fate attenzione all'uomo dietro il sipario!" In un episodio, Sawyer chiama Charlie "Munckin" ("Tricia Tanaka è morta").

In "L'uomo dietro le quinte", Locke accusa Ben di essere "l'uomo dietro al sipario, prima di essere condotto nella capanna di Jacob nella giungla.
In "Tricia Tanaka è morta", Desmond è trasportato in un luogo differente nel tempo e nello spazio fuori dall'isola dopo essere stato colpito alla nuca con una mazza da cricket ad un pub. Questi eventi non si riferiscono letteralmente al Mago di Oz, è comunque certo che la scena richiami il film del 1939, dove Dorothy è trasportata ad Oz dopo essere stata colpita sulla testa dalla finestra della sua camera da letto durante un uragano. Alla fattoria dei Gale, uno dei braccianti si chiama Zeke. Sawyer chiama Tom "Zeke" in un episodio.

Il nostro comune amico, Dickens
Il nostro comune amico è l'ultimo romanzo completo scritto da Charles Dickens. Molti sono convinti che questo libro sia il più avvincente che Dickens abbia mai scritto ed è conosciuto per il finale apparentemente affannoso. Il romanzo è la storia del figlio di un magnate che deve sposare una donna per ereditare la fortuna del padre. Lui si rifiuta, scappa, ed è falsamente creduto annegato. Ritornato sotto una falsa identità, si fa assumere in una compagnia legata al padre, e sposa la stessa donna per i suoi meriti, non per le ricchezze del padre, e soltanto dopo riassume la sua vera identità ed eredita la sua fortuna. Nel finale "Si vive insieme, si muore soli" viene rivelato che Desmond porta con sé un'edizione Penguin di Il nostro comune amico strettamente legata con degli elastici, e che deve essere aperto e letto come ultima cosa prima di morire. Sapendo presumibilmente il significato del libro per lui, Penelope inserisce una lettera che parla del suo amore e della sua immortale devozione nel libro, pensando che Desmond lo avrebbe letto nel suo momento di massima disperazione mentre è chiuso in un carcere militare. Ma lui non la leggerà in prigione, perché ha consegnato il libro al deposito della prigione con il resto dei suoi effetti personali, e quindi non gli è stato restituito fino al suo rilascio. Nella stazione il Cigno, finalmente trova e legge la lettera, quando finalmente apre il libro perché pensa di suicidarsi dopo tutto quel tempo trascorso inutilmente nella botola. Viene rivelato che questo episodio avviene nello stesso momento in cui John Locke era anch'esso disperato e stava prendendo a pugni la botola al termine dell'episodio "Deus Ex Machina". La combinazione fra il ritrovamento della lettera e l'apparizione di Locke salvano apparentemente la sua vita distogliendolo dal suicidio.

Il signore delle mosche, Golding
Il signore delle Mosche è un romanzo allegorico scritto nel 1954 dal premio Nobel William Golding. Il romanzo parla di un gruppo di studenti che prova a ricreare una società dopo essere naufragati su di un'isola, solo per vederla cadere a pezzi dopo che il lato oscuro della natura umana vanifica i tentativi di stabilire un ordine. Il principale conflitto nel libro è dato dalla crescente distanza tra Ralph, il leader razionale e retto che cerca di ricreare un ordine, e Jack, che punta ad un'anarchia dionistica e animale. Omicidi e caos aumentano man mano che la storia continua e le cose sfuggono di mano.
È stato per la prima volta menzionato da Sawyer dopo aver catturato Jin sospettato di aver dato fuoco alla zattera (cosa in seguito rivelata falsa), "Quelli giù alla spiaggia un mese fa potevano essere dottori e commercialisti, un mese fa, ma adesso è il tempo del Signore delle Mosche." (Cambiamenti)
Successivamente vi ha fatto riferimento Charlie, a proposito dei sopravvissuti del troncone di coda: "Sembra che abbiano avuto un periodo parecchio brutto. Sembra che ci sia un maledetto Signore delle Mosche la fuori"(Storia di Kate). Lo scisma tra due dei protagonisti per la leadership nell'isola (Ralph/Jack nel libro, Jack/Locke in Lost; vedi in particolare il tema esplicitato dal titolo ""Uomo di scienza, uomo di fede"). Uno dei naufraghi che sente una naturale connessione con l'isola (Simon e Locke) e ognuno dei due ha un posto che trova affascinante ed ipnotizzante (Simon un posto segreto di cui lui solo è a conoscenza, Locke la Botola).

Ci sono ancora tanti riferimenti letterari, ho tentato di presentarvi i migliori. Ma se questo tipo di articolo vi è piaciuto, sono pronto a scriverne un altro con altre citazioni. Fatemi sapere e soprattutto commentate qua sotto. 





martedì 8 ottobre 2024

[Recensione] Ucronia - Emmanuel Carrère

 


UCRONIA || Emmanuel Carrère || Adelphi || 2024 || 119 pag.

Nel romanzo di Sarban «Il richiamo del corno», un ufficiale della Marina britannica sperimenta l’incubo di risvegliarsi in un mondo nazificato, dove i prigionieri-­schiavi sono selvaggina per la caccia di un feroce sovrano: un’allarmante rappresentazio­ne della storia come «avrebbe potuto» svolgersi – o «ucronia», come l’ha definita nel 1876 Charles Renou­vier. Che nasca dal rimpianto o dalla ribellione, da un credo filosofico-religioso o dall’attrazione per gli infiniti possibili, ogni opera ucronica è destinata a falcidiare certezze, a dinamitare la nostra visio­ne del mondo, giacché insinua il dubbio che la sto­ria sia un gigantesco trompe-l'œil e che anche la più confortante realtà possa di colpo vacillare, spalan­cando abissi angosciosi. A questo sovversivo gene­re letterario, cui lo lega una tenace passione, Em­manuel Carrère ha dedicato una seducente rifles­sione che, oltre a ripercorrerne le tappe salienti, ne addita le sconcertanti implicazioni: i regimi to­talitari non hanno del resto adottato la tecnica u­cronica per imporre una storia controfattuale? Ma c’è di più: proprio quando sembra rivestire i panni del teorico sottile e distaccato, Carrère ci trascina nel laboratorio da cui sono nati «I baffi» e «L’Avversario», dove vite parallele e alternative sgretolano quel­la fragile costruzione che è la nostra identità. E ci svela che, dalle più innocenti rêverie retrospettive fino alle devianze che sogniamo o paventiamo, l’ucronia è sempre dentro di noi.

RECENSIONE

In questo saggio, scritto come una tesi di laurea (anzi lo è) Carrère ci parla ed esplora il concetto dell'ucronia che è un genere di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia del mondo abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello svoltosi realmente (tanto per fare un esempio, il romanzo di Philip K. Dick La svastica sul sole [peraltro citato dallo stesso Carrère] ci parla di un mondo in cui il nazismo ha vinto la guerra e si spartisce il potere col Giappone).

Carrère farà un'analisi critica dell'ucronia dal punto di vista letterario e ci farà riflettere sulla domanda: e se la Storia fosse andata in un altro modo? Se Napoleone non fosse stato sconfitto? Ci fa ragionare come percepiamo la Storia, il rapporto tra causa ed effetto. In poche parole, se potessimo modificare il tempo cosa accadrebbe? Se avessimo potuto modificare le nostre scelte sbagliate cosa sarebbe successo? Come sarebbe andata la nostra vita? Che strade avremmo intrapreso?  

Il problema di questo saggio che potrebbe certamente risultare interessante (da molti spunti di riflessione e cita tante belle opere di fantascienza e non solo, cita ad esempio Charles Renouvier, Louis Geoffroy, Roger Caillois, Marcel Thiry e Philip K. Dick i quali hanno cercato di raccontare una storia alternativa a quella del nostro universo) è che risulta una tesi di laurea e quindi didascalico e abbastanza stancante. 

Bellissimo e insieme terrificante il monito che ci lascia: qualsiasi opera di finzione modifica in qualche modo il passato (quindi occhio alle manipolazioni di loschi individui che agognano comandarci o coprire certe cose accadute nella Storia). 


sabato 5 ottobre 2024

[Recensione] Il mistero degli studi Kellerman - Ken Follett

 


IL MISTERO DEGLI STUDI KELLERMAN || Ken Follett || Mondadori || 2023 || 90 pag.

A Mick e Izzy non mancano curiosità e coraggio, perciò sono riusciti a entrare di nascosto negli studi cinematografici Kellerman, che presto verranno demoliti per far posto a un grande albergo. Un luogo affascinante, che custodisce tanti, troppi segreti. E scoprirli può essere molto pericoloso, soprattutto se riguardano una banda di inafferrabili rapinatori, non proprio tolleranti con i ficcanaso. Ma quando i due ragazzi se ne rendono conto è troppo ormai sono nei guai fino al collo!

RECENSIONE

Ho trovato questo libro per caso, mentre cercavo qualcosa da leggere. E visto che di Follett avevo letto soltanto L'uomo di Pietroburgo, l'ho preso e letto. Si tratta di un romanzo breve giallo e avventuroso dove sono protagonisti due adolescenti, Mick e Izzy, i quali si imbatteranno per caso, mentre esplorano degli studi cinematografici abbandonati, in una banda di rapinatori di banche.

Storia che si legge velocemente, non complessa e adatta a un pubblico adolescente. Fu scritta negli anni 70 e fa quasi nostalgia vedere che i nostri protagonisti, invece di prendere subito in mano lo smartphone (ancora non esistevano i telefonini) devono andare alla ricerca di una cabina telefonica per telefonare e per fare foto devono cercare una macchina fotografica. Forse letto da un adolescente di oggi verrebbe da ridere.


lunedì 16 settembre 2024

[Recensione] La nube purpurea - Matthew P. Shiel

 


LA NUBE PURPUREA || Matthew P. Shiel || Adelphi || 1991 || 338 pag.

Immaginate un Robinson Crusoe che abbia per scena, invece di un’isola sperduta, il mondo intero; in cui il protagonista, invece di sperimentare tutte le risorse del raziocinio, passi per tutti i deliri di una solitudine allucinante, affollata di cadaveri e di relitti; immaginate che le vicende del romanzo si svolgano dopo la fine del mondo, provocata da una catastrofe di demoniaca sottigliezza, che estingue l’umanità conservandola immobile come uno sterminato museo di cere, imbalsamata in un delicato profumo di pesca; e che la narrazione di questa fine del mondo e dell’inizio di una nuova vita sia spinta da un soffio epico, guidata da una continua lucidità visionaria; che il linguaggio assuma successivamente cadenze, insieme ingenue e preziose, di stile Art Nouveau, il tono asciutto del romanzo di avventure, l’impeto di una predicazione apocalittica; immaginate, poi, un proliferare di strabilianti invenzioni, agevolmente amalgamate alla grandiosa visione centrale, e avrete un romanzo che, scritto sul limitare del nostro secolo, ne prefigura con perfetta esattezza il cronico incubo di essere il secolo ultimo, per scioglierlo in una storia emblematica che congiunge rovina e rinascita, distruzione e principio. Pubblicato nel 1901, riscoperto una prima volta, in America, nel 1928 – quando si arrivò a pubblicare quattro romanzi di Shiel nello stesso giorno – e poi nel 1948, La nube purpurea è senza dubbio il capolavoro di M.P. Shiel, la cui opera è stata esaltata da scrittori quali Arnold Bennett, Hugh Walpole, H.G. Wells, Dashiell Hammett.

RECENSIONE

L'ultimo Adamo

Questo romanzo distopico è considerato il capolavoro di Matthew Phipps Shiel, scrittore britannico laureato in medicina e amico di Robert Louis Stevenson e di Oscar Wilde.

La storia si può dividere in tre parti: nella prima il protagonista, che fa di nome Adam (non a caso il richiamo al primo Adamo) Jeffson parte per una spedizione che lo porterà al Polo Nord e qua un'eruzione vulcanica pestilenziale di colore purpureo e dall'aroma di pesca ucciderà ogni essere umano sulla Terra (lui non viene colpito perché era rimasto bloccato tra i ghiacci per mesi a causa di forti tempeste); nella seconda parte assisteremo al lungo peregrinare di Adam per tutta la Terra alla ricerca di qualcuno ancora in vita, [senza successo]; nella terza [incontrerà una ragazza che lui stesso chiamerà Eva.]

La vicenda narrataci da Shiel mi ha ricordato molto quella narrataci dal nostro Guido Morselli in Dissipatio H G : Romanzo (altra opera che consiglio caldamente e che è purtroppo quasi sconosciuta) dove appunto un unico sopravvissuto umano vaga solitario per tutta la Terra alla ricerca di qualcuno con cui parlare.

Durante le sue peregrinazioni il nostro Adam ad un certo punto è come se impazzisce (vorrei vedere noi al suo posto se non avessimo avuto le stesse reazioni) e viene colto da una sorta di delirio di onnipotenza che lo porta ad incendiare intere città, anche famose (come ad esempio Parigi). L'apice, credo, di questo suo personale delirio lo raggiungerà quando deciderà di costruirsi un palazzo sfarzoso.

Shiel ritrae la specie umana in tutta la sua limitatezza e solitudine ma nello stesso tempo sottolinea che quando ci troviamo in difficoltà è proprio a quel punto che emerge il nostro istinto vitale, di sopravvivenza, che ci permette di reagire (anche se più volte tenta di suicidarsi).

La prima parte, ovvero tutta la narrazione prima dell'evento della catastrofica nube purpurea vulcanica, potrà sembrare più noiosa o ripetitiva, ma se resisterete nella lettura poi la storia decollerà.

E poi risuona una domanda che ci viene indirettamente posta: tu cosa faresti se fossi l'ultimo essere umano sulla Terra?



sabato 14 settembre 2024

[Recensione] Niente panico. Si continua a correre - Giovanni Storti e Franz Rossi

 


NIENTE PANICO. SI CONTINUA A CORRERE || Giovanni Storti e Franz Rossi || Mondadori || 2018 || 152 pag.

Nella prefazione a questo libro, Giacomo Poretti sostiene che ai tempi dei nostri antenati si sapeva già molto del nostro degrado fisico e mentale. Gli australopitechi «intorno ai 20 anni facevano le gare con i giaguari, e spesso li battevano, arrivati ai 40 dopo 200 metri di corsa si fermavano per una birretta, a 60 anni, se ci arrivavi, ringraziavi il dio del sole e al massimo giocavi a scopone, te ne stavi rintanato nella tua bella grotta perché se per caso incontravi un giaguaro non riuscivi a fare 3 passi di corsa e finivi sbranato. L'uomo primitivo era ignorante e tirava su con il naso, ma era saggio, sapeva come godersi l'ultimo tratto di vita senza traumi e pericoli.» Oggi invece pare che questa consapevolezza sia andata persa. Si gareggia per il primato personale, per battere gli amici, per migliorarsi ad ogni costo. Si gareggia contro il tempo, ma sfidare il tempo che passa ha davvero senso?
È una sfida persa in partenza per Giovanni Storti e Franz Rossi, la coppia di corridori scrittori che abbiamo imparato ad apprezzare con Corro perché mia mamma mi picchia.
Gli anni passano per c'è chi se ne accorge vedendo il figlio cresciuto o i capelli incanutiti, e c'è chi li misura osservando i chilometri percorsi o la velocità raggiunta in gara. Ma la verità è che l'età non è nemica della corsa, basta saperla prendere con saggezza ed equilibrio.
In un libro ricco di aneddoti personali e di avventure in giro per il mondo, Giovanni e Franz ci dimostrano che anche se il corpo invecchia non si può dire altrettanto dello spirito. Quello che si impara percorrendo di corsa chilometri lungo strade e sentieri è un vero e proprio stile di vita, in grado di migliorare la qualità della nostra esistenza.
Dalla vetta del Kilimangiaro alla Grande Muraglia cinese, dalle corsette sotto casa alle maratone nel deserto, continua il viaggio di questi «assaggiatori di corse», come ebbero modo di definirsi, con un obiettivo preciso, dimostrare come spesso la ricerca del proprio record personale può avere come effetto collaterale la felicità.

RECENSIONE

Come ricorderai avevo già letto il primo libro sulla corsa che avevano scritto, a due mani, Giovanni Storti con l'amico Franz Rossi, dal titolo Corro perché mia mamma mi picchia. Questo è un ideale seguito. Rispetto al primo, però, in questo mi sono annoiato, ho avuto la sensazione che sia stato scritto tanto per scriverlo. E non si parla solo di corse ma anche di camminate in montagna. Anche il fatto che Giovanni abbia ideato una sorta di rubrica dove, di volta in volta, presenta degli atleti fuori dall'ordinario (naturalmente tutti inventati) mi ha lasciato alquanto perplesso, avrei preferito che ci narrasse di più delle sue corse. Peccato, molto meglio il primo.


sabato 7 settembre 2024

[Recensione] Correndo per il mondo - Roberto Giordano

 


CORRENDO PER IL MONDO || Roberto Giordano || Kowalski || 2013 || 188 pag.

La corsa è la grande passione di Roberto Giordano che ha iniziato a praticarla nel 2005 e non ha più smesso. Ha partecipato sia alle più spettacolari maratone mondiali sia a quelle più sconosciute: da quella celeberrima di New York fino al deserto del Sahara e alle foreste pluviali del Costarica. La sua passione è poi diventata anche un programma televisivo in onda su Rete 4 e Marco Polo. Con il sorriso, l'entusiasmo e l'umanità di un grande sportivo, in questo libro Giordano ripercorre le sue emozioni più forti e - in modo semplice, esaustivo, affascinante - dispensa anche consigli per diventare un corridore sia amatoriale sia professionista. Giordano ci fa scoprire quanto sia importante avere - non solo un fisico e una mente allenati - ma soprattutto la passione e l'amore per uno sport tra i più democratici, in grande ascesa sia tra i giovani sia tra gli adulti: bastano infatti un paio di scarpe e l'avventura può iniziare.

RECENSIONE

Ho conosciuto Roberto Giordano per il programma su Rete 4 Correndo per il mondo dove affrontava, di volta in volta, una maratona intorno al mondo e ci parlava della sua infinita passione per la corsa. Questo libro che ha scritto ci parla proprio delle maratone e ultramaratone più belle e suggestive che ha fatto, in una sorta di diario personale.

Consigliato a chi ama, come me, correre anche solo per passione.


sabato 31 agosto 2024

[Recensione] Maigret, Lognon e i gangster - Georges Simenon

 


MAIGRET, LOGNON E I GANGSTER || Georges Simenon || Adelphi || 2003 || 169 pag.

In fondo Maigret non era poi così arrabbiato come voleva far credere. Pozzo era un osso duro, e la cosa non gli dispiaceva. Non gli dispiaceva neppure doversela vedere con dei tizi contro i quali la polizia americana si era rotta le corna. Veri duri, che giocavano pesante. MacDonald non aveva forse detto che Cinaglia era un killer? Non sarebbe stato male, di lì a qualche giorno, telefonare a Washington e dire, con aria distaccata: «Hello, Jimmy!... Li ho incastrati!».

RECENSIONE

Anche questo romanzo di Maigret fu scritto da Simenon alla tenuta Shadow Rock Farm di Lakeville, in Connecticut ed è il trentanovesimo dedicato al nostro commissario francese. A esso è ispirato il film francese del 1963 Maigret e i gangsters di Gilles Grangier. Il commissario è interpretato da Jean Gabin.

La signora Lognon, moglie dell'ispettore chiamato lo Scorbutico, chiede di parlare con il commissario Maigret: si scopre che suo marito è scomparso da alcuni giorni e lei è preoccupata perché a casa sua si sono intrufolati dei gangster. Si verrà a scoprire che Lognon è stato testimone di un omicidio, ovvero ha visto che questi misteriosi gangster hanno gettato un cadavere in corsa dalla loro auto. Col procedere delle indagini Maigret capirà ben presto che queste persone, questi gangster sono tipi pericolosi che possono arrivare ad uccidere anche lui, così giunge in un ristorante frequentato da costoro e tutta l'attenzione la rivolgerà verso Joe Mascarelli detto "Sloppy".

Ritroviamo un Maigret più sagace e duro del solito, che riesce a combattere e a far saltare i piani a dei veri e propri gangster americani.


mercoledì 28 agosto 2024

[Recensione] Il commissario Bordelli - Marco Vichi

 


IL COMMISSARIO BORDELLI || Marco Vichi || TEA || 2004 || 204 pag.

Firenze, estate 1963. Nella stanza da letto di una villa settecentesca viene ritrovato il corpo senza vita di un'anziana signora. Sul comodino, un bicchiere con tracce di un medicinale contro l'asma. Il commissario Bordelli, cinquantenne, scapolo, ex partigiano, amico di ladri e prostitute, viene chiamato a guidare le indagini...

RECENSIONE

Ho scoperto per caso questo romanzo giallo e non mi è dispiaciuto. Prima opera che leggo di Marco Vichi.

Siamo a Firenze nell'estate del 1963: il commissario Bordelli indaga sulla morte misteriosa, forse avvenuta per avvelenamento, di un'anziana signora benestante. Pian piano interrogherà le persone che ruotavano intorno alla signora: la governante, i nipoti Giulio e Anselmo, il fratello inventore, ma tutti loro hanno una cosa in comune, ovvero un alibi inattaccabile.

Sarò sincero: la figura del commissario Bordelli mi ha ricordato molto quella del commissario Maigret, serie che sto leggendo cronologicamente dal primo. Una cosa soprattutto che li accomuna è il fatto che entrambi provano a conoscere le persone che ruotavano intorno alla figura dell'assassinata. Anche Bordelli, come Maigret, si lascia assorbire, come una spugna, dalle vite delle altre persone, e come lui è molto umano. Non posso aggiungere altro, visto che quando si tratta di un'indagine si rischia poi di fare qualche spoiler, ma è stata una lettura estiva abbastanza godibile e sicuramente leggerò altre opere di Marco Vichi.


sabato 24 agosto 2024

[Recensione] Alta fedeltà - Nick Hornby

 


ALTA FEDELTÀ || Nick Hornby || Guanda || 1996 || 253 pag.

In una Londra irrequieta e vibrante, le avventure, gli amori, la passione per la musica, i sogni e le disillusioni di una generazione di trentenni ancora pieni di voglia di vivere. Commovente, scanzonato, amaro, ma soprattutto molto divertente, Alta fedeltà è il libro di culto della nuova narrativa inglese, diventato un grande successo internazionale.

RECENSIONE

Leggere Nick Hornby è sempre piacevole, fino ad ora ho letto di lui: Non buttiamoci giù,Una vita da lettore e Shakespeare scriveva per soldi: Diario di un lettore.

Siamo a Londra e il protagonista, Rob Fleming, ex dj, ha un negozio di musica in una zona poco frequentata che non ha molti ricavi, anzi, direi che è in crisi e rischia la chiusura. Inoltre egli viene mollato dalla sua ragazza che si trasferisce dal suo vicino di casa, ma lui continua ad amarla e vorrebbe rimettersi con lei. 

Hornby ci regala un ritratto ironico e tagliente (come solo lui sa fare) di un trentacinquenne inglese degli anni 90 che si trova in una vera e propria "crisi di mezza età" anticipata, pieno di manie e soprattutto di insicurezze che non gli permettono di evolversi, di crescere, ma ristagna nella sua solita routine fatta di musica, bevute e sesso. Ma attenzione: non una musica qualsiasi, perché Rob ha dei gusti musicali sopraffini. A me è piaciuto perché sono subito entrato in sintonia col protagonista, in certi atteggiamenti rispecchiava alcuni miei comportamenti o manie. Ho trovato una lettura piacevole, divertente, ironica, e poi lo stile di Hornby è davvero bello e accattivante. 

Ma che messaggio ci voleva donare l'autore in questo romanzo? Credo che volesse esprimere una condizione frequente tra i giovani degli anni 90: quella della paura di diventare grandi, di crescere. Il protagonista, infatti, per auto-analizzarsi non fa che stilare delle classifiche su qualunque cosa: sulle donne che lo hanno fatto soffrire di più (proprio all'inizio della storia), sulle sue canzoni preferite, dei gruppi che dovrebbero andare sul rogo se ci fosse la “Rivoluzione Musicale”. 

Consigliato a tutti, soprattutto a chi ama la buona musica (ci sono tantissime citazioni musicali e chiacchierate e riflessioni su determinati generi musicali e su musicisti e artisti). 


mercoledì 21 agosto 2024

[Recensione] Yellowface - Rebecca F. Kuang

 


YELLOWFACE || Rebecca F. Kuang || Mondadori || 2024 || 384 pag.

Che male può fare uno pseudonimo? Juniper Song ha scritto un libro di enorme successo. Però forse non è esattamente chi vuole far credere di essere. June Hayward e Athena Liu, giovani scrittrici, sembrano destinate a carriere parallele: si sono laureate insieme, hanno esordito insieme. Solo che Athena è subito diventata una star mentre di June non si è accorto nessuno. Quando assiste alla morte di Athena in uno strano incidente, June ruba il romanzo che l'amica aveva appena finito di scrivere ma di cui ancora nessuno sa nulla, e decide di pubblicarlo come fosse suo, rielaborato quel tanto che basta. La storia, incentrata sul misconosciuto contributo dei cinesi allo sforzo bellico inglese durante la Prima guerra mondiale, merita comunque di essere raccontata. L'importante è che nessuno scopra la verità. Quando però qualcosa comincia a trapelare, June deve decidere fino a che punto è disposta a spingersi pur di mantenere il proprio segreto. Un romanzo spassosamente tagliente che parla di diversità, razzismi, privilegi e appropriazione culturale. E dei limiti che non si dovrebbero mai superare.

RECENSIONE

Che succede quando decido di leggere un libro fuori dalla mia comfort zone? Beh, con un'alta percentuale ne trovo uno che mi delude, e purtroppo in questo caso è andata proprio così. Ti do un suggerimento: non lasciarti ingannare, anzi, irretire da quelle persone che ti presentano un libro da poco uscito come il capolavoro del secolo, così bello che non vedrai l'ora di finirlo, e altre frasi ad effetto simili, perché già intuirai (te lo garantisco) che ti ritrovi davanti a una ciofeca colossale. 
Trama? Personaggi? Coinvolgimento? Interesse? Noia? Sinceramente non saprei come parlare di questa opera, visto che mi ha stancato su ogni punto. Ci provo, dai. 

Te lo riassumo in poche righe: la protagonista è una scrittrice invidiosa della sua amica che, rispetto a lei, ha tanto successo visto che è una vera e propria star. Sorvoliamo sul fatto che poteva salvarla ma decide di osservarla mentre soffoca davanti ai suoi occhi, forse perché presa da un attacco di ansia. E cosa fa? Le ruba un manoscritto dal suo studio e, modificandolo, lo pubblica a suo nome. Ma ben presto verrà criticata e perseguitata da un hater che le rivela sapere tutto quello che ha fatto. 

A parte lo stile di scrittura che è a dir poco orrendo, ma tutta la storia di per sé non regge su nulla, e spesso si trovano contraddizioni e sviste. Poi la protagonista risulta per lo più antipatica e stupida. E poi la noia che mi ha perseguitato per tutto il tempo, ma sai perché non l'ho abbandonato stavolta? Perché avevo deciso di portarlo a compimento, sì lo so, amo farmi del male a volte. Ho letto altre recensioni che incensano questo romanzo sottolineando il fatto che fa molto riflettere sul mondo editoriale americano. Beh la critica sull'editoria è sicuramente interessante (ma avrei preferito leggere un saggio dedicato a quel tema), non posso negarlo, ma a me interessa? No, a me interessa la storia che ci viene narrata, e questa storia non decolla mai. 

In conclusione ho trovato Yellowface: banale, noioso, ingenuo, senza senso, irritante, inutile, per nulla interessante, deludente, stancante, vuoto, stupido, brutto, poco sviluppato, personaggi senza alcun approfondimento e pieno di monologhi assurdi.

sabato 10 agosto 2024

[Recensione] Cucinare un orso - Mikael Niemi

 


CUCINARE UN ORSO || Mikael Niemi || Iperborea || 2018 || 507 pag.

Lars Levi Laestadius è un carismatico pastore di origini sami, esperto botanico e fondatore di un movimento religioso revivalista che a metà ’800 si diffonde a macchia d’olio tra la gente del Tornedal, nell’estremo Nord della Svezia e della Finlandia. Jussi è il suo fedele compagno e discepolo, un ragazzo sami che Laestadius ha adottato, salvandolo dalla miseria e insegnandogli tutto sulle piante e sulla natura (ma anche a leggere, scrivere e, non meno importante, ad amare e temere Dio). Nell’estate del 1852 nel villaggio di Kengis, Jussi e il pastore sono chiamati d’urgenza da una famiglia di contadini della zona perché una ragazza che badava alle mucche è scomparsa nella foresta. Pochi giorni dopo viene ritrovata uccisa e la gente del posto subito sospetta di un orso. Lo sceriffo Brahe è pronto a offrire una ricompensa per catturare l’animale, ma il predicatore trova altre tracce che indicano un assassino assai peggiore ancora in libertà, e insieme a Jussi s’improvvisa detective, ignaro del male che lentamente si sta avvicinando a lui e che minaccia di distruggere la sua azione di rinnovamento spirituale. 

RECENSIONE

Siamo nell'estremo Nord della Svezia e un pastore protestante sami (o lappone), Lars Levi Laestadius, grande studioso botanico e fondatore di un movimento religioso revivalista (il Risveglio), accoglie un ragazzino vagabondo, Jussi, e gli insegna a leggere e a scrivere, adottandolo a casa sua. Accade un brutto episodio: nel villaggio dove vivono scompare una contadina nella foresta che, pochi giorni dopo, verrà ritrovata cadavere e subito viene erroneamente attribuita la morte a un orso che si aggirava in quelle zone. Ma il nostro pastore, che diventa un vero e proprio detective (osserva ogni minimo particolare) che potrebbe ricordarci come stile Sherlock Holmes, intuisce subito che si è trattato di un omicidio e quindi c'è in giro una persona pericolosa che non tarderà ad uccidere altre persone. 

Prima opera che leggo di questo autore svedese, Mikael Niemi, e devo dire che mi è piaciuto questo thriller/giallo storico ambientato nel 1852 in Svezia. Vengono toccati diversi temi, tra i quali emerge la piaga dell'alcolismo diffusa tra i lapponi. Poi non ci si può non affezionare al giovane Jussi che viene salvato dal nostro pastore e assieme a lui gioiamo di quando inizia a capire i misteriosi disegni che formano le parole. 

Ah, lo so che te lo stai chiedendo visto il titolo del libro: sì, ad un certo punto lo cucinano davvero l'orso, soprattutto la testa. 


martedì 6 agosto 2024

[Segnalazione] La disobbediente - Elizabeth Fremantle

Brucia di passione, Artemisia. Passione per la vita, per l’arte che le scorre nelle vene: il mondo le appare così ammaliante che non può solo guardarlo dalla finestra.

Ha imparato sin da bambina i segreti delle polveri da cui nascono i colori e ha il dono di saperne trarre la vita. Come vorrebbe dipingere e scoprire ogni cosa! Invece, tutti quei misteri di cui palpita Roma, come una peccaminosa statua di Ermafrodito che si vocifera sia nascosta nel palazzo di un cardinale, a lei sono negati. In quanto donna, ogni parte di sé – il suo corpo, la sua abilità, il suo vero io – deve rimanere celata. La sua anima ardente si ribella alle regole che la vorrebbero silenziosa e sottomessa, ma è suo padre, il pittore Orazio Gentileschi, a disporre del suo destino. Nonostante le abbia insegnato a dipingere, maledice il cielo di aver dato tutto quel talento a una figlia femmina e non vede l’ora di affibbiarla a un marito, mentre si appropria senza vergogna delle sue opere.

Ma, nel vigore dei suoi diciassette anni, Artemisia Gentileschi sente di non aver bisogno di un uomo, le basta la sua arte per essere felice. Quando Agostino Tassi, anch’egli pittore, entra nella vita dei Gentileschi, le fa balenare per un istante un mondo di possibilità artistiche. Invece, come un rapace, le strappa con la violenza quella fugace illusione. Mentre tutti la spingono a piegarsi al suo destino, Artemisia capisce di non poter fare a meno della sua libertà, qualunque sarà il prezzo da pagare, e decide di dimostrare al mondo di quale ardimentoso slancio è capace il cuore di una donna.

Un prodigioso romanzo con una straordinaria eroina, icona di talento, coraggio e passione.

Dal 7 agosto 2024 in libreria 

L'AUTRICE

Elizabeth Fremantle è considerata la più emozionante voce della narrativa storica contemporanea. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Membro della prestigiosa Historical Writer’s Association, scrive regolarmente per Vanity Fair, The Sunday Times, The Wall Street Journal e The Financial Times. 

lunedì 5 agosto 2024

[Segnalazione] Fuga d'amore - Tracy Rees

Londra, 1897. È l’anno del Giubileo di Diamante e Rowena, ereditiera della ricchissima famiglia dei Blythe, si chiede cosa vuole davvero dalla vita. Sposarsi, come la sua migliore amica Verity, e concentrarsi su un futuro di balli e ricevimenti? Di certo non rimanere sola come Olive Westallen che, pur facoltosa come lei, ha adottato una bambina senza avere marito e si è anche messa a lavorare nella fondazione che porta il suo nome. Ma quando i genitori di Rowena commissionano un ritratto della figlia in grado di attrarre i pretendenti giusti, tutto cambia. Perché a posarsi sulla ragazza è lo sguardo del fascinoso Bartek: lo straniero, biondo e bohémien Bartek. Peccato che l’uomo altri non sia che l’assistente del famoso pittore ingaggiato per il ritratto. Bartek può prometterle una vita romantica, sì, ma poverissima. O forse Rowena in fondo vorrebbe solo smettere di annoiarsi e soffre della sindrome della gabbia dorata… Ormai da sette anni cameriera in casa Blythe, Pansy Tilney, al contrario di Bartek, disprezza Rowena sopra ogni cosa. La signorina Blythe è viziata e arrogante e dà per scontata ogni comodità della sua vita soave, che in realtà sono Pansy e quelle come lei a offrire ai padroni ogni giorno. Tutto sommato, Rowena si merita quello che le accade quando scappa con Bartek in una scandalosa fuga d’amore: ripudiata dalla famiglia, nessuno in società vorrà più accoglierla, nemmeno riconoscere la sua esistenza. Nessuno tranne la famigerata Olive Westallen. E, forse, proprio Pansy.

Dal 6 agosto 2024 in libreria

L'AUTRICE


Tracy Rees è nata in Galles. Dopo essersi laureata a Cambridge in Lingue moderne e antiche e aver lavorato in una casa editrice di saggistica, ha esordito nella narrativa con Amy Snow (Neri Pozza 2016, beat 2018), che è diventato subito un caso editoriale in Gran Bretagna e ha ottenuto diversi riconoscimenti. Presso Neri Pozza sono apparsi anche Florence Grace (2017, beat 2019), Casa Silvermoor (2022) e Il giardino delle rose (2023).

sabato 27 luglio 2024

[Recensione] Central Park - Guillaume Musso

 


CENTRAL PARK || Guillaume Musso || Bompiani || 2015 || 304 pag.

New York. Otto del mattino.
Alice, una giovane poliziotta di Parigi, e Gabriel, pianista jazz americano, si svegliano ammanettati tra loro su una panchina di Central Park. Non si conoscono e non ricordano nulla del loro incontro. La sera prima, Alice era a una festa sugli Champs-Elysées con i suoi amici, mentre Gabriel era in un pub di Dublino a suonare. Impossibile? Eppure… Dopo lo stupore iniziale le domande sono inevitabili: come sono finiti in una situazione simile? Da dove arriva il sangue di cui è macchiata la camicetta di Alice? Perché dalla sua pistola manca un proiettile? Per capire cosa sta succedendo e riannodare i fili delle loro vite, Alice e Gabriel non possono farealtro che agire in coppia. La verità che scopriranno finirà per sconvolgere le loro vite. Un thriller magistrale – oltre un milione di copie vendute in Francia – che conquista il lettore sin dalla prima scena e lo avvolge in una spirale implacabile.

RECENSIONE

Una poliziotta francese, Alice, si risveglia su una panchina di Central Park, a New York, ammanettata assieme a un pianista jazz irlandese, Gabriel. Lei ricorda che la sera scorsa aveva bevuto con le sue amiche in un locale a Parigi, come è possibile che adesso si ritrova dall'altra parte del mondo? Chi li ha rapiti? E perché? Da questo momento i due dovranno collaborare per scoprire chi li ha cacciati in questo guaio.

Prima opera che leggo di Guillaume Musso (finalmente!) che avevo intravisto diverse volte in diversi anni in libreria ma che non ero mai riuscito ad avvicinarmi a lui. A me la storia è piaciuta, si gira per New York e si vive in costante azione tutta la vicenda, con diversi colpi di scena. Il finale forse è la cosa più spiazzante e brutta, ma già a metà storia si inizia a intuire qualcosa (quando ad esempio scopriamo che Gabriel non esiste ma è un agente sotto copertura, ma neanche questo) che riguarda essenzialmente la protagonista, Alice.

Sicuramente leggerò altre opere di Musso.


[Recensione] Charlie Chan e il cammello nero - Earl Derr Biggers

  CHARLIE CHAN E IL CAMMELLO NERO || E. Derr Biggers || Newton Compton || 2012 || 188 pag. Shelah Fane, celebre star del cinema, viene uccis...